Google, una modifica del kernel Android per migliorare le prestazioni degli smartphone senza bisogno di nuovo hardware

Google, una modifica del kernel Android per migliorare le prestazioni degli smartphone senza bisogno di nuovo hardware

Google ha introdotto AutoFDO, una tecnica che ottimizza il kernel di Android utilizzando dati reali di utilizzo per migliorare le prestazioni. Integrata nei kernel di Android 15 e 16, la tecnologia promette smartphone più veloci, con app che si aprono più rapidamente e una maggiore fluidità del sistema

di pubblicata il , alle 12:21 nel canale Telefonia
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Google sta introducendo una nuova tecnica di ottimizzazione che potrebbe rendere gli smartphone più veloci senza la necessità di nuovi processori o aggiornamenti hardware. La tecnologia si chiama AutoFDO e agisce direttamente sul cuore del sistema operativo Android.

AutoFDO, acronimo di Automatic Feedback Directed Optimization, è un sistema progettato per migliorare il modo in cui viene compilato il kernel di Android, cioè la parte centrale del sistema operativo che gestisce la comunicazione tra le applicazioni e l'hardware del dispositivo. Il kernel si occupa di operazioni fondamentali come la gestione della memoria, l'esecuzione delle applicazioni e l'interazione con componenti hardware come processore, sensori e memoria.

Secondo Google, il kernel può arrivare a consumare circa il 40% del tempo di utilizzo della CPU su un dispositivo Android. Per questo motivo, ottimizzarlo può portare a miglioramenti significativi delle prestazioni generali del telefono. Tradizionalmente, quando il software viene compilato, il compilatore cerca di prevedere quali parti del codice verranno utilizzate più spesso e organizza il codice di conseguenza per migliorare la velocità di esecuzione. Tuttavia queste previsioni sono spesso basate su stime e non sempre riflettono il comportamento reale degli utenti.

AutoFDO: Google elimina il processo di previsione su Android

Con AutoFDO, Google elimina in gran parte questo processo di previsione. Il sistema raccoglie dati reali di utilizzo per capire quali parti del kernel vengono eseguite più frequentemente durante l'uso quotidiano dello smartphone. Queste informazioni vengono poi utilizzate dal compilatore quando il kernel viene ricostruito, permettendo di ottimizzare proprio le porzioni di codice più importanti.

Per raccogliere questi dati, Google utilizza simulazioni che riproducono l'uso reale degli smartphone. I test includono attività come l'apertura delle app, l'esplorazione automatica delle applicazioni e il funzionamento dei processi in background. L'azienda ha utilizzato le 100 applicazioni più popolari su Android per creare scenari di utilizzo realistici.

Secondo Google, questi test riescono a replicare circa l'85% del comportamento reale degli utenti, rendendo le ottimizzazioni molto efficaci. La tecnologia AutoFDO è stata introdotta nelle versioni più recenti del kernel Android, in particolare nei rami collegati a Android 15 e Android 16, e l'azienda prevede di estenderla anche alle versioni future del sistema operativo.

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