Epic Games e Google: emerge una partnership segreta da 800 milioni di dollari
Un'udienza federale ha rivelato l'esistenza di una partnership da 800 milioni di dollari tra Epic Games e Google, parallela alla disputa legale su Android. L'accordo riguarda servizi Google e tecnologie Epic, tra cui Unreal Engine.
di Manolo De Agostini pubblicata il 23 Gennaio 2026, alle 10:41 nel canale WebAndroidGoogleEpic Games
Durante un'udienza federale a San Francisco è emerso un tassello finora rimasto in secondo piano nei complessi rapporti tra Epic Games e Google. Il giudice James Donato ha infatti portato alla luce l'esistenza di una partnership commerciale pluriennale tra le due aziende, dal valore complessivo di circa 800 milioni di dollari distribuiti su sei anni, che corre in parallelo al noto contenzioso sull'ecosistema Android e sulle regole del Play Store.
Dalle informazioni discusse in aula, l'accordo prevede che Epic Games acquisti servizi Google a condizioni di mercato. Tim Sweeney, CEO di Epic, ha chiarito che non si tratta di un singolo prodotto sviluppato congiuntamente, bensì di linee di business separate che trovano punti di contatto tecnologici e commerciali. In particolare, Google avrebbe accesso più ampio alle tecnologie Epic, come Unreal Engine, già largamente utilizzato non solo nel gaming ma anche in ambiti industriali, di simulazione e sviluppo di prodotti digitali. Sweeney ha fatto riferimento al "metaverso", termine che utilizza spesso per indicare l'ecosistema di Fortnite, come uno dei contesti di applicazione di queste tecnologie.

Secondo quanto emerso, l'accordo includerebbe anche attività di collaborazione su più fronti, che spaziano dal supporto tecnologico a iniziative di marketing incrociato. Tuttavia, Sweeney ha escluso che Epic e Google stiano lavorando alla creazione di un nuovo prodotto unitario, precisando che ciascuna azienda continuerà a sviluppare in autonomia le proprie soluzioni.
La rivelazione ha sollevato interrogativi in tribunale. Il giudice Donato ha espresso preoccupazioni sulla possibilità che questa partnership possa configurarsi come un "quid pro quo", riducendo l'incentivo di Epic a sostenere richieste più incisive a favore dell'intero ecosistema degli sviluppatori Android. Attualmente Epic appoggia una proposta di transazione che porterebbe Google a ridurre le commissioni del Play Store e a consentire una più semplice installazione di store alternativi.
Sweeney ha respinto l'idea che Epic stia ammorbidendo la propria posizione in cambio di vantaggi economici, sottolineando come l'accordo rappresenti, a suo dire, un trasferimento di valore da Epic a Google e non il contrario. Ha inoltre ribadito che l'Epic Games Store non riceverà trattamenti di favore su Android e che la filosofia dell'azienda resta quella di evitare accordi esclusivi o privilegiati, coerentemente con quanto dichiarato anche dopo la vittoria legale contro Google nel 2023.
Resta comunque un punto critico: la tempistica. Dalle dichiarazioni in aula sembra che l'accordo commerciale e la possibile intesa giudiziaria siano strettamente collegati. Lo stesso Sweeney ha ammesso che la partnership rientra nei piani di crescita futuri di Epic e che, senza una soluzione del contenzioso, anche l'accordo economico potrebbe non concretizzarsi.










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