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Old 03-04-2010, 00:41   #61
^TiGeRShArK^
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Originariamente inviato da superanima Guarda i messaggi
quindi stai dando ragione a Marcello1851, quando dice che il titolo serve solo a equiparare valori senza alcuna considerazione per l'aspetto meritocratico.

In altre parole tu sostieni: «Io è giusto che guadagni di più di Tizio e Caio solo perché ho un titolo di studio, anche se nella realtà del lavoro, magari, Tizio e Caio sono molto più competenti di me».
Mi spieghi per quale ragione un imprenditore dovrebbe riconosce più soldi a te rispetto a un collega che gli rende di più?
Un laureato con le palle vale di più di un diplomato con le palle.
Ma chi non ha nemmeno la minima idea di cosa sia una laurea, mi pare anche giusto che ragioni così.
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Old 03-04-2010, 00:45   #62
^TiGeRShArK^
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Originariamente inviato da fabio80 Guarda i messaggi
non riesco a trovare un motivo alcuno che possa convincermi dell'abolizione del valore legale del titolo di studio (che mi sono sudato). l'autore del thread risponde a slogan, di spiegazioni concrete e poco fumose non ne vedo.

sono sospettoso se subodoro l'ennesima inculata? nel paese del trionfo dell'ignoranza dei tronisti, già adesso una laurea non paga, degradiamola ancora di più e gli ingegneri ve li pagherete con riba internazionale, perchè non ci sarà più alcun imbecille che si immolerà per la patria (già adesso vorrei capire che senso ha, tornassi indietro....)
Infatti è proprio quello il fine ultimo.
Abbassare il valore già infimo dei laureati italiani sul mercato del lavoro.
Ma si sa che i discepoli del nano sono contenti di prendersela in quel posto con un sorriso, e comunque la maggioranza di loro la laurea non sa nemmeno cosa sia dato che come dice Ilvio stesso il suo target elettorale, quello a cui lui si rivolge è il ragazzino di seconda media che nemmeno siede al primo banco.
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Old 03-04-2010, 00:51   #63
^TiGeRShArK^
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Beh, tu potrai pure non crederci ma nel mondo del lavoro sono moltissimi i casi di professionisti che hanno una competenza professionale di gran lunga superiore a quella di neo-laureati.
cazzate.
A parità di capacità il laureato ha SEMPRE una marcia in +.
La mia azienda dei non laureati non sa giustamente che farsene dato che sceglie solo le persone meritevoli tra i laureati.
Quote:
Il problema è che dando valore legale al titolo di studio si svilisce implicitamente la ragione base dello studiare, il sapere, l'apprendere. E il danno è piuttosto visibile.
Comunque non mi faccio alcuna illusione su questo argomento, nel nostro paese è talmente radicata l'idea del "pezzo di carta" che ci vorranno secoli prima che una simile idea possa venire accettata.
Il problema vero è che un diplomato non potrà mai capire certe cose dato che non ha la benchè minima idea di ciò di cui parla.
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Old 03-04-2010, 00:56   #64
Buddha*
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Scusate sono uno studente universitario, quindi il discorso mi interessa da vicino...però in 4 pagine di discussione ancora non ho capito i pro e i contro di questa cosa...qualcuno sarebbe in grado di fare un bell'elenchino??

Esempio:

Abolizione del valore legale del Titolo di Studio

Pro:
1) ....
2) ....
3) ....

Contro:
1) ....
2) ....
3) ....

Senza frasi ad effetto o termini complicati, na cosa semplice e chiara e poi su quello magari discutere...
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Old 03-04-2010, 00:59   #65
^TiGeRShArK^
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CONTRO:
- Svalutazione del valore dei laureati sul mercato del lavoro.
- Possibilità di far fare danni ENORMI a gente assolutamente impreparata.
- Abbassamento della cultura media della popolazione.

Da notare che soprattutto il primo e il terzo punto sono il vero obiettivo di Ilvio, leggendo tra le righe.
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Old 03-04-2010, 01:28   #66
superanima
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Quote:
Originariamente inviato da fabio80 Guarda i messaggi
potrsti dare qualche spiegazione concreta e meno filosofica? in che modo il non avere valore legale del titolo di studio favorirebbe un laureato qualsiasi come me? esempi pratici, non teoretiche dei massimi sistemi. grazie
Eh?

Quote:
ps: in italia siamo talmente ancorati al pezzo di carta che i laureati guadagnano come chi ha la terza elementare ma iniziano a lavorare 15 anni dopo, sempre che non finiscono a fare stages
questo è infatti il risultato del «valore legale del pezzo di carta». I ragazzi finiscono col considerare l'università una specie di "prezzo" da pagare per essere ammessi nel gotha della sapienza. E che una volta al suo interno non sia più necessario dimostrare di sapere davvero.
Per la mia esperienza non ho mai visto un bravo studente, con un buon curriculum scolastico e laureato con ottimi voti, che abbia atteso più di un tempo ragionevole per trovare un impiego.
Il problema del posto di lavoro non lo hanno "i laureati" in quanto categoria, ma solo quelli mediocri.
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Old 03-04-2010, 01:39   #67
superanima
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Quote:
Originariamente inviato da leoneazzurro Guarda i messaggi
Che possano esistere casi del genere puó essere verissimo. Che questi casi siano la norma é una balla colossale, cosí come che le competenze acquisite svolgendo un determinato compito senza basi teoriche possano costituire un "sapere" applicabile automaticamente a campi diversi.
Un momento, è una balla sostenere che io abbia detto che sia una norma.

Quote:
Non dando valore legale al titolo di studio si sancisce che gli anni passati ad apprendere, appunto, non valgono nulla dal punto di vista professionale.
Perché, tu credi che una laurea ti dia anche un valore di tipo professionale?
Caro mio, nessuna laurea potrà mai darti un corrispettivo di valore professionale, perché le situazioni che incontri in una università non sono quelle del mondo del lavoro. Quella te la devi guadagnare sul campo, o in nessun altro modo.
Ma guarda che non l'ho mica inventata io questa diatriba tra preparazione accademica vs professionale.
Il punto è che mentre il professionista capisce e rispetta la conoscenza accademica, questa raramente rispetta quella professionale.
E diversi interventi che leggo qua me lo dimostrano.

Quote:
Con le conseguenze che si possono immaginare (abbandono delle universitá, abbassamento del livello professionale, danni alla ricerca). Ora dimmi come la riduzione del numero di laureati e delle conoscenze trasmesse dal sistema scolastico, oltre che lo svilire gli anni di studio in piú che gli eventuali laureati rimanenti dovrebbero svolgere, possa giovare alla causa del "sapere".
Semplicemente dicendoti che NON È il numero di laureati che eleva la "conoscenza" di un paese, ma la qualità del loro sapere.
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Old 03-04-2010, 01:53   #68
SuperMario=ITA=
Bannato
 
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Trezzo sull'Adda (MI) Moto: Kawa ER-6n '07 Orange
Messaggi: 1614
Quote:
Originariamente inviato da superanima Guarda i messaggi
Eh?

è chiaro eh...


Quote:
Originariamente inviato da superanima Guarda i messaggi
mi sembra che la questione sia piuttosto che il titolo NON È garanzia di sapere. Mi pareva di essere stato chiaro.

Che poi non capisco di chi dovrebbero essere le responsabilità nel caso dell'autodidatta che sbaglia. Vuoi spiegare meglio, per favore?
Quote:
Originariamente inviato da cdimauro Guarda i messaggi
Perché altrimenti sarebbe giusto che il ponte di Messina lo progettasse lui:



Solo che poi il collaudo me lo faresti tu, ok?
della serie: io, non laureato, "dimostro" di avere le conoscenze, mi assumi, ti progetto il ponte. Poi il ponte crolla. Chi va di mezzo? Io, non laureato, posso benissimo dire che mi hanno assunto per fare quel lavoro senza averne le competenze...

E il "medico" non laureato che può aprirti la cassa toracica?
E l'architettoe che ti progetta la casa?
E avanti dicendo...

non esiste.

Quote:
Originariamente inviato da entanglement Guarda i messaggi
diciamo piuttosto che il NON titolo è la garanzia di NON sapere
ecco. Altrimenti perchè uno si sbatte per il pezzo di carta? Per avere la certificazione di essere ferrato sull'argomento, e quindi di avere competenze che altri non anno. Che magari possono aver appreso da qualche altra parte, ma chi me lo garantisce??

Gli esami garantiscono che io ne so di Ingegneria di Telecomunicazioni. E la laurea anche. Se tu hai letto wiki magari ne sai quanto me, ma chi me lo garantisce? Perchè io, datore di lavoro, dovrei assumerti senza avere nulla che mi dimostri che ne sai? Hai lavorato in un azienda che produce chip wifi nel frattempo? mbè, il reparto telecomunicazioni è ampio, saperne di wifi non è uguale a saperne di Telecomunicazioni. Perchè dovrei assumerti?
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Old 03-04-2010, 01:53   #69
gugoXX
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Un paio di esempi in cui si prevederebbe proprio un bel miglioramento dall'abbattimento della barriera della laurea:
Professore di matematica.
Medico chirurgo.
Ingegnere strutturista.
Chimico industriale.


Basta poi andare a vedere cosa e' successo nel recente passato proprio nel campo dell'informatica software in Italia, dove non e' necessario avere dimostrata alcuna competenza tecnica, dove non e' richiesto neppure un minimo di capoacita' di ingegneria del sofware, dove le maggior parte delle persone che sviluppano addirittura neanche sanno che esiste una ingegneria del software.
Settore ora alla frutta e ampiamente sottopagato in Italia, grazie al sovrannumero, alla sfiducia e agli enormi danni da incompetenza creatisi proprio a causa della marea di nani ballerine e maniscalchi inventatasi softwaristi negli ultimi anni.
Sia bene inteso che non sto proponendo di chiudere il settore informatico ai soli laureati. E' un settore di per sua natura prevalentemente privato, e i privati fanno quello che vogliono, pagando conseguenze di errori e godendo di giusti investimenti. E' solo un esempio di cosa accadrebbe con una sregolmantazione a tutto spiano.
Non e' un problema mio. Come si diceva e' un problema solo per gli scarsi e i mediocri e utenti/pubblico/fruitori. Al massimo io mi rompo le wallas a riparare i danni che trovo in giro da 10 anni a questa parte, rodendomi il fegato e intristendo il cliente quando devo dirgli che, peccato, ma quello che gli e' stato fatto finora fa schifo e conviene gettarlo nel tritarifiuti piuttosto che rappezzarlo.

Poi insomma. Sono tanto bravi? Saranno anche in grado di prendersela una laurea, dato che sembrano riuscirci addirittura anche i mediocri.
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Old 03-04-2010, 01:59   #70
marcello1854
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Veramente in questo thread ho assistito a di tutto e di più.

Ognuno traduce liberamente l'abolizione del valore legale del titolo di studio
in ciò che più gli aggrada ma soprattutto e questo è molto indicativo sul grado di decadenza della società italiana in fobie e complottismi e/o nella paura dii perdere un'eventuale rendita di posizione che magari manco ha. Sulle resistenze fascio-corporative di una società ingessata ed immobile non mi facevo illusioni ma su questo forum passano per progressisti quasi tutti perchè ovviamente non vengano messi in discussione alcuni feticci normativi di cui molti si illudono senza capirne pienamente il senso....

Speravo almeno di non vedere l'argomentazione ma allora chi ha la quinta elementare ma anche il diploma dell'high school può andare a fare il dentista o progettare un ponte ?

Ma in inghilterra o negli stati uniti chi ha la quinta elementare o il diploma di high school fa il dentista per caso o progetta i ponti ?

Se poi qualcuno poi continua ad insistere su questo punto mi arrendo e chiedo l'intervento dei caschi blu delle nazioni unite...

Per altri l'abolizione del valore legale del titolo di studio è la prova provata bonta loro del complotto pluto-demo-giudaico-massonico e per altri verrebbe messa a rischio la civiltà occidentale cosi come la conosciamo, manca solo che in caso di abolizione la terra venga inghiottita da un buco nero e stiamo al completo....

Il primo a proporre l'abolizione del valore legale del titolo di studio fu "Luigi Einaudi" secondo presidente nonchè uno dei padri fondatori della repubblica italiana, il tapino non sapeva che 60 anni dopo qualcuno avrebbe considerato su questo forum la sua proposta "bullshit" senza ovviamente degnarsi di argomentare sul perchè ma solo per principio preso ed in omaggio al sempre classico motto:"Poche idee ma confuse....".
D'altronde Luigi Einaudi sarebbe per un certo tipo di sinistrati che furoreggiano su questo forum, un mostro sacro, un'icona delle democrazie liberali purchè ovviamente la sua "lezione" politica e filosofica non interferisca in alcun modo con i sepolcri imbiancati che si sono sedimentati negli ultimi 90 anni nella società italiana a partire dal primo dopoguerra.

Siccome le mie spiegazioni, a chi non vuol capire appaiono fumose oppure traslate arbitrariamente in altri ambiti normativi per giustificare una qualsiasi forma di opposizione, citerò le ragioni esposte su wikipedia:

I critici del "valore legale", partendo dall'assunto della sua esistenza, ritengono che esso abbia le seguenti colpe:
la proliferazione degli atenei senza alcun legame con la qualità del servizio fornito;
l'indifferenza dei corsi accademici nei confronti della realtà economica esterna;
l'assenza di una reale competizione fra una sede universitaria e l'altra;
l'eccesso di controllo pubblico sul sistema universitario;
la fuga dei cervelli migliori fuori dei confini nazionali;
il radicamento di una mentalità sociale conservativa che concentra l'interesse agli studi superiori solo sull'ottenimento del fatidico 'pezzo di carta'.

Negli Stati Uniti i vari Stati autorizzano l'istituto universitario ad operare legalmente, ma è solo con un accreditamento accademico distinto dalla mera autorizzazione che l'istituzione o il particolare corso di studi ottengono una credibilità superiore, spendibile dagli studenti per ottenere borse di studio federali, per essere presi in considerazione da datori di lavoro pubblici o privati, o per le professioni regolate.

Eppure contrariamente a quanto accade in Italia, l'istruzione superiore negli Stati Uniti soprattutto se buona è ancora un elemento determinante di mobilità sociale mentre il legalismo italiota è figlio di una società pateticamente ingessata in un'infinita serie di normative atte ad ostacolare il merito, la libertà individuale ed a preservare il potere delle stirpe e delle genie oramai cristallizzate in autentiche caste.

Cosa succede se aboliamo il valore legale del titolo di studio e certifichiamo le università con un sistema di rating condiviso e comune all'interno dei paesi CEE ?

Devo continuare a fare l'esame di stato per l'abilitazione in certe professioni ?

Risposta: SI anche con il sistema di rating , l'esame di stato può essere obbligatorio e dipende solo dalla volontà legislativa degli stati sovrani; da noi c'è si continuerà a farlo, al massimo il legislatore potrebbe limitare l'accesso all'esame di stato ai possessori di titoli spazzatura, ad ulteriori prove oppure a master di università con rating sufficiente. Attualmente con il valore legale del titolo di studio anche un "professionista" cepu-like può fare l'esame di stato, svalutando gli esami di stato, chi l'ha già fatto , il mercato professionale e forse togliendo il posto a qualche professionista che ha fatto un brillante percorso formativo.

Ho la quinta elementare posso accedere all'esame di stato per l'accesso ad una professione ?

No è necessario avere un diploma di laurea di primo livello, secondo livello od un master a seconda del profilo professionale a cui vogliamo accedere do un'università certificata CEE con un rating sufficiente.

Mi voglio iscrivere ad un ordine od albo professionale ma ho la quinta elementare posso ?

Non voglio indagare sulla natura fascio-corporativa dei nostrani ordini professionali che mummificano la società italiana ma è una polemica che affronterò un altro giorno.

L'ordine professionale stabilisce le regole per l'accesso all'ordine, in ogni caso per gli ordini italiani è necessario in generale il diploma di laurea, il superamento dell'esame di stato e poi degli anni di praticantato.
Anche in questo caso l'ordine potrebbe selezionare il livello di rating necessario per l'iscrizione all'ordine senza essere costretto dal valore legale del titolo di studio ad accettare i cepu-boys.

voglio partecipare ad un concorso pubblico per titoli ed esami ma ho la quinta elementare posso ?

Se il concorso prevede come requisito il diploma di laurea di primo livello, magistrale o di terzo livello no!!

L'ente pubblico può decidere di accettare solo certificati di laurea a partire da un certo rating.....

Accesso alle professioni in ambito privato:

Fatto salvo che:

Anche ora nessuno vieta ad un’impresa edile di assumere un non laureato per effettuare i calcoli strutturali di un edificio (se lo ritiene competente in calcoli ingegneristici). Certamente, la “firma” del progetto deve essere poi effettuata da un ingegnere iscritto all’albo (che può essere invece un incapace)....

e questa regola è valida in tutte le professioni e per tutti gli indirizzi di laurea....

In ogni caso anche nel nostro paese le aziende si abituerebbero a valutare i neolaureati in base al rating delle università frequentate anche perchè sussisterebbe uno strumento di misura oggettiva piuttosto che ad una valutazione occasionale ed aleatoria da parte dei selezionatori.

In ogni caso il sistema di rating non attenuerebbe in alcun modo il sistema normativo di accesso alle professioni ma tutelerebbe solo chi quella laurea se l'è sudata in un'università degna di questo nome, a tutela dei neolaureati e dei professionisti di ieri, oggi e domani.....

Ultima modifica di marcello1854 : 03-04-2010 alle 02:03.
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Old 03-04-2010, 02:07   #71
gugoXX
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Siccome le mie spiegazioni, a chi non vuol capire appaiono fumose...
No, peggio. Non ne hai data nemmeno una.

Vuoi spiegare secondo te cosa cambierebbe domani se venisse abolito il valore legale delle lauree, e quali sarebbero i presunti vantaggi?
Ma non la conseguenza della conseguenza della conseguenza. Proprio la diretta implicazione.
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Old 03-04-2010, 02:23   #72
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No, peggio. Non ne hai data nemmeno una.

Vuoi spiegare secondo te cosa cambierebbe domani se venisse abolito il valore legale delle lauree, e quali sarebbero i presunti vantaggi?
Ma non la conseguenza della conseguenza della conseguenza. Proprio la diretta implicazione.
E ovviamente non ha detto nemmeno una parola riguardo alla tua giustissima obiezione riguardo l'ESEMPIO per eccellenza in italia di ciò, il mercato del software che è COMPLETAMENTE allo sbando proprio perchè non viene considerato il valore dei titoli di studio.
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Old 03-04-2010, 03:03   #73
marcello1854
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No, peggio. Non ne hai data nemmeno una.

Vuoi spiegare secondo te cosa cambierebbe domani se venisse abolito il valore legale delle lauree, e quali sarebbero i presunti vantaggi?
Ma non la conseguenza della conseguenza della conseguenza. Proprio la diretta implicazione.
ma hai letto il post precedente ?

Hai fatto la stessa scuola di Maurizio lupi ? indicare sempre il dito e non la luna....

visto che manco einaudi vi basta, e qui è un disco rotto , stile "toghe rosse", "è colpa dei comunisti" ed il trattore di di pietro, mi conviene ignorare ste litanie prive valore argomentativo e che non affrontano alcun punto di merito inerente la questione e con il solo scopo di buttarla in caciara , ed affrontare la questione con chi vuole fare un ragionamento sul merito.

Ultima modifica di marcello1854 : 03-04-2010 alle 03:13.
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Old 03-04-2010, 09:51   #74
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ma hai letto il post precedente ?

Hai fatto la stessa scuola di Maurizio lupi ? indicare sempre il dito e non la luna....

visto che manco einaudi vi basta, e qui è un disco rotto , stile "toghe rosse", "è colpa dei comunisti" ed il trattore di di pietro, mi conviene ignorare ste litanie prive valore argomentativo e che non affrontano alcun punto di merito inerente la questione e con il solo scopo di buttarla in caciara , ed affrontare la questione con chi vuole fare un ragionamento sul merito.
Ma per me può essere stato anche gesù cristo a fare una proposta, ma se è evidentemente una cazzata non è che cambio opinione se l'ha fatta il messia.
Iniziamo dalla base:
Quote:
Originariamente inviato da Wikipedia
La legge italiana stabilisce il riconoscimento giuridico dei titoli di studio che si adeguano ai profili da essa definiti, e segnatamente quelli previsti dallo schema nazionale degli ordinamenti didattici, precisato attraverso regolamenti ministeriali. Ad essi, e solo ad essi, viene accordata una specifica protezione legale. Inoltre in Italia il titolo di studio è un vero e proprio certificato pubblico, rilasciato “in nome della legge” dal ministero competente (per le scuole) o da un'autorità accademica nell’esercizio di una potestà pubblica; in effetti l'attribuzione della qualifica di scuola o università è disposta dal competente ministro, a norma di legge. Per altri versi, il possesso di un titolo di studio riconosciuto legalmente è una condizione necessaria per l'ammissione ad esami di Stato finalizzati all'iscrizione ad albi professionali e altri pubblici registri (tenuti presso il ministero o da ordini o collegi) e per la partecipazione a concorsi banditi dalla pubblica amministrazione. L'insieme di queste caratteristiche contribuisce a formare il concetto conosciuto come valore legale del titolo di studio.
Quello che proponi tu è proprio l'ANTITESI della meritocrazia.
Chi ti dice che persone che escono da università "minori" non sono tanto in gamba, anzi di +, rispetto a chi esce dalle grandi università?
L'università dovrebbe darti principalmente la forma mentis per imparare, rispettando delle linee guida comuni dettate dal ministero, ma poi sta al singolo approfondire e ampliare le proprie conoscenze sia teoriche che pratiche.
L'esame di stato, inoltre, non può certo sostituire anni ed anni di università in cui si danno svariati esami, ognuno di essi che certifica la propria competenza in un ben determinato campo.
E infatti anche nei paesi anglosassoni, dove non c'era alcun "riconoscimento legale" del valore dei titoli di studi ora questo è stato regolamentato:
Quote:
Originariamente inviato da Wikipedia
ormai da tempo sia negli Stati Uniti sia in Gran Bretagna esistono sistemi di accreditamento e di garanzia della qualità che riposano o acquistano validità, in ultima analisi, su norme di legge. In particolare, la Gran Bretagna ha fissato delle norme precise per l'attribuzione del potere di conferire titoli accademici e della denominazione di Università, da parte del Consiglio della Corona. Le valutazioni di merito vengono effettuate dalla Quality Assurance Agency, che ha per missione la salvaguardia degli standard accademici e della qualità dell'offerta formativa per tutti gli istituti di istruzione superiore del Regno Unito.
I problemi legati a una deregolamentazione dei titoli di studio sono legati alla moltiplicazione dei corsi e degli atenei, alle difficoltà di orientamento degli studenti e comparazione dei titoli per chi poi dovrà assumere.
E, giusto per concludere:
Quote:
Originariamente inviato da Wikipedia
In tutta Europa il potere di conferire determinati titoli di studio è assegnato alle scuole, alle Università, o alle altre istituzioni di istruzione superiore, dallo Stato - sia che si tratti di istituzioni pubbliche o private. In particolare, la responsabilità pubblica in materia di istruzione superiore e di ricerca è stata ribadita dal Consiglio d'Europa con una raccomandazione del 2007 che raccoglie e definisce i concetti fondamentali. L'implementazione del Processo di Bologna per la creazione dello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore ha compreso la definizione e l'accordo su uno schema generale dei cicli di studio accademici, su cui ogni Stato aderente mappa i propri corsi di studio nazionali.
Negli Stati Uniti i vari Stati autorizzano l'istituto universitario ad operare legalmente, ma è solo con un accreditamento accademico distinto dalla mera autorizzazione che l'istituzione o il particolare corso di studi ottengono una credibilità superiore, spendibile dagli studenti per ottenere borse di studio federali, per essere presi in considerazione da datori di lavoro pubblici o privati, o per le professioni regolate.
Nel Regno Unito il potere di conferire titoli accademici (Degree Awarding Power) è conferito agli istituti di istruzione superiore dal Consiglio della Corona, che si avvale della Quality Assurance Agency per l'istruttoria sul merito. La stessa agenzia, poi, conduce degli audit istituzionali periodici, per verificare la sussistenza nel tempo della solidità istituzionale in tema di assicurazione degli standard accademici e della qualità dell'offerta formativa, congruente con il ruolo e le responsabilità ricoperte.
Quasi ovunque la presenza di albi e ordini professionali è associata al requisito del possesso di un titolo di studio avente valore legale.
Praticamente ormai anche i paesi anglosassoni riconoscono il valore legale dei titoli di studio, esso è praticamente presente in tutto il mondo e c'è chi vorrebbe abolirlo giusto perchè l'aveva proposto einaudi con idee anacronistiche nel secolo scorso.
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Old 03-04-2010, 10:52   #75
_fred_
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Originariamente inviato da marcello1854 Guarda i messaggi
...CUT...
Scusa, ma non capisco, che senso avrebbe abolire il valore legale del titolo di studio se poi per accedere all'albo rimane l'esame di stato?

Se alla fine il "laureato on-line" passa l'esame di abilitazione è evidente che la sua preparazione richiesta è pari a quella di un altro laureato di una università "convenzionale".

Il problema a quel punto si limita a rendere l'esame di stato un esame superpartes (come è già ora), in modo tale che non ci possano essere scorciatoie.

Ultima modifica di _fred_ : 03-04-2010 alle 10:57.
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Old 03-04-2010, 11:42   #76
SuperMario=ITA=
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Se alla fine il "laureato on-line" passa l'esame di abilitazione è evidente che la sua preparazione richiesta è pari a quella di un altro laureato di una università "convenzionale".

.
si ma può un esame generico dire che sai fare il tuo lavoro, al posto di 10 esami specifici all'anno per 5 anni? Per me NO.

Tigershark ha detto il resto che avrei voluto dire.

I problemi per il laureati e per l'università italiana ci sono, ma non si risolvono in questo modo.
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Old 03-04-2010, 12:06   #77
gugoXX
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ma hai letto il post precedente ?
Si'.
E relativamente alle tue parole non ne trovo.
E ti richiedo, io per la terza e tutti insieme forse per la decima:

MA COSA COMPORTA secondo te, ai fini pratici, l'abolizione del valore legale del titolo di studio?
Ad esempio: C'e' un verduriere che vende arancie a solo coloro che possono accedere ad un concorso ministeriale aperto ai soli laureati. Poiche' abbiamo abolito il valore legale del titolo di studio, anche io che sono trampoliere potro' partecipare a tale concorso ministeriale, e quindi potro' comprare queste arancie.

Comunque ti invito a lasciare perdere il lessico da azzecagarbugli. Quello funziona solo sul popolino, e in questo thread non ne trovi molto.
Solo colui che sa spiegare anche a "sua nonna" conosce veramente cio' di cui sta parlando (cit. Einstein)
__________________
Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto.
E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test.
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Old 03-04-2010, 12:31   #78
fabio80
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marcello e superanima, una domanda semplice cui rispondere per cortesia: vs titolo di studi?
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Old 03-04-2010, 12:35   #79
fabio80
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ovvio che anche i paesi anglosassoni lo riconoscano, per emigrare in australia l'assessment per ingegneria lo si fa partendo dal curriculum studiorum e in base all'ateneo, i.e. se riconosciuto da loro o meno

ma non chiedono a tommaso l'elettricista di dimdostrare che sa collegare una lampadina per assumerlo poi come E&I engineer. non esiste esame che possa dimostrare più di una laurea, dell'esperienza comprovata e delle certificazioni ottenute cosa siano capaci di fare o meno.

ma qua stiamo delirando, è la generazione grande fratello che sta tentando di abbattere l'ultimo scoglio che hanno per invadere tutta la nazione.

visto che non sono in grado di prendersi una laurea, ne annullano il valore.
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Old 03-04-2010, 12:49   #80
_fred_
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Originariamente inviato da SuperMario=ITA= Guarda i messaggi
si ma può un esame generico dire che sai fare il tuo lavoro, al posto di 10 esami specifici all'anno per 5 anni? Per me NO.

Tigershark ha detto il resto che avrei voluto dire.

I problemi per il laureati e per l'università italiana ci sono, ma non si risolvono in questo modo.
Momento, io comunque parto dal presupposto che entrambi i laureati, sia quello convenzionale, sia quello on-line, abbiano seguito lo stesso piano di studio; non mi azzardo neppure a pensare di equiparare un percorso di studi diverso, in cui magari parte dei crediti lo studente li abbia acquisiti attraverso passate esperienze lavorative. (Laureare l'esperienza mi pare venga definito)
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