Recensione Samsung Galaxy S26+: sfida l'Ultra, ma ha senso di esistere?

Recensione Samsung Galaxy S26+: sfida l'Ultra, ma ha senso di esistere?

Equilibrio e potenza definiscono il Samsung Galaxy S26+, un flagship che sfida la variante Ultra e la fascia alta del mercato con il primo processore mobile a 2nm. Pur mantenendo l'hardware fotografico precedente, lo smartphone brilla per un display QHD+ da 6,7 pollici d'eccellenza, privo però del trattamento antiriflesso dell'Ultra, e per prestazioni molto elevate. Completano il quadro la ricarica wireless a 20W e, soprattutto, un supporto software settennale

di pubblicato il nel canale Telefonia
SamsungGalaxy
 

Samsung Galaxy S26+ approda sul mercato con l'onere di confermare la validità della proposta intermedia di Samsung, posizionandosi in mezzo all'equilibrio tra la compattezza del modello base e l'esuberanza tecnologica dell'Ultra. Non siamo di fronte a una rottura estetica netta, bensì a un raffinamento ingegneristico che punta tutto sulla solidità costruttiva e sull'efficienza di un comparto tecnico che, per la prima volta, sembra gestire le temperature meglio del modello di punta.

Samsung ha scelto la via della continuità per quanto riguarda il linguaggio del design e il setup ottico, concentrando gli sforzi sull'integrazione della nuova piattaforma hardware a 2 nanometri e sull'ottimizzazione di un pannello che non accetta compromessi, pur dovendo rinunciare ad alcune delle rifiniture più avanzate presenti esclusivamente sulla variante Ultra.

Indice

Specifiche tecniche

Samsung Galaxy S26+ viene venduto in Italia con il processore Exynos 2600 proprietario, un'unità di calcolo che segna il passaggio definitivo ai processi produttivi a 2nm. Negli Stati Uniti e in Cina, invece, anche le versioni standard del top di gamma coreano vengono proposte con lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 a 3 nm, soluzione più convenzionale e in linea con molte altre proposte flagship del mercato. La domanda è, chiaramente: il nuovo Exynos di fatto può competere con il top di gamma di Qualcomm?

L'architettura del silicio di Samsung si basa sulle tecnologie standard Arm v9.3, utilizzando il seguente setup:

  • 1x Core Prime: Arm C1-Ultra (fino a 3.8 GHz).
  • 3x Core Performance: Arm C1-Pro (fino a 3.25 GHz).
  • 6x Core Efficiency/Middle: Arm C1-Pro (fino a 2.75 GHz)

Sono quindi 10 i core presenti sul SoC di Samsung, a differenza degli 8 disponinibili sulla controparte della serie Snapdragon, con l'Exynos che può vantare un processo produttivo sulla carte più rifinito. L'Exynos 2600 è inoltre il primo processore per smartphone al mondo realizzato con un processo produttivo a 2 nanometri (nm) GAA (Gate-All-Around) di Samsung Foundry. Tutti i core integrati sono ad alte prestazioni, mentre lato grafico troviamo una GPU Xclipse 960 basata probabilmente su RDNA 4, che promette prestazioni doppie rispetto alla Xclipse 940 e un miglioramento del 50% nel ray tracing.

Abbiamo inoltre il supporto per Exynos Neural Super Sampling (ENSS), tecnologia di upscaling e generazione di frame assistita dall'IA per migliorare la fluidità nei giochi; e una NPU potenziata progettata per gestire carichi di IA generativa direttamente sul dispositivo con un'efficienza raddoppiata.

Ad accompagnare il SoC troviamo 12 GB di RAM LPDDR5X, un quantitativo che oggi rappresenta lo standard aureo per gestire agevolmente i carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale generativa e al multitasking spinto. La memoria interna utilizza moduli UFS 4.0, proposti nei tagli da 256 GB o 512 GB.

La connettività è un altro pilastro fondamentale della scheda tecnica, con l'inclusione del supporto al Wi-Fi 7 e al Bluetooth 6.0, mentre la batteria integrata da 4900 mAh supporta una ricarica rapida cablata da 45W. Sebbene la concorrenza asiatica abbia da tempo superato la soglia dei 100W, Samsung mantiene una filosofia conservativa finalizzata alla preservazione della salute chimica delle celle nel lungo periodo, limitando l'usura da calore durante i cicli di ricarica. Avremmo chiaramente preferito una unità al silicio-carbonio insieme a un amperaggio nettamente superiore, caratteristiche che ormai rappresentano la consuetudine fra i flagship della concorrenza cinese più agguerrita.

Sul fronte della sicurezza, rimane il sensore d'impronte ultrasonico sotto lo schermo, rapido e preciso anche con le dita bagnate, affiancato da un sistema di sblocco facciale bidimensionale potenziato dagli algoritmi di profondità della NPU.

L'ecosistema di sensori comprende un accelerometro triassiale, un giroscopio ad alta precisione e un sensore di prossimità virtuale estremamente affinato per evitare attivazioni accidentali durante le chiamate. La gestione termica è stata rivista con una camera di vapore che, pur non essendo mastodontica come quella di alcuni gaming phone, lavora in sinergia con la scocca in alluminio per dissipare il calore in modo uniforme. In termini di audio, il Samsung Galaxy S26+ adotta una configurazione stereo con supporto a Dolby Atmos, dove la capsula auricolare funge da secondo canale per offrire una spazialità sonora convincente durante la fruizione di contenuti multimediali o sessioni di gioco.

Specifica Galaxy S26 Ultra Galaxy S26+ Galaxy S26
Display 6.9" QHD+ Dynamic AMOLED 2X (M14), 120Hz, Privacy Display 6.7" QHD+ Dynamic AMOLED 2X, 120Hz 6.3" FHD+ Dynamic AMOLED 2X, 120Hz
Processore (Italia) Snapdragon 8 Elite Gen 5 Exynos 2600 Exynos 2600
RAM 12GB / 16GB (LPDDR5X) 12GB (LPDDR5X) 12GB (LPDDR5X)
Storage 256GB / 512GB / 1TB 256GB / 512GB 256GB / 512GB
Fotocamera Posteriore 200MP (f/1.4) + 50MP (UW) + 50MP (5x) + 10MP (3x) 50MP (f/1.8) + 12MP (UW) + 10MP (3x) 50MP (f/1.8) + 12MP (UW) + 10MP (3x)
Batteria 5.000 mAh 4.900 mAh 4.300 mAh
Ricarica Cablata 60W (Ultra Rapida 3.0) 45W 25W
Materiali Armor Aluminum / Gorilla Armor 2 Armor Aluminum / Victus 3 Armor Aluminum / Victus 3
Dimensioni 163.6 x 78.1 x 7.9 mm 158.4 x 75.8 x 7.3 mm 149.6 x 71.7 x 7.2 mm
Peso 214g 190g 167g

Design

L'estetica di Samsung Galaxy S26+ prosegue lungo il solco tracciato dal minimalismo degli ultimi anni, eliminando qualsiasi fronzolo superfluo in favore di una pulizia formale che esalta i materiali utilizzati.

Il telaio è realizzato in una variante rinforzata di alluminio con finitura satinata, che si fonde senza soluzione di continuità con il vetro posteriore Gorilla Glass Victus 2. Con uno spessore di soli 7,3 mm, il dispositivo appare decisamente sottile per la sua categoria, una caratteristica che ne migliora l'ergonomia nonostante la superficie frontale sia dominata da un'ampia diagonale da 6,7 pollici.

Il peso di 190 grammi è distribuito in modo millimetrico lungo l'asse centrale, evitando quella sgradevole sensazione di pesantezza in alto che spesso affligge i dispositivi dotati di moduli fotografici sovradimensionati.

Le cornici che circondano il display sono state ridotte ai minimi termini, e risultano perfettamente simmetriche su tutti e quattro i lati donando a Galaxy S26+ un aspetto quasi privo di bordi. Gli angoli non sono del tutto netti, con una lievissima curvatura dolce che riesce a facilitare la presa con una sola mano senza infastidire mai.

I tasti fisici del volume e dell'accensione, entrambi posizionati sul lato destro dello smartphone, offrono un feedback tattile secco e preciso, privo di qualsiasi gioco meccanico. Le colorazioni disponibili, tra cui la nuova variante Silver Shadow, utilizzano un processo di deposizione multistrato che crea riflessi cangianti, mantenendo un'ottima resistenza alle impronte digitali grazie a un trattamento oleofobico che dopo i primi utilizzi sembra molto efficace.

Sono tante le varianti di colore: oltre a Silver Shadow, abbiamo Pink Gold, Cobalt Violet (quello del dispositivo usato da noi in prova), Black, Sky Blue e White.

La parte posteriore ospita i tre obiettivi fotografici incastonati singolarmente nel vetro, una scelta stilistica che sottolinea la pulizia del design e riduce l'accumulo di polvere tipico dei "bump" fotografici monolitici. L'ottima pulizia estetica contrasta però con una caratteristica ormai consueta nella gamma top di Samsung: i flagship coreani tendono a mantenere una posizione obliqua su un piano, e dondolano pesantemente (anche se Galaxy S26+ lo fa molto meno rispetto al modello Ultra) quando vengono utilizzati su una scrivania.

La porta USB-C 3.2 Gen 1 è posizionata centralmente sul profilo inferiore, affiancata dalla griglia dello speaker principale e dal carrellino per la doppia nanoSIM. Non manca la certificazione IP68, che garantisce l'impermeabilità fino a 1,5 metri di profondità per 30 minuti, e che rende lo smartphone adatto all'uso in qualsiasi condizione atmosferica senza timore di danni da liquidi o infiltrazioni di polvere sottile.

Software, hardware e prestazioni

L'ecosistema software di Samsung Galaxy S26+ è governato dalla One UI 8.5 basata su Android 16, un'interfaccia che ha ormai abbandonato la ricerca del fronzolo estetico per concentrarsi sulla reattività e sull'integrazione profonda dell''intelligenza artificiale dell'IA anche in locale. Il passaggio fondamentale rispetto alla generazione precedente risiede nella gestione dei processi tramite NPU (Neural Processing Unit), che permette di eseguire la quasi totalità delle funzioni Galaxy AI direttamente sul dispositivo, senza dover inviare dati ai server cloud.

Questo non solo garantisce una latenza molto bassa nell'esecuzione dei comandi, ma innalza sensibilmente il livello di privacy per l'utente, un punto su cui Samsung ha insistito molto nella documentazione ufficiale di quest'anno.

Tra le funzioni peculiari spicca l'evoluzione di Photo Assist, che ora permette di ricostruire porzioni di immagine rimosse non solo basandosi sul contesto, ma anche sulla prospettiva corretta calcolata in tempo reale. Il sistema di editing generativo, già forse il migliore della categoria nelle passate generazioni, è diventato meno invasivo e più preciso, evitando ancor di più gli artefatti digitali che spesso rovinavano gli scatti più complessi. A questo si aggiunge la nuova modalità Live Translate 2.0, che estende la traduzione simultanea alle principali app di messaggistica di terze parti nelle chiamate vocali.

Un'altra caratteristica software distintiva è l'integrazione di Bixby Text Call con un filtro anti-scam potenziato dall'IA. Il sistema è in grado di analizzare il pattern vocale e il contenuto semantico delle chiamate provenienti da numeri sconosciuti, avvisando l'utente in tempo reale tramite un popup discreto se la conversazione presenta i tratti tipici di un tentativo di phishing o di una truffa telefonica. Per quanto riguarda la produttività, Samsung DeX ha ricevuto un aggiornamento che permette la virtualizzazione di finestre Android in modo più fluido su monitor esterni, supportando risoluzioni fino al 4K a 60Hz senza surriscaldamenti evidenti della scocca.

La gestione delle notifiche è stata snellita attraverso un sistema di priorità dinamica che impara dalle abitudini quotidiane, raggruppando gli avvisi meno importanti in un unico elemento consultabile nei momenti di pausa scelti dall'utente.

Le funzionalità di Galaxy AI presenti sono sostanzialmente le stesse del modello Ultra, che abbiamo già trattato nella nostra recensione completa. Fra queste Assistente Scrittura, Assistente Note e Trascrizione, insieme a Interprete, che consente di effettuare conversazioni tra due persone che parlano lingue diverse. Now Brief e Now Nudge aiutano invece l'utente a gestire le abitudini e le attività da svolgere nella giornata, e rappresentano una delle caratteristiche più peculiari dell'esperienza Samsung.

Infine, la promessa di 7 anni di aggiornamenti completi (sia per quanto riguarda le major release di Android che per le patch di sicurezza) trasforma Galaxy S26+ in un dispositivo capace di invecchiare lentamente, mantenendo l'accesso alle nuove funzionalità software che verranno introdotte nel lungo periodo. Questa longevità, unita alla solidità della One UI, rappresenta oggi uno dei principali motivi di scelta per l'utenza più esigente e per chi cerca una piattaforma software che non richieda manutenzione costante.

Sotto stress, il throttling termico è gestito molto bene anche su sessioni decisamente prolungate: lo smartphone tende leggermente a surriscaldare durante il gaming, senza mai diventare caldo in maniera preoccupante. La distribuzione del calore lungo la superficie posteriore è inoltre uniforme, caratteristica che impedisce il sopraggiungere di picchi termici localizzati che potrebbero risultare scomodi durante l'impugnatura orizzontale.

Quello che è più interessante è a nostro avviso la sua capacità di mantenere le prestazioni più o meno inalterate nel corso del tempo (anche dopo un'ora), con uno scostamento rispetto alle prestazioni iniziali particolarmente contenuto (e del tutto impercettibile durante le sessioni d'uso).

Per i videogiocatori, questo si traduce in un frame rate più stabile nei titoli tripla A, dove i cali di fluidità sono quasi impercettibili anche nelle fasi più concitate. La gestione della memoria RAM è aggressiva ma intelligente, mantenendo in background decine di app senza forzarne il ricaricamento. Ottima anche la stabilità della connettività 5G, mentre il feedback aptico è capace di offrire impulsi brevi e secchi che accompagnano ogni interazione con l'interfaccia, simulando la pressione di tasti fisici con un realismo notevole.

Antutu 11

Punteggio

Geekbench 6

Single-Core

Geekbench 6

Multi-Core

Geekbench 6

GPU

3D Mark Steel Nomad Light

Punteggio finale

3D Mark Wild Life Extreme

Punteggio finale

CPDT Benchmark

Scrittura sequenziale

CPDT Benchmark

Lettura sequenziale

CPDT Benchmark

Memory copy

Google Octane 2.0

Octane Score

Speedometer 2.0

Test via browser

Il confronto con Galaxy S26 Ultra? È sostanzialmente pari: nell'uso normale è praticamente impossibile distinguere i due modelli in termini di prestazioni pure, con il modello Plus che appare però più granitico nelle prestazioni nel lungo termine, e meno incline al surriscaldamento nonostante il volume inferiore della scocca.

Display

Il display Dynamic AMOLED 2X da 6,7 pollici del Samsung Galaxy S26+ rappresenta lo stato dell'arte della tecnologia di visualizzazione mobile, pur con alcune distinzioni necessarie rispetto al fratello maggiore. La risoluzione QHD+ (3120 x 1440 pixel) assicura una densità di 516 ppi, quindi caratteri e immagini vengono riprodotti con una nitidezza assoluta. Grazie alla tecnologia LTPO, il pannello può variare la frequenza di aggiornamento da 1 Hz a 120 Hz, adattandosi al tipo di contenuto visualizzato per massimizzare il risparmio energetico.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che Galaxy S26+ non adotta il trattamento antiriflesso d'avanguardia presente sul modello Ultra. Questo significa che, in ambienti molto luminosi o in presenza di fonti di luce dirette, lo schermo riflette maggiormente gli elementi circostanti, pur mantenendo un contrasto eccellente. Manca la tecnologia Privacy Display, esclusiva dell'Ultra, che limita gli angoli di visione per evitare sguardi indiscreti

Samsung ha implementato un sistema di protezione della vista basato su IA che regola la temperatura colore non solo in base all'orario, ma anche analizzando i pattern di utilizzo dell'utente per ridurre l'affaticamento oculare. Il vetro di protezione è il Gorilla Glass Victus 2, che garantisce un'elevata resistenza agli urti accidentali e ai graffi da contatto con oggetti metallici.

L'analisi è stata effettuata utilizzando il colorimetro X-Rite i1Display Pro e la suite software HCFR, previa calibrazione dello strumento tramite lo spettrofotometro X-Rite i1 Pro 2. Questo setup consente di ottenere una precisione colorimetrica assoluta, necessaria per valutare le prestazioni del pannello.

Luminosità

Area 15%

Luminosità

Area 100%

Il pannello AMOLED del dispositivo raggiunge una luminosità di picco di 2389 nits con un APL (Average Picture Level) del 15%, un valore che garantisce una leggibilità eccellente sotto la luce diretta del sole. Sull'intera superficie dello schermo (bianco al 100%), la luminosità si attesta a 1341 nits. Sebbene si tratti di un risultato di alto profilo, adatto alla riproduzione di contenuti in ambienti esterni molto assolati, diversi flagship di pari generazione e fascia di prezzo riescono a spingersi oltre, offrendo una riserva di luce superiore. Il rapporto di contrasto è, per natura tecnologica, prossimo all'infinito. Poiché i pixel organici degli schermi AMOLED emettono luce propria e possono spegnersi completamente per riprodurre il nero, la profondità delle zone scure è assoluta, eliminando qualsiasi alone o distorsione tipica dei pannelli retroilluminati.

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Naturale
. Gamut misuratoCoperturaRapporto
. REC BT.709100.00%134.21%
. DCI P3 D6597.79%98.94%
. Adobe RGB89.09%99.49%
. BT.202070.96%70.98%

Bilanciamento RGB

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Naturale

Curva di Gamma SDR

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Naturale
. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: ∞ : 1

DeltaE - Macbeth Color Checker

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Naturale

La Modalità Naturale è stata calibrata seguendo lo standard DCI-P3 (Digital Cinema Initiatives), lo spazio colore utilizzato nell'industria cinematografica che offre una gamma cromatica più ampia rispetto al classico sRGB. Il dispositivo copre circa il 98% del triangolo di gamut P3, dimostrando un'ottima estensione dei primari. Il bilanciamento del bianco evidenzia una lieve dominante verde, quasi impercettibile a occhio nudo, mentre la curva di gamma segue correttamente il riferimento 2.2, garantendo una progressione della luminanza coerente. Il DeltaE medio rilevato tramite Macbeth Color Checker è pari a 2,2. Si tratta di un valore di riferimento molto preciso (sotto la soglia critica di 3), pur non raggiungendo i vertici assoluti del mercato dove alcuni competitor offrono una calibrazione out-of-the-box ancora più raffinata.

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Vivida
. Gamut misuratoCoperturaRapporto
. REC BT.709100.00%139.69%
. DCI P3 D6599.43%102.97%
. Adobe RGB90.45%103.55%
. BT.202073.84%73.88%

Bilanciamento RGB

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Vivida

Curva di Gamma SDR

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Vivida
. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: ∞ : 1

DeltaE - Macbeth Color Checker

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Vivida

Passando alla Modalità Vivida, il triangolo di gamut si espande fino a raggiungere il 103% dello standard P3. In questa configurazione, il bilanciamento del bianco vira verso una dominante blu-verde, restituendo un punto di bianco sensibilmente più freddo rispetto al riferimento. La curva di gamma rimane corretta a 2.2. Un dato interessante emerge dal test di fedeltà: il DeltaE medio scende a 2. Paradossalmente, nonostante sia la calibrazione più estrema e meno "naturale", risulta tecnicamente la più precisa sul piano cromatrico con i valori di saturazione intermedi, segno di una gestione elettronica dei colori particolarmente sofisticata.

Curva di Gamma HDR

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Naturale (HDR)
. Luminanza misurata
. Gamma SMPTE2084 HDR
Rapporto di contrasto: ∞ : 1

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Naturale (HDR)
. Gamut misuratoCoperturaRapporto
. REC BT.709100.00%129.70%
. DCI P3 D6595.16%95.61%
. Adobe RGB88.64%96.15%
. BT.202068.59%68.60%

Bilanciamento RGB

Samsung Galaxy S26+ - Modalità Naturale (HDR)

Nella riproduzione di contenuti ad alta gamma dinamica, il pannello supera i 1440 nits di luminosità massima, con una copertura del triangolo P3 pari al 95%. Il bilanciamento del bianco mantiene la stessa lieve dominante verde osservata in SDR. Analizzando la curva di gamma secondo lo standard SMPTE HDR 2084, si nota un tone mapping che tende a sollevare i valori di grigio intermedi, comportamento che rende le immagini complessivamente più luminose rispetto al riferimento ideale. Questa scelta può apparire gradevole in ambienti luminosi ma tende ad allontanarsi dalle reali intenzioni creative del regista, privilegiando la visibilità rispetto alla fedeltà assoluta della scena originale.

Autonomia

L'efficienza energetica è il vero fiore all'occhiello di questa iterazione. La combinazione tra la batteria da 4900 mAh e il processo produttivo a 2nm del chipset permette al Samsung Galaxy S26+ di gestire giornate lavorative estremamente intense senza ansia da ricarica.

Autonomia

Test overall

Lo smartphone ha ottenuto un punteggio di 660 minuti nel nostro test "overall", eseguito con luminosità del display impostata a 200 nits e uno script che simula interazioni umane su pagine web, streaming video e sessioni alternate di benchmark CPU e GPU.

Si tratta di un risultato nella media, ben lontano rispetto a quanto possibile con le nuove batterie ad alta densità basate su silicio-carbonio. L'esperienza quotidiana comunque convince, ma non sbalordisce. Il processore a 2-nm non fa miracoli, anche se il consumo in standby è stato ridotto drasticamente, permettendo di ritrovare lo smartphone quasi con la stessa carica della sera precedente se lasciato scollegato.

Sul fronte della ricarica, la velocità cablata a 45W consente di recuperare circa il 70% dell'energia in mezz'ora, una prestazione solida sebbene non da record. La vera novità riguarda la ricarica wireless, che quest'anno sale a 20W, offrendo una maggiore versatilità per chi preferisce caricare il dispositivo tramite pad o stand da tavolo durante la giornata. Nonostante la compatibilità con lo standard Qi2, Samsung non ha integrato magneti interni alla scocca, rendendo necessario l'uso di cover specifiche per sfruttare l'allineamento magnetico degli accessori.

Fotocamera

Il comparto fotografico di Samsung Galaxy S26+ punta sulla continuità hardware, affidandosi a sensori collaudati che vengono però esaltati dalla nuova pipeline di elaborazione ProScaler.

Questo sistema utilizza algoritmi di deep learning per ricostruire i dettagli persi durante la compressione e per gestire il rumore digitale in modo più selettivo, restituendo immagini che appaiono più naturali e meno "elaborate" rispetto alle generazioni passate.

Il sensore principale da 50 MP con apertura f/1.8 rimane il cardine dell'esperienza fotografica. Le immagini scattate in condizioni di buona luce sono ricche di contrasto e presentano una gamma dinamica estremamente bilanciata, capace di preservare dettagli sia nelle alte luci che nelle ombre più profonde. La fedeltà cromatica è stata tarata per evitare l'eccessiva saturazione tipica di Samsung, puntando su toni più realistici ma comunque piacevoli. Nei video, è presente la stabilizzazione Horizon Lock che permette di registrare filmati perfettamente stabili anche durante la corsa, compensando inclinazioni del dispositivo fino a 45° senza perdite di risoluzione apprezzabili.

Il modulo ultra grandangolare da 12 MP offre un angolo di visione di 120°, ideale per la fotografia di architettura o paesaggi vasti. Grazie al miglioramento degli algoritmi di correzione della distorsione, le linee rette ai bordi dell'inquadratura appaiono più lineari e meno curve, mantenendo una coerenza cromatica perfetta con il sensore principale. Sebbene manchi la funzione macro, la nitidezza al centro del fotogramma è elevata e il rumore nelle zone periferiche è ben controllato, anche quando si scatta in condizioni di luce ambientale non ottimale.

Lo zoom ottico 3x da 10 MP si conferma uno strumento versatile per la ritrattistica e per avvicinare soggetti distanti. Sebbene non possa competere con le ottiche periscopiche in termini di portata pura, la qualità fino a 5x rimane eccellente per la condivisione sui social o per la stampa di piccolo formato. L'effetto bokeh generato nella modalità ritratto sembra inoltre più preciso nello scontornare elementi complessi come i capelli o le montature degli occhiali, garantendo una separazione naturale tra il soggetto e lo sfondo che emula con discreto successo il comportamento di ottiche luminose su macchine fotografiche tradizionali.

Prezzo

Pur non essendo il top di gamma assoluto della line-up di Samsung, Galaxy S26+ non ha certamente un costo accessibile. La variante base da 12 GB di RAM e 256 GB di storage viene proposta a un prezzo di listino di 1.289 euro, mentre per il taglio superiore da 512 GB sono necessari 1.489 euro. Si tratta di cifre importanti che collocano lo smartphone nella fascia altissima del mercato, rendendo il confronto con la concorrenza diretta estremamente serrato.

Tuttavia, è da tenere in mente non solo l'elevata caratura tecnica del dispositivo, ma anche fattori come la garanzia di 7 anni di aggiornamenti di sistema e patch di sicurezza, unite alla solidità del valore residuo dei dispositivi Samsung, che contribuiscono a mitigare l'esborso iniziale, rendendolo un investimento sensato per chi intende mantenere il dispositivo per diversi anni. Nella dotazione originale è presente solo l'essenziale: il caricabatterie è da acquistare separatamente.

Considerazioni finali

Samsung Galaxy S26+ convince senza strafare, sottolineando la maturità di un progetto che ha raggiunto un livello qualitativo straordinario.

È uno smartphone che punta sulla sostanza, offrendo prestazioni che talvolta superano quelle della variante Ultra e un display che, pur privo del trattamento antiriflesso d'élite, rimane tra i migliori mai montati su un dispositivo mobile.

La scelta di Samsung di non rivoluzionare i sensori fotografici è stata compensata da un'elaborazione software più consapevole e finalmente (molto) meno artificiale.

Non è un dispositivo per chi cerca l'effetto sorpresa a ogni costo, per quello c'è l'Ultra, ma dovrebbe essere la scelta d'elezione per l'utente che desidera un grande schermo, un software affidabile e completo, e la certezza di un supporto a lungo termine.

Il vero ostacolo rimane però un posizionamento di mercato complesso: i 1.289 euro richiesti per il listino ufficiale accorciano pericolosamente la distanza dai 1.499 euro necessari per approdare all'Ultra. Sebbene il Plus offra un'ergonomia nettamente superiore, un profilo più snello e un bilanciamento dei pesi più curato, l'utente disposto a investire cifre simili tende fisiologicamente a cercare l'eccellenza assoluta del modello di punta, sacrificando volentieri la maneggevolezza per avere il massimo della tecnologia disponibile. A complicare il quadro interviene poi un'evoluzione hardware incrementale che non segna un distacco netto col passato, trasformando Galaxy S25+ (o lo stesso S25 Ultra) nel concorrente forse più temibile e razionale per questo nuovo flagship.

1 Commenti
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unnilennium04 Aprile 2026, 09:22 #1
no, non ha senso... e la serie 25 in saldo potrebbe essere una buona alternativa. il problema degli exynos appare essere il modem più della potenza bruta, rispetto alla controparte qualcomm qualcosa da rivedere c'è... ed è altamente sospetto che google coi pixel 11 abbia deciso di usare il tensor g6 però col modem mediatek, che vuol dire aver bocciato samsung un'altra volta

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