La NASA rende note alcune informazioni aggiuntive sul Wet Dress Rehearsal della missione Artemis II
Nelle scorse ore si è tenuta una conferenza stampa dell'agenzia spaziale statunitense che ha reso note nuove informazioni su quanto accaduto durante il Wet Dress Rehearsal (WDR) della missione Artemis II il cui lancio è previsto a marzo.
di Mattia Speroni pubblicata il 04 Febbraio 2026, alle 15:33 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESAArtemisLockheed MartinBoeingNorthrop Grumman
Lunedì la NASA ha reso noto che la missione Artemis II non sarà lanciata il 9 febbraio (dopo un ulteriore ritardo dal 7 febbraio, a causa del meteo) come previsto in precedenza a causa delle problematiche rilevate durante il Wet Dress Rehearsal (WDR). Ora il lancio è previsto per l'inizio di marzo ma chiaramente anche questa data non è certa ma solo un'indicazione sulla potenziale apertura della finestra di lancio. Poco dopo aver completato le operazioni del WDR al Kennedy Space Center, si è tenuta una conferenza stampa per discutere alcuni punti.
Secondo quanto dichiarato dagli alti dirigenti dell'agenzia spaziale, nonostante il Wet Dress Rehearsal non sia stato completato come previsto, sono stati raggiunti diversi obiettivi importanti. Ricordiamo che si tratta della prima missione oltre l'orbita terrestre bassa con esseri umani a bordo dalla fine del programma Apollo e che è anche la prima missione con l'hardware di NASA SLS (Space Launch System) e Orion Integrity con degli astronauti (la seconda complessivamente).
La missione Artemis II e le novità del Wet Dress Rehearsal
Amit Kshatriya (amministratore associato della NASA) ha dichiarato che grazie al WDR sono stati raggiunti pietre miliari critiche in vista del lancio mentre Lori Glaze (amministratrice associata facente funzione per la direzione della missione di sviluppo dei sistemi di esplorazione) ha aggiunto che sono state implementate alcune modifiche tra Artemis I e Artemis II che hanno reso le operazioni più rapide e con meno imprevisti.
L'amministratrice associata ha poi aggiunto che gli ingegneri hanno raccolto moltissimi dati utili sulla perdita di idrogeno che ha condizionato il Wet Dress Rehearsal e che saranno utilizzati per proseguire più rapidamente in futuro. Anche sullo spurgo dell'azoto all'interno di Orion, la chiusura del portello della navicella e delle procedure per il Launch Abort System sono stati fatti progressi utili in vista delle future missioni.
Secondo Charlie Blackwell-Thompson (direttrice del lancio di Artemis) ha dichiarato che la prima perdita di idrogeno liquido dal TSMU (tail service mast umbilical, una struttura che collega i sistemi di terra al razzo spaziale) è avvenuta durante il riempimento rapido. Qui, l'esperienza con Artemis I è stata fondamentale con gli ingegneri che hanno fermato le operazioni di riempimento, portato a temperatura la guarnizione del sistema di disconnessione rapida, e ripreso il rifornimento. Dopo due tentativi la procedura ha funzionato tanto da riuscire a riempire i serbatoi.
John Honeycutt (Mission Management Team della missione) ha dichiarato che una delle parti più importanti è stata la possibilità di scambiare dati tra l'hardware del razzo spaziale e della navicella e i sistemi di terra e il centro di controllo. Sempre Honeycutt ha poi aggiunto che le perdite di idrogeno sono ancora presenti anche dopo Artemis I perché nonostante le prove non è stato possibile simulare tutte le criticità di un WDR realistico: "ci piace testare come se volassimo, ma questa interfaccia è molto complessa e quando si ha a che fare con l'idrogeno, si tratta di una molecola piccola e altamente energetica. Ci piace proprio per questo. Facciamo del nostro meglio. Questa volta ci ha colto di sorpresa".

Durante il riempimento lento dell'idrogeno liquido, utile per permettere il raggiungimento di una temperatura idonea dei sistemi senza eccessivi shock termici, la concentrazione dell'idrogeno era entro i limiti mentre con il riempimento veloce questa è salita fino al 16%, bloccando il flusso a causa del superamento dei limiti. Il picco nella perdita è avvenuto durante la fase terminale del conto alla rovescia, quando si stava approntando a pressurizzare il serbatoio.
La NASA non ha ancora fissato una data per il prossimo Wet Dress Rehearsal. La buona notizia è che le riparazioni possono essere completate al pad e non sarà quindi necessario riportare lo Space Launch System e Orion all'interno del VAB (perdendo oltre un giorno solo per il trasporto). Blackwell-Thompson ha poi dichiarato che puntano a completare il conto alla rovescia del WDR (arrivando a -33" dal T-0") per poi mettere "in pausa" le procedure, resettare il conto alla rovescia e procedere a un secondo tentativo.
Artemis II ha finestre di lancio ogni cinque o sei giorni al mese fino ad aprile, ma se necessario la NASA potrà andare anche oltre quel periodo. Una dei ritardi, se il lancio dovesse essere posticipato oltre marzo, sarà dovuto alla sostituzione delle batterie dell'FTS (Flight Termination System). Queste potranno essere sostituite solo all'interno del VAB.
NASA SLS e Orion continueranno ad avere una cadenza di lancio bassa a causa delle differenze tra le missioni e che queste sono ancora "sperimentali". Secondo Jared Isaacman (amministratore della NASA) ha poi aggiunto in un post su X che "come ho affermato durante le mie audizioni, e come ripeterò, questa è la strada più veloce per riportare l'uomo sulla Luna e raggiungere i nostri obiettivi a breve termine almeno fino a Artemis V, ma non è la strada più economica e certamente non quella definitiva". Questo confermerebbe la visione dell'agenzia spaziale di voler dismettere lo Space Launch System (ma, forse, non Orion) nei prossimi anni con il primo astronauta italiano che potrebbe volare su un sistema completamente diverso.










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