Furto record da 120 milioni di euro in criptovalute: l'autore dell'attacco è italiano

Furto record da 120 milioni di euro in criptovalute: l'autore dell'attacco è italiano

La sezione Financial Cybercrime della Polizia Postale di Firenze ha scoperto l'autore di un attacco da ben 120 milioni di euro, perpetrato attraverso lo scambio di criptovalute

di pubblicata il , alle 11:18 nel canale Scienza e tecnologia
 

Viene identificato con le sole iniziali F. F., il trentaquattrenne autore di una frode informatica da 120 milioni di euro, nonché di bancarotta fraudolenta e auto riciclaggio.

Residente in provincia di Firenze, F. F. era amministratore unico di una società italiana alla base di una piattaforma di scambio di criptovalute (un exchange) e dovrà affrontare le accuse provenienti dalla Polizia Postale di Firenze per mezzo della sezione financial cybercrime del Servizio centrale della Polizia Postale in Roma e dalla Guardia di finanza della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Firenze. Le Autorità stanno eseguendo su F. F. la misura cautelare del divieto di esercitare attività d’impresa e di ricoprire uffici direttivi di imprese, emessa dal giudice Gianluca Mancuso.

Nella nota diffusa dalla Polizia Postale si legge che è "la prima volta che in Italia e in Europa si documentano condotte fraudolente e distrattive in danno di investitori, poste in essere integralmente su piattaforme informatiche e l'impiego di monete virtuali". Le operazioni delle Autorità si inseriscono all'interno di una strategia più ampia finalizzata al contrasto alla criminalità economica ed in particolare all'uso indebito di piattaforme online e di strumenti informatici che è in pericoloso aumento.

Svolta dal Compartimento di Firenze in collaborazione con la Procura fiorentina, l'indagine è stata avviato a inizio 2018 a seguito di una denuncia presentata dallo stesso F.F., amministratore unico della piattaforma di exchange, relativa al furto di un'ingente somma della cryptovaluta denominata "NANO" XRP per un controvalore di circa 120 milioni di euro realizzato sfruttando un bug del protocollo Nano ed effettuando illecite transazioni.

Già noto agli investigatori quale fornitore di Bitcoin (BTC) utilizzati come strumento finanziario di pagamento nei fenomeni estorsivi ricollegabili ai virus cryptolocker, F. F. si è mostrato sin da subito collaborativo nei confronti della vicenda, tuttavia gli inquirenti non hanno escluso - sin dagli inizi delle indagini - un suo coinvolgimento, soprattutto a seguito di dichiarazioni contrastanti e contraddittorie da parte non solo di F. F., ma anche dei suoi soci collaboratori.

Attacco da 120 milioni di euro, le varie fasi nel tempo

Nel corso delle indagini, avvenute con il supporto del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma e dell'FBI americana, anche con attività tecniche di intercettazione e complesse attività di analisi informatiche dei database della piattaforma di exchange, è emerso il coinvolgimento dell’uomo all'interno del furto delle criptovalute. Le indagini svolte hanno infatti dimostrato che le illecite sottrazioni di criptovaluta sono avvenute a più riprese, a partire da giugno 2017, e che F.F. consapevolmente non le ha impedite omettendo di implementare la sicurezza della piattaforma con uno dei metodi disponibili resi noti dal Team Nano Developers (società americana creatrice della criptovaluta). Così facendo F. F. ha garantito ai cybercriminali, non ancora individuati, di ottenere un enorme ingiusto profitto: circa 11,5 milioni di XRB, equivalenti a circa 120 milioni di euro, danneggiando più di 230 mila persone in tutto il mondo (con l'aggravante di aver commesso i fatti con abuso della qualità di operatore del sistema).

Nel tenere aperta la piattaforma, nonostante avesse individuato i prelievi illeciti senza informare il Team Nano, la community e gli utenti degli ammanchi verificati, F. F. ha continuato ad attrarre nuovi utenti, passati nell'arco di pochi mesi da 70.000 a circa 217.000, beneficiando della notorietà dell’essere il primo e unico exchange italiano a trattare XRB e approfittando della circostanza dell’incremento crescente di valore della cryptovaluta.

Il tutto pur essendo consapevole della mancanza di fondi in XRB sufficienti alla copertura dei wallet personali delle migliaia di utenti della piattaforma, su scala mondiale, procurando a sé un ingiusto profitto corrispondente ai profit ricavati dai depositi e dal trading, in vertiginoso aumento nel periodo tra dicembre 2017 e febbraio 2018. E' da evidenziare come gli utenti per acquistare XRB Nano, nel periodo di riferimento, abbiano movimentato e versato Bitcoin per un valore equivalente a 593,5 milioni di euro. A tale afflusso e alle conseguenti operazioni è corrisposto l’incremento delle commissioni di F. F.

Attraverso una serie di indagini congiunte, infine, è stato verificato che circa tre giorni prima della presentazione della denuncia F. F. aveva trasferito sul proprio conto personale 230 Bitcoin (che al cambio corrispondeva a circa 1,7 milioni di euro), riconducibili ai clienti della piattaforma di scambio. 3652 indirizzi su 3890 indirizzi totali (che hanno originato le transazioni presenti sul conto personale) sono risultati essere presenti all’interno del database della piattaforma di exchange, peraltro non rilevabili dalla consultazione delle banche per ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza.Valori che F. F., nel mese di maggio 2018, in parte ha trasformato in moneta legale convertendola nella somma di euro 515 mila euro circa attraverso operazioni di trading che successivamente ha cercato di prelevare per svuotare il conto. I PM titolari dell'indagine hanno così sequestrato tutti i conti dell’indagato, comprese le risultanze in criptomoneta fino al controvalore di 120 milioni di euro (somma corrispondente all’esposizione debitoria).

Un'operazione "articolata e complessa", scrive la Polizia Postale italiana, "senza precedenti" ed eseguita per la prima volta in Europa con tecniche innovative attraverso l'ideazione di un protocollo per il trasferimento della criptomoneta posta sotto sequestro. Le Autorità hanno eseguito 6 decreti di perquisizione emessi a carico di F. F. e dei suoi soci e collaboratori, con sequestro di un elevato numero dispositivi informatici (PC, hard-disk, pendrive).

In esito alle indagini il GIP ha ritenuto di accogliere la richiesta dei PM, emettendo la misura cautelare del divieto di esercitare attività d’impresa e di ricoprire uffici direttivi di imprese già nel corso delle indagini preliminari, in quanto ha riconosciuto l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza raccolti, la pericolosità del soggetto insita nella sua incessante attività diretta a privare i creditori sociali di beni e valori sui quali avrebbero potuto soddisfare il proprio credito e il rischio che F. F., dotato di non comuni capacità tecniche, potesse agevolmente ripetere la condotta criminosa, ponendo in essere attraverso l’esercizio d’impresa altre frodi informatiche in danno dei creditori.

30 Commenti
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Raisty22 Dicembre 2020, 11:28 #1
so che puo sembrare sbagliato dirlo di un criminale, ma questo è un genio
aqua8422 Dicembre 2020, 11:37 #2
Originariamente inviato da: Raisty
so che puo sembrare sbagliato dirlo di un criminale, ma questo è un genio

punti di vista...
l'hanno beccato, e tracciato tutto quello che ha fatto, A ME tanto genio non sembra
MikTaeTrioR22 Dicembre 2020, 11:38 #3
Originariamente inviato da: aqua84
punti di vista...
l'hanno beccato, e tracciato tutto quello che ha fatto, A ME tanto genio non sembra


quoto..
allora anche wanna marchi è un genio..
sminatore22 Dicembre 2020, 11:43 #4
Se questo è un genio... Era il proprietario del exchange, aveva il kyc più completo della storia, sono risaliti anche al suo wallet btc! Oltre al fatto che non mi spiego come questo non abbia ancora capito che su blockchain tutto è consultabile da tutti è ancora più sconcertante non sia neanche passato da un mixer per far perdere le tracce
Zappz22 Dicembre 2020, 11:44 #5
Infatti non sembra un gran furbone, si e' fatto pure sequestrare tutto, bitcoin compresi.

Poi dai, aveva pure fatto un exchange con una bella platea e butta tutto nel cesso in questo modo...
ninja75022 Dicembre 2020, 11:45 #6
ma le crypto non erano le valute più sicure al mondo ecc ecc?
IlCarletto22 Dicembre 2020, 11:50 #7
Originariamente inviato da: ninja750
ma le crypto non erano le valute più sicure al mondo ecc ecc?


se in qualche modo ti rubano il tuo wallet no
Ragerino22 Dicembre 2020, 11:52 #8
Chissà se ha imboscato qualcosa che non sono riusciti a sequestrare.
Anche perche da noi è molto probabile che se la caverà con una pacca sulla spalla ed un ammonimento del 'non farlo più'.
Zappz22 Dicembre 2020, 11:53 #9
Originariamente inviato da: ninja750
ma le crypto non erano le valute più sicure al mondo ecc ecc?


Purtroppo lasciare soldi/valute sull'exchange comporta dei rischi.

Piuttosto sarei curioso di sapere se le persone truffate verrano risarcite in qualche modo...
MikTaeTrioR22 Dicembre 2020, 11:54 #10
Originariamente inviato da: ninja750
ma le crypto non erano le valute più sicure al mondo ecc ecc?


la vulnerabilità stava nel wallet hardware nano, alcune chiavette uscivano dalla fabbrica già compromesse (clonate), il team nano rilascio una patch di sicurezza per risolvere il problema, il furbone non applicò nessuna patch.

il punto è che di exchange e qualunque tipo di wallet prefatto bisogna fidarsi, la cosa piu sicura è creare in autonomia i propri wallet con tutti i criteri di sicurezza possibili.

la blockchain resta inviolabile.

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