NASA: aperto contenitore con suolo della Luna sigillato da Apollo 17

NASA: aperto contenitore con suolo della Luna sigillato da Apollo 17

Tornare sulla Luna è complicato. Per prepararsi alle prossime missioni Artemis sono stati "rispolverati" alcuni campioni ancora sigillati raccolti proprio sul nostro satellite naturale per un'analisi attenta con gli strumenti più recenti.

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Scienza e tecnologia
NASA
 

Sappiamo che la Luna è uno degli obiettivi della NASA (e dell'amministrazione statunitense). Con le missioni Artemis si punterà a riportare l'uomo e la prima donna sul satellite naturale. Per farlo però gli scienziati vogliono capire meglio cosa li aspetterà.

campioni suolo lunare nasa

Le missioni Apollo aiuteranno Artemis ad avere successo

Questo significa inviare sulla Luna missioni con rover (oltre a quelle già presenti) come NASA VIPER, ma anche studiare quello che già sappiamo o che abbiamo a disposizione. Ed è per questo che è stata annunciata l'apertura di un contenitore ancora sigillato (e mai aperto prima) contenente suolo e rocce lunari prelevate durante la missione Apollo 17.

Si tratta della prima volta dopo 40 anni che un campione considerabile incontaminato è stato aperto per poter effettuare nuovi studi con apparecchiature più sofisticate e precise. Secondo quanto riportato dalla NASA, questa operazione servirà a porre le basi per studiare i campioni che saranno riportati dalle missioni Artemis.

Sempre stando alle fonti, l'apertura è avvenuta il 5 Novembre 2019 al Johnson Space Center di Houston. Come scritto poco sopra, il campione (codifica 73002) era stato raccolto durante Apollo 17 dagli astronauti Gene Cernan e Jack Schmitt mentre a Gennaio 2020 sarà aperto un campione "gemello" (codifica 73001). Sono però diversi i campioni di suolo e rocce della Luna conservati ancora intatti (derivanti dalle missioni Apollo 15, Apollo 16 e Apollo 17).

Come sempre, alla NASA hanno voluto utilizzare un acronimo per questa operazione e più precisamente ANGSA che significa Apollo Next-Generation Sample Analysis. Saranno utilizzate tecniche come l'imaging 3D non distruttivo, spettrometria di massa e la microtomia ad alta risoluzione.Tornando ai campioni 73002 e 73001, la raccolta è avvenuta grazie a un "tubo" di 60 centimetri circa da un deposito franoso nella zona del cratere Lara.

L'apertura del campione con il suolo lunare

Aprire un campione così importante e unico non è un compito semplice. I ricercatori si sono quindi avvalsi della tomografia computerizzata a raggi X permettendo così di catturare un'immagine regolite all'interno del contenitore. Questo ha permesso di pensare a una strategia di apertura corretta e avere informazioni prima delle operazioni.

NASA Luna

Una volta che si è ottenuta l'immagine si procede all'apertura in contenitori riempiti con azoto secco ultrapuro suddividendoli in parti di circa 6 mm. Questo permette così di capire come cambia la stratificazione. Il campione 73001 invece potrebbe contenere gas che arrivano dalla Luna e che dovranno essere analizzati accuratamente.

Pensando ad Artemis e ancora più in là

Come abbiamo scritto più sopra, la Luna sarà il prossimo obiettivo grazie ad Artemis. La NASA ha intenzione di capire dove si trova precisamente il ghiaccio d'acqua che potrà essere impiegato per realizzare carburante per razzi o anche più "semplicemente" per il sostentamento degli astronauti.

I campioni che si stanno studiando in questo periodo daranno indicazioni anche sugli impatti sulla superficie della Luna, su come hanno origine le frane e di come si è evoluto il nostro satellite.

nasa luna artemis

Ancora più interessante è il lavoro in team. Infatti a "mettere le mani" su questi campioni ci saranno ricercatori della nuova generazione ma anche parte del team originale. Il tutto permetterà di adottare punti di vista diversi ed esperienze accumulate in anni. Non mancherà anche Jack Schmitt che non solo ha raccolto il campione sulla Luna ma è anche un geologo.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.
Leggi la Privacy Policy per maggiori informazioni sulla gestione dei dati personali

13 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
inited07 Novembre 2019, 10:17 #1
Eccellente. Uno dei fattori inattesi nelle esplorazioni della serie Apollo fu l'abrasività della regolite lunare, che non subendo erosioni naturali dovute a fattori come atmosfera, corpi liquidi o altro, assenti sulla luna, è composta di granuli non levigati che costituiscono micro-arpioni il cui contatto con i materiali terrestri comportava una vistosa erosione. Studiare come produrre materiali moderni in grado di contrastare questa azione è senz'altro una delle cose da fare per prime.

Solo che non è "immagine regolite", è "immagine DELLA regolite".
nx-9907 Novembre 2019, 11:20 #2
Molte miniere di metalli preziosi sulla Terra, sono in corrispondenza di impatti di comete e asteroidi, sulla Luna c'è ne saranno ?
Marcus Scaurus07 Novembre 2019, 11:49 #3
Originariamente inviato da: nx-99
Molte miniere di metalli preziosi sulla Terra, sono in corrispondenza di impatti di comete e asteroidi, sulla Luna c'è ne saranno ?


Non che non ci creda ma... Fonte per approfondire questa cosa???
Tasslehoff07 Novembre 2019, 12:06 #4
Se qualcuno è interessato qui potete trovare un video del sempre ottimo Smarter Everyday dove mostrano nel dettaglio dove e come sono conservati i reperti delle missioni lunari --> https://youtu.be/QxZ_iPldGtI
matsnake8607 Novembre 2019, 12:23 #5
E c'è ancora gente che anche all'evidenza di questi fatti e dell'enorme quantità di materiale portato dalla luna alla terra, preferisce credere al primo cialtrone che carica un video su yt nel quale afferma, portando prove molto discutibili, che non ci siamo mai stati.

Meraviglioso comunque. Non sapevo di campioni ancora da scoprire.
GabrySP07 Novembre 2019, 12:59 #6
molti sono ancora da analizzare perchè l'ultimo sasso lunare testato è risultato un pezzo di pino mugo fossilizzato.
marco_zanardi07 Novembre 2019, 14:40 #7
sarà la volta buona che un super batterio annienterà la razza umana, così niente più terrapiattisti e complottisti anti allunaggio
Mars4ever07 Novembre 2019, 14:44 #8
Avevano fatto la quarantena dopo le prime tre missioni proprio per evitare questa possibilità.
Aviatore_Gilles07 Novembre 2019, 15:02 #9
Originariamente inviato da: matsnake86
E c'è ancora gente che anche all'evidenza di questi fatti e dell'enorme quantità di materiale portato dalla luna alla terra, preferisce credere al primo cialtrone che carica un video su yt nel quale afferma, portando prove molto discutibili, che non ci siamo mai stati.

Meraviglioso comunque. Non sapevo di campioni ancora da scoprire.



E' un argomento sempre controverso. Io di solito, agli scettici, rispondo che l'esplorazione spaziale è così bella e affascinante, che è un peccato non crederci.
Aviatore_Gilles07 Novembre 2019, 15:05 #10
Originariamente inviato da: inited
Eccellente. Uno dei fattori inattesi nelle esplorazioni della serie Apollo fu l'abrasività della regolite lunare, che non subendo erosioni naturali dovute a fattori come atmosfera, corpi liquidi o altro, assenti sulla luna, è composta di granuli non levigati che costituiscono micro-arpioni il cui contatto con i materiali terrestri comportava una vistosa erosione. Studiare come produrre materiali moderni in grado di contrastare questa azione è senz'altro una delle cose da fare per prime.

Solo che non è "immagine regolite", è "immagine DELLA regolite".



In previsione di future missioni sulla luna (e poi marte), sempre più lunghe, penso sia corretto studiare strategie per limitare il logoramento dei materiali.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^