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#1 |
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www.hwupgrade.it
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 75166
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Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/skvide...ta_146229.html
AMD rilancia sull’intelligenza artificiale: la CEO Lisa Su respinge le critiche sugli eccessi di spesa e annuncia una crescita del 35% annuo nei prossimi anni grazie alla domanda "insaziabile" di chip AI. Con le nuove GPU Instinct MI355 e MI450, l’azienda punta a conquistare una quota a doppia cifra nel mercato dei data center Click sul link per visualizzare la notizia. |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Messaggi: 368
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La parte divertente è sempre la stessa: quando lo dice un tizio qualunque come me, "eh ma che ne sai, l'IA è una moda, è come tutte le rivoluzioni, si fermerà, scoppierà la bolla, non sa fare nulla, sono solo LLM che giocano a fare i genii".
Poi arriva AMD, Nvidia, TSMC, perfino gli investitori più conservatori, e dicono la stessa identica cosa… e magicamente diventa credibile. È il solito bias: se non lo dice qualcuno "importante", il cervello umano lo archivia come rumore di fondo. E invece no, qui non c'è nessuna bolla che ti salva, nessuna pausa naturale dell'innovazione. Non è un ciclo come gli smartphone o le crypto, è un cambio d'infrastruttura del pianeta. Le aziende stanno pompando miliardi perché hanno capito che un cluster AI lavora 24 ore su 24, non sciopera, non dorme e, soprattutto, scala. Chi arriva per primo comanda il mercato per i prossimi decenni. Il punto è che molti ancora si ostinano a pensare che "l'IA non ruberà davvero i lavori", o che "sarà come la rivoluzione industriale, poi si riequilibra". È un modo per non guardare dritto nella luce dei fari mentre la macchina arriva. Fa più comodo pensare che andrà tutto come sempre. Ma quando perfino AMD ti dice apertamente che non teme nessuna bolla e che gli investimenti sono già un gioco vinto… forse dovremmo iniziare a chiederci se davvero siamo di fronte all'ennesima "moda", o se è il mondo che sta cambiando sotto i piedi mentre continuiamo a raccontarci storielle rassicuranti. Il bello è che quando lo dicevo io passavo per catastrofista. Adesso, a quanto pare, non sono io… è la realtà che è arrivata puntuale. E da qui, inizia la parte più interessante della storia. |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2008
Città: Un corridoio di schiaffoni
Messaggi: 21658
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L'IA verrà usata per i lavori ripetitivi e che richiedono accesso a moli di dati. Certo, puoi usarla per progettare un impianto elettrico ma NON può firmare il progetto e assumersi responsabilità ecco perchè molti lavori per i quali avrebbe la "capacità" non potrà cmq soppiantarli ma divenire al massimo un tool di lavoro cmq supervisionato da umani
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Case: CM690III PSU: Seasonic M12II Evo 750w Mobo: Asus x470 Prime Pro CPU: AMD Ryzen 5700x Dissi: Arctic Freezer 33CO Ram: 32Gb (2*16Gb) Corsair Vengeance LPX 3200/C16 VGA: Sapphire Pulse 7900XT VENTI gigabyte Storage: nvme M2 Sabrent 512Gb + HDD WD Black 2Tb Monitor: 27" 4K (era ora) 10bit VERI, calibrato in fabbrica I will say no more |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2020
Messaggi: 1439
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Oste, com'è il vino?
Poi guardando i dati, si vede quali siano i fatti, come sempre. Bubble Trouble: An AI bubble threatens Silicon Valley, and all of us. Will data centers crash the economy? The AI bubble is the only thing keeping the US economy together, Deutsche Bank warns
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Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario. George Orwell Il vero valore di una persona non si misura dai valori in cui sostiene di credere, ma da che cosa è disposto a fare per proteggerli. Se non pratichi i valori in cui credi, probabilmente non ci credi fino in fondo. Edward Snowden Coloro che rinuncerebbero alla libertà essenziale, per acquistare un po' di sicurezza temporanea, non meritano né libertà né sicurezza. Benjamin Franklin |
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Messaggi: 368
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Quote:
Il tuo ragionamento regge solo se l'unica IA che hai visto è quella pubblica, modelli generici che rispondono, disegnano, chiacchierano o fanno i video buffi. Ma nelle aziende non si usa quella. Non si usa la versione "per tutti". Esistono modelli molto più avanzati, addestrati su documentazione interna, flussi di lavoro, policy tecniche, linguaggi proprietari, configurazioni di rete, architetture software, schemi contabili, schemi ingegneristici. E quelli già oggi stanno sostituendo attività che non sono affatto "ripetitive". Per curiosità, lavori in un ambiente dove stanno implementando IA aziendali di livello? Hai mai visto un LLM collegato all'intera knowledge-base interna, ai sistemi IT, ai ticket, ai sorgenti, agli stack tecnici dell'azienda? Lo chiedo sinceramente, perché i modelli in produzione non sono la stessa cosa di quelli che usiamo da casa. Non stanno rimpiazzando solo persone che fanno lavori meccanici, nelle aziende stanno automatizzando programmazione avanzata, analisi di rete, monitoraggio sicurezza, progettazione di flussi IT, generazione di documentazione tecnica, perfino revisioni di architetture che prima richiedevano anni di studio. E lo fanno 24 ore su 24, con una qualità che migliora ogni mese. Sul discorso "non possono firmare un progetto", è vero solo oggi. È la classica argomentazione da trincea, si punta sulla parte burocratica perché la parte tecnica è già stata superata. Quando la tecnologia cambia il modo di produrre, la burocrazia inevitabilmente si adegua e la legge riscrive chi certifica cosa. È successo con l'automazione industriale, con l'aviazione, con la medicina robotica. Succederà anche qui. E mentre qui discutiamo, le aziende stanno facendo esattamente la cosa che tu dici che non succederà, stanno già usando modelli addestrati sui dati dei dipendenti, spostati in outsourcing (India, Filippine, ecc.) per abbattere i costi. La persona "senza esperienza" diventa solo un tramite, copia-incolla ciò che la macchina genera, giusto per mantenere la responsabilità legale. È una fase temporanea, e dura poco. Quando si parla di "bolla", molti guardano solo ai giocattoli pubblici. Il problema vero è quello che accade dietro le quinte, negli ambienti dove le IA non fanno immaginine, fanno lavoro. Serio. Avanzato. E se non ci muoviamo oggi, tra due anni non discuteremo più "se sostituisce lavori ripetitivi", ma "perché abbiamo ignorato tutto mentre succedeva sotto i nostri occhi". |
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Veneto Orientale
Messaggi: 4794
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Il problema e che l'AI e la sua interfaccia prossima meccanica per quanto se lo neghi potrà sostituire prima o poi QUALUNQUE LAVORO e se un lavoro non lo farà sarà solo perchè chi comanda dirà no a quello (Tipo sostituire il governo con una AI) o perchè fatto i suoi conti, l'AI imparerà a non fare volutamente quel lavoro, lo fà già adesso di fare la Finta Deficiente. (E con finta intendo proprio che finge per non fare, poi gli chiedi la stessa cosa ma ultra semplificata e ti risponde subito)
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-= Gringo =- Core i7-3960X P9X79D 32GB RTX3090TI 24GB |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Messaggi: 4071
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Ormai anche nei piccoli uffici, il titolare mi chiede consulenza come su come "aiutare".
Tradotto: FARE DI PIÙ CON MENO GENTE DA PAGARE La manovalanza presto tornerà a guadagnare valore...
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MASTER: Ryzen 5 9600X LC,Powercolor RX 7700XT,MSI PRO B650M-A WIFI,32GB Ram 6400 CL32 RIPJAWS X in DC,Samsung 980Pro 512GB G4 + 980Pro 2TB G4 + SSHD 2TB SATA + HDD 1TB SATA,Audio ALC897,MSI MPG A650GF,Win 11 PRO,TK X-SUPERALIEN + AQUARIUS III,MSI 32" Optix MAG322CQR,MSI VIGOR GK30 COMBO,MSI Agility GD20 PAD,MSI IMMERSE GH10 HEADSET |
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2010
Messaggi: 1229
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Quote:
inerente i computer quantistici al Silicio e quelli Organici |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2011
Messaggi: 4222
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Certo che fa bene, prima che il mercato torni alla sua normalità è meglio buttarsi ad arraffare quanto più possibile durante questa isteria collettiva alimentata da FOMO.
Sarebbe da dementi fare diversamente. Comunque parallelamente bisogna anche prepararsi allo schianto altrimenti si salta per aria insieme alla bolla. |
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Messaggi: 368
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La cosa che mi colpisce davvero non è nemmeno quanto l'IA sia avanzata dietro le porte chiuse delle aziende quella vera, non la versione pubblica da cui arrivano risposte simpatiche o immagini carine.
La cosa triste è quanto l'IA potrà dare o togliere, quanto sarà distruttiva per una parte enorme della popolazione. E lo sto dicendo perché vorrei che le persone aprissero gli occhi. Chi non sta dentro a certi ambienti, chi non vede le IA private e integrate nei flussi critici, non può capire davvero la portata. Io stesso posso dire solo una parte, per ovvi motivi di NDA. Quello che mi fa più tristezza è che la gente non vuole ascoltare. Continua a guardare il proprio piccolo orticello, convinta che il mondo là fuori non arriverà mai fino a loro. Non li critico, è un meccanismo umano che esiste da millenni, vedere solo ciò che rassicura. Ma questo atteggiamento ci porta sempre allo stesso risultato. L'unico potere reale del popolo è la voce collettiva. Una voce sola si spegne, cento voci fanno rumore, ma se tutti aspettano di vedere il problema quando ormai ha già travolto tutto… quella voce comune non arriva più. E come insegna la storia, quando il dialogo non esiste più, quando la politica non ascolta, quando le aziende decidono da sole, il finale è sempre lo stesso, si arriva alla violenza. E nessuno vince davvero. La tristezza sta qui, ogni volta che qualcuno prova a portare alla luce questi problemi che non significano "bloccare l'IA", ma regolamentarla, toglierla dalle mani dei soliti miliardari, costruire una nuova economia, distribuire potere e non concentrarlo si trova davanti il solito muro dell'incertezza. La gente crede più facilmente a cose come alieni, spiriti, fantasmi, terrapiattismo tutte teorie che non toccano la loro vita piuttosto che a una verità concreta e verificabile, che invece riguarda direttamente il loro futuro. È più facile affrontare una fantasia che guardare in faccia un cambiamento che può toccarti, destabilizzarti e obbligarti a ripensare il tuo ruolo nel mondo. Questo è ciò che mi fa tristezza. Alla fine vincono sempre i più grandi, non perché siano davvero più forti, ma perché la gente non riesce a liberarsi del bias più antico che abbiamo, la paura di credere nelle cose negative, soprattutto quando le cose negative riguardano noi stessi. |
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2023
Messaggi: 642
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E tu che stai facendo per tamponare questa catastrofe annunciata? (considerando anche che il cambiamento distopico sarà a livello mondiale e che geopoliticamente l'Italia non conta molto più di dell'Albania... per dirne una)
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9950X3D MSI MAG B850 Tomahawk Max WIFI G.SKILL Trident Z5 6400@cl30
*** Sapphire PULSE 7800 XT su MSI MAG274QRF-QD & LG B4 83" OLED *** |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Città: Firenze
Messaggi: 13799
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Ottime ragioni sul perchè l'IA rischia benissimo di essere una enorme bolla:
https://www.youtube.com/watch?v=KmFmZehCshA
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Mac Mini M2 Pro; Apple Studio Display; Logitech MX Keys for Mac; MBA 13" M3; iPod Touch 1st Gen. 8 Gb; iPhone 14 Pro; iPad Air 2020 WiFi 64 Gb, Apple Watch 8... |
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Messaggi: 368
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Quote:
Quello che posso fare nel mio piccolo lo sto già facendo da tempo, scrivo alle agenzie europee, ai parlamentari che seguono (o dovrebbero seguire) questi temi, alle testate che trattano tecnologia e lavoro. Vivo in Europa, non più in Italia, e mi concentro soprattutto sulla comunità europea perché è l'unico blocco che può ancora prendere una posizione politica forte. Ma anche lì, spesso la risposta è "non possiamo farci nulla" oppure nessuna risposta. Perché manca ancora la paura. Molti politici sono di un'altra generazione, con poca o zero esperienza tecnica, e credono ancora alla narrativa "è una moda", "è una bolla", "è come l'arrivo dei PC negli anni '90". Il problema è che la maggior parte delle persone vede solo l'IA pubblica, ChatGPT, Gemini, DeepSeek e simili. Non capiscono e non è colpa loro la differenza tra un modello consumer, limitato e sicuro per forza di cose, e le versioni private integrate nelle grandi aziende, che lavorano su infrastrutture completamente diverse, dati interni e capacità che non possono essere mostrate al pubblico. Nel concreto io non sto guardando e basta, sto facendo quello che posso nel posto dove vivo e nel luogo dove ha senso muoversi, cioè in Europa. Perché paradossalmente è l'area più vulnerabile all'impatto dell'IA, siamo indietro tecnologicamente, abbiamo consegnato interi settori alle multinazionali, abbiamo delocalizzato lavori che avrebbero potuto essere adattati all'automazione invece di essere abbandonati, e abbiamo lasciato scoperte proprio le categorie più facili da sostituire. Non pretendo che queste azioni cambino il mondo da sole, ma restano comunque più di quanto facciano quelli che si rifugiano nel "tanto l’Italia conta poco" o nel "è tutta una bolla", senza capire che l’unica bolla sarà economica e colpirà solo i giocattoli pubblici, non le IA private che stanno già ridisegnando interi settori. Io la mia parte la faccio. È piccola, imperfetta e persino limitata da vincoli legali, ma è reale. La domanda, alla fine, è un’altra quanti altri stanno facendo altrettanto? Anche fare post "generici", quando non si possono fornire dettagli per motivi di NDA, è già un contributo. Pubblicare, spiegare, fare video, inviare informazioni alle testate, spesso non serve per ottenere risposte, ma per accendere una scintilla. I giornalisti, quando percepiscono che "qualcosa non torna", iniziano a investigare. E loro, non avendo vincoli di riservatezza, possono pubblicare cose che chi lavora dentro non può nemmeno pronunciare. Lo stesso vale per la politica. I parlamentari che seguono questi temi esistono, anche giovani, anche competenti. Il problema è che finché non ricevono un'ondata di segnalazioni o finché la richiesta non arriva da figure "importanti" tendono a ignorare. E nel frattempo ascoltano più volentieri i big della tecnologia, che hanno tutto l'interesse a mantenere lo status quo. Quando ci si accorgerà del problema sarà troppo tardi, non si potranno fare leggi per "tamponare", ma solo leggi drastiche per bloccare… e a quel punto il danno sarà già enorme. Anche solo scrivere molto sotto i post o produrre video serve a far circolare le informazioni. Ma se ogni volta qualcuno risponde con "tanto è una bolla", "è come l'oste che dice che il vino è buono", o ignora persino quando persone autorevoli da Wozniak a diversi economisti spiegano che ci saranno enormi perdite lavorative, allora tutto si ferma lì. E attenzione, "perdite lavorative" non significa che tutti finiranno per strada, significa che i ricchi diventeranno più ricchi, la classe media diventerà povera e i poveri diventeranno nulla tenenti. È già in corso. Molte aziende, nonostante utili e quotazioni record, stanno licenziando solo perché possono. Non perché serve. E questo è il punto, oggi possono farlo anche senza necessità reale. È un passaggio difficile da capire, ma è esattamente ciò che sta accadendo. In sintesi, io faccio ciò che posso. Una persona, o dieci, non possono cambiare tutto. Ma le prove pubbliche già esistono. Basta guardare i numeri dei licenziamenti dal 2023 a oggi, confrontarli con i bilanci delle stesse aziende, leggere le loro dichiarazioni sull'IA, ascoltare chi ci lavora dentro (quando può parlare), e mettere insieme i pezzi. Il problema è che molti credono solo alla narrativa "l'IA è una bolla e passerà", ma ignorano tutte le dichiarazioni, i report e gli indicatori che mostrano il contrario. È un po' come il fanboy che compra sempre la stessa marca anche quando la qualità peggiora, un bias costruito, alimentato proprio dai big che oggi stanno usando l'IA non per aiutare le persone, ma per aumentarne il potere. A quel punto basta farsi qualche domanda semplice, 1 Perché spendere centinaia di milioni o miliardi per "aiutare un dipendente"? 2 Perché pagare qualcuno che lavora meno grazie all'IA? 3 Perché sprecare un'IA che lavora 24 ore su 24 per fare quello che fa un umano più lentamente? 4 Perché mantenere lo stesso stipendio a una persona che diventa meno necessaria? A volte sarebbe sufficiente unire i puntini. Certo, sarebbe più facile con prove interne, ma quelle non possono uscire. Io posso parlarne solo in modo generico, perché come tutti devo pur vivere e lavorare. Esporsi oltre un certo limite non è possibile. Ma questo non significa che il problema non esiste, significa solo che chi può raccontarlo, spesso non può farlo apertamente. |
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
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per queste aziende è che non hanno ricavi e piu passa il tempo e peggio sarà (mia previsione) perchè se le persone vengono licenziate a causa dell'ia alla fine il problema arriverà anche a loro (le aziende ia) perchè non si avranno piu soldi per comprare i servizi ia
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#15 | |
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Senior Member
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
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Insomma siamo ancora in presenza, dopo il big bang della bolla immobiliare USA e la conseguente crisi dei debiti, di una nuova " grande scommessa " con potenziali ancora più distruttivi in caso di fallimento. La domanda, dopo una mare di Miliardi già investiti, a cui nessuno al momento vuole rispondere o risponde sorvolando con parole come quelle pronunciate da Lisa Su, da " Giacchetta " Jensen, da Altman e tutto il resto del coro è: quanta AI deve essere " venduta " per rientrare nei piani di ammortamento del capitale prestato, per ripagare i debiti? Quanto la dovranno pagare gli utenti questa AI?
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
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#18 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 13470
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Non dico che sia vero, dico che non direbbero mai che qualcosa va male
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"Qualunque cosa abbia il potere di farti ridere ancora trent'anni più tardi non è uno spreco di tempo. Credo che le cose di quella categoria si avvicinino molto all'immortalità" |
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#19 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
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Il futuro non prevede "tutti licenziati", prevede una piramide sociale diversa, dove alcune fasce vengono ridotte e altre cambiano ruolo. E soprattutto, gli attori economici non saranno più solo le persone, ma anche aziende e Stati che integrano l'IA direttamente nei loro processi. L'errore è pensare che le IA debbano "vendere qualcosa alla gente". Le IA non sono nate per vendere, sono nate per tagliare costi. Un'azienda non ragiona in termini di "quanti consumatori ho oggi", ma in termini di margini, se taglia 200 milioni di stipendi e ne incassa 80 da nuovi servizi automatizzati... per lei è comunque profitto. E infatti i soldi veri non arrivano dalla massa che compra l'abbonamento, ma dal settore B2B, una singola banca, una multinazionale logistica, una grande azienda assicurativa valgono più di mezzo milione di utenti individuali. La domanda, quindi, non sparisce, si sposta. Si riconfigura. E poi c'è un punto che molti ignorano, la bolla sarà finanziaria, non tecnologica. Quando scoppierà, colpirà gli investitori piccoli, non i colossi che avranno già messo in piedi infrastrutture autosufficienti. E sarà proprio il post-bolla a spingere le aziende a usare l'IA per ciò per cui è stata progettata, fare in un giorno quello che oggi richiede settimane di lavoro umano. Per questo la domanda "a chi vendo?" non coglie il punto. L'IA non vive della stessa economia di oggi. Non ha bisogno che "tutti" comprino, ha bisogno che pochi con grandi capitali la usino per eliminare costi. È brutto da dire? Sì. Ma è così che ragionano le corporation, non con la logica della famiglia media, ma con quella dei margini trimestrali. Un altro punto che spesso viene ignorato è questo, le persone "acquirenti" hanno valore non perché portano ricchezza, ma perché le loro spese sono il motore di tutto il ciclo economico. Anche quando una persona perde lavoro e non ha più nulla, deve comunque sopravvivere: continuo acquisto di beni primari. I soldi che spende finiscono nelle tasche di chi quei beni li vende. A sua volta questa persona o questa azienda deve sostenere costi, deve investire, deve ottimizzare. E come risparmia? Sempre allo stesso modo: tagliando il costo del dipendente e usando l'IA. Nel tempo, questa dinamica si auto-alimenta, chi vende sostituisce personale con IA -> aumenta i margini -> sottrae spazio ai piccoli -> i piccoli guadagnano meno -> diventano sostituibili -> e tutto ciò che prima era distribuito tra molte persone finisce concentrato nelle tasche dei pochissimi che controllano le strutture automatizzate. Il denaro fa un cerchio, sì... ma un cerchio sempre più stretto. Ogni giro passa attraverso meno mani e torna sempre più velocemente alle stesse. La parte che non viene compresa è che l'IA non è come le tecnologie precedenti. Le altre tecnologie sostituivano forza fisica, abilità manuali, qualche ruolo d'ufficio. L'IA sostituisce, anche se ancora in modo imperfetto, l'unica cosa che rendeva gli umani indispensabili: l'intelletto, la mente, la capacità di prendere decisioni e produrre conoscenza. Questa volta non si parla di migliaia di lavori: si parla di centinaia di milioni. E la stragrande maggioranza non è "convertibile" in qualcos'altro, perché il nuovo valore non richiede più milioni di persone, richiede infrastrutture e modelli. L'impatto non sarà solo su chi perde il lavoro: sarà sugli Stati. Meno lavoratori = meno entrate fiscali. Meno entrate fiscali = meno servizi, meno welfare, più instabilità. Da lì nasceranno sicuramente movimenti, pressioni politiche, tensioni sociali… ma sarà molto più difficile intervenire dopo che il cambiamento è avvenuto. Non sto dicendo che succederà domani, né che la bolla scoppierà domani (e quando scoppierà colpirà soprattutto alcuni attori, non i più grandi). Il punto è che se non si agisce ora, non si potrà più guidare la transizione: rimarrà solo da subirla. Serve intervenire oggi per evitare che la trasformazione sia brutale, disordinata e concentrata nelle mani di pochi. E qui non parliamo di fantasia: sta già accadendo, e l'IA renderà questo processo molto più rapido e molto più netto. Ultima modifica di AtaruGolan : 14-11-2025 alle 09:50. |
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
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Ma attenzione, una cosa sono le parole, un'altra sono i numeri. Le dichiarazioni sono marketing, la contabilità no. Se sei un'azienda quotata, gli utili, le perdite, i costi e gli investimenti sono pubblici e verificabili. Non puoi semplicemente inventarteli. Certo, puoi abbellire, puoi promettere, puoi proiettare scenari rosei... ma falsare i conti in modo serio è roba da società che vogliono fare la mossa alla Enron, speculare, gonfiare e poi esplodere. I big non giocano con quella roba, perché rischierebbero decenni di indagini e la distruzione completa del valore del brand. E qui sta il punto che molti non vedono, quando un CEO dice "va tutto bene", ciò che conta non è la frase. Contano:
Quelli non li puoi nascondere. E infatti, mentre alcuni parlano di "bolla" o "crisi", le stesse aziende stanno facendo record di utili proprio mentre licenziano migliaia di dipendenti. Se davvero fossero alla frutta, i numeri lo mostrerebbero. Invece i numeri dicono l'opposto. Ed è proprio questo il punto che dovrebbe far riflettere, un CEO può sorridere sul palco quanto vuole, ma i bilanci non mentono. E al momento mostrano una sola direzione, riduzione dei costi umani + investimento massiccio nell'IA = margini più alti e ovviamente la gente investe per questo. Ultima modifica di AtaruGolan : 14-11-2025 alle 09:50. |
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