Una tecnologia spaziale verrà utilizzata per smantellare le centrali nucleari

Una tecnologia spaziale verrà utilizzata per smantellare le centrali nucleari

Un progetto di ricerca tedesco sta sviluppando una nuova tecnologia di misurazione per lo smantellamento delle centrali nucleari, basata su rivelatori a scintillazione usati nello spazio. L'obiettivo è produrre camere capaci di creare mappe 3D della radioattività, supportate dall'intelligenza artificiale.

di pubblicata il , alle 16:31 nel canale Scienza e tecnologia
NASA
 

Il processo di smantellamento delle centrali nucleari richiede controlli estremamente accurati per verificare l'eventuale presenza di radioattività nei materiali da rimuovere. Prima che le strutture vengano demolite, ogni superficie deve essere analizzata con precisione, soprattutto nelle aree prossime ai reattori.

È in questo contesto che entra in gioco un innovativo progetto di ricerca che mira a cambiare le misurazioni radiologiche attraverso una tecnologia finora utilizzata principalmente nello spazio.

Il punto di partenza è stato lo spettacolare abbattimento, avvenuto il 25 ottobre 2025, delle due torri di raffreddamento alte 160 metri dell'impianto nucleare di Gundremmingen, in Baviera.

Eventi come questo richiedono un complesso lavoro preliminare di analisi, tradizionalmente svolto tramite costosi rivelatori a semiconduttore. Tuttavia, questi strumenti sono lenti, richiedono temperature di raffreddamento estreme fino a -200 °C e consentono di esaminare solo poche superfici nell'arco di un'ora.

La nuova tecnologia per lo smantellamento delle centrali nucleari

Il nuovo approccio si basa invece sui rivelatori a scintillazione, tecnologia impiegata nei satelliti per individuare elementi radioattivi nello spazio. L'obiettivo del progetto, portato avanti da un consorzio di università e aziende, è sviluppare una sorta di "fotocamera radiologica" in grado di mappare grandi ambienti in poche ore.

Il team del dottor Thomas Siegert, esperto di fisica nucleare spaziale del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Würzburg, è responsabile della parte software del sistema, finanziata dal Ministero tedesco della Ricerca con oltre 350.000 euro.

I rivelatori a scintillazione, organizzati in cristalli sensibili, emettono luce quando colpiti da radiazione gamma. Se la radiazione attraversa più cristalli, è possibile ricavarne sia la direzione sia l'energia. Poiché ogni isotopo produce particelle con energie caratteristiche, il materiale radioattivo può essere identificato con precisione. Al termine della raccolta dati, potenti supercomputer elaborano le informazioni e generano un'immagine tridimensionale dettagliata dell'ambiente, evidenziando le zone contaminate.

Per migliorare ulteriormente l'accuratezza, il team sta integrando algoritmi di intelligenza artificiale capaci di distinguere la normale radiazione naturale di fondo dalla radioattività effettivamente pericolosa. Questo passaggio è fondamentale, perché il rumore di fondo varia a seconda del luogo e può falsare le misurazioni.

Il progetto congiunto, chiamato scintLaCHARM, è finanziato dal programma FORKA con circa 2 milioni di euro e coinvolge cinque partner: Brenk Systemplanung GmbH, il Fraunhofer INT, Hellma Materials GmbH, l'Università di Mainz e l'Università di Würzburg.

3 Commenti
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giovanni6903 Dicembre 2025, 20:23 #1
Notturnia04 Dicembre 2025, 09:55 #2
giovanni6904 Dicembre 2025, 18:21 #3

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