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#181 | |
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Bannato
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è lo spirito del carnivoro, il bisogno primordiale di proteine, che spinge l'uomo a cibarsi di animali catturati con il fucile La sciagura è che purtroppo, le nuove generazioni, cresciute con i cartoni animati, l'anatroccolo che parla, zio papero e quì quò quà.. sono diventati dei dolci teneroni, o intransigenti signorine di primo pelo, che oddio se vedono un povero uccellino impiombato ecco allora che succede il finimondo, poi magari le stesse persone la sera mangiano wurstel dei loro cari animaletti preferiti, finemente tritati..
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#182 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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http://www.freepressnews.it/?p=2844 Indovina dove vivo?
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..illusioni, capricci della percezione! Temporanei costrutti del debole intelletto umano che cerca disperatamente di giustificare un'esistenza priva del minimo significato e scopo.. NON TRATTATE CON ironia |
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#183 | |
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Senior Member
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Città: Campomarino (CB) - Milano
Messaggi: 1170
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Sulla seconda parte di bamby & co. concordo con te...
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[Thread ufficiale] Armi da fuoco e non. ~ ~ [Official Thread] Armi Aria Compressa.
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#184 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 7355
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quindi togliendo carne e derivati l'unica cosa che mancherebbe sarebbe la vitamina B12
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#185 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
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#186 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 7355
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Penso invece che una dieta a base di frutta verdura + derivati animali di origine contadina, possa essere più apprezzata e completa. Le uova sono embrioni non fecondati, detta così fa veramente schifo, una volta ci ho ragionato su per un po di tempo e non volevo più mangiarle come non mangerei mai caviale sapendo che sono uova di pesce
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#187 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 9
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questo articolo non piacerà né a morpheus85 né tanti altri
http://www.corriere.it/animali/10_ge...4f02aabe.shtml Veronesi: «Sono per l'abolizione totale Istinti primitivi, non divertimento» L'oncologo: «L'uccisione di ogni animale è un danno all'ecosistema» di UMBERTO VERONESI L’approvazione da parte del Senato dell'emendamento che ripropone la riduzione dei limiti della stagione di caccia è stato definito un blitz da parte delle associazioni ambientaliste, Wwf compreso. Concordo sul fatto che questa decisione non debba passare sotto silenzio. Ed è giusto che le Regioni, a cui spetta le decisione finale circa l'estensione del periodo venatorio, considerino attentamente le motivazioni di chi vuole porre un freno al massacro degli animali. Personalmente sono a favore dell'abolizione totale della caccia per questione di principio: sono un non violento e un pacifista e non posso concepire che uccidere esseri viventi ignari e indifesi possa essere definito un divertimento o addirittura uno sport. Sono un animalista convinto: sono vegetariano per motivi etici e mi batto da sempre per il rispetto della vita degli animali nell'ambito della ricerca scientifica e dell'utilizzo per l'alimentazione umana. Come medico e come scienziato mi batto da sempre per il rispetto e il mantenimento degli equilibri della natura e credo che l'uccisione degli animali sia un danno all'ecosistema. Credo quindi che l'attività venatoria non dovrebbe esistere in un mondo civile e penso comunque che cinque mesi di crudeltà verso gli animali siano più che sufficienti per dare sfogo agli istinti violenti, che io giudico primordiali, di chi non la pensa come me. Per fortuna si tratta di una minoranza: si stima che i cacciatori in Italia siano circa 750.000. Mi sembra assurdo, per lo svago di questo piccolo gruppo, rischiare di alterare l'equilibrio ambientale. Bisogna pensare alla riproduzione degli animali, ai nidi vuoti, ai piccoli senza cibo perché chi lo procura è stato ucciso. Senza contare i danni per il turismo ambientale, una risorsa importante e un esempio di cultura del nostro Paese, come ha segnalato con intelligenza il ministro Michela Vittoria Brambilla. Condividere con i cacciatori un ambiente incontaminato, un bosco, un prato, può creare disturbo, oltre che ragionevole apprensione, ha sottolineato il ministro. E io aggiungo che non si può godere della nostra natura, insegnare ai nostri ragazzi ad amarla e rispettarla come risorsa fondamentale del loro futuro, con lo spettro di uomini con in braccio un fucile, che si aggirano pronti a far scorrere il sangue degli animali che di questa natura sono una bellissima espressione. Non è giusto calpestare il diritto di tutti per il piacere di pochi. Oltre tutto quasi esclusivamente maschi. Tengano conto i sostenitori della caccia che negli anni '90 sono stati indetti ben tre referendum per estendere i divieti della caccia. Nessuno ha raggiunto il quorum perché, appunto, la caccia è una passione di pochissimi, e per il resto della gente non è chiaro il suo impatto ambientale e la sua componente di crudeltà e dunque pensa non sia un problema che la riguarda di persona. Se tuttavia interrogati, gli italiani si dichiarano sfavorevoli: lo confermano tutti i sondaggi d'opinione degli ultimi anni. L'ultima ricerca di Eurisko di cinque anni fa ha evidenziato che oltre il 74% degli italiani è contro la caccia e sono certo che se si ripetesse oggi, grazie alla maggiore consapevolezza dell'importanza dell'ambiente, la percentuale sarebbe ancora più alta. *** questo poi, piacerà ancor meno http://ricerca.repubblica.it/repubbl...ni-meglio.html Diventare vegetariani è meglio di UMBERTO VERONESI Repubblica — 21 agosto 2008 pagina 29 sezione: R2 La bistecca in vitro non deve scandalizzare né gli scienziati né i buongustai. Risponde al dovere morale della scienza di trovare soluzioni al più urgente problema del pianeta: come procurare acqua e alimenti per tutti i suoi abitanti e come riparare la terribile ingiustizia alimentare che fa sì che milioni di persone muoiono di fame da una parte del mondo, e milioni si ammalano per troppo cibo dall' altra. Siamo alle soglie di una Conferenza mondiale in Italia, si terrà a settembre a Venezia, proprio su questo tema: "Food and Water for Life". Se però culturalmente l' idea della carne artificiale è interessante, praticamente mi sembra poco proponibile per un motivo semplice: è inutile generare alimenti in vitro quando la natura ci offre opportunità per alimentare tutti a sufficienza, e per stare bene. Perché buttare via questa immensa chance? Guardiamo il mondo animale: gli erbivori, come le capre, che si nutrono di cibo naturale, non sviluppano il cancro. Invece quindi di creare carni artificiali solo per soddisfare gli occhi e il palato ed educare l' intera popolazione a un gusto diverso e innaturale, è molto meglio diffondere l' abitudine al sapore dei vegetali, della frutta, dei cereali, dei prodotti del latte, che già esistono nella natura e nelle culture dei diversi popoli. Questo davvero contribuirebbe ad un migliore uso delle risorse che la natura mette a disposizione. Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinati agli animali da allevamento: in pratica quasi il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali di allevamento invece di sfamare persone. Per ottenere un chilo di carne bovina occorrono 15.000 litri di acqua, mentre per un chilo di cereali ne bastano poco più di cento. Ogni anno l' America del Sud distrugge una parte della foresta amazzonica grande come l' Austria per far posto ai pascoli e gli animali. E in futuro? Che succede se India e Cina assumono in massa le abitudini alimentari carnivore occidentali, come sembra? Oggi ci sono 3 miliardi di capi di bestiame destinati a sfamare un miliardo dei sei che popolano la Terra e che invece si nutrono principalmente di cereali: riso, frumento, mais, orzo. Se tutti si mettessero a mangiare carne avremmo più animali che uomini sulla Terra: un incubo che infrangerebbe tutti gli equilibri del pianeta. Per questo dobbiamo prendere atto che l' evoluzione verso una dieta vegetariana è inevitabile. Certo, come accenna il giovane Matheny, pensare di convincere 6 miliardi persone ad essere rigorosamente vegetariani per sempre non è forse meno folle che inventare la carne artificiale. Anch' io la penso così, ma credo che tutto debba avvenire all' insegna della gradualità e con programmi intelligenti per far evolvere la produzione di cibi vegetali e ridurre progressivamente l' allevamento di bestiame da macello. è qui che dobbiamo mettere in campo le nostre conoscenze genetiche per migliorare la produttività delle piante che la natura ha già creato, ma che possono offrire più cibo e di migliore qualità se con la genetica le aiutiamo ad adattarsi a un ambiente che varia a ritmi più rapidi dei tempi di evoluzione naturali. La scienza sta sperimentando piante che crescono in terreni aridi e salini, resistono agli attacchi dei parassiti, sopravvivono alla siccità. Il passaggio rapido dalla sperimentazione ai piani di produzione agricola contribuirebbe in modo concreto e sostenibile, per l' ambiente e l' economia, alla fine della malnutrizione e alla fame nel mondo. Parallelamente, la scienza deve contribuire all' operazione culturale di diffusione del consumo di vegetali e abbandono delle abitudini carnivore Oltre al bisogno di più cibo e acqua sul pianeta, il vegetarianesimo risponde anche alla domanda di buona salute. Non ci sono dubbi scientifici sul fatto che un' alimentazione povera di carne e ricca di vegetali è la più adatta a proteggerci dalle malattie più gravi e mantenerci in buona forma. Inoltre gli alimenti di origine vegetale ci difendono dall' azione dei radicali liberi, quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Tutto fa concludere allora che chi segue una dieta ricca di vegetali è meno a rischio di ammalarsi e può vivere più a lungo e in buona salute. L' obiettivo ragionevole da raggiungere fra qualche generazione non è quindi l' introduzione di carne diversa, artificiale, ma la riduzione drastica della carne tradizionale dai nostri menu. Per noi stessi, per gli altri uomini e per la splendida armonia della Terra, che comprende anche i nostri amici animali. Il mio impegno a favore del vegetarianesimo non ha solo basi scientifiche e mediche, ma anche filosofiche. Anzi è nato in me da bambino dall' amore e dal rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando non può difendersi e far valere le sue ragioni. Non ho mai sopportato la prigionia degli allevamenti e la crudeltà della macellazione. Evitare la carne è un modo per evitare la sofferenza inutile degli animali. LE CINQUE REGOLE PER FARCI DEL BENE di UMBERTO VERONESI Repubblica — 29 gennaio 2010 pagina 45 sezione: CRONACA Ridurre il rischio di ammalarsi di cancro, vivere più sani e più a lungo, evitare la tortura e il massacro degli animali, rispettare l' ambiente, ridurre gli squilibri alimentari nel mondo: sono almeno cinque i buoni motivi per essere vegetariani. La giornata dell' Airc dedicata domani alle Arance della Salute nelle piazze italiane, ci ricorda il primo: un' alimentazione sana, mai eccessiva, ricca di verdura e frutta e con pochissima (o meglio senza) carne, non solo diminuisce il rischio di ammalarci, ma ci protegge da molti tipi di tumore. Il 30% dei tumori sono dovuti a un dieta troppo ricca di grassi insaturi; alcuni, come il cancro del colon, sono direttamente correlati al consumo eccessivo di carne. La ricerca sul Dna , svelandoci le interazioni tra l' ambiente esterno e i nostri geni, ci dà continue conferme scientifiche che il nostro comportamento è il fattore che maggiormente incide sulle malattie. E non solo quelle individuali. Abbiamo raggiunto un tale livello di benessere, per cui i nostri stili di vita vanno oltre la tutela della salute personale, per avere un' influenza anche s u l l ' i n q u i n a mento ambientale, sugli equilibri dell' ecosistema, sulla fame e le epidemie di alcune p o p o l a z i o n i , sulla scarsità di a c q u a e d i energia. Io sono vegetariano per motivi etici: amo gli animali e dunque non li mangio, sono contro ogni forma di violenza e non concepisco le torture inflitte agli animali d' allevamento e il loro massacro. Se mangiare carne aveva un suo senso tanti anni fa, oggi gli equilibri del mondo sono cambiati, le nostre conoscenze si sono sviluppate e noi dobbiamo rimeditare questa abitudine e le sue implicazioni. Sono molti gli studiosi che indicano una relazione diretta tra la povertà e la fame dei Paesi sottosviluppati e il consumismo alimentare. Una delle ragioni dell' iniqua distribuzione di cibo e acqua, va individuato proprio nelle abitudini dei Paesi più ricchi, e in particolare nell' elevato consumo di carne. Basta pensare che il 35% dell' intera produzione di cereali nel mondo è destinato a nutrire il bestiame da carne. Oggi sappiamo inoltre che il rispetto per gli animali e la difesa dell' ambiente sono due facce della stessa medaglia. Gli ultimi studi indicano che l' impatto degli allevamenti animali sul riscaldamento globale è superiore del 40% rispetto a tutti i trasporti del mondo combinati ed è una delle cause principali del cambiamento del clima. Per non parlare di contaminazioni occasionali, come lo sviluppo di nuovi batteri dovuti all' abuso di antibiotici negli animali da carne e dell' origine di molti virus negli allevamenti, come ci ha dimostrato la recente influenza suina. Occorre allora fissare una soglia di consumo di carne in modo che i Paesi convergano verso lo stesso livello, per la sopravvivenza e la buona salute di tutti. Noi siamo sulla buona strada: l' Italia è al primo posto in Europa per numero di vegetariani. - UMBERTO VERONESI Ultima modifica di Schrodinger : 12-07-2010 alle 18:08. |
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#188 | |
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Member
Iscritto dal: Oct 2006
Città: T.A. (NA)
Messaggi: 187
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#189 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 7355
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mi dispiace solo che gli sforzi vengano incentrati sempre e solo su questo. Quote:
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..illusioni, capricci della percezione! Temporanei costrutti del debole intelletto umano che cerca disperatamente di giustificare un'esistenza priva del minimo significato e scopo.. NON TRATTATE CON ironia Ultima modifica di morpheus85 : 12-07-2010 alle 18:23. |
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#190 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 9
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no guarda, gli sforzi vengono incentrati anche su MOLTO ALTRO, non temere, c'è molto da lavorare in questo pianeta per renderlo meno infernale
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#191 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 7355
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mi sai elencare i successi degli ultimi anni?
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..illusioni, capricci della percezione! Temporanei costrutti del debole intelletto umano che cerca disperatamente di giustificare un'esistenza priva del minimo significato e scopo.. NON TRATTATE CON ironia |
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#192 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
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#193 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
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#194 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 9
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a me pare che qui si parlasse di caccia, e per smontare i non vegetariani avessi voluto portare il discorso sulla questione allevamenti intensivi, dieta carnea vs dieta vegetariana
se parliamo di caccia, di successi, dal MIO punto di vista, non ce n'è stato manco mezzo. per altri argomenti, non mi interessa discuterne sui forum |
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#195 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Latina
Messaggi: 1358
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Come ho già affermato in precedenza tutte le cose hanno dei pro e dei contro. Però non si può fare di tuta l'erba un fascio(vedi cacciatore/italiano/autista/chiunque che non rispetta gli altri e fa quello che ci pare). Se uno sbaglia viene punito lui e non la comunità o associazione.
Io non riesco proprio a rinunciare a... bistecca ![]() Poenta e osei ![]() Pappardelle al ragù di cinghiale ![]() ...perché la ciccia( e il mangiare in generale) mi piace molto Il mondo è bello perché è vario, e bisogna anche rispettare le scelte altrui... Buona serata. Daniele |
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#196 | |
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Member
Iscritto dal: Oct 2006
Città: T.A. (NA)
Messaggi: 187
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Le scelte non vanno sempre rispettate comunque. |
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#197 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 2788
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Lo penso anch'io, credo infatti che oltre a non mangiare carne (o comunque limitarsi) bisognerebbe fare campagna di informazione perché credo che non faccia piacere a nessuno, o almeno lo spero, sapere come vengono trattati gli animali in certi allevamenti.
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#198 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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#199 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Latina
Messaggi: 1358
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Purtroppo sulla questione allevamenti bisognerebbe fare dei controlli a tappeto ma tanto sicuramente molti allevamenti non perfettamente in regola sgancerebbero mazzette e tutto risolto |
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#200 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 9
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sorry, non trovo nulla per cui festeggiare
![]() L'ULTIMA MATTANZA di Sabrina Giannini RaiTre, Report in onda con "L'ultima mattanza" dedicato alla scellerata pesca al tonno rosso. La pesca al tonno è l'ultima frontiera di una caccia ancora sfruttabile dall'industria. Ma proprio a causa del sempre più crescente consumo di tonno in scatola molte specie sono eccessivamente sfruttate. La storia del tonno in scatola e del tonno rosso del Mediterraneo, quasi in estinzione a causa dei giapponesi e della "moda" del sushi, sono il paradigma per capire quanto sia stupido l'uomo nel gestire le risorse del pianeta. Troppi interessi e le ipocrisie dei politici ruotano intorno all'industria e alla pesca industriale del tonno e alle politiche mondiali per la conservazione delle specie sull'orlo dell'estinzione. E il consumatore che, a causa della scarsa informazione in etichetta, non sempre è in grado di capire che con il proprio comportamento alimentare rischia di far sparire per sempre il pesce più importante per gli equilibri del mare. Andando avanti così ai nostri figli lasceremo in eredità il sushi a base di riso e fagioli azuki. link al video http://laverabestia.org/play.php?vid=2216 link all'articolo http://www.report.rai.it/R2_popup_ar...087816,00.html *** sempre report della gabanelli http://www.report.rai.it/R2_popup_ar...080948,00.html MARE NOSTRUM di Sabrina Giannini In onda domenica 16 novembre 2008 ore 21.30 link al video http://laverabestia.org/play.php?vid=761 link al testo http://www.report.rai.it/RE_stampa/0...080948,00.html Il nostro è un paese circondato dal mare che importa il 70 per cento del pesce che consuma. E' la conseguenza di una fallimentare gestione del mare che per due decenni ha consentito uno sfruttamento delle risorse oltre ogni limite. Che ha tollerato e tollera numerose forme di illegalità. Nulla di ciò che accade sarebbe consentito se venisse fatto sulla terra ferma: bracconaggio travestito da pesca sportiva, pesca indiscriminata praticata a ridosso della costa che non permette ai pesci di raggiungere l'età della riproduzione, norme e cavilli che consentono da anni l'uso di reti proibite. Il fatto è che in tutto il mondo il pesce è in esaurimento e intere economie stanno pian piano collassando. Ma tutto questo avviene lontano dalle nostre tavole, dove il pesce continua ad essere un cibo a buon mercato, e per questo ne consumiamo molto. Nessun cartellino del prezzo o nessun menù però riporta il costo, molto più elevato di quel che crediamo. *** http://www.greenpeace.org/italy/news/scatolette-tonno "Rompiscatole". La classifica per salvare il tonno Il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta sul mercato mondiale, ma l’industria del tonno al momento non può esser considerata sostenibile. Come si può leggere nel rapporto “Tonno in trappola” http://www.greenpeace.it/tonnointrap...PORT-TONNO.pdf la pesca al tonno minaccia le risorse sovrasfruttando gli stock di tonno e catturando esemplari immaturi e danneggia l’ecosistema marino causando ogni anno la morte di migliaia di squali, tartarughe marine e altre specie. L’Italia è uno dei più importanti mercati mondiali per il tonno in scatola e il secondo più grande produttore in Europa. Per questo abbiamo lanciato un’indagine sulla sostenibilità delle scatolette di tonno vendute nel nostro Paese, inviando un questionario a punti a ben 14 aziende che coprono più dell’80% del mercato nazionale. La “classifica rompiscatole” si basa sui risultati della nostra indagine* e vuole spingere le imprese verso una maggiore sostenibilità e orientare i consumatori ad acquisti più responsabili. *** http://www.greenpeace.org/italy/news/scatolette-tonno Roma, Italia — Cosa c'è davvero nelle scatolette di tonno? Lo svela la nostra classifica "Rompiscatole". http://www.greenpeace.it/tonnointrappola/ Abbiamo valutato 14 dei marchi di tonno in scatola più famosi in Italia e ben 11 finiscono "in rosso" perché non sono in grado di garantire la sostenibilità del proprio prodotto. Zero in pagella per MareAperto STAR, Consorcio e Nostromo. Meglio per Coop, ASdoMar e Mare Blu! Il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta in Italia e nel mondo. Pochi sanno, però, che per pescarlo si utilizzano spesso metodi distruttivi come i palamiti e le reti a circuizione con sistemi di aggregazione per pesci (o FAD), responsabili della cattura accidentale di un'ampia varietà di altre specie, tra cui tartarughe e squali, e di esemplari immaturi di tonno. Il pinna gialla, il più consumato in Italia, è sotto pressione e la salvaguardia di alcuni stock desta ormai serie preoccupazioni. Per raccogliere informazioni sulla sostenibilità delle scatolette, abbiamo inviato un questionario alle aziende e sulla base delle risposte pervenute abbiamo elaborato la valutazione. Zero a Tonno MareAperto STAR e Consorcio per la loro assoluta mancanza di trasparenza: le aziende si sono rifiutate di rispondere al questionario. 0,7 a Nostromo che fornisce ben poche informazioni sulla provenienza del tonno utilizzato. Riomare guadagna qualche punto in più, perché dimostra di avere informazioni precise sull'origine dei propri prodotti, ma si trova comunque in basso, non avendo adottato precisi criteri di sostenibilità nella scelta del tonno utilizzato. Il punteggio più alto va a Coop, ASdoMar e Mare Blu, le uniche che hanno adottato una politica scritta per l'approvvigionamento sostenibile. ASdoMar, inoltre, è uno dei pochi che, in metà dei propri prodotti, utilizza il tonnetto striato – specie considerata in buono stato - pescato con metodi sostenibili (lenza e amo). Cambiare è possibile. Quando i consumatori hanno sollevato il problema delle catture dei delfini, l'industria ha risposto positivamente e ora quasi tutto il tonno in scatola venduto in Italia è "dolphin safe", ma purtroppo non basta. Le decisioni dei produttori di tonno in scatola e della grande distribuzione organizzata possono davvero trasformare il mercato. La soluzione esiste, e prima che anche gli stock di tonno tropicale vengano totalmente compromessi, come è successo per il tonno rosso del Mediterraneo, bisogna eliminare gli attrezzi pericolosi, ridurre lo sforzo di pesca e tutelare con riserve marine le aree più importanti per queste specie. Ultima modifica di Schrodinger : 12-07-2010 alle 21:21. |
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