AMD non teme la bolla: gli investimenti nell'intelligenza artificiale sono una scommessa già vinta
AMD rilancia sull’intelligenza artificiale: la CEO Lisa Su respinge le critiche sugli eccessi di spesa e annuncia una crescita del 35% annuo nei prossimi anni grazie alla domanda "insaziabile" di chip AI. Con le nuove GPU Instinct MI355 e MI450, l’azienda punta a conquistare una quota a doppia cifra nel mercato dei data center
di Vittorio Rienzo pubblicata il 13 Novembre 2025, alle 16:16 nel canale Schede VideoAMD
Durante un’intervista a CNBC, Lisa Su, CEO di AMD, ha respinto le preoccupazioni riguardo all’aumento degli investimenti nell’intelligenza artificiale, in quanto sarebbe una scelta necessaria per accelerare l’innovazione tecnologica. La dirigente ha sottolineato come più capacità di calcolo significhi maggiore innovazione.
La dichiarazione arriva dopo che alcuni investitori avevano espresso preoccupazione nei confronti dell'intelligenza artificiale e, soprattutto, sul futuro commerciale di questa tecnologia che, a loro dire, potrebbe rivelarsi semplicemente una grossa bolla. Sull'argomento era già intervenuto Jensen Huang, CEO di NVIDIA, il quale ha sottolineato come la natura dell'IA sia completamente diversa dalle Dot-com degli anni '90.
Secondo Su, la crescita della spesa da parte dei colossi del cloud e dei cosiddetti hyperscaler rappresenta un momento chiave per l’intero settore. Negli ultimi mesi, i giganti della tecnologia hanno annunciato oltre 380 miliardi di dollari destinati all’AI, una cifra che sta ridefinendo l’infrastruttura globale del calcolo ad alte prestazioni.
Durante il recente Financial Analyst Day, AMD ha illustrato una visione a lungo termine del proprio percorso con obiettivi decisamente ambiziosi: +35% di crescita dei ricavi annui nei prossimi tre-cinque anni e una quota superiore al 50% nel mercato dei chip AI per data center nello stesso arco di tempo.
L’azienda ha inoltre aggiornato la stima del mercato indirizzabile totale (TAM) per il segmento datacenter a 1 trilione di dollari entro il 2030, segno della fiducia nella continua espansione del settore.
"Non credo sia una grande scommessa. Credo sia la scommessa giusta" ha dichiarato Su. Tuttavia, nonostante la crescita del 9% del valore azionario subito dopo le dichiarazioni, i mercati continuano a sembrare piuttosto cauti in merito. Alcuni osservatori ritengono che ormai le stime abbiano raggiunto livelli troppo alti ed è solo questione di tempo prima che arrivi il crollo.

Nel frattempo, sul fronte hardware, AMD si prepara a sfidare direttamente NVIDIA con le nuove GPU Instinct MI355 e MI450, progettate per offrire prestazioni elevate e scalabilità nei sistemi rack destinati al calcolo AI. Questi prodotti rappresentano la risposta più concreta della società all’attuale dominio di NVIDIA nel comparto dei data center.
Su ha ribadito che, nonostante le fluttuazioni di mercato e le recenti critiche sul possibile "eccesso di ottimismo" attorno all’AI, le fondamenta tecnologiche e la domanda reale indicano un percorso di sviluppo sostenibile.










Plaud NotePin S, il registratore IA si fa indossabile (ma è facile da perdere)
Redmi Watch 6 in prova: lo smartwatch con ampio display da 2000 nit a meno di 100 euro
Mad Catz M.M.O. 7+: lo stesso DNA del R.A.T. 8+ ADV, ma con molti più pulsanti
Microsoft cede: la ricerca di Windows 11 può essere finalmente solo locale
Dopo quasi 30 anni, l'originale Thief di Eidos torna in una versione completamente rinnovata e aggiornata
ASML è l'azienda più preziosa d'Europa: ed è fondamentale per l'intero settore dei chip
Microsoft conferma che Gears of War: E-Day non arriverà su PS5, Xbox cambia strategia
All'Xbox Games Showcase 2026, Metro 2039 si mostra con il suo primo gameplay reale
Il prossimo pieghevole di Vivo si svela in pubblico: ecco come sarà vivo X Fold 6
Meta ammette la falla IA su Instagram: violati oltre 20 mila account
Bloober Team porta l'horror psicologico nell'universo di Star Trek con Shadow Frontier, una nuova avventura prevista nel 2027
L'IA sta prosciugando le riserve idriche: chi pagherà il conto dei data center?
Europa spaccata in due: Italia e Germania contro 7 Stati che vogliono solo auto elettriche nel 2035
TOP 10 offerte Amazon del lunedì: 6 sono nuove di zecca e c'è anche una bici elettrica, Galaxy S26 e super accessori economici
State of Decay 3: trailer, data e la mossa PlayStation 5
Iconico ed elegante: Samsung Galaxy S26 arriva a 799€ con corpo Armor Aluminium e specifiche al top
Cybersecurity a misura di PMI: le soluzioni di Cisco per mettere in sicurezza i dati aziendali









26 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPoi arriva AMD, Nvidia, TSMC, perfino gli investitori più conservatori, e dicono la stessa identica cosa… e magicamente diventa credibile.
È il solito bias: se non lo dice qualcuno "importante", il cervello umano lo archivia come rumore di fondo. E invece no, qui non c'è nessuna bolla che ti salva, nessuna pausa naturale dell'innovazione.
Non è un ciclo come gli smartphone o le crypto, è un cambio d'infrastruttura del pianeta. Le aziende stanno pompando miliardi perché hanno capito che un cluster AI lavora 24 ore su 24, non sciopera, non dorme e, soprattutto, scala. Chi arriva per primo comanda il mercato per i prossimi decenni.
Il punto è che molti ancora si ostinano a pensare che "l'IA non ruberà davvero i lavori", o che "sarà come la rivoluzione industriale, poi si riequilibra". È un modo per non guardare dritto nella luce dei fari mentre la macchina arriva. Fa più comodo pensare che andrà tutto come sempre.
Ma quando perfino AMD ti dice apertamente che non teme nessuna bolla e che gli investimenti sono già un gioco vinto… forse dovremmo iniziare a chiederci se davvero siamo di fronte all'ennesima "moda", o se è il mondo che sta cambiando sotto i piedi mentre continuiamo a raccontarci storielle rassicuranti.
Il bello è che quando lo dicevo io passavo per catastrofista. Adesso, a quanto pare, non sono io… è la realtà che è arrivata puntuale.
E da qui, inizia la parte più interessante della storia.
Poi guardando i dati, si vede quali siano i fatti, come sempre.
Bubble Trouble: An AI bubble threatens Silicon Valley, and all of us.
Will data centers crash the economy?
The AI bubble is the only thing keeping the US economy together, Deutsche Bank warns
Il tuo ragionamento regge solo se l'unica IA che hai visto è quella pubblica, modelli generici che rispondono, disegnano, chiacchierano o fanno i video buffi.
Ma nelle aziende non si usa quella. Non si usa la versione "per tutti".
Esistono modelli molto più avanzati, addestrati su documentazione interna, flussi di lavoro, policy tecniche, linguaggi proprietari, configurazioni di rete, architetture software, schemi contabili, schemi ingegneristici.
E quelli già oggi stanno sostituendo attività che non sono affatto "ripetitive".
Per curiosità, lavori in un ambiente dove stanno implementando IA aziendali di livello? Hai mai visto un LLM collegato all'intera knowledge-base interna, ai sistemi IT, ai ticket, ai sorgenti, agli stack tecnici dell'azienda?
Lo chiedo sinceramente, perché i modelli in produzione non sono la stessa cosa di quelli che usiamo da casa.
Non stanno rimpiazzando solo persone che fanno lavori meccanici,
nelle aziende stanno automatizzando programmazione avanzata, analisi di rete, monitoraggio sicurezza, progettazione di flussi IT, generazione di documentazione tecnica, perfino revisioni di architetture che prima richiedevano anni di studio. E lo fanno 24 ore su 24, con una qualità che migliora ogni mese.
Sul discorso "non possono firmare un progetto", è vero solo oggi.
È la classica argomentazione da trincea, si punta sulla parte burocratica perché la parte tecnica è già stata superata. Quando la tecnologia cambia il modo di produrre, la burocrazia inevitabilmente si adegua e la legge riscrive chi certifica cosa.
È successo con l'automazione industriale, con l'aviazione, con la medicina robotica. Succederà anche qui.
E mentre qui discutiamo, le aziende stanno facendo esattamente la cosa che tu dici che non succederà, stanno già usando modelli addestrati sui dati dei dipendenti, spostati in outsourcing (India, Filippine, ecc.) per abbattere i costi. La persona "senza esperienza" diventa solo un tramite, copia-incolla ciò che la macchina genera, giusto per mantenere la responsabilità legale. È una fase temporanea, e dura poco.
Quando si parla di "bolla", molti guardano solo ai giocattoli pubblici.
Il problema vero è quello che accade dietro le quinte, negli ambienti dove le IA non fanno immaginine, fanno lavoro. Serio. Avanzato.
E se non ci muoviamo oggi, tra due anni non discuteremo più "se sostituisce lavori ripetitivi", ma "perché abbiamo ignorato tutto mentre succedeva sotto i nostri occhi".
Tradotto: FARE DI PIÙ CON MENO GENTE DA PAGARE
La manovalanza presto tornerà a guadagnare valore...
AMD rilancia sull’intelligenza artificiale: la CEO Lisa Su respinge le critiche sugli eccessi di spesa e annuncia una crescita del 35% annuo nei prossimi anni grazie alla domanda "insaziabile" di chip AI.
Click sul link per visualizzare la notizia.
Concordo con Lisa... ormai la strada è spianata ma resta qualche dubbio
inerente i computer quantistici al Silicio e quelli Organici
Sarebbe da dementi fare diversamente.
Comunque parallelamente bisogna anche prepararsi allo schianto altrimenti si salta per aria insieme alla bolla.
La cosa triste è quanto l'IA potrà dare o togliere, quanto sarà distruttiva per una parte enorme della popolazione. E lo sto dicendo perché vorrei che le persone aprissero gli occhi.
Chi non sta dentro a certi ambienti, chi non vede le IA private e integrate nei flussi critici, non può capire davvero la portata. Io stesso posso dire solo una parte, per ovvi motivi di NDA.
Quello che mi fa più tristezza è che la gente non vuole ascoltare. Continua a guardare il proprio piccolo orticello, convinta che il mondo là fuori non arriverà mai fino a loro.
Non li critico, è un meccanismo umano che esiste da millenni, vedere solo ciò che rassicura. Ma questo atteggiamento ci porta sempre allo stesso risultato.
L'unico potere reale del popolo è la voce collettiva. Una voce sola si spegne, cento voci fanno rumore, ma se tutti aspettano di vedere il problema quando ormai ha già travolto tutto… quella voce comune non arriva più.
E come insegna la storia, quando il dialogo non esiste più, quando la politica non ascolta, quando le aziende decidono da sole, il finale è sempre lo stesso, si arriva alla violenza. E nessuno vince davvero.
La tristezza sta qui, ogni volta che qualcuno prova a portare alla luce questi problemi che non significano "bloccare l'IA", ma regolamentarla, toglierla dalle mani dei soliti miliardari, costruire una nuova economia, distribuire potere e non concentrarlo si trova davanti il solito muro dell'incertezza.
La gente crede più facilmente a cose come alieni, spiriti, fantasmi, terrapiattismo tutte teorie che non toccano la loro vita piuttosto che a una verità concreta e verificabile, che invece riguarda direttamente il loro futuro.
È più facile affrontare una fantasia che guardare in faccia un cambiamento che può toccarti, destabilizzarti e obbligarti a ripensare il tuo ruolo nel mondo.
Questo è ciò che mi fa tristezza.
Alla fine vincono sempre i più grandi, non perché siano davvero più forti, ma perché la gente non riesce a liberarsi del bias più antico che abbiamo, la paura di credere nelle cose negative, soprattutto quando le cose negative riguardano noi stessi.
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".