Apple, Real...il futuro della musica è nello streaming?

Apple, Real...il futuro della musica è nello streaming?

Il mercato dei contenuti digitali multimediali potrebbe presto differenziarsi ed assumere forme sempre più insolite, affiancate a quelle tradizionali cui pian piano ci si sta abiutando

di pubblicata il , alle 12:09 nel canale Multimedia
Apple
 

Secondo quanto riportato da alcune fonti on-line, fra cui Think Secret specializzato in notizie sul mondo Apple, sembra che la compagnia della Mela approfitterà dell'occasione del Macworld Expo non solo per lanciare nuovi Mac, con o senza processore Intel, ma soprattutto per proporre una nuova tecnologia che dovrebbe incentrarsi sullo streaming come tecnologia per usufruire di contenuti digitali a pagamento.

Ricordiamo che con streaming si intende un metodo di trasmissione in tempo reale di contenuti presenti su un server remoto, ma visualizzabili sul proprio PC senza che il file sia fisicamente sul PC stesso.

I nuovi sistemi utilizzeranno l'interfaccia Front Row (il Media Centre di Apple, per intenderci) per usufruire dei contenuti multimediali, e fin qui nessuna novità. La novità risiede invece nella posizione fisica del file acquistato tramite Apple Store, che non verrà scaricato in locale, ma verrà archiviato su uno spazio apposito su server remoti, iDisk, uno dei servizi .Mac. I file dunque saranno riprodotti in locale in streaming (connessione indispensabile, ovviamente), trovandosi di fatto fisicamente su un server remoto. I vantaggi di tale scelta risiedono nella sicurezza dei contenuti e nel notevole risparmio di spazio su disco locale. Se da un lato infatti non sarà più necessario riacquistare un brano in caso di perdita dati come ora accade, dall'altro si potrà contare su uno spazio proprio remoto, che permetterà di risparmiare notevole spazio su disco del proprio PC. Si potrà ovviamente ascoltare il file o visualizzare il video tutte le volte che si vuole, una volta acquistato.

Il discorso in ogni caso non riguarda solo Apple, infatti diverse aziende attive nel mercato discografico hanno recentemente manifestato intenzioni simili, segno che il progetto è nell'aria da tempo e si stanno studiando diverse forme, la maturità del mercato e soprattutto quella delle connessioni a banda larga, meglio se wireless.

Real per esempio offre il servizio a pagamento Rhapsody, che mette a disposizione l'ascolto in streaming di 25 canzoni; superato questo tetto, il servizio diventa a pagamento, e si potrà accedere ad un archivio di 1 milione e 400.000 canzoni. Anche Napster ha in serbo un servizio che offrirà a pagamento l'ascolto di musica in streaming, al quale seguiranno anche le altre aziende attive nel settore.

La parola d'ordine dunque, per tutti, sarà streaming, da offrirsi a pagamento in alternativa alla normale offerta. L'iniziativa offre diversi vantaggi, ma in ogni caso mostra il fianco a diverse critiche, fra cui quella di acquistare un diritto all'ascolto più che ad un file vero e proprio, riducendo il servizio, di fatto, ad una radio on demand, a pagamento.

Ovviamente ci sono diverse perplessità legate a tale scelta, che probabilmente sarà alternativa e non sostituitva dei sistemi attualmente utilizzati per commercializzare contenuti multimediali. In primis non si acquista fisicamente nulla, non si scarica in locale alcunché: si acquista il diritto ad ascoltare il brano in qualsiasi momento, a patto di avere una connessione disponibile.

Dall'altro troviamo lo svantaggio nella scarsa o nulla portabilità. Lo streaming infatti può avere un senso per l'utilizzo in ambito domestico, ma poco in quello mobile. In primo luogo perché difficilmente si potrà contare sempre su una connessione wireless stabile e veloce, se non in grandi centri, dall'altra per l'impossibilità di scaricare i contenuti sul lettore portatile, anche se Apple consentirà in ogni caso il download sui propri iPod, pur mancando per ora i dettagli della questione.

Fonte: Think Secret

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22 Commenti
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Nemios07 Dicembre 2005, 12:23 #1
Ma, in linea teorica, non basterebbe un programma di registrazione per "catturare" lo stream e salvarselo per un comodo ascolto successivo ovunque vuoi? O dobbiamo aspettarci programmini di ascolto che nello stesso tempo "sabotano" le periferiche della mia macchina (leggi: intervento altamente invasivo)?
bjt207 Dicembre 2005, 12:43 #2
Ciò che può essere letto (o visto o udito), può essere copiato...
Login07 Dicembre 2005, 12:47 #3
Insomma una radio a pagamento, viene detto pure nell'articolo.
Per me siamo alla follia pura.
A sto punto mando a quel paese tutta sta hi-tech e mi comprouna radio a valvole
Tanto io non sono coperto da adsl e non ho un abbonamento flat.....direi che per quelli nelle mie stesse condizioni è una manna dal cielo questa proposta
May8107 Dicembre 2005, 12:54 #4
Se sarà possibile scaricare su dispositivi mobili i brani senza possibilità però di trasferire poi i file è un buon modo di vendere musica a patto di avere una connessione decente.

Il sistema presenta diversi vantaggi, anche se molti diranno che sarà una limitazione alla libertà del consumatore.
goldorak07 Dicembre 2005, 13:00 #5
Esistono migliaia di internet radio che trasmettono in streaming gratuitamente e sicuramente con piu' scelta di quella che si trovano sui negozi online a pagamento.
Insomma, e' assurdo prendere "in affitto" la musica, si sta sfiorando la piu' totale pazzia.
Per fortuna che esiste ancora la radio analogica (fm /am) fin quando non decideranno di amazzare anche quella.
Potato Head07 Dicembre 2005, 13:48 #6

Secondo me è una bella idea

1) Se come dice l'articolo questo sistema verra solamente affiancato al vecchio senza sostituirlo, non vedo dove sia il problema.

2) La licenza di "affitto" sarà sicuramente inferiore a quella di acquisto (penso anche ad affitto con numero limitato di volte), con vantaggio per eventuale ascolto di contenuti "da valutare.
Mi spiego, un tuo amico ti ha parlato di una bellissima canzone, ma non sai se ti può piacere o no, o un cd appena uscito che vuoi valtare.. Se spendi 10-20c a canzone invece dei 90 puoi permetterti di affittare il cd.

3) Pensate che volete vedere un film e potete scegliere tra 15€ per scaricarvi la versione HD, 10€ per scaricarvi la versione compressa (divx o h264), 5€ striming illimitato e 1€ streaming per una o 2 volte.
Penso sia l'ideale, paghi un euro, ti guardi il film e se lo vuoi comprere paghi solo la differenza (giusto per incentivarti)..

Questo è come funzionerebbe nella mia visione ideale, poi tutti sappiamo che i prezzi non saranno questi...

Voi dite be ma se posso ascoltare posso anche registrare, è vero.
Ma basterebbe mettere un sistema di protezione mediamente complicato (wathermark...) e non trasmettere alla massima qualità.
Innanzitutto se i prezzi sono questi disincentiverebbero, spendo meno a comprarli ke a studiare come piratarli e poi sapendo che la qualità non è la massima obblighi a comprare chi vuole il contenuto.
Potato Head07 Dicembre 2005, 13:50 #7
opps non so come mai ha fatto quei simboli, volevo dire
15 euro hd
5 euro h264
1 euro streaming
Vash8807 Dicembre 2005, 14:30 #8
Se mi hanno parlato di una bella canzone io me la scarico da qualche parte e poi come ho fatto più volte mi compro il cd. Senza il P2P non avrei mai comprato molti dei cd audio che ho.
ShinjiIkari07 Dicembre 2005, 14:40 #9
Sarà, ma io continuo a preferire i cd-audio a tutte queste nuove tecnologie. Ti compri i cd, magari usati, hai qualcosa in mano dopo aver speso soldi, li tieni da parte e per ascoltarli li metti in mp3 sul computer, per sentirli in giro scarichi gli mp3 sull'iPod etc.. Restando nella legalità mi sembra la cosa più idonea.
Psychnology07 Dicembre 2005, 14:48 #10
Dunque,
è da molto tempo che si ragiona sull'idea di poter usufruire di contenuti senza doverli possedere "fisicamente" e, se ben applicata, tale idea è semplicemente perfetta.
Il "possesso" materiale del cd rappresenta sostanzialmente il soddisfacimento di istanze consumistiche legate al modello di società capitalistica in cui viviamo, non sono un "comunista", ma quello che dico è innegabile da qualsiasi punto di vista lo si giudichi.
E' altresì ovvio che attualmente è improponibile un modello di fruizione dei contenuti esclusivamente in streaming, per le ragioni già chiaramente espresse, ovvero la necessità di avere collegamenti internet di tipo flat e la necessità di essere collegati ovunque (everyone everytime everywhere mi pare si dica).
Ma quando tutti i requisti saranno soddisfatti, perché no?
Potrei rispondermi da solo, pensando al fatto che un sistema in cui i "rubinetti" della fruizione sono così pesantemente controllati dalle varie major e dai vari poteri forti è quantomeno fastidioso, se non pericoloso. Poi ovviamente c'è la questione costi, che per quanto mi riguarda rappresenta l'aspetto critico. Sono sempre stato un appassionato di musica e mi rendo conto che per un heavy user come me i canali alternativi, quali i negozi di compra vendita dell'usato musicale, le offerte sul nuovo, il p2p, sono assolutamente indispensabili. Certo, chi si accontenta e gode di un album nuovo al mese da ascoltare, nessun problema, ma per quelli come me è tutta un'altra questione!

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