L'amministrazione Trump potrebbe tagliare il budget della NASA fino al 50%
Secondo alcune indiscrezioni l'amministrazione Trump potrebbe tagliare il budget della NASA fino al 50% mettendo fine, potenzialmente, a missioni storiche e iconiche come Voyager, Curiosity e Hubble. Non ci sono ancora conferme ufficiali.
di Mattia Speroni pubblicata il 10 Marzo 2025, alle 12:06 nel canale Scienza e tecnologiaNASASpaceX
Insieme alle operazioni legate al DOGE (Dipartimento di Government Efficiency) l'amministrazione Trump sembra voler tagliare tutte le spese, considerate inutili, legate alla gestione federale che comprende anche diverse agenzie, come la NASA. Una proposta, che dovrà comunque superare l'approvazione del Congresso statunitense, potrebbe prevedere il taglio del budget della NASA fino al 50% portando a grandi cambiamenti nelle capacità dell'agenzia spaziale e facendo concludere anzitempo missioni ancora operative.

La notizia è stata pubblicata da Eric Berger di ArsTechnica (solitamente ben informato) che ha indicato come a essere colpito sarebbe lo "Science Mission Directorate" dell'agenzia spaziale statunitense, anche se attualmente non ci sono decisioni definitive e che, in generale, i tagli potrebbero colpire in maniera minore alcune missioni piuttosto che altre. Si tratterebbe comunque di una seria minaccia per il progresso scientifico statunitense ma anche internazionale.
The Planetary Society (società che si occupa della divulgazione scientifica fondata negli anni '80 da Carl Sagan, Louis Friedman e Bruce Murray) avrebbe indicato un taglio del 50% del budget come "un evento di livello estintivo" per la scienza spaziale e l'esplorazione, sottolineando la criticità di una scelta di questo tipo per il futuro della ricerca spaziale in diversi ambiti e riportando il budget alla metà degli anni '80 ma con un numero maggiore di missioni da gestire.
Cosa comporterebbe il taglio del budget della NASA
Come scritto nell'articolo di Berger, l'attuale budget complessivo dell'agenzia spaziale è di circa 25 miliardi di dollari ma non tutto è effettivamente indirizzato alle missioni scientifiche. Per lo scorso anno fiscale il budget per le missioni scientifiche della NASA toccava i 7,4 miliardi di dollari con 2,7 miliardi di dollari per scienza planetaria, 2,2 miliardi di dollari per lo studio della Terra, 1,5 miliardi di dollari per l'astrofisica e 800 milioni di dollari per l'eliofisica.

Tra le missioni che potrebbero terminare anzitempo a causa dei tagli, secondo alcuni scienziati, ci sarebbero anche quelle delle sonde spaziali Voyager, MSL (che comprende il rover Curiosity) ma anche le operazioni del telescopio spaziale Hubble.
Sarebbero invece risparmiate missioni più recenti o attualmente in fase di sviluppo avanzato come quella del drone Dragonfly che volerà su Titano oppure il telescopio NEO Surveyor pensato per rilevare asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra. Entrambe le missioni dovrebbero essere lanciate prima del 2030. Questo darebbe "campo libero" alla Cina che sta sviluppando una serie di missioni per l'esplorazione del Sistema Solare come sonde in grado di raggiungere asteroidi, i giganti gassosi e riportare dei campioni da Marte.
Con il taglio del budget della NASA ci sarebbero anche meno fondi per lo Spazio commerciale, che non prevede direttamente lo sviluppo di missioni scientifiche ma che solitamente subentra con appalti decisi dall'agenzia stessa. Questo potrebbe comportare, sul lungo periodo, una minore competitività del settore aerospaziale statunitense.

In un'intervista di Fox News avvenuta nelle scorse ore, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe confermato l'interesse a compiere missioni con equipaggio umano verso Marte così da piantare la bandiera per primi sul Pianeta Rosso. Il presidente ha però aggiunto che non si tratta della principale priorità per quanto rimarrebbe un grande risultato.
La probabilità di realizzare questo obiettivo nei prossimi quattro anni è comunque bassa, nonostante SpaceX ed Elon Musk siano focalizzati su questo traguardo. Anche se i progressi di Starship dovessero essere superiori alle attese, una prima finestra di lancio per le missioni verso Marte si aprirebbe alla fine del 2026 mentre la finestra seguente sarebbe a fine 2028, con un atterraggio previsto per il 2029 (quando Trump non sarà più presidente e avrà 83 anni). L'arrivo di Jared Isaacman come amministratore della NASA potrebbe cambiare ulteriormente gli scenari futuri, ma sarà necessario attendere la conferma della sua nomina.










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25 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCon quelli che si beccherà Muschio e Space X!!
Ovviamente di andare su Marte frega nulla a nessuno, l'importante è beccarsi i soldi governativi e tirare avanti!
In un'intervista di Fox News avvenuta nelle scorse ore, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe confermato l'interesse a compiere missioni con equipaggio umano verso Marte così da piantare la bandiera per primi sul Pianeta Rosso. Il presidente ha però aggiunto che non si tratta della principale priorità per quanto rimarrebbe un grande risultato.
La probabilità di realizzare questo obiettivo nei prossimi quattro anni è comunque bassa, nonostante SpaceX ed Elon Musk siano focalizzati su questo traguardo.
Mi pare di capire che non gli freghi poi molto di non andare su Marte.
Risparmiare denaro è più prioritario.
Marte? quale Marte? Marte non esiste!
dove stanno andando non hanno bisogno di fondi, stanno colando a picco e trascinano tutti con loro.
solo per lo slogan "taglio agli sprechi" senza rendersi conto che ne pagheremo tutti le conseguenze (tranne la gente coi dindini, ovviamente)
In un'intervista di Fox News avvenuta nelle scorse ore, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe confermato l'interesse a compiere missioni con equipaggio umano verso Marte così da piantare la bandiera per primi sul Pianeta Rosso. Il presidente ha però aggiunto che non si tratta della principale priorità per quanto rimarrebbe un grande risultato.
La probabilità di realizzare questo obiettivo nei prossimi quattro anni è comunque bassa, nonostante SpaceX ed Elon Musk siano focalizzati su questo traguardo.
Mi pare di capire che non gli freghi poi molto di non andare su Marte.
Risparmiare denaro è più prioritario.
I risparmi sulla NASA andranno a finire, quasi sicuramente, nelle tasche di Musk... Musk che è stato messo a capo dell'ente che sta eseguendo i tagli draconiani all'amministrazione pubblica federale!
fa strano.. da Italiano.. forse in USA è normale
Non c'é che dire.
Perdona lo scetticismo, ma dal basso della mia ignuranza mi risulta che il grosso dei finanziamenti pubblici a cui attinge "speisecs" sia tramite le varie collaborazioni con i principali enti goverantivi tra cui spicca proprio la NASA, ad una rapidissima ricerca:
Un prospetto dei finanziamenti federali finiti a Space X rivela che l’azienda ha percepito 14,9 miliardi dalla Nasa, 7,6 miliardi dal Pentagono e cifre minori (sotto i 5 milioni) da Dipartimento di Stato, e Dipartimento del Commercio.
Quindi di per sé meno stanziamenti per la NASA significa anche meno per Musk...
Perché in Italia il conflitto d'interesse non esiste... proprio come la mafia.
A me fa più strano sentire questi discorsi dato che si è sempre detto che negli USA il conflitto di interessi e da sempre una faccenda seria mentre da noi fino alla discesa in campo del Berlusca non si sapeva nemmeno cosa fosse... e con questo non nego che qui ci sia un problema serio del resto non a caso Trump inizialmente aveva definito Musk un consigliere esterno, per poi farlo entrare nel governo aprendogli la porta sul retro.
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