Gli italiani e i dispositivi smart: un rapporto complesso, come rivela una ricerca di UL Solutions
Una ricerca di UL Solutions indica come gli italiani siano ancora piuttosto scettici nei confronti dei dispositivi "smart", siano essi per la casa o per il fitness, e chiedono maggiore chiarezza (e prezzi più bassi)
di Riccardo Robecchi pubblicata il 27 Ottobre 2022, alle 17:01 nel canale Mercatowearable per fitnessSmart Home
UL Solutions e BVA Doxa hanno presentato i risultati della ricerca "Smart home e dispositivi personali smart: il punto di vista dei consumatori italiani", con la quale hanno indagato le abitudini e le preferenze degli italiani nell'uso dei dispositivi smart per la casa e il benessere personale. L'indagine mette in luce come gli utenti italiani siano spesso interessati ai dispositivi smart, ma siano altresì preoccupati dagli aspetti della privacy e della sicurezza informatica a essi collegati.
Un'Italia dubbiosa circa i dispositivi smart
Lo studio commissionato da UL Solutions e condotto da BVA Doxa ha coinvolto 1.000 soggetti in Italia, distribuiti equamente tra le varie fasce della popolazione, e riguarda otto categorie di prodotti, di cui quattro in ambito "smart home" (gestione della casa e intrattenimento, elettrodomestici, sicurezza, efficienza energetica) e quattro nell'ambito dei dispositivi personali (oggetti indossabili per il fitness, monitoraggio della salute in tempo reale, monitoraggio dei bambini, assistenza e controllo delle persone fragili).

Tra gli elementi importanti nella scelta di quale prodotto acquistare, la ricerca evidenzia come gli italiani prediligano una comunicazione chiara sui possibili rischi per la privacy e la salute(48%), un'app per la gestione del dispositivo con ottime recensioni (45%) e la certificazione da parte di un ente indipendente (43%).

Tra i fattori che frenano l'adozione di dispositivi smart troviamo la sicurezza informatica e i rischi per la salute, con il 67% che teme il furto di dati personali e il 62% che teme che attacchi informatici permettano ai malfattori di prendere il controllo dei dispositivi. Un dato che fa riflettere è quello della preoccupazione circa gli effetti sulla salute delle onde elettromagnetiche: ben il 55% del campione intervistato ne è preoccupato o molto preoccupato, sebbene non esistano studi scientifici che dimostrino un legame diretto tra dispositivi elettronici e problemi di salute legati alle onde elettromagnetiche.

I dispositivi più acquistati sono quelli per tenere sotto controllo i consumi energetici, con il 34% degli intervistati che ne acquistato almeno uno. Quelli, invece, più desiderati sono quelli per la sicurezza (antifurto, videosorveglianza, ecc), con il 51% degli intervistati che intende acquistarne nei prossimi due anni. L'installazione dei dispositivi avviene in autonomia in due casi su tre, ma il 40% di quanti hanno proceduto da sé ha ritenuto l'installazione e la configurazione notevolmente complesse. Il 40% degli utenti ritiene poi che ci siano margini di miglioramento nelle applicazioni che gestiscono i dispositivi.
Sul fronte dei dispositivi personali, il 31% degli intervistati ha acquistato oggetti connessi per il fitness, mentre il 20% ha scelto dispositivi per il controllo della salute.

Gli utenti richiedono un abbassamento dei prezzi, miglioramenti nelle funzionalità e maggiore chiarezza nel comunicare i vantaggi derivanti dall'uso dei dispositivi connessi. Ciò è vero trasversalmente a tutte le categorie di prodotto, con gli italiani che non sembrano convinti dei vantaggi offerti dai vari oggetti; la ricerca evidenzia come in particolare nel Mezzogiorno non si prevede di acquistare dispositivi perché "dopo un po' si finisce per non usarli più", mentre soprattutto le donne affermino di non conoscere bene le nuove tecnologie e tendano dunque a diffidarne. Si evidenzia dunque, per l'ennesima volta, un problema di tipo culturale rispetto alla tecnologia.
La ricerca non è ancora disponibile pubblicamente, ma lo sarà in futuro.










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon so di quali dispositivi tu stia parlando esattamente, ma io ho molti sensori, lampadine, interruttori, prese e speaker che comando interamente da locale con una rete ZigBee via HomeAssistant, che non richiede (anche se lo offre, se lo si desidera) alcun tipo di cloud.
Intendo dispositivi IoT (interruttori, termostati, lampadine, ecc.), tipicamente collegati in WiFi. In effetti quelli che hai non sono IoT (anche se il possono diventare)
Un altro motivo che ho dimenticato nel post precedente è la non interoperabilità dei dispositivi di diversi costruttori, visto che ognuno si è inventato un proprio protocollo. Di conseguenza se in futuro si vuole ampliare l'impianto o banalmente c'è da sostituire un componente guasto, occorre acquistare apparecchi sempre di quel brand, ammesso di trovarli...
anch'io esprimo gli stessi dubbi di giuliop, gli interruttori funzionano in rete locale o cloud, ed hanno i comandi manuali che comandano direttamente l'interruttore, non tramite internet, infatti se spegni il wifi, e premi il pulsante di accensione/spegnimento, funziona come un interruttore classico.
Io ho due gruppi di dispositivi, una serie che si comanda da smartlife e una da ewelink, per entrambi si trovano migliaia di dispositivi...
Alcuni lo sarebbero pure, sempre opzionalmente, ma basta usare solo la parte MQTT. Poi per esempio ho riflashato tutti gli Shelly con Tasmota, anch'esso open-source, per cui non dipendono più dagli aggiornamenti del produttore.
Il punto è che se non ti interessa avere dispositivi IoT ma samplicemente smart perché non ti piace il cloud, non hai che l'imbarazzo della scelta.
Anche questo nel mio caso è irrilevante, HomeAssistant (open-source, molto completo e costantemente aggiornato) fa da hub e ti permette di gestire tutta l'interoperabilità che vuoi.
In questo caso dovrebbe essere di aiuto lo standard Matter https://www.domoticafull.it/matter-...-come-funziona/
fa ridere invece la fissa delle risposte sulla privacy nell'era dei social ma vabbè
Mi sembra che la risposta dei tuoi amici sia generalizzabile in "compra l'oggetto X solo se ti servono le funzionalità dell'oggetto X", che direi dovrebbe essere la regola generale, e banale, per fare acquisti.
Perché? Uno può benissimo non usare i social, o usarli in modo accorto, e voler usare dispositivi smart.
¯\_(ツ
Perché? Uno può benissimo non usare i social, o usarli in modo accorto, e voler usare dispositivi smart.
¯\_(ツ
Era per dire che se non ne colgo l’utilità ovviamente non compro dispositivi, non che chi lo fa è fesso
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