Trump taglia fuori Huawei dall'approvvigionamento di chip, la Cina minaccia ritorsioni per le aziende USA

Trump taglia fuori Huawei dall'approvvigionamento di chip, la Cina minaccia ritorsioni per le aziende USA

USA-Cina ai ferri cortissimi: l'ultima mossa dell'amministrazione Trump accende le ire di Pechino che minaccia di rendere la vita difficile alle società USA, in particolare Qualcomm, Cisco, Apple, Boeing

di pubblicata il , alle 08:31 nel canale Mercato
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L'amministrazione Trump ha intrapreso una nuova azione nella sua crociata contro il colosso asiatico Huawei. Dopo aver annunciato, nei giorni scorsi, l'estensione fino al mese di maggio del 2021 del divieto imposto alle società USA di impiegare apparati di rete Huawei e ZTE, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha avanzato una nuova norma sulle esportazioni che si propone di bloccare le consegne di semiconduttori a Huawei, in particolare con una misura che si propone di "prendere di mira in modo strategico l'acquisizione da parte di Huawei di semiconduttori che sono prodotto diretto di determinate tecnologie e software americani".

In termini più estesi, la norma dispone che produttori esteri di semiconduttori che fanno uso di software o tecnologie americane nelle loro operazioni di produzione, non possano vendere i propri prodotti a Huawei a meno che ottengano una licenza rilasciata dalle autorità americane. Esplicitando ulteriormente: una realtà come TSMC non potrebbe - a meno di ottenere la licenza dalle autorità statunitensi - produrre e consegnare i chip a HiSilicon, sussidiaria di Huawei e responsabile della progettazione dei SoC Kirin, presenti negli smartphone del colosso Cinese. I chip già in produzione potranno essere consegnati a Huawei a patto che la vendita e la consegna della merce si completi entro 120 giorni dalla data di venerdì 15 maggio.

Si tratta di un durissimo colpo per Huawei, divenuto il bersaglio preferito dell'amministrazione Trump nell'escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, inaspritesi ancor di più dopo l'esplosione della pandemia COVID-19 e con il presidente USA Donald Trump che ha minacciato di voler tagliare in toto qualsiasi rapporto con la Repubblica Popolare.

La risposta cinese, intanto, non si è fatta attendere. La Cina si è infatti detta pronta a mettere in campo una serie di contromisure contro gli USA in particolare nella forma di un "elenco di realtà inaffidabili" verso le quali inasprire i controlli amministrativi e legali. In questo elenco verrebbero inserite società statunitensi, e in particolare realtà come Qualcomm, Cisco, Apple e Boeing, che verrebbero sottoposte ad una verifica attenta e minuziosa delle loro pratiche e attività in corso nel Paese Asiatico. Tutte le società citate sono attualmente fortemente dipendenti dal mercato Cinese, e per Boeing in particolare si minaccia anche la sospensione delle commesse per gli aeroplani.

Si tratta di una misura che era già stata in qualche modo minacciata lo scorso anno dal Ministro del commercio cinese, che aveva avanzato allora la possibilità di compilare un elenco di realtà estere a rischio di minare i legittimi interessi delle compagnie Cinesi. Una volta che una compagnia è inserita nell'elenco si troverà a dover rispondere a precise richieste legali e amministrative, mentre parallelamente i rapporti che cittadini e aziende cinesi avranno con queste realtà saranno considerati "rischiosi".

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95 Commenti
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Sputafuoco Bill16 Maggio 2020, 10:16 #1
Ci sono tanti buoni motivi legati alla sicurezza per impedire a Huawei di usare tecnologie americane, invece la risposta del regime contro le aziende USA è solo una ripicca senza giustificazioni.
La Cina non ha ancora capito che se vuole far parte della comunità internazionale deve comportarsi come un paese normale, non usando le sue aziende private per obiettivi geopolitici o nascondendo la verità su un virus per mesi.
Lanfi16 Maggio 2020, 10:41 #2
Ma credi davvero in quello che dici? Ormai direi che è palese che quella della sicurezza sia una scusa per attuare una guerra commerciale tra USA e Cina. Questo genere di blocchi viene utilizzato da Trump come arma per ottenere condizioni migliori dalla Cina....poi che questo modo di agire sia giusto o sbagliato è un altro discorso.

Per quanto riguarda la questione della sicurezza....ad oggi, che io sappia, nessuno ha trovato prove di backdoor nel firmware degli apparati huawei. Tranne i servizi segreti USA, che affermano di avere prove evidenti, ma non si capisce perché decidono di non condividerle. Hanno "enormous evidence" che il sars-COV-2 sia stato creato nei laboratori cinesi, salvo poi smentire. Avevano prove evidenti (ricordate Colin Powell e la fialetta di antrace?) che in Iraq stavano realizzando armi di distruzioni di massa, salvo non trovarne nessuna dopo aver invaso quel paese.

La cina fa geopolitica con le sue aziende? Certo, ma gli Stati Uniti non lo fanno da una vita? A me va bene tutto....ma vedere il bue che dice cornuto all'asino mi pare una pagliacciata.
ningen16 Maggio 2020, 11:29 #3
A me sembra che questa ossessione contro Huawei sia semplicemente dovuta al fatto che, a differenza di altri produttori di smartphone cinesi come Xiaomi, Huawei non usa i SoC Qualcomm, perchè altrimenti non si spiegherebbe perchè il parrucchino biondo non se la prenda anche con Xiaomi, Oppo, Realme, Lenovo ecc. ma solo con Huawei.
marcram16 Maggio 2020, 11:31 #4
Ormai sono troppi anni che l'America non dichiara guerra a qualcuno... L'economia ristagna, bisogna provvedere...
elgabro.16 Maggio 2020, 11:36 #5
È chiaro che gli usa hanno il coltello dalla parte del manico essendo che la bilancia commerciale è estremamente sfavorevole al mercato americano. È ora che la Cina incominci ad abbassare la cresta.
Mparlav16 Maggio 2020, 11:50 #6
Siamo in piena campagna elettorale, occorre alzare il tiro per distrarre le masse dai fallimenti di gestione economica e sanitaria dell'attuale amministrazione.
cicastol16 Maggio 2020, 12:02 #7
I cinesi oltre ad essere untori di pandemie da secoli (dalla peste nera del 1348 in poi...) è bene ricordare che attualmente attuano il furto di proprietà intellettuale di stato.

" La Cina è responsabile dell’85% dei prodotti contraffatti sequestrati dai doganieri statunitensi; e il furto della proprietà intellettuale da parte cinese costa all’economia americana trai 225 e i 600 miliardi di dollari all’anno”.

nickname8816 Maggio 2020, 12:14 #8
Originariamente inviato da: Mparlav
Siamo in piena campagna elettorale, occorre alzare il tiro per distrarre le masse dai fallimenti di gestione economica e sanitaria dell'attuale amministrazione.

Si certo, ha fallito così clamorosamente che prima del Coronavirus ci sono stati 3 record nella crescita del PIL statunitense e disoccupazione ai minimi storici.

Trump è stata l'amministrazione più di successo in questi ultimi anni per gli USA.
Inoltre queste azioni contro la Cina hanno fino ad ora portato solo a vantaggi per gli USA, corrette o meno che siano.
Ed è pure riuscito a uccidere un personaggio leader scomodo della politica medio orientale e rivoltare eventuali desideri di ritorsioni militari sfruttando un loro errore riuscendo pure a infliggere più dazi e a mantenere le truppe sul territorio.

Quindi ne è uscito sempre vincente.

Future ritorsioni contro la Cina dovrebbero invece essere appoggiate visto che il disastro economico globale è venuto da loro.
Così come le insinuazioni che il Coronavirus sia nato in un laboratorio o continuare ad evidenziare il ritardo del governo cinese a segnalare l'inizio dell'epidemia per cercare di avviare future azioni atte a giustificare eventuali vantaggi economici a discapito dei cinesi.
elgabro.16 Maggio 2020, 12:29 #9
I cinesi vanno fermati ad ogni costo, altrimenti ci renderanno tutti sempre più poveri.
Tedturb016 Maggio 2020, 12:47 #10
andrebbero fermati anche fisicamente, dal momento che stanno invadendo il resto del mondo gia da un pezzo. non capisco come riescano ad immigrare illegalmente in queste quantita' senza che nessun governo alzi un dito.
Spero che la situazione attuale faccia riflettere gli elettori, e li faccia rendere conto che non ci si puo permettere di vivere in un mondo con "amici" quali la cina di Xi o la turchia di Erdogan.

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