RTI e Medusa denunciano Perplexity AI: prima causa italiana sul copyright nell'addestramento dell'AI
RTI e Medusa hanno avviato la prima causa italiana contro una piattaforma di AI, accusando Perplexity di utilizzare senza permesso contenuti audiovisivi per l'addestramento dei modelli. Il caso si inserisce in un contesto globale di crescente conflitto tra editori e sistemi generativi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 03 Dicembre 2025, alle 12:11 nel canale WebPerplexity
RTI e Medusa Film hanno avviato presso il Tribunale Civile di Roma la prima azione legale in Italia contro una piattaforma di intelligenza artificiale per violazione del copyright. Nel mirino c'è la statunitense Perplexity AI, un motore di ricerca basato su chatbot con intelligenza artificiale generativa.
Secondo le due aziende del gruppo Mediaset, Perplexity avrebbe sfruttato su larga scala materiali audiovisivi e cinematografici di loro proprietà durante le fasi di addestramento dei modelli, senza disporre di alcuna licenza. La condotta, sostengono i ricorrenti, configurerebbe una violazione del diritto d'autore e delle tutele previste dalla normativa europea in materia di opere protette.

RTI e Medusa chiedono al Tribunale di riconoscere l'illiceità dell'utilizzo dei contenuti, di inibire ogni ulteriore impiego non autorizzato e di condannare Perplexity al risarcimento dei danni. È inoltre richiesta l'applicazione di una penale giornaliera per eventuali future violazioni, a sottolineare la volontà di prevenire pratiche considerate lesive per il valore economico delle opere audiovisive.
L'iniziativa arriva in un contesto internazionale sempre più caratterizzato da tensioni tra editori, produttori e fornitori di intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi, gruppi come News Corp hanno intrapreso azioni legali contro Perplexity, mentre testate come il New York Times - già protagonista nel 2023 di un contenzioso con OpenAI - hanno denunciato l'uso non autorizzato dei loro contenuti da parte delle piattaforme generative.
La vicenda italiana si inserisce quindi in un quadro globale in cui il settore dell'informazione e quello audiovisivo cercano di definire nuovi confini di utilizzo dei materiali protetti nell'addestramento dei modelli di AI.
La decisione del Tribunale di Roma potrebbe rappresentare un precedente rilevante per il mercato italiano, contribuendo a delineare un equilibrio, ancora lontano, tra innovazione tecnologica, diritti e sostenibilità dell'ecosistema editoriale e audiovisivo.










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7 Commenti
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Avranno cominciato con i piccoli per vedere come va, e poi targettare i piu grossi
Solo che in questi casi,se si è grossi è lecito......
Solo che in questi casi,se si è grossi è lecito......
E' sempre stato cosi, se sei un povero cristo che sbaglia una virgola sul 730 sei il nemico dello stato, se appartieni al cerchio magico si fa il gioco delle tre scimmiette.
nelle sue produzioni...
mi sembra cencio che parla male di stracio...
IL FIGLIOL PRODIGO OGNI ANNO:
nuovo palisnseto televisivo nuovi format
bla bla bla poi solita minestra riscaldata.
c'e' il grande bordelo, c'e' l'sola dei desperados...
alla fine mediaset e' come google solo un '' inserzionista ''
che vivve e campa con la publicita ( come introiti )
la sua fortuna e' sempre stata quella.
le dispute intentate nei tribunali fai conto gli serve solo per arrotondare
e far tornare il billancio anuale dei guadagni
almeno la rai ha fatto ora sandokan reloaded
amato dal gran publico televisivo, mediaset che ha fatto di nuovo apparte
rimonetizare con i soliti vechi format televisivi cambiando al max i condutori
vedi la ventura quest'anno tanto per cambiare ?
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