Dal prossimo 1 giugno le app iOS dovranno essere compatibili IPv6

Dal prossimo 1 giugno le app iOS dovranno essere compatibili IPv6

Tutte le app di iOS dovranno includere il supporto ad IPv6 a partire dal prossimo 1 giugno. Molte app sono in realtà già compatibili in quanto fanno uso di API IPv6 presenti nei normali framework di sviluppo

di pubblicata il , alle 13:31 nel canale Apple
AppleiOS
 

Apple ha ricordato agli sviluppatori un importante cambiamento di imminente aggiunta alle policy di App Store: tutte le app per iOS dovranno obbligatoriamente includere il supporto per operazioni di rete IPv6.

A partire dal prossimo 1 giugno tutte le app inviate ad App Store per l'approvazione dovranno essere compatibili con gli standard IPv6, la più recente versione del protocollo per l'identificazione dell'hardware di rete e per le operazioni di instradamento delle comunicazioni. Apple aveva già annunciato alla Worldwide Developers Conference dello scorso anno che con iOS 9 è stato introdotto il supporto alle reti IPv6-only.

La comunicazione di Apple è un pro-forma, in quanto molte app esistenti rispondono già alle nuove richieste, dal momento che la compatibilità IPv6 è già assicurata mediante l'uso delle API SNURLSession e CFNetwork disponibili con i framework di sviluppo. Coloro i quali hanno invece la necessità di implementare una rete personalizzata, chi si basa ancora su API IPv4 o fa uso di indirizzi IP hard-coded, dovranno modificare la propria app per rispettare i nuovi requisiti imposti dalla Mela.

L'introduzione del supporto a IPv6 nei dispositivi iOS avviene in un momento in cui tutto il settore sta iniziando ad attrezzarsi per il nuovo protocollo, in particolar modo i gestori di reti mobile. La proliferazione di dispositivi connessi, accelerata con l'avvento degli smartphone, ha rapidamente portato all'esaurimento della disponibilità di inderizzi IPv4. Il protocollo IPv6 mette a disposizione 2128 indirizzi, contro i 232 di IPv4. In termini più comprensibili: con IPv4 la disponibilità è di un solo indirizzo IP univoco ogni due esseri umani, con IPv6 ciascun abitante della terra potrà avere a disposizione centinaia di miliardi di miliardi di miliardi (avete letto bene) di indirizzi IP univoci.

Apple offre agli sviluppatori una serie di strumenti per mettere alla prova la conformità ad IPv6 delle proprie app. Nel comunicato di questi giorni ha inoltre indicato un documento tecnico che dettaglia i metodi per implementare il supporto alle reti IPv6 e DNS64/NAT64 e un video sull'argomento di una sessione della WWDC 2015.

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18 Commenti
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andbad05 Maggio 2016, 14:11 #1
Mi ricorderò di post come questo quando, tra una ventina d'anni, gli IPv6 finiranno
Ad averne così tanti, cominceranno a sprecarli per dare l'IP anche alla carta igienica.

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Simonex8405 Maggio 2016, 14:25 #2
2^128 è 340.280.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000

per esempio sono 48.612.000.000.000.000.000.000.000.000.000 IP per ogni singola persona sul pianeta, penso sia difficile finirli, ma tutto è possibile.....
andbad05 Maggio 2016, 17:12 #3
Originariamente inviato da: Simonex84
2^128 è 340.280.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000

per esempio sono 48.612.000.000.000.000.000.000.000.000.000 IP per ogni singola persona sul pianeta, penso sia difficile finirli, ma tutto è possibile.....


Anche il petrolio sembrava infinito, 50 anni fa. Ed ora siamo agli sgoccioli. Non sottovalutare l'incapacità umana nel limitarsi, soprattutto se la risorsa appare infinita (o quasi).

By(t)e
Vincent1705 Maggio 2016, 18:58 #4
Originariamente inviato da: andbad
Anche il petrolio sembrava infinito, 50 anni fa. Ed ora siamo agli sgoccioli. Non sottovalutare l'incapacità umana nel limitarsi, soprattutto se la risorsa appare infinita (o quasi).

By(t)e


c'è una picola differenza di fondo... se finiranno gli IP basterà sviluppare IPv8 con 2^1024 indirizzi mentre con il petrolio la vedo difficile...
giuliop05 Maggio 2016, 20:26 #5
Originariamente inviato da: andbad
Anche il petrolio sembrava infinito, 50 anni fa. Ed ora siamo agli sgoccioli. Non sottovalutare l'incapacità umana nel limitarsi, soprattutto se la risorsa appare infinita (o quasi).

By(t)e


Poi mi spieghi cos'hanno in comune petrolio e indirizzi IP.
Personaggio05 Maggio 2016, 20:50 #6
Originariamente inviato da: Simonex84
2^128 è 340.280.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000

per esempio sono 48.612.000.000.000.000.000.000.000.000.000 IP per ogni singola persona sul pianeta, penso sia difficile finirli, ma tutto è possibile.....


In realtà sembrano tanti, ma non lo sono. Con la nanorobotica potremmo avere miliardi di nanorobot solo per curarci (dentro ad ognuno di noi) poi ci saranno quelli nell'aria per esempio per filtrarla o assorbire l'inquinamento, per rendere potabile qualsiasi acqua, persino dentro gli animali, domestici, d'allevamento e selvatici per controlli di qualsiasi genere. Alla fine finiranno presto anche questi... magari non fra 20 anni, ma finiranno prima del nuovo secolo
Simonex8405 Maggio 2016, 20:55 #7
Originariamente inviato da: Personaggio
In realtà sembrano tanti, ma non lo sono. Con la nanorobotica potremmo avere miliardi di nanorobot solo per curarci (dentro ad ognuno di noi) poi ci saranno quelli nell'aria per esempio per filtrarla o assorbire l'inquinamento, per rendere potabile qualsiasi acqua, persino dentro gli animali, domestici, d'allevamento e selvatici per controlli di qualsiasi genere. Alla fine finiranno presto anche questi... magari non fra 20 anni, ma finiranno prima del nuovo secolo


Per quello esistono le subnet, non devono mica avere tutti un ip pubblico, forse non vi rendete conto di quando è grande un numero con 38 zeri, 38!!!!
cdimauro05 Maggio 2016, 22:22 #8
Originariamente inviato da: Personaggio
In realtà sembrano tanti, ma non lo sono. Con la nanorobotica potremmo avere miliardi di nanorobot solo per curarci (dentro ad ognuno di noi) poi ci saranno quelli nell'aria per esempio per filtrarla o assorbire l'inquinamento, per rendere potabile qualsiasi acqua, persino dentro gli animali, domestici, d'allevamento e selvatici per controlli di qualsiasi genere. Alla fine finiranno presto anche questi... magari non fra 20 anni, ma finiranno prima del nuovo secolo

Assolutamente no. IMO hanno fatto una stupidaggine colossale già a utilizzare ben 128 bit per ogni indirizzo IP, allargando non di poco l'intestazione dei pacchetti IP.

Con 64-bit avremmo avuto già una quantità immane di indirizzi IP. Metti che la popolazione mondiale arrivi a 16 miliardi di persone: con 2^64 indirizzi IP è come se per ogni singola persona ci sarebbero stati (rozzamente) a disposizione un miliardo di indirizzi IP.

Che poi con l'uso di IP privati gli indirizzi a disposizione sarebbero (come sono già adesso) enormemente di più, com'è già stato detto.
giorgino8706 Maggio 2016, 07:44 #9
Originariamente inviato da: cdimauro
Assolutamente no. IMO hanno fatto una stupidaggine colossale già a utilizzare ben 128 bit per ogni indirizzo IP, allargando non di poco l'intestazione dei pacchetti IP.

Con 64-bit avremmo avuto già una quantità immane di indirizzi IP. Metti che la popolazione mondiale arrivi a 16 miliardi di persone: con 2^64 indirizzi IP è come se per ogni singola persona ci sarebbero stati (rozzamente) a disposizione un miliardo di indirizzi IP.

Che poi con l'uso di IP privati gli indirizzi a disposizione sarebbero (come sono già adesso) enormemente di più, com'è già stato detto.


a quel che ne so uno degli scopi di ipv6 e' di eliminare il NAT, quindi ogni periferica che deve essere connessa ad internet deve avere un ip pubblico, gli ip privati sono solo per periferiche che non devono comunicare con l'esterno. Ad ogni modo, credo abbiano scelto 128 bit perche' con 64 potevi rischiare, a seconda degli usi che se ne faranno, di finirli. 128 invece mi pare difficile almeno finche' non diverremo una civilta' multiplanetaria ed internet si estendera' nello spazio

in fondo ricordiamoci che IPv6 prevede solo 45 bit (invece di 32) per gli indirizzi internet globali, i rimanenti sono per definire subnet (16) e interfaccia (64) (mentre i primi 3 definiscono che si tratta di un indirizzo globale e non locale).
Da quest punto di vista le personi comuni riceveranno una subnet (quindi 2^64 indirizzi) ciascuna, quindi di fatto IPv6 con i suoi 2^128 indirizzi porta solo a 2^64 indirizzi per connessione, contor i 2^32 di ora. I rimanenti bit sono usati per accomodare tutti i device che uno possiede. per un utente casalingo, questi possono essere al piu' qualche centinaio (il che sono smanettone ho appena superato i 40 con mio server DHCP), quindi la maggior parte sono buttati.Ad ogni modo si sono aumentati gli indirizzi pubblici a un 2^64 effettivi, e con gli altri 64 bit si e' eliminato il NAT. L'intestazione sara' un po' piu' lunga ma sempre meglio di scegliere un numero di bit inferiore e ritrovarsi di nuovo fra qualche decennio a dover cambiare di nuovo standard, con tutti i casini che ne seguono....

Per evitare i casini che ci sono ora con gli ip privati e le subnet di classe A (24 bit) B (16 bit) e C (8 bit), con il fatto che le C sono quasi sempre troppo piccole per le aziende, le B sono troppo grandi per la maggior parte di aziende, ma alcuni siti possono necessitare anche di classi A, e' comprensibile che il nuovo standard avesse delle subnet di dimensione unica e sufficientemente larga. Quindi, anche pensando al futuro, uno doveva scegliere subnet di almeno 32 bit. Questo legato al fatto di vole avere molti piu' indirizzi dei 2^32 attuali, hanno reso 64 bit troppo pochi. Il passo successivo era quindi 128.
andbad06 Maggio 2016, 09:28 #10
Originariamente inviato da: giuliop
Poi mi spieghi cos'hanno in comune petrolio e indirizzi IP.


E' un discorso molto filosofico. L'uomo non ha la capacità (o almeno è molto ridotta) di limitare i suoi consumi. Immagina un mondo dove l'energia è sostanzialmente infinita (più o meno come gil IPv6). Per comodità o stupidità utilizzerebbe tale energia senza ottimizzarla (che senso avrebbe, in fondo?), per cose futili e senza pensare al futuro.
Il petrolio è alla base della nostra società, non solo come fonte energetica, ma anche come base per il materiale più usato e meno riciclabile. Fino ad oggi lo stiamo trattando come se fosse una risorsa infinita, senza preoccuparci (molto) di cosa verrà dopo (fossero 20, 30 o 100 anni).

Con gli IPv6 potrebbe essere così. A qualcuno potrebbe venire in mente di assegnare un IP ad ogni fottuto chip IoT che ci troveremmo attorno, magari senza pensare a logiche di recupero. Nel 2015 sono stati venduti 1,5 miliardi di smartphone, metti che a qualcuno venga la geniale idea di connettere i caricabatterie con IPv6 pubblico, oltre al cellulare. Sarebbero 3 miliardi di IP solo per quello. Aggiungici ogni altra cosa dotata di chip e gli ordini di grandezza si avvicinano.

E' chiaro che il mio è un discorso al limite e piuttosto improbabile, nasce solamente dl fatto che ci troviamo a disagio a ragionare su numeri così grandi che sembrano infiniti ma che non lo sono.E soprattutto sulla scarsa lungimiranza dell'uomo sulle risorse disponibili.
Per fortuna che sono stati degli ingegneri a decidere sull'IPv6, fossero stati i burocrati o degli imprenditori ci troveremmo con IPv5 (Apple avrebbe fatto iIPv4.5 ).

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