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#1 |
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Informazioni Groupware
Buondì a tutti,
In ufficio finalmente è stato deciso di passare ad un groupware centralizzato. Il nostro fornitore di servizi ci propone il pacchetto Domino con Note. L'ho visto in azione e mi sono scaricato il trial configurandoci un account di gmail di prova. Come prima impressione mi sembra abbastanza intuitivo dal lato client mentre per il lato server in giro si legge solo del bene. Anche i costi sono tutto sommato ragionevoli (un centinaio di euro a licenza iniziale più 25 di rinnovo annuale). Mi piacerebbe però avere altre opinioni sia di uso con Domino che con altre soluzioni a pagamento e non. Grazie a chi parteciperà.
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RYZEN 5800X / TAICHI X370 / NOCTUA D15 / 4*8GB DDR4 2933 / RX 7800XT / WD SN520 256GB/ SP 2TB UD90 / Modu87+ 600W / bequiet 500DX / Win 10 / G34WQC
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#2 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2007
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Anche MDaemon e IceWarp non sono male. Entrambi i prodotti offrono una versione demo. L'unica soluzione che ti sconsiglio è Exchenge!
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È assurdo definire "Terra" un pianeta composto per lo più da oceani. [Cit. Arthur C. Clark] |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Milano
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Si in effetto spero che arrivi Tasslehoff con uno dei suo esaustivi post
Exchange viene sconsigliato ovunque: ma per quale motivo? Per sentito dire so che dovrebbe essere più costoso di Domino ma vi sono altri motivi magari tecnici? I due suggeriti sinceramente non li conoscevo e non mi erano saltati fuori neanche dopo qualche ricerca di Google: ora mi informo. Per conoscenza personale ho scaricato Citadel (che si propone come soluzione super-easy) da provare a casa su un VM. Grazie.
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#4 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2007
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Una volta installato non te ne sbarazzi più... MDaemon lo ho usato e va superbene, è completo, semplice da gestire e robusto. L'integrazione è ottima con tutti i dispositivi, dal canonico client Outlook al Blackberry, Android e iPhone. E' una soluzione consolidata disponibile sul mercato dalla metà degli anni 90. Conosco gente che ha centinaia di domini sotto MDaemon. IceWarp, lo ho provato in demo per qualche giorno, e mi sembra una copia abbastanza sputata di MDaemon. Un'altra soluzione sarebbe Zimbra.
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È assurdo definire "Terra" un pianeta composto per lo più da oceani. [Cit. Arthur C. Clark] Ultima modifica di Niam : 13-03-2014 alle 18:35. |
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#5 |
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Iscritto dal: Nov 2001
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Eccomi, purtroppo sono in mobilità per cui non riesco ad essere esaustivo come vorrei.
Dalla quotazione immagino che il tipo di licenza che vi è stata proposta sia la express for messaging. Tieni presente che in questo caso avete diritto anche a Notes Traveler (per i dispositivi mobile) e potete scegliere tra il client Notes oppure il client web based iNotes che è fenomenale. Cosa ti interessa chiarire in particolare?
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https://tasslehoff.burrfoot.it | Cloud? Enough is enough! | SPID… grazie ma no grazie "Arguing that you don't care about the right to privacy because you have nothing to hide is no different than saying you don't care about free speech because you have nothing to say." |
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
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Grazie ad entrambi per le risposte.
Più che altro vorrei sapere se avete riscontri degli utenti. Qui già quando su alcune postazioni ho messo thunderbird al posto di outlook ho scontentato qualcuno quindi mi chiedevo se avevate riscontri degli utenti post migrazione a Domino. Il secondo aspetto era sull'amministrazione; non sarebbe il mio lavoro ma se il lato server mi permette di fare modifiche marginali senza diventare matto (come fa Arcserver, non so se lo conoscete ) sarebbe cosa veramente molto gradita. Per le altre soluzioni me le studio nel weekend. Grazie.
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
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Nell'indirizzario (di default names.nsf) troverai i documenti persona di ciascun utente o gruppo, se si tratta di utenti normali troverai anche il riferimento del database nsf di ciascuno. Di fatto ciascun nsf è un database documentale a cui è applicato un template, ad esempio il template per la posta (ma ce ne sono di ogni tipo, da template per i blog, template per repository documentali, template personalizzati). Quei template sono tutti modificabili a piacimento, per farlo ovviamente occorrono competenze da sviluppatore Domino però ci puoi mettere elementi grafici, pulsanti, codice (sottoforma di agenti scritti in java, lotuscript oppure semplici macro, che possono essere invocati da determinati eventi, pressione di pulsanti o link, schedulati etc etc etc...), puoi fare praticamente qualsiasi modifica per integrare la posta con qualsiasi cosa, ad esempio un gestionale piuttosto che un portale intero. Noi ad esempio usiamo un template di posta che permette a chiunque di salvare copia delle email in alcuni database che usiamo come gestionali, ad esempio per archiviare informazioni chiave su un determinato progetto o cliente in modo che siano accessibili a chiunque. Riguardo agli altri servizi mi pare che anche con Domino for messaging tu abbia diritto ad usare la versione base di Sametime (il servizio di instant messaging di IBM), potrebbe esservi utile e si integra molto bene anche con Notes e iNotes. Per quanto concerne il client e il feedback degli utenti non vorrei darti l'impressione di essere un fanboy per cui ti dico subito che il rapporto tra utente tipo e Notes non è sempre facile. Dalla mia esperienza molti utenti si lamentano ma solo perchè hanno avuto esperienza con versioni arcaiche di Notes (5.x, 6.x), quando c'è stato il passaggio alla 8.x e il client standard è passato su base Eclipse è diventato mediamente più pesante, poi di versione in versione, fixpack in fixpack è migliorato parecchio sia in termini tecnici che di user experience. La versione 9.x da questo punto di vista è stata una svolta ed è decisamente migliore e più accattivante, sia dal punto di vista estetico che di esperienza utente. Oggettivamente lato utente il prodotto corrispondente del mondo MS (Outlook) è ancora superiore (non lo amo ma lo rispetto), ciò nonostante con la 9.x Notes è notevolmente migliorato. Il problema di fondo (non metto di proposito imho perchè quello che sto per dire è un dato oggettivo) è che Outlook è un banale client di posta (o di groupware se vogliamo), Notes di fatto è un client applicativo. In generale per l'accoppiata Notes/Domino l'utilizzo della posta è una feature marginale anche se importante dal punto di vista commerciale (tant'è che hanno modellato il licensing anche su questo, distinguendo la licenza "for messaging" per la posta dalla "utility server" per uso applicativo, poi beh c'è la enterprise che è licenziata per qualsiasi utilizzo). Sempre dal punto di vista dell'utente e per la posta, lato web (iNotes) la superiorità del prodotto IBM è schiacciante, iNotes è fenomenale, molte delle features che ha fin dal 2002 le webmail più famose (es Gmail) le ha introdotte a singhiozzo solo da pochissimo tempo. Lato server... beh li "ti piace vincere facile"... Per amministrare il server è molto utile avere a disposizione il client di amministrazione (IBM Administrator), oppure puoi usare il client di amministrazione web (webadmin.nsf) anche se in questo caso è buona norma bloccare l'accesso da web e permetterlo solo da rete trustata. In generale cmq la quasi totalità della configurazione del server viene fatta sul names (l'indirizzario contiene anche documenti di configurazione), con qualche parametro nel file notes.ini.
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#8 |
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Iscritto dal: Jan 2001
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Prova anche kerio connect...
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#9 |
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Innanzitutto grazie a Tasslehoff per il consueto esaustivo post: è sempre un piacere leggerli.
Hai chiarito molte cose e più ci penso più forse è la soluzione migliore (costo ragionevole, prodotto rodato e complice il fatto che il nostro solito fornitore ce lo monterebbe mi fa stare abbastanza tranquillo sapendo come opera). Come risorse hardware è molto esoso lato server? Il nostro fonritore ha proposto di installarlo sul vecchio server (xeon quadcore su socket 1366 e 4gb di ram, cambiato qualche mese fa per necessità software, non ha mai dato problemi hardware). Ho provato citadel ed effettivamente l'installazione è stata super facile; peccato che la configurazione non lo sia altrettanto. Mi attira molto Kerio Connect come suggerito e Zimbra ma non so quando avrei tempo di provarli.
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Quote:
Insomma come puoi immaginare essendo un prodotto che fa tutto e il contrario di tutto (dal webserver, all'application server, dall'ldap al repository documentale, dal server di posta al server applicativo mobile, ci puoi costruir sopra una intranet o persino un intero portale web che fa letteralmente scomparire polpettoni enterprise con WebSphere Portal o Oracle Portal...) è difficile stimare a prescindere dei requisiti senza avere un po' di dettagli. Giusto per darti un'idea queste sono le risorse occupate da un'istanza Domino 8.5 su CentOS 5.x, usato come server di posta, repository documentale, ldap, server traveler (mobile), il tutto su un Dell PowerEdge con singola CPU Quad Core da 2GHz, 8GB di ram e storage SATA. Come puoi immaginare dall'occupazione cpu la macchina in questo momento è in idle (e vorrei vedere, alle 23:36 In generale la risorsa generalmente più stressata da Domino è lo storage, non tanto in termini quantitativi (che chiaramente dipendono dalla quantità di nsf e dalla quantità di documenti presenti in essi) ma di IOPS. Ovviamente anche questo dipende dall'uso che fai dei db, dalla quantità di database e di documenti in essi e dal tipo di indicizzazione che usi, oppure se abiliti o meno l'indicizzazione dell'intero domain tramite il task catalog (una sorta di megaindice full text condiviso tra diversi database, che include sia nsf che contenuti su filesystem). Ho anche altri server Domino su macchine infinitamente più vecchie (incluso un vecchio Domino 6.5 su un IBM Netfinity 3500M20, Pentium III con 1GB di ram e storage misto SCSI U160 e IDE@5400rpm, diversi su vecchi IBM xSeries 345) però sono poco significativi per il tuo caso dato che non vengono usati per la posta. Domani dovrei essere da un cliente dove hanno qualcosa come 16k utenze di posta su Domino, chiaramente distribuite su più server e con storage ultracarrozzato su SAN, però se riesco mi faccio dare un paio di dati sulle risorse utilizzate su quelle macchine, mi hai fatto incuriosire
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Ah 16k istanze siamo ben lontani dal nostro ipotetico utilizzo!
All'inizio sarà configurato in maniera blando solo per posta, calendario e servizi per il mobile per 15 utenti: niente webserver,application server ecc. Per come verrà impostato il db: bho Domanda ma nell'immagine che hai postato interpreto male io o sugli 8GB ne sta usando 7.7? Visto che stressa molto lo storage soprattutto sugli IOPS come vedi una sostituzione dei due meccanici attuali (normali WD sata RE3 ) con due ssd sempre in raid1?
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#12 | ||
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Se dalla ram utilizzata sottrai i valori delle voci "cached" e "buffers" ottieni la ram effettivamente usata dai processi utente + sistema. Quote:
Lo stress su I/O dipenda anche da cosa fai indicizzare a Domino e da cosa c'è nei db di posta, mi spiego. Se abiliti l'indice full text sui database di posta (cosa che comunque consiglio, dato che è una delle features più utili di Domino, che esiste dalla notte dei tempi quando nessun altro usava una funzionalità del genere) il carico su I/O dipende dalla quantità dei documenti da indicizzare, oppure dal numero di allegati (se configuri l'indice full text per indicizzare anche gli allegati, cosa utile in certi casi, meno utile in altri). Per un uso di posta fino a un centinaio di utenti imho non c'è bisogno di passare a storage più performante. Una nota sui backup, Domino è un prodotto estremamente agevole per la manutenzione perchè di fatto qualsiasi dato è contenuto negli nsf, ciascun db di posta (nsf) di fatto contiene tutto, dalle acl ai documenti, dagli allegati ai template di posta, dagli agenti alle regole etc etc etc. Quindi tendenzialmente è il paradiso in ottica backup in quanto tutto si concentra in pochi file che tendono a crescere e non in millemilioni di piccoli files (l'unica eccezione sono gli indici full text che trovi nello stesso percorso dell'nsf sotto directory chiamate <nomefilensf>.ft). Essendo un prodotto che ha diversi processi che tengono lockati questi file tendenzialmente occorre fare un po' di attenzione se si copiano gli nsf a caldo (banalmente con una copia o anche tramite shadow copy), questo perchè in caso di restore Domino tende a incazzarsi un po' in quanto nei metadati presenti negli nsf (che di fatto sono come dei piccoli filesystem autoconsistenti) non rileva la chiusura dei processi che hanno acceduto all'nsf, quindi in caso di disaster recovery un restore di un nsf copiato a caldo genera automaticamente un fixup, ovvero un task di Domino che si spazzola l'nsf per verificarne la consistenza. 9 volte su 10 non si generano problemi, però è una modalità di backup non corretta e non supportata per cui possono anche verificarsi corruzioni dell'nsf con effetti spiacevoli, per fare un backup a caldo occorre utilizzare un programma che faccia uso delle API di Domino. Per backupparlo a caldo puoi usare software che supportano queste librerie (io conosco Symantec BackupExec, IBM Tivoli Storage Manager, mi pare però ci siano anche soluzioni più economiche), oppure puoi scegliere un approccio diverso e farti un backup a freddo riservandoti una piccola finestra temporale notturna. In questo caso puoi fare un piccolo script che stoppa il servizio e fa la copia della Domino data directory e della directory dei binari di Domino. In realtà basterebbe anche solo la data directory + il file notes.ini (se utilizzi un server Windows, le installazioni di Domino su linux tengono il file notes.ini nella data directory), però prendersi anche i binari costa poco (in termini di storage e tempo) e può essere un aiuto per un restore più veloce.
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Alla fine abbiamo deciso per Domino; magari è un pò più caro degli altri ma il fatto di avere l'assistenza vicino e conosciuta e che sia un prodotto solido ci ha convinto. Settimana prossima si fa l'installazione.
Ok, capito (per l'uso della ram). Nel mio caso ho deciso di ordinare altri 4gb (arrivando ad 8) giusto per stare largo visto che andrà montato su windows server. Viste le considerazioni per lo storage parto con quello che ho (ovviamente faccio prima un check sulla salute) e poi eventualmente migriamo/espandiamo/sostituiamo. Per il backup penso proprio che opteremo per il backup a freddo. Non ci sarebbero problemi a spegnerlo un paio d'ore la notte per backuppare. Ultima (spero ) domanda: mi hanno detto che non ci sono problemi per l'importazione di mail dai vecchi file di outlook/thunderbrid. Tu hai esperienza?Grazie ancora.
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Per ridurre la finestra temporale puoi ad esempio copiare i dati (oppure fare un tar se preferisci) senza comprimere nulla, far ripartire Domino e poi lanciare la compressione direttamente sulla destinazione del backup. Una cosa che ad esempio potrebbe allungare i tempi di backup sono le directory degli indici full text (ovviamente questo dipende dalla dimensione e dal numero di documenti dei db indicizzati), ma quelle puoi tranquillamente evitare di backupparle (in caso di restore si reindicizza senza problemi). Quote:
Io in genere me la son sempre cavata egregiamente con imapsync (anche per migrazioni da Domino ad altri servizi), sul sito trovi molti link a utility simili oppure a servizi online che si occupano della migrazione. Quote:
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Nella previsione di spesa del mio caso rispetto a office365 si risparmiava a partire dal terzo anno. Comunque è innegabile che alla lunga costi meno in licenze.
Per la dimensione vedremo, adesso a parte un paio di account che su outlook arrivano a 3-4GB tutti gli altri sono ben poca roba (<1GB). Tra l'altro immagino che Domino abbia dei sistemi per evitare dati rindondanti (nel mio caso sarebbero veramente parecchi). Io per il backup pensavo di fare una roba del genere: stop dei servizi, backup in una cartella temporanea sullo stesso storage per diminuire il downtime,riavvio servizi e poi stoccaggio su nastro/nas. Stupidata? Per la migrazione allora mi spulcio un pò la wiki/guida. Nel caso scriverò come la faranno settimana prossima.
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#16 | ||
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Se i numeri sono quelli che descrivevi cmq non credo ce ne sarà bisogno, dal cliente che ti citavo con 16k mailbox l'hanno utilizzato con grande soddisfazione, in quel caso in effetti saturavano un san da 200k euro e quindi la cosa ha avuto un interessante risvolto economico Quote:
Attenzione però che se fai la copia temporanea sullo stesso array/disco rischi di perdere un sacco di tempo a causa delle attività concorrenti di lettura e scrittura. Se invece copi su un altro disco/array della stessa macchina non dovresti avere questo problema. Se come OS usi Windows posso suggerirti un bel batch che faccio lo stop di Domino, seguito da snapshot completo con Drive Snapshot (molto bello ed economico, al contrario di prodotti come la suite Acronis) e poi start di Domino al termine. Facendo lo snapshot a Domino spento piglieresti due piccioni con una fava, ovvero snapshot dell'intero sistema (ottimo in caso di disaster recovery) e backup di Domino in totale sicurezza.
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#17 |
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Ah bhe se ha evitato di saturare 200k di san chissa come erano contenti.
Ok quindi in linea teorica va bene. Farò un pò di prove, nel caso posso sempre prendere altri due hdd per fare un raid 1 tampone. Drive snapshot me lo sono segnato, mi sembra una valida alternativa a Macrium Reflect (il free funziona veramente bene). Come mi fanno l'installazione faccio un pò di prove. Grazie.
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#18 |
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Allora, settimana scorsa hanno installato tutto l'ambardam sul server.
Io ho provveduto ad installare Note su tutti i client e quindi siamo pronti a cambiare la configurazione del dns e migrare tutti. Unico problemimo è l'importazione della posta: da thunderbird mi hanno detto che non ci sono tool quindi per quelli che avevo spostato alla soluzione open dovrei rimigrare tutti ad outlook (express od una del pacchetto office 2003/2007/2010) per poi importarli in Note. Dato che sono 9 postazioni sarebbe una rottura di scatole non indifferente. Ma è possibile non sia supportato thunderbird?
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#19 | |
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Io però approccerei la migrazione in modo differente, anzitutto cercando di migrare dal vostro attuale server al nuovo tramite IMAP, alla peggio (nel caso di posta residente solo in locale) tra client a server Domino ma sempre tramite IMAP. Qui trovi una guida su come migrare la posta locale da Thunderbird ad un nuovo server tramite IMAP, immagino che la società che vi ha installato e configurato il server Domino abbia configurato il task IMAP e POP (per farlo cmq basta creare un documento di configurazione nel names e abilitare il task nel notes.ini perchè venga attivato all'avvio del servizio, la procedura è ben documentata).
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#20 |
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Il problema è che attualmente abbiamo solo gli indirizzi tramite aruba ed in POP3.
Tra l'altro visto che lo spazio era poco per indirizzo ogni client scaricava localmente senza lasciare copia remota. Ho quindi la necessità di importare le vecchie mail nel nuovo sistema IBM ed il problem nasce perchè apparentemente Note/Domino non supporta l'importazione dei file Mbox (quello di default di thunderbird ) ma solo dei pst (quindi la roba Microsoft). Da qui il mio problema di convertire il tutto al formato Microsoft. Ho letto il tuo suggerimento ma sinceramente non ho capito bene. In pratica via thunderbird si sincronizza la posta attraverso il protocollo imap con il nuvo server?
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) domanda: mi hanno detto che non ci sono problemi per l'importazione di mail dai vecchi file di outlook/thunderbrid. Tu hai esperienza?








