TSMC ha fatto il pieno di ordini negli USA: capacità produttiva già riservata per 3 anni
Commentando il nuovo investimento da 100 miliardi di dollari negli USA, il CEO di TSMC ha dichiarato che le linee di produzione in Arizona sono già al completo per quest'anno e per i prossimi due anni.
di Manolo De Agostini pubblicata il 07 Marzo 2025, alle 05:41 nel canale ProcessoriTSMC
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che il nuovo investimento da 100 miliardi di dollari per espandere la produzione negli Stati Uniti è stato spinto dall'elevata domanda dei clienti americani. Secondo Wei, il volume degli ordini già ricevuti garantirà il pieno utilizzo delle linee produttive per i prossimi tre anni. Attualmente TSMC ha solo un impianto operativo in Arizona, il primo "modulo" della Fab 21.
Come riportato da Reuters, Wei ha assicurato che questo piano di espansione non influirà sulla crescita dell'azienda a Taiwan, dove TSMC prevede di avviare 11 nuove linee produttive nel corso dell'anno. "Continueremo a costruire (a Taiwan) perché non sono ancora sufficienti", ha dichiarato il dirigente.

Negli Stati Uniti, TSMC intende realizzare cinque nuovi impianti: tre dedicati alla produzione, due per il packaging avanzato e un centro di ricerca e sviluppo. Questi si aggiungono al precedente impegno di costruire tre impianti produttivi, di cui il primo modulo della Fab 21 è solo il tassello iniziale.
Si tratta di un impegno colossale, visto da molti come un tentativo di mitigare le pressioni di Donald Trump, che ha più volte minacciato dazi sulle importazioni di semiconduttori, accusando Taiwan di aver "rubato" il business agli USA.
Oltre agli investimenti americani, negli ultimi anni TSMC ha ampliato la sua presenza in Giappone e Germania. Il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, ha dichiarato che il governo di Taipei non ha ricevuto pressioni da Washington per spingere l'azienda a investire nuovamente negli Stati Uniti e ha garantito il pieno supporto all'espansione domestica.
Nel frattempo, Trump ha usato il caso TSMC per rafforzare la sua retorica protezionista, presentandolo come una prova dell'efficacia della sua strategia basata sui dazi. L'ex presidente ha sfruttato l'annuncio per attaccare il CHIPS Act di Joe Biden, il programma da 52,7 miliardi di dollari varato nel 2022 per incentivare la produzione di semiconduttori negli USA.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoFanno salire i prezzi ma ancor di più gli stipendi e i posti di lavoro.
E aiutano l'ambiente producendo vicino a dove si consuma senza bisogno di trasportarlo. E con normative ambientali più restrittive.
In più bisogna ricordare che i prezzi bassi delle importazioni sono dovuti allo schiavismo.
Chi è contro i dazi è favorevole alla schiavitù in altre parti del mondo.
Fanno salire i prezzi ma ancor di più gli stipendi e i posti di lavoro.
E aiutano l'ambiente producendo vicino a dove si consuma senza bisogno di trasportarlo. E con normative ambientali più restrittive.
In più bisogna ricordare che i prezzi bassi delle importazioni sono dovuti allo schiavismo.
Chi è contro i dazi è favorevole alla schiavitù in altre parti del mondo.
BAGGIANATE!
I dazi servono solo a coprire una bilancia commerciale perdente, ed un debito pubblico, quello americano, che arriva al 7% del PIL contro il 3% (imposto) dei paesi dell'UE.
La realtà è che Trump sa benissimo che gli USA sono indebitati fino al collo ed infatti oltre a tagliare posti di lavoro pubblici e welfare in casa, facendo quindi stare peggio la maggioranza dei suoi cittadini, ad esclusione dei ricchi, cerca disperatamente di vendere a prezzi gonfiati le merci altrui per fare in modo che non vengano importate, ma rischia di trovarsi in mezzo ad un boomerang commerciale perché altri paesi risponderanno colla stessa moneta: vedi Cina che ha già varato una serie di dazi sugli USA, ed a quel punto è il giro dell'oca.
Ma questo tizio consuma tutto il fentanyl in circolazione,non ho altre spiegazioni.
Sono stati gli americani a volere "l'America dei servizi" perché loro non dovevano sporcarsi le mani,dovevano essere quelli nobili che al massimo progettano le cose e i cacariso,africani o altri,dovevano lavorare al posto loro.
Chiedetevi perché una parte della città di Detroit è diventata una città fantasma o come altri distretti manifatturieri.
Ma la sa la storia?
Tra poco dichiarerà che è stata la Polonia a tentare di invadere la Germania e a dichiarare guerra al mondo.....
Fanno salire i prezzi ma ancor di più gli stipendi e i posti di lavoro.
E aiutano l'ambiente producendo vicino a dove si consuma senza bisogno di trasportarlo. E con normative ambientali più restrittive.
In più bisogna ricordare che i prezzi bassi delle importazioni sono dovuti allo schiavismo.
Chi è contro i dazi è favorevole alla schiavitù in altre parti del mondo.
Guarda che TSMC ha deciso di fare investimenti colossali negli USA ben prima dei dazi e ben prima di Trump, ovvero grazie a Biden e al Chips Act. Riprova.
https://www.hwupgrade.it/news/cpu/tsmc-con-i-soldi-del-chips-act-usa-arriva-anche-una-terza-fab-in-arizona_125987.html
Il motivo principale è che sono troppo vulnerabili a Taiwan, e se per caso alla Cina parte la brocca almeno diversificano un pò gli impianti.
Oramai affidare l'intera produzione ad un unico produttore non basta più, troppi clienti con cui spartire la torta.
Fanno salire i prezzi ma ancor di più gli stipendi e i posti di lavoro.
E aiutano l'ambiente producendo vicino a dove si consuma senza bisogno di trasportarlo. E con normative ambientali più restrittive.
In più bisogna ricordare che i prezzi bassi delle importazioni sono dovuti allo schiavismo.
Chi è contro i dazi è favorevole alla schiavitù in altre parti del mondo.
Pensa che scemi quelli che li levano, li dovrebbero mettere tutti, anche Malta.
Più dazi per tutti!
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Ma infatti, che Trump come suo solito stia cercando di ribaltare la realtà dovrebbe essere evidente a tutti quelli che si tengono anche solo in modo superficiale aggiornati sul settore, ma poi c'è anche la questione che TSMC fuori da Taiwan pare porterà solo i processi produttivi più maturi, cosa che mi pare di capire sia stata confermata anche di recente:
Il colosso Tsmc investe negli Usa ma Taipei assicura: “Resta qui produzione chip più sofisticati”
Il governo garantirà che “i processi produttivi più avanzati restino a Taiwan”, ha assicurato la portavoce della presidenza, Karen Kuo. Taipei vuole mantenere il suo “vantaggio nelle tecnologie critiche”, ha assicurato il premier dell’isola Cho Jung-tai.
L’esecutivo taiwanese considera positivamente gli investimenti di Tsmc perché “rendere Taiwan più forte è la posizione comune del governo e del settore dell’industria”, come riporta l’agenzia Cna. “Spero, ha aggiunto il premier, che gli investimenti di Tsmc continuino a creare vantaggi reciproci e una situazione win-win con gli alleati di Taiwan”. L’equilibrismo diplomatico è d’obbligo per non scontentare gli Usa, il cui aiuto è di vitale importanza.
E quindi se da una parte Apple AMD nvidia ecc... vogliono rifornirsi ancora da TSMC sempre a Taiwan dovranno rifornirsi, e quindi i dazi non possono che essere un danno mentre se dall'altra gli USA non vogliono perdere l'unica azienda capare di produrre chip con processi produttivi avanzati, intel, servono corposi finanziamenti come il già citato Chips Act che il nostro Forest Trump trova brutto brutto.
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