I problemi di iPhone 6, BlackBerry Passport, Shellshock e la fine di Titan in TGtech

I problemi di iPhone 6, BlackBerry Passport, Shellshock e la fine di Titan in TGtech

iPhone 6, i problemi suoi e quelli dei suoi utenti sono al centro dell'apertura di TGtech oggi: c'è spazio anche per il nuovo top di gamma BlackBerry Passport, Shellshock, i piani futuri di Canon e la chiusura del progetto Titan da parte di Blizzard

di Roberto Colombo pubblicata il , alle 16:17 nel canale Apple
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Dopo l'edizione speciale che abbiamo dedicato a Photokina, oggi TGtech torna alla normalità con la sintesi del venerdì delle notizie più interessanti della settimana: iPhone 6 è stato parecchio al centro dell'attenzione per la bufala Wave, il Bendgate e per il problematico aggiornamento iOS 8.0.1. Nino Grasso ha seguito tutte le vicende e ci fa una sintesi.

Roberto Colombo parla invece di BlackBerry Passport, lo smartphone con cui la casa canadese rilancia: staccandosi completamente dai cliché del mercato, BlackBerry propone una tastiera fisica con funzionalità touch e uno schermo quadrato da 4,5". Per tutti gli altri dettagli seguite il servizio, in cui citiamo anche il prezzo a cui è stato messo in vendita negli USA.

Andrea Bai analizza invece la questione Shellshock, una vulnerabilità che può mettere in ginocchio il web. Il bug Shellshock o Bash-bug è una pericolosa vulnerabilità che affligge i sistemi basati su Linux/Unix e che può interessare un numero sterminato di sistemi e dispositivi connessi. Le implicazioni sono anche peggiori rispetto a quanto accadde con Heartbleed.

La parola torna poi a Roberto Colombo che affronta due punti salienti di un'intervista rilasciata da uno dei dirigenti Canon: le parole di Masaya Maeda lasciano intendere che a breve vedremo una fotocamera in grado di sfondare l'attuale tetto di 22 megapixel di casa Canon, oltre a sviluppi in ambito mirrorless

Per l'angolo dei videogiochi con Rosario Grasso parliamo del progetto Titan, cancellato a sorpresa da Blizzard dopo sette anni di sviluppo. Blizzard ha parlato di decisione "straziante" ma indispensabile. Il gioco non era, infatti, sufficientemente divertente come Blizzard avrebbe voluto. Un passo indietro importante per il produttore di Irvine, che secondo le prime ricostruzioni è costato più di 50 milioni di dollari. Titan sarebbe dovuto essere una sorta di "seguito spirituale" di World of Warcraft e nel maggio 2013 Blizzard lo aveva già riportato in fase di ideazione.

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