L'India sta studiando un nuovo portatile da 100 dollari

L'India sta studiando un nuovo portatile da 100 dollari

Il governo indiano sta finanziando la progettazione di un nuovo laptop da 100 dollari al fine di fornire agli studenti nuovi mezzi per l'apprendimento

di Fabio Gozzo pubblicata il , alle 11:15 nel canale Portatili
 

Il futuro dell'India è nell'industria tecnologica, o per lo meno è quello a cui il governo indiano sta puntando. Negli ultimi anni l'economia indiana ha infatti ricevuto forti segnali dall'industria dell'Information Technology, che solamente nella prima metà del 2008 ha contribuito all'economia del Paese con un fatturato di circa 50 miliardi di dollari.

In base alla tendenza degli ultimi anni, è stato stimato che il fatturato delle industrie IT indiane è destinato a raddoppiare entro l'anno 2010. Proprio al fine di sostenere tale crescita, il governo indiano ha deciso di investire nell'istruzione pubblica, annunciando nel corso di una conferenza intitolata e-India 2008 la progettazione di un nuovo laptop a basso costo.

Secondo quanto affermato pubblicamente dal Ministro indiano per l'istruzione superiore D. Purandeswai, il governo indiano ha avviato la progettazione di un laptop a basso costo, con un prezzo che non dovrà assolutamente superare i 100 dollari, come invece era successo con il portatile del progetto OLPC. Alcune fonti sul Web hanno riportato che il prezzo previsto per questo nuovo laptop sarà di soli 10 dollari, ma la trascrizione dell'evento qui riportata smentisce tale ipotesi.

Lo scopo ultimo del progetto è quello di supportare lo sviluppo tecnologico indiano a partire dalle scuole superiori, fornendo agli studenti più possibilità per migliorare il proprio apprendimento. Al progetto partecipano due importanti realtà accademiche indiane: l'Indian Institute of Sciences di Bangalore e l'Indian Institute of Technology di Madras.

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25 Commenti
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D.O.S.30 Luglio 2008, 11:47 #1
effettivamente i programmi scolastici indiani sono fatti molto bene


sull'Italia sorvoliamo ....
captnemo30 Luglio 2008, 11:47 #2
mi sembra una buona notizia....
certo che se ci riuscissero, garantendo una qualitá decente, sarebbe uno smacco per il progetto OLPC.
kliffoth30 Luglio 2008, 11:50 #3
Originariamente inviato da: D.O.S.
effettivamente i programmi scolastici indiani sono fatti molto bene


sull'Italia sorvoliamo ....



http://www.repubblica.it/2008/07/se...-satelliti.html
tommy78130 Luglio 2008, 12:00 #4
bè, come sempre l'india è il paese dei controsensi,vuole fornire una buona istruzione e pc a bassissimo costo e conta milioni di persone che muoiono di fame...certe cose le dovrebbe pensare un paese che ha già risolto i gravi problemi di fame interni, queste sono cose inutili che vanno ad aumentare il già enorme divario tra classi sociali esistente in quel paese.
kliffoth30 Luglio 2008, 12:23 #5
Originariamente inviato da: tommy781
bè, come sempre l'india è il paese dei controsensi,vuole fornire una buona istruzione e pc a bassissimo costo e conta milioni di persone che muoiono di fame...certe cose le dovrebbe pensare un paese che ha già risolto i gravi problemi di fame interni, queste sono cose inutili che vanno ad aumentare il già enorme divario tra classi sociali esistente in quel paese.


Hai torto su tutta la linea.
L'India non e' piu' come ai tempi di madre Teresa di Calcutta.
Ha scelto la strada migliore per entrare nello sviluppo: investire in cultura.

In Italia i laureati ormai scappano, e sono risorse perse: un laureato genera piu' reddito di un diplomato (dati ISTAT), e quindi maggiore ricchezza per lo stato. Da noi la presenza in ogni luogo di corruzione, e la convinzione che tagliando l'istruzione si risparmi, sta portando ad un progressivo avvicinamento ai redditi dell'Africa. Si risparmia a breve ma si muore nel lungo periodo (e infatti tranne pochi centri di eccellenza ormai tiriamo avanti a scarpe e vestiti)

I computer ed internet (con collegamento con parabole) in India vengono usati sistematicamente da tempo per portare istruttori qualificati (di solito presenti nelle citta') anche nei villaggi in piena giungla.
Internet viene visto come cultura, non come sinonimo di emule.
Rendere disponibili tecnologie sane significa investire in cultura, e quindi rendere le persone in grado di vivere con i propri mezzi, non con l'elemosina degli stati donatori

PS segui il link al mio precedente post


Impressionante ad esempio che pur non avendo PC ma macchine per scrivere, gli avvocati e giudici indiani, che lavorano anche all'aria aperta, garantiscono una inferiore durata dei processi rispetto a noi
leddlazarus30 Luglio 2008, 13:23 #6
bhè se sono riusciti a fare una macchina (tata nano) da 1600 dollari non vedo perchè non riescano a fare un laptop da 100 dollari.

il problema nell'informatica è che quando un conponente tende a scendere troppo di prezzo lo si toglie dal mercato e magari allo stesso prezzo si compra qualcosina di meglio, che pero' non ti cambia la vita.
se ci fossero ancora dei p4 da 1,5 a 1,6 ghz con 512 mb di ram e magari 20-40 gb di disco con un 10-12 pollici di lcd economico un linux ed il gioco è fatto.
realista30 Luglio 2008, 13:27 #7
nella news leggo 10 dollari..... ma che ci fai con tale cifra? enanche un lcd e una tastiera scadente ci metti su..
leddlazarus30 Luglio 2008, 13:31 #8
Originariamente inviato da: kliffoth
Hai torto su tutta la linea.
L'India non e' piu' come ai tempi di madre Teresa di Calcutta.
Ha scelto la strada migliore per entrare nello sviluppo: investire in cultura.

In Italia i laureati ormai scappano, e sono risorse perse: un laureato genera piu' reddito di un diplomato (dati ISTAT), e quindi maggiore ricchezza per lo stato. Da noi la presenza in ogni luogo di corruzione, e la convinzione che tagliando l'istruzione si risparmi, sta portando ad un progressivo avvicinamento ai redditi dell'Africa. Si risparmia a breve ma si muore nel lungo periodo (e infatti tranne pochi centri di eccellenza ormai tiriamo avanti a scarpe e vestiti)

I computer ed internet (con collegamento con parabole) in India vengono usati sistematicamente da tempo per portare istruttori qualificati (di solito presenti nelle citta') anche nei villaggi in piena giungla.
Internet viene visto come cultura, non come sinonimo di emule.
Rendere disponibili tecnologie sane significa investire in cultura, e quindi rendere le persone in grado di vivere con i propri mezzi, non con l'elemosina degli stati donatori

PS segui il link al mio precedente post


Impressionante ad esempio che pur non avendo PC ma macchine per scrivere, gli avvocati e giudici indiani, che lavorano anche all'aria aperta, garantiscono una inferiore durata dei processi rispetto a noi



c'è da dire una cosa che la qualità dei laureati italiani è scesa in modo impressionante almeno nella media.
e tutto cio' è frutto di quella cagata dell'abolizione degli esami di riparazione.
risultato la gente non studia + intanto viene promossa lo stesso.
e le lacune accumulate nelle superiori si ripercuotono anche all'università che pur di non far scappare gli iscritti abbassa il tiro negli esami.

è risaputo che i programmatori indiani sono molto validi e a buon mercato. praticamente tutta la conversione dei programmi per il millenium bug l'hanno fatta loro
kliffoth30 Luglio 2008, 13:40 #9
il responsabile dei sistemi qui dove sono ora (Basilea) e' indiano
nudo_conlemani_inTasca30 Luglio 2008, 13:50 #10
E poi qua in Italia tutti si lamentano che non c'è lavoro.. grazie alla pizza!
Gli investimenti in tecnologia/sviluppo sono tutti sui paesi emergenti..
ora ci manca solo l' Africa (di cui senza scherzare ne parlano molto nei prossimi anni) e dopo gli ing. Israeliani (che hanno progettato l'architettura Core di Intel -> nel 2006) ora manca solo l' India.. e siamo appostooooo!!!

Viva l'Italia....

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