Flebile speranza per la sonda spaziale NASA Voyager 1, gli ingegneri al lavoro per decodificare un messaggio
Gli ingegneri forse hanno trovato una strada per ripristinare la funzionalità della sonda spaziale NASA Voyager 1 colpita da un problema a novembre 2023. Non tutto è perduta per la sonda spaziale lanciata nell'ormai lontano 1977.
di Mattia Speroni pubblicata il 14 Marzo 2024, alle 00:23 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Le sonde spaziali gemelle Voyager sono state lanciate dalla NASA nell'ormai lontano 1977 e ancora adesso, per quanto limitate dallo spegnimento di diversi sistemi per risparmiare l'energia dell'RTG (generatore termoelettrico a radioisotopi), continuano a funzionare non senza problemi. Da diversi mesi NASA Voyager 1 è afflitta da un problema che non ne permette il corretto funzionamento ma l'agenzia spaziale non ha ancora perso la speranza di ripristinarne la piena funzionalità.
Il problema è sorto nel novembre 2023 e da allora la sonda spaziale invia un segnale binario senza significato al centro di controllo attraverso il Deep Space Network (le cui operazioni sono visibili sul sito). La comunicazione è resa complicata dalla distanza di circa 24 miliardi di chilometri dalla Terra con gli ingegneri che devono attendere 22,5 ore per far arrivare il segnale alla sonda e 22,5 ore per ricevere la risposta. Il tutto senza considerare che si tratta di sistemi pensati negli anni '70 (e che hanno già affrontato diversi problemi in passato).
NASA Voyager 1: si continua a cercare una soluzione
Ancora una volta al centro dell'attenzione c'è il Flight Data System (abbreviato in FDS), uno dei computer di bordo di NASA Voyager 1. Questo sistema è fondamentale per la sonda spaziale e si occupa di gestire i pacchetti dati, sia scientifici che ingegneristici, da inviare verso la Terra attraverso la telemetry modulation unit (TMU).

L'1 marzo gli ingegneri hanno inviato un comando per chiedere all'FDS di inviare diverse sequenze del suo codice. Il 3 marzo la squadra ha ricevuto i dati dalla sonda spaziale e ha notato che una parte del codice inviato dall'FDS differiva dal resto del segnale (che risulta ancora illeggibile). Non si trattava di codice direttamente utilizzabile ed era comunque diverso dal codice di quando il computer funzionava correttamente. Grazie al lavoro di un ingegnere del Deep Space Network il 10 marzo si è scoperto che questo codice conteneva l'intera memoria dell'FDS.

Pur non essendo ancora una situazione nominale, l'idea ora è quella di confrontare il codice (che contiene una sequenza di informazioni note) con quello di quando il computer di NASA Voyager 1 funzionava correttamente. Questo potrebbe rendere possibile capire quali siano le variabili al suo interno e conoscerne la causa così da risolvere il problema. Non sappiamo se effettivamente questa strategia avrà successo ma si tratta comunque di una possibile strada per il successo delle operazioni di ripristino.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info"I tuoi file sono stati criptati. Manda di bitcoin a Madre Patria Russia e fate negoziare a Zelensky. Dasvidania"
Pannelli solari più efficienti coadiuvati da un reattore nucleare per alimentare il tutto.
Magari progettare anche delle sonde da lasciare (tipo filo di Arianna) per migliorare le comunicazioni ....
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