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#1 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Roma
Messaggi: 1874
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Voto laurea e università
Ciao a tutti!!
secondo voi è preferibile un voto di laurea alto(dal 105 in su) in una università poco quotata o un voto sotto il 100(92-99) in una molto rinomata?
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i7 8700k + Hyper 412S, Gigabyte Z370 AOURUS ULTRA GAMING WIFI, Asus mx259, CORSAIR 3200 MHZ 16GB, ASUS GTX 970 STRIX, SSD samsung 850 256 gb, WD 2tb, COOLER MASTER SILENT PM II 520W, Logitech Z330, CM 690 II , Logitech 502, ASUS DSL AC68U |
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#2 |
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Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 67
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Alto in una qualsiasi università. Alle candidature in cui c'è scritto "voto superiore al 105" con l'università prestigiosa verresti comunque scartato. Col 105+ te la giocheresti. Fidati i tempi in cui il 105-110 faceva la differenza son finiti. Devi stare simpatico agli psicologi, come sto amaramente imparando sulla mia pelle
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#3 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 152
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Credo anchio,... il trucco sta tutto nel colloquio con la psicologa (cioè quella del personale).
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#4 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Marche/Lazio
Messaggi: 176
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la domanda non me la pongo proprio..... non mi pongo più tante domande ormai..... per me è ora di guardare avanti e basta, dare il massimo ed essere fieri di se stessi quando si fanno le cose con onestà e un minimo di passione... poi la professionalità arriva col tempo, con l'esperienza e con la buona sorte....
ovvio che l'ideale sarebbe laurearsi giovanissimi con 110 e lode e magari proprio nella migliore facoltà che ci possa essere...... altrettanto ovvio che se arriva il pingopallino che non ha nemmeno la laurea (o se ce l'ha non si sa grazie a quale intervento ... "divino"... .........perchè dico queste cose? la frustrazione e l'invidia non hanno mai abitato a casa mia (non so se rendo l'idea) ....... è la consapevolezza di sapere che purtroppo tante persone non meritano certi risultati ottenuti eppure li hanno avuti........ le differenze di trattamento alle interrogazioni fanno comprendere quanto incida di più la buona o meno predisposizione del docente piuttosto che la vera preparazione dell'esaminato.... poi ovvio che oltre alla preparazione contino anche altri fattori..... quello emotivo su tutti..... ragion per cui...... voto alto e ottima facoltà sono una garanzia come quando acquisti un buon prodotto di marca... salvo poi scoprire qualche difetto di fabbrica... beh... all'università ce ne sono troppi... di questi difetti.... |
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Roma
Messaggi: 649
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
Città: Monza
Messaggi: 2791
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non mi hanno mai chiesto la votazione....
certo, se uno si laurea in 12 anni magari hanno qualcosa da ridire
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Mathusalem Member - Intollerante con gli intolleranti Devo lavorare, non ho tempo per fare carriera |
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#7 | |
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Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Marche/Lazio
Messaggi: 176
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#8 | |
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Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Marche/Lazio
Messaggi: 176
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c'ho messo quasi 10 anni per laurearmi, troppi in tutti i sensi, ma dato che ho studiato insieme ad altri molto meno preparati di me ma che c'hanno impiegato invece di meno mi rendo conto che nella vita ci vogliono tante qualità e non solo la preparazione.......... .............la battuta sugli sfigati non riguarda solo l'andamento universitario, sia chiaro.... intendevo dire una cosa semplice... se in un certo periodo della vita, magari nel momento che più si dovrebbe essere sereni x concentrarsi e affrontare al meglio gli studi universitari (ad esempio) te ne capitano talmente tante che se le racconti non ci crede nessuno, allora non potrai mai ottenere certi risultati....... cosa dovrebbe fare allora uno che non si laurea in tempo? abbandonare gli studi? sentirsi uno straccio per tutta la vita? se al colloquio ti chiedono "come mai tutti questi anni x laurearsi" potrei mai rispondere "allora vediamo..... mi è successo questo, quest'altro e quest'altro ancora"......??? secondo me è pure controproducente xkè dai un'immagine negativa, ecco allora cosa intendevo per sfigati ... cornuti&mazziati.... |
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#9 |
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Member
Iscritto dal: May 2005
Messaggi: 77
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La cosa più importante è l'età, meglio laurea in 5 anni con voto basso che laurea in 8 anni con voto alto.
Poi viene l'importanza dell'università, e infine il voto. Esempio pratico. Quando ho fatto il colloquio nell'azienda in cui sono poi stato assunto eravamo se ben ricordo in 12. - Io mi sono laureato a 24 anni con 110 e lode al Polimi. - Un mio amico compagno di università, anche lui del Polimi, anche lui 24 anni, laureato con 88. - 3 ragazzi che si erano laureati uno a Bari, uno a Bologna e uno a Bergamo, con età se ricordo bene che andava dai 25 ai 28 anni, tutti e tre lavoravano già in accenture, quindi rispetto a me avevano sicuramente più esperienza. - Altra gente di cui sconosco età, università, votazione. Alla fine siamo stati presi io e il mio compagno di università. Nel mio caso l'assunzione non è poi così scontata, è vero che mi sono laureato giovane, col massimo dei voti e in una importante facoltà, ma è anche vero che con le lingue sono una frana, non parlo nemmeno l'inglese, e capirete che per lavorare in una importante multinazionale la lingua inglese è fondamentale. L'altro mio amico aveva si un voto più basso ma perlomeno conosce l'inglese in maniera buona, e tuttosommato ha studiato le mie stesse cose, il voto alla fine può anche essere relativo. Non so se sia stato un caso, ma secondo me la gerarchia è: - età (se sei giovane ti possono formare) - università - voto - atteggiamento (non bisogna fare il simpatico almeno che non lo si sia di natura, non bisogna sforzarsi di apparire ultra-skillati, ergo non raccontare puttanate, essere naturali e apparire sereni). Ho fatto 5 colloqui, ne ho superati se ben ricordo 3, ma già a luglio prima ancora di laurearmi avevo fatto un colloquio in una multinazionale americana a cui tenevo particolarmente, mi hanno scartato e penso sia stato dovuto alla "ansia da prestazione" che sicuramente avevo essendo il mio primo colloquio. |
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#10 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Marche/Lazio
Messaggi: 176
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queste tue informazioni sono importanti, anzi molto importanti... sono d'accordo sul fatto dell'età...
P.S. cmq è giusto evidenziare una cosa...... al vecchio ordinamento dove ho preferito restare la media del tempo necessario per conseguire la laurea è sempre stato alto.... secondo i sondaggi almalaurea a ing. elettrica (v.o.), ovvero la mia, la media è sempre stata di 8,2 anni.... e quindi un motivo ci sarà se col vecchio ordinamento ci voleva (e ci vuole) più tempo..... .... a me hanno detto che cmq le aziende vedono eccome se hai la laurea del n.o. o del v.o......... e non sono certo io che lo dico |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Città: Pescara
Messaggi: 382
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#12 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 10
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consiglio sulla base dell'esperienza
anche io ci ho messo moltissimo a laurearmi, ma dico moltissimo.
Al punto che, dopo aver capito alcune cose della vita, pochi mesi prima della laurea, a quasi 35 anni suonati, quando tutti, dico tutti, mi davano per fallito, un bel giorno ho insegnato all'università. E' successo nel 1995, e poi ho continuato a d insegnare in corsi di formazione professionale per laureati ed aziende, e poi ancora nel 2002 ad un master universitario. Intanto mi sono sempre trovato lavoro da solo. Di una sola cosa sono certo: il CV non serve assolutamente a niente. Anche io ho mandato centinaia di lettere, mi sono presentato ad aziende, ed il risultato ? niente, assolutamente niente. Ho persino collaborato con la Bocconi, e poi con l'università di Parma. Ho pubblicato un articolo. Tutto questo documentato. Credete che tutte queste referenze servano a qualcosa ? Ho imparato che ci sono ben altri metodi per farsi strada. Adesso, se mi dovessi presentare ad un'azienda, non porterei assolutamente un cv, e neppure inizierei un discorso o un colloquio dicendo che sono laureato qui o là. Basta molto poco per sconvolgere un psicologo o un amministratore delegato. L'importante è usare il cervello. A cosa serve avere una grande preparazione, quando uno psicologo non ha competenze tecniche per valutare le capacità professionali ? Osservate le offerte di lavoro, nelle quali aziende cercano ingegneri che devono fare i commerciali, o matematici che devono fare gli avvocati. Vi siete mai immaginati le percentuali di successo nel trovare esattamente le persone giuste ? Provate a chiederlo a chi lavora nella selezione del personale o nelle agenzie interinali.... io l'ho fatto, ma conoscevo già molto bene la risposta... Ed infine cito i risultati di una indagine Unioncamere del 2005: ben 4 persone su dieci, in Italia, trovano lavoro per conoscenza o raccomandazione. E non per meriti !!! D'altra parte, se l'Italia continua a precipitare, qualche motivo ci deve ben essere: nelle scuole non ti insegnano un metodo di studio, non ti insegnano ad usare la memoria, non ti insegnano le cose pratiche, e soprattutto non ti insegnano ad usare il cervello. E questo detto da chi ha dovuto sudare sette camici per spiegare a ingegneri, economisti, statistici, e perfino matematici, che la matematica non è solo teoria, anche nei calcoli più elementari. Fate voi .... |
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#13 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2006
Città: Beverly Hills, Los Angeles
Messaggi: 488
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Condivido molte cose di quello che dici. Io mi sono laureato all'Alma Mater in meno di 3 anni con Lode. Risultato? Mi chiedono di fare quello che fa un laureato con 90. Allora come faccio a dimostrare il mio valore? Facendo il bracciante (con il massimo rispetto)? Condivido il fatto che il problema sia "italiano" ovvero strutturale nella nazione intera. I concorsi pubblici sono pilotati e all'interno dell'Ateneo fa strada chi "la deve fare". E' un paese di merda il nostro dove non conta la tua laurea ma la tua faccia (non mi riferisco solo all'aspetto estetico, ma ad un più ampio spettro socio-demografico). L'università oggi è una mera attività di marketing in cui gli interessi tutelati vanno considerati dall'alto verso il basso e non viceversa, come dovrebbe essere. Tanto un ordinario di 55 anni non ha più un cazzo da dire, massimo scrivere qualche altro volumetto da 200 pp. e 30 €. Gli studenti sono solo numeri di matricola, il cui unico compito è pagare le tasse sennò zac! Bisogna costruirsi da sè il proprio futuro, tenendo conto che senza il Fattore C non si va da nessuna parte. Per rispondere al quesito del 3d: conta il voto, solo perché quando c'è lo sbarramento (dal voto X in su) è quello che discrimina. |
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#15 | |
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Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Marche/Lazio
Messaggi: 176
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#16 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 10
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il problema non è semplicemente studiare
Ad un post precedente: "io mi preoccuperei di studiare".....
Anche io me ne preoccupo, ogni giorno, eppure sono laureato. Peccato che molti si dimentichino che bisogna studiare per tutta la vita, e senza un metodo di studio, senza conoscere come funziona la memoria, come si usano le tecniche mnemoniche, senza sapere come superare lo stress e l'ansia, senza che nessuno ti insegni come risolvere i problemi, senza che nessuno ti insegni l'autosuggestione e l'importanza della motivazione, senza che nessuno ti insegni come prendere appunti, senza che nessuno ti insegni come leggere velocemente, ....devo continuare ? Mi piacerebbe sapere quante scuole e soprattutto università in Italia preparano i propri studenti prima che affrontino un qualsiasi corso di studio. Il voto, il voto, il voto... 110 e lode senza sapere come si usano i calcoli percentuali (e con questo non voglio dire che sapete svolgere il calcolo, ma quando bisogna applicarlo, il che, visti i risultati in aula, per me significa non saperlo a tutti gli effetti) o la derivata prima in azienda, dimostra quanto siano pochi i libri chiari e con le spiegazioni fino al dettaglio (io ne possiedo circa 3.000 di economia aziendale, dal controllo di gestione al marketing, alla finanza, ma solo pochi valgono la spesa). Il mio consiglio, (e mi rendo conto che costa enormi sacrifici), è di uscire il più presto possibile dall'università, ma nel frattempo di farsi una propria cultura, avere un forte spirito critico su ciò che si legge, ed osservare, osservare, studiare le aziende. La sfida è tra il mio cervello e la loro organizzazione. Vediamo chi è più bravo.... Pensate a quanti miliardi di euro saranno "devoluti" alla ricerca universitaria italiana. E sì, perchè l'università italiana è considerata tra le prime al mondo. Chissa perchè, però zio Bill ha spostato i suoi centri di ricerca in India. Chissà perchè, le nostre università non riescono ad attirare investimenti dall'estero... e io, noi, voi paghiamo per finanziare tutto questo.... E infine, un idraulico prende almeno il doppio del mio stipendio (se è sfigato), evade in continuazione, ha la casa al mare, e il bmw in garage. Grazie Italia. |
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: TREVISO
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#18 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: Tra La Via Emilia E Il West...
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Ascoli Piceno
Messaggi: 5159
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alla fin fine dss non ha detto qual'è il segreto secret seculorum per passare il test con gli psicologi...
mah,forse ci provo io... essere se stessi?
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Se dovessi rinascere, farei l'idraulico! |
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#20 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Città: Pescara
Messaggi: 382
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ora che ci sono dentro alla selezione del personale, ai test, al recriuting non si ha idea di quanto sia difficile anche stare dall'altra aprte
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