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Old 20-05-2016, 21:12   #1
RAEL70
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Le Pietre Miliari nascoste

Questo thread sarà dedicato a tutti quei film che rivestono un ruolo importante all'interno del genere in cui ricadono ma che non sono proprio conosciutissimi dalla massa; film che magari non hanno sbancato i botteghini di tutto il mondo, che possono anche non vantare un cast di attori famosi, che a volte sono stati realizzati con budget limitati ma che ciò nonostante si pongono come punti di riferimento per l'alto livello qualitativo del loro contenuto.

Non ci saranno generi preferiti o periodi storici particolari ma si spazierà, in lungo e in largo, lungo tutta la Storia del Cinema.

Io cercherò di segnalare quelle pellicole che, a mio parere, rispondono ai suddetti requisiti ma invito chiunque a fare altrettanto.

I titoli saranno sempre in originale e, tra parentesi, in italiano.
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Old 20-05-2016, 21:17   #2
RAEL70
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A Tale Of Two Sisters


Titolo: A Tale Of Two Sisters (Two Sisters)
Regista: Kim Ji-woon
Anno: 2003
Nazione: Corea del Sud
Durata: 01:55
Attori: Kim Kap-Soo (il padre), Yum Jung-ah (la matrigna), Im Soo-jung (Su-Mi), Moon Geun-young (Su-Yeon).


“La storia di due sorelle” fù il terzo film del regista coreano Kim Ji-woon ma il primo ad avere ampia distribuzione internazionale.

Su questo lavoro si sono versati fiumi di parole, di elogi, di critiche, di analisi, di spiegazioni più o meno azzeccate ma tutto questo, aldilà di tutto, dimostra solamente una cosa: “Two Sisters” non è un film come tanti altri.


Superficialmente etichettato come Horror, il film si basa su una struttura che è sempre in bilico tra il Thriller e il Drammatico dove le atmosfere horror strisciano sinuosamente nel sottofondo narrativo.
“Two Sisters” è un film che rovescia il tradizionale concetto dell’horror dove, molto spesso, jump scare, apparizioni improvvise, esseri mostruosi, fantasmi agghiaccianti, splatter e possessioni demoniache la fanno da padrona.

(La sequenza qui sopra vi farà stringere le chiappe come non mai, una delle scene più terrificanti (vera paura) che abbia mai visto)

Il film pone l’Horror sotto la lente d’ingradimento di un psicologo, esso si stende sul lettino di un psicanalista per confessarsi e dare vita ad un dramma familiare basato sul dolore, sulla frustrazione e sul senso di colpa che mai come in questo pellicola esprime tutto il suo potere di spaventare.


“Two Sisters” non vuole spaventare per il gusto di farlo (non è questo il suo obiettivo) ma vuole far vivere allo spettatore una esperienza in precario equilibrio tra paura e spavento (c’è un abisso tra le due emozioni), tra simbolismo e logica razionale.

La storia delle sorelle Su-Mi e Su-Yeon vi lascerà senza fiato, dapprima per la tensione crescente, poi per la complessità nel comprendere, poi per la paura provata e infine per la liberatoria spiegazione finale.


Liberatoria?
Non proprio dato che il colpo di scena finale sarà così sottile, così inatteso, così “semplice” che a scena avvenuta perderete ancora parecchi secondi per capire cosa è realmente avvenuto: cosa sto vedendo...non capisco!


Non capirete anche perché il finale sbatte in faccia allo spettatore una verità, forse quella meno attesa e per questo più sorprendente ma, straordinariamente, essso non spiega nulla e non risponde agli interrrogativi che, dall’inizio del film, circolano all’interno della mente dello spettatore.

“Two Sisters” può essere paragonato a “Shining” anche se parte da presupposti differenti e arriva ad un finale che è, allo stesso tempo, inquietante e allegorico; se il film di Kubrick è una discesa nella follia e nella solitudine, il film di Kim Ji-Woon è un dramma familiare dove la follia è lo specchio degli eventi e il senso di colpa il giudice delle proprie azioni.

Consiglio: chiunque non abbia visto il film non cerchi notizie nella Rete, non veda trailer o altro materiale video; dovete gustarvelo senza sapere nulla.

Ultima modifica di RAEL70 : 20-05-2016 alle 21:41.
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Old 21-05-2016, 13:39   #3
baroneVonToben
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bella idea!
grazie rael70
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Old 21-05-2016, 14:57   #4
ChristinaAemiliana
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Bellissimo "A tale of two sisters", io purtroppo l'ho visto dopo che avevo già letto (anni prima) la storia da cui è tratto, che se non ricordo male è una specie di racconto/fiaba tradizionale di quelle parti (un po' a tinte fosche ma del resto lo sono anche molte delle fiabe nostrane, se non edulcorate da Walt Disney e affini). Quindi concordo e sconsiglio assolutamente di cercare e leggere questo racconto prima...magari dopo la visione sì, ma il film si gode molto di più senza sapere dove andrà a parare.

Per il resto, praticamente tutti i film di cui abbiamo discusso nelle settimane passate dovrebbero trovarsi in questo thread...
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You have been cut down to the earth, You who have weakened the nations!
(Isaiah 14:12)
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Old 21-05-2016, 15:25   #5
RAEL70
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Where Eagles Dare


Titolo: Where Eagles Dare (Dove Osano le Aquile)
Regista: Brian G. Hutton
Anno: 1968
Nazione: USA
Durata: 02:20
Attori: Richard Burton (Maggiore Smith), Clint Eastwood (Tenente Schaffer), Donald Houston (Christiansen), Mary Ure (Mary Elison), Anton Drifting (Colonnello Kramer).


Hutton è stato un più che discreto regista americano noto soprattutto per questo film e il successivo "I Guerrieri" dove è in comune l'ambientazione bellica.


"Dove osano le Aquile" è sempre stato etichettato come un film di Guerra ma, in realtà, esso è un Thriller a tutto tondo dove l'ambientazione bellica è pressapoco pretestuosa o quasi.


Il cast era decisamente sopra le righe, da un già più che affermato Richard Burton ad una di quelle che, all'epoca, erano considerate stelle nascenti di Hollywood, quel Clint Eastwood che era già stato forgiato dalla "trilogia del dollaro" di Sergio Leone.


Lo stile narrativo di Hutton non si perde in pause o riflessioni, lo spettatore nota immediatamente come il regista vada subito al sodo introducendo brevemente la folle ed illogica missione degli Alleati nel liberare un prigioniero americano in mano ai tedeschi e rinchiuso in un castello ritenuto una fortezza praticamente inaccessibile ed inviolabile.


Da subito però la motivazione bellica viene portata in secondo piano; la missione è praticamente impossibile, è composta da pochi uomini sprezzanti del pericolo ma se questi, man mano che ci si avvicina alla fortezza, muoiono in condizioni misteriose allora c'è qualcosa che non va, qualcosa che instaura una reciproca sfiducia nel compagno accanto, una talpa o spia che si mimetizza in maniera perfetta, non lascia tracce e non incappa mai in un passo falso.



E' un thriller e come ogni thriller che si rispetti abbiamo un colpo di scena che si va dipanando nell'ormai storica sequenza nel salone del castello.


Una resa dei conti a camera chiusa, un tutti contro tutti dove ogni versione viene analizzata nei minimi dettagli, una scena che, a mio parere, ha ispirato Carpenter nella famosa sequenza del controllo del sangue in "La Cosa", un messinscena di stampo assolutamente teatrale dove gli attori danno il meglio di se.

"Dove osano le Aquile" è uno di quei film dove tutto funziona alla perfezione e dove il regista riesce a fondere azione e suspence in maniera eccelsa utilizzando al meglio le performance di assoluto valore che offre l'intero cast.
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Old 21-05-2016, 21:47   #6
RAEL70
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La Grande Vadrouille


Titolo: La Grande Vadrouille (Tre Uomini in Fuga)
Regista: Gerard Oury
Anno: 1966
Nazione: Francia-Inghilterra
Durata: 01:55
Attori: Louis De Funes (Maestro Le Fort), Bourvil (Bouvet), Terry Thomas (Sir Reginald).


"Tre Uomin in Fuga" è uno dei massimi capolavori della comicità dell'intera storia del Cinema che esce nel 1966 a seguito di una produzione anglo-francese che affida all'ottimo Oury le fila di un film che si dimostrerà, nei decenni successivi, un lavoro assolutamente perfetto ed inimitabile.


Oury si trova a gestire un trio di comici letteralmente esplosivo: dalle due stelle, il francese De Funes e l'inglese Thomas, alla "spalla", che però non si rivela tale, Bourvil.


Il merito immenso di questo lavoro è che tra nazisti, guerra, fuga on the road e resistenza, il film è letteralmente avvolto e stravolto dalla comicità micidiale di un trio in uno stato di grazia irripetibile.


Se avete amato film come "Questo Pazzo Pazzo Pazzo Pazzo Mondo", il lavoro di Oury vi apparirà irresistibile.


Location straordinarie (in primis l'Operà di Parigi), sequenze entrate nella Storia (tutta la notte passata nella locanda), azione e fughe rocambolesche dove non ci si può trattenere dal ridere essendo felici di farlo.


C'è allegria, comicità allo stato puro, senza invenzioni linguistiche o volgarità, c'è voglia di vivere, fame di Libertà, c'è tutto lo spirito dei vecchi tempi.


Potete essere depressi come non mai: se guarderete questo film la voglia di amare la Vita vi ritornerà immediatamente e il piacere di ridere diventerà un orgasmo di cui non potrete fare a meno.

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Old 23-05-2016, 17:09   #7
storr
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Testimone d'accusa



Titolo: Witness for the Prosecution (Testimone d'accusa)
Regista: Billy Wilder
Anno: 1957
Nazione: USA
Durata: 118 min
Attori: Tyrone Power, Charles Laughton, Marlene Dietrich

Leonard Vole è accusato dell'omicidio di una ricca vedova ma la moglie Christine rifiuta di testimoniare in sua difesa. Leonard si rivolge allora ad un celebre e anziano avvocato, Wilfrid Robarts, le cui intuizioni sembreranno poter scagionare l'uomo.





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Tu sei un eroe. Quelli che hanno avuto a che fare con il tuo eroismo ti hanno chiamato "L'uomo senza paura". Si sbagliavano....stanotte hai paura. Perchè presto dovrai lasciare questo posto, questo rifugio e dire a un bambino cieco che si fidava di te...che a volte gli eroi falliscono. - DEVIL "Cucciolo di bambino"
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Old 23-05-2016, 18:18   #8
RAEL70
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Death And The Maiden


Titolo: Death And The Maiden (La Morte e la Fanciulla)
Regista: Roman Polanski
Anno: 1994
Nazione: USA-Francia
Durata: 01:40
Attori: Sigourney Weaver (Sig.ra Escobar), Stuart Wilson (Sig. Escobar), Ben Kingsley (Dott. Miranda).


Come si fa a creare un thriller che si svolge in una sola notte, in una piccola casa, con soli tre attori riuscendo a tenere alta la tensione dai primi minuti fino all'epilogo?

Polanski riesce a rispondere al quesito con uno dei suoi film più riusciti e, contemporaneamente, meno conosciuti.


"La Morte e la Fanciulla" riesce nell'ingrato compito di analizzare, psicologicamente, tre personaggi, ognuno dei quali portatore di una verità che diventa scomoda per gli altri, e fa letteralmente immergere lo spettatore in una notte apparentemente illogica e senza senso che, ora dopo ora, fornirà un affresco di un unica verità dalla quale non si può fuggire, non la si può dimenticare e non la si può rinnegare: ci sarà qualcuno pronto a subirne le conseguenze e pagare pegno?


La più grande interpretazione di Sigourney Weaver (decisamente da Oscar) riesce ad offuscare anche quella, decisamente di alto livello, di Ben Kingsley; lei è folle, non lo è, farnetica o forse la verità che racconta è talmente spaventosa al punto tale che la stessa non è credibile.

Laddove la follia ha spesso portato i protagonisti di vari film a scendere nel proprio inferno rimanendone quasi sempre intrappolati, in questo caso accade l'esatto contrario: chi se la sente di scendere nell'inferno che la Sig.ra Escobar porta dentro di se, chi può davvero affermare di conoscerla veramente?


Ben Kingsley c'è la mette tutta e sfodera una prestazione decisamente convincente ma è sempre la Weaver a rubargli la scena; Wilson spesso assume la posizione di terzo incomodo eppure il suo ruolo sarà fondamentale nel finale liberatorio.


Colpi di scena?
Non c'è ne sono semplicemente perché la sceneggiatura non ne ha bisogno; minuto dopo minuto si vuole conoscere la reale verità, si vuole sapere chi sta mentendo, chi si sta nascondendo e chi, magari, si sta inventando cose immaginarie frutto della propria fantasia.


Tutta la notte simboleggia la lotta interna (psicologica e fisica) che avviene in quella casa, un trambusto interiore troppo forte da sopportare e per questo dotato di una forza esplosiva micidiale.

La regia di Polanski è attiva e agisce come catalizzatore degli eventi: i primi piani, le prospettive ambientali adottate fanno si che quella casa apparentemente cambi volume, da troppo grande a fin troppo piccola per contenere un ego (Weaver) ormai avviato ad un folle e lucido sbando psicologico.


"La Morte e la Fanciulla" è un film da vedere tutto d'un fiato, un piccolo grande capolavoro sconosciuto ai più.

Ultima modifica di RAEL70 : 23-05-2016 alle 18:22.
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Old 23-05-2016, 18:19   #9
RAEL70
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Ottima segnalazione Storr .
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Old 24-05-2016, 10:35   #10
storr
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Visto l'incoraggiamento, continuo...



Titolo: Von Ryan's Express (Il colonnello Von Ryan)
Regista: Mark Robson
Anno: 1965
Nazione: USA
Durata: 117 min
Attori: Frank Sinatra, Adolfo Celi, Trevor Howard, Sergio Fantoni

Durante la seconda guerra mondiale Ryan, colonnello dell'aviazione americana, viene abbattuto e rinchiuso in un campo di concentramento italiano insieme con pochi altri connazionali e molti inglesi. Tutti i prigionieri cadono poi nelle mani dei nazisti che li caricano su un treno per deportarli in Germania.





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Old 24-05-2016, 10:37   #11
Davide9
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Io citerei Smoke che mi e' sempre piaciuto molto anche se non saprei nemmeno in che genere metterlo... commedia? dramma? come posso stabilirlo in un film che non arriva mai al dunque e in pratica bene o male non risolve in modo chiaro nessuna delle storie che mette in scena? In quezto senso e' un po' frustrante pero' lo trovo molto bello e suggestivo
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Davide9 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 24-05-2016, 10:41   #12
storr
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Music Box



Titolo: Music Box (Music Box - Prova d'accusa)
Regista: Constantin Costa Gavras
Anno: 1989
Nazione: USA
Durata: 123 min
Attori: Jessica Lange, Frederic Forrest, Armin Mueller-Stahl

Una donna, avvocato penalista, si trova a dover difendere il padre polacco che viene incolpato di aver fatto parte delle SS di Budapest colpevoli di aver torturato e ucciso bambini e donne. Quando scoprirà la verità non avrà dubbi morali nel fare una scelta coraggiosa.





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Old 24-05-2016, 22:45   #13
RAEL70
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Continua così Storr anche se non ho mai visto ""Music Box" che ho già aggiunto alla mia lista.
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Old 24-05-2016, 23:19   #14
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Revolver


Titolo: Revolver (Revolver)
Regista: Guy Ritchie
Anno: 2005
Nazione: Inghilterra
Durata: 01:55
Attori: Jason Statham (Jake Green), Ray Liotta (Sig. Macha), Vincent Pastore (Zach), André Benjamin (Avi), Mark Strong (Sorter).

Guy Ritchie, un regista dotato di un indiscutibile talento che però, a volte, ha avuto cadute di stile imbarazzanti; conosciuto per il successo planetario dei due Sherlock Holmes con il duo Robert Downey Jr-Jude Law, in realtà egli tocca l'apice con questo film che, di anno in anno, si rivela sempre più essere un piccolo grande capolavoro.


"Revolver" è un film che va sempre più diventando complesso man mano che si procede nella trama.

All'inizio sembra uno dei tanti film sul crimine e il gioco d'azzardo ma non ci vuole molto per capire che questa è solo la facciata di una prospettiva totalmente più ampia, stratificata e complessa.


Con uno Statham e un Liotta in stato di grazia, coadiuvati dall'esperto Vincent Pastore e da André Benjamin conosciuto ai più come André 3000, fondatore degli Outkast e impreziosito dalla presenza del sempre bravo Mark Strong, Richie (co-autore della sceneggiatura) crea un vero e proprio viaggio nell'Uomo, nei suoi vizi, nelle sue debolezze...


Non ci sono dadi, carte, fiches, bluff, niente di tutto questo; c'è solo l'Uomo che si batte per il Libero Arbitrio di avere almeno una scelta nella Vita.


Il finale del film apparentemente sembra criptico e si presta a più interpretazioni ma se si riguarda la pellicola per una seconda volta, tutte le pedine torneranno al loro posto.


"Revolver" si può interpretarlo come un inno alla Libertà oppure alla Sofferenza e al Dolore?

Non proprio. "Revolver" è un cammino lungo, tortuoso, pieno di pericoli, un tentativo disperato di procedere secondo schemi danteschi verso la redenzione nel cuore e nella mente dell'Uomo.


Ricordatevi le regole fondamentali:
A) L'unico modo per diventare più furbi è giocare contro un avversario ancora più furbo;
B) Il nemico più pericoloso si nasconde nell' ultimo posto dove guardi;
C) Più sofisticato è il gioco più sofisticato è l'avversario.
D) La prima regola degli affari: proteggere il tuo investimento.

Capolavoro.
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Old 08-06-2016, 15:19   #15
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The Descent


Titolo: The Descent (The Descent - Discesa nelle Tenebre)
Regista: Neill Marshall
Anno: 2005
Nazione: Inghilterra
Durata: 01:35
Attori: Shauna MacDonald (Sarah), Natalia Mendoza (Juno), Alex Reid (Beth).

L'Inglese Marshall si era già fatto notare nel 2002 con "Dog Soldiers" ma esplode letteralmente con il successivo film, questo "The Descent" che gli regalerà soldi e fama internazionale.


Il film narra la drammatica avventura di gruppo di amiche appassionate di sport estremi.



Un giorno, le sei donne decidono di avventurarsi all'interno di un complesso di caverne la cui esplorazione è consigliata solo a speleologi esperti.

L'avventura, ora dopo ora, diventerà sempre più problematica e drammatica fino al momento in cui le donne si renderanno conto di non essere sole.


Sarà l'inizio di un incubo che non avrà fine...


Capolavoro underground per antonomasia.
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Old 12-06-2016, 19:32   #16
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The Chase


Titolo: The Chase (La Caccia)
Regista: Arthur Penn
Anno: 1966
Nazione: USA
Durata: 02:10
Attori: Marlon Brando (Sceriffo Calder), Jane Fonda (Sig.ra Reeves), Robert Redford (Sig. Reeves), Angie Dickinson (Sig.ra Calder).

Arthur Penn è stato un regista americano famoso per film come "Anna dei miracoli", "La Caccia", "Gangster Story" e "Il piccolo grande uomo".


"La Caccia" è uno dei suoi film più riusciti eppur poco conosciuti e questo è decisamente sbalorditivo se ci si rende conto di essere davanti ad una delle migliori interpretazioni di Marlon Brando (che personalmente ritengo il più grande attore di tutti i tempi).


Il film celebra il trionfo del cinismo e dell'ipocrisia, del divario tra le classi sociali americane e del nuovo cambiamento morale (soprattutto a livello sessuale) che la società americana stava vivendo a quei tempi.

Un cast perfetto, scevro da qualsiasi difetto, da un mastondontico Brando ad un bravissimo E.G. Marshall e, come se non bastasse, i due sono coadiuvati da uno stuolo di giovani attori che, in futuro, diventeranno famosi, da un giovanissimo Robert Redford ad una più matura Jane Fonda, da un quasi esordiente Robert Duvall a James Fox per terminare con la bellissima e brava Angie Dickinson che molti conosceranno come la famosa Sergente Pepper dell'omonima serie televisiva degli anni settanta.


Il film si svolge in una piccola cittadina del Texas di cui Brando è lo sceriffo (sposato con la Dickinson) e dove quest'ultimo è diventato tale grazie all'appoggio del ricchissimo E.G. Marshall.


Nel giorno del compleanno di quest'ultimo, la differenza tra le classi sociali di questa piccola comunità emergono prepotentemente: da una parte i ricchi che mangiano, si ubriacano e si scambiano, tranquillamente, le rispettive mogli, dall'altra i neri che non contano nulla, in mezzo la borghesia che cerca di stare alla tavola dei ricchi cercando di mangiare le molliche che cadono dalla tavola...


In quell'occasione la radio annuncia la fuga di Redford, un giovane ragazzo, nativo della cittadina, che più o meno tutti conoscono e di cui la maggior parte della cittadinanza sembra avere timore di un suo ritorno in città, in particolar modo Duvall che lo aveva ingiustamente fatto incarcerare e Fox che ha una relazione con la moglie di Redford.


Nella fuga Redford vuole dirigersi verso il Messico ma a causa di un errore prende il treno che va nella direzione opposta ergo invece di allontanarsi dalla cittadina, finisce per recarcisi.

Spaventato, egli si rifugia in un deposito di demolizione auto e cerca di convincere il proprietario ad andare da sua moglie per avere aiuto.


Nel frattempo la notizia che Redford si trova in città è ormai di dominio pubblico e quindi, sempre in quella notte, scatta una vera e propria caccia all'uomo, obiettivo trovarlo ed ucciderlo.

Lo sceriffo Brando, invece, è l'unico che vuole che si rispetti la legge; qualunque cosa abbia fatto Redford, egli deve essere catturato vivo, imprigionato e sottoposto ad un regolare processo.


In quel preciso momento Brando diventerà il simbolo principale di una America da demolire, da distruggere e da spazzare via ed egli ne subirà le violentissime conseguenze...


Da vedere assolutamente.
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