Trump vuole uccidere il CHIPS Act USA? Secondo lui è una cosa 'orribile'
Durante il suo discorso al Congresso, il presidente USA Donald Trump ha criticato aspramente il CHIPS Act, ipotizzando una sua abrogazione in favore di una politica dei dazi. Al momento, però, l'idea sembra difficile da attuare per molteplici ragioni.
di Manolo De Agostini pubblicata il 06 Marzo 2025, alle 10:14 nel canale ProcessoriIl Presidente Donald Trump ha messo in dubbio il futuro del CHIPS Act da 52,7 miliardi di dollari durante il suo discorso congiunto al Congresso. Secondo l'ex presidente, la legge rappresenta una "cosa orribile, orribile", tanto da aver chiesto al Presidente della Camera, Mike Johnson, di "sbarazzarsene" e di destinare i fondi rimanenti alla riduzione del debito o ad altri scopi a discrezione del Congresso.
Le dichiarazioni di Trump hanno scosso il panorama politico statunitense, considerando che il Dipartimento del Commercio ha già stanziato o erogato circa 36 miliardi di dollari per progetti in tutto il Paese. Il CHIPS Act, approvato in modo bipartisan e firmato dall'ex presidente Joe Biden nel 2022, mira a riportare negli Stati Uniti la produzione di semiconduttori, attualmente limitata a circa il 10% della produzione globale.

Nonostante le parole di Trump, al momento non esiste alcuna proposta concreta per l'abrogazione della legge. Anche se i repubblicani controllano entrambe le camere del Congresso, la loro maggioranza è risicata e molti rappresentanti GOP provengono da Stati che beneficiano direttamente dei finanziamenti del CHIPS Act. Rinunciare alla legge significherebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro e richiederebbe un significativo capitale politico.
Trump ha già ventilato l'idea di sostituire il CHIPS Act con dazi sui semiconduttori prodotti all'estero, nel tentativo di forzare le aziende a rilocalizzare la produzione negli Stati Uniti. Durante il suo discorso, ha citato i piani di TSMC per investire 100 miliardi di dollari in nuovi impianti in Arizona senza ulteriori sussidi, oltre ai 6,6 miliardi già assegnati per un precedente investimento da 65 miliardi.
Intel, il principale produttore di chip negli Stati Uniti, è stata la maggiore beneficiaria del CHIPS Act, ricevendo una sovvenzione di 7,9 miliardi di dollari per espandere la propria capacità produttiva. La cancellazione della legge metterebbe a rischio i piani dell'azienda, che punta a creare una fonderia per produrre chip per clienti terzi, seguendo il modello di TSMC.
Anche aziende come Samsung, SK Hynix, GlobalFoundries, Texas Instruments e molte altre hanno già ricevuto finanziamenti dal programma.










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43 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIntel senza quei soldi finirà gambe all'aria o smembrata e comprata
TMSC non sposterà mai la produzione di punta in USA, è un assicurazione sulla vita per Taiwan
gli USA rischiano di trovarsi senza un produttore di chip con processi avanzati interno e TMSC e Samsung non avranno alcun interesse a spostare la produzione in USA trovandosi a detenere un quasi monopolio.... sai cosa gli frega se gli utenti/aziende USA pagano i chip il 20% in più causa dazi...
ogni sua uscita conferma che trattasi di emerito imb***lle.
A sentire le sue dichiarazioni, ora da Presidente degli USA, si assiste al contrario di tutto: vuole riportare la produzione industriale strategica entro i confini con una mano e con l'altra toglie i fondi per rendere gli USA di nuovo il polo mondiale delle tecnologie digitali e di produzione di chip avanzati!!
Tagliare i fondi ora significa far rischiare seriamente aziende come Intel e precludere gli investimenti aggiuntivi da parte TSMC. Mah!!
Colpire i suoi (unici) vicini di casa, partner da sempre, mettendo dazi di 25% a Messico e Canada... vabbè....
Il bello è che è così coglione che quando il Canada, due o tre gg fa, ha dichiarato che metterà la stessa tariffa, lui ha risposto che se il Canada risponderà con una tassa lui aumenterà il 25% dello stesso valore... non so se mi sono spiegato, è pazzo.
Dopotutto sappiamo che è un narcisista grandioso di quelli proprio estremi tra l'altro, oltre ad avere altre patologie. Vabbè.
Poi altre tariffe alla Cina.
Ad aprile ha detto che penserà a Brasile e India, oltre che all'Europa.
Mah.... ma lui lo sa che solo l'agricoltura statunitense produce tantissimo, migliaia di volte quello che gli americani consumano? Dove manderanno questi prodotti? E a breve termine, dove potrà trovare tutto quello che importano senza dover scaricare sul consumatore americano le tariffe enormi che gli altri stati metteranno come ripicca?
C'è il rischio che i prossimi anni l'inflazione USA possa viaggiare sul valori tra il 20 e il 50% se veramente Trump vuole stabilire dazi del 15-20-25% a destra e a manca....
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