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Old 02-04-2010, 17:49   #41
scorpionkkk
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Originariamente inviato da marcello1854 Guarda i messaggi
Io credo che noi parliamo due lingue diverse, io parlo di cuori e tu mi rispondi di picche.

Abbiamo stabilito che nelle assunzioni private forse e sottolineo forse esiste un sistema di rating da parte dei valutatori e comunque legato in ogni caso a policies aziendali ma io sto parlando di LIBERE PROFESSIONI e di profili professionali pubblici che vengono drogati truffaldinamente dal valore legale del titolo di studio che equipara statale di Milano a cepu-lauree.

Qualcuno può rispondere nel merito delle osservazioni, invece di rilanciare sempre con una "mutatio controversiae" e continuare a ripetere la stessa litania per tutto il thread, "ma nel privato, funziona in maniera diversa".

Le LIBERE PROFESSIONI come l'avvocato o chiunque laureato che eserciti con una partita iva, (milioni nel nostro paese), che cosa sono, dirette emanazioni dei soviet ?

Sempre più basito.....


allora: ti chiarisco il discorso:

abolizione totale del valore legale del titolo di studio:
Obiettivo: eliminazione Concorrenza "sleale" laureati non di merito (chiamiamoli cosi).
Realtà: per accedere ad un percorso di carriera si necessita solo del merito di carriera il quale rispetto ad un diplomato risulta già inficiato dall'inerzia dovuta agli anni di studio. In questo caso non solo il titolo viene retrocesso dovendo effettuare un percorso di carriera dal livello più basso possibile (come gli altri) ma sconta, stavolta si, il drogaggio (per usare i tuoi stessi termini) di diplomati e non, inseriti ben prima in un percorso di lavoro.
Obiettivo reale raggiunto: maggiore penalizzazione, minore retribuzione, assenza di prospettive di carriera per le lauree più spendibili (vedasi Ingegneria).
Spiegazione sintetica: vince il programmatore autodidatta che lavora da quando aveva 15 anni su tutti i fronti.



Allora la soluzione qual'è? Semplice: è la più diretta e la meno dispendiosa. Controllo degli istituti privati che erogano titoli e rating differenziato anche per loro (visto che già c'è a livello europeo anche per le università italiane).
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Old 02-04-2010, 18:32   #42
superanima
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Originariamente inviato da marcello1854 Guarda i messaggi
Abolire il valore legale del titolo di studio è ormai diventata una necessità ritengo imperiosa per difendere chi quel pezzo di carta se l'è sudato con la fatica, il sudore ed il sangue nelle aule della Sapienza, della Federico II, della statale di Milano o della normale di Pisa da chi lo ha semplicemente "comprato" per diverse migliaia di euro in una delle tante università online spuntate dal 2003 in poi.
assolutamente d'accordo. Questo del valore legale è infatti il maggiore ostacolo che ancora oggi separa il mondo delle professioni da quello delle accademie. Non a caso infatti ci sono feroci resistenza da parte di queste ultime per impedirne l'attuazione.
__________________
«Uomini belli fecero belle statue e la città aveva belle statue in parte grazie ai bei cittadini» (Lessing)
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Old 02-04-2010, 18:47   #43
marcello1854
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Originariamente inviato da scorpionkkk Guarda i messaggi
allora: ti chiarisco il discorso:

abolizione totale del valore legale del titolo di studio:
Obiettivo: eliminazione Concorrenza "sleale" laureati non di merito (chiamiamoli cosi).
Realtà: per accedere ad un percorso di carriera si necessita solo del merito di carriera il quale rispetto ad un diplomato risulta già inficiato dall'inerzia dovuta agli anni di studio. In questo caso non solo il titolo viene retrocesso dovendo effettuare un percorso di carriera dal livello più basso possibile (come gli altri) ma sconta, stavolta si, il drogaggio (per usare i tuoi stessi termini) di diplomati e non, inseriti ben prima in un percorso di lavoro.
Obiettivo reale raggiunto: maggiore penalizzazione, minore retribuzione, assenza di prospettive di carriera per le lauree più spendibili (vedasi Ingegneria).
Spiegazione sintetica: vince il programmatore autodidatta che lavora da quando aveva 15 anni su tutti i fronti.



Allora la soluzione qual'è? Semplice: è la più diretta e la meno dispendiosa. Controllo degli istituti privati che erogano titoli e rating differenziato anche per loro (visto che già c'è a livello europeo anche per le università italiane).
Devo andare in palestra.. se ne riparla stanotte cercherò di compilare un diagramma di flusso oppure uno schemino UML per illustrare il modello logico....
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Old 02-04-2010, 19:25   #44
balint
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Originariamente inviato da entanglement Guarda i messaggi
io le ho IMPARTITE lezioni, di matematica e di fisica, all'università, dopo essermi fatto il sacrosanto paiolo SENZA aiuti (ma con calma, sono andato fuori corso ), e nel CV l'ho scritto ECCOME. e si, sono fatti dello studente ma anche indicatori, se veritieri, che aiutano chi leggere il CV a farsi un'idea del candidato. se comunque l'esaminatore è un attimo accorto, ti sgama al volo e ci fai una figura misera, quindi meglio non bluffare

e per inciso, questo mi è stato riconosciuto tangibilmente sul lavoro, come è giusto che sia. un cepu-ingegnere cosa può mettere sul piatto ?
C'è differenza tra impartire lezioni e prenderne, la prima è un'attività che fa CV, la seconda direi di no...
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Old 02-04-2010, 19:48   #45
AleLinuxBSD
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Io direi di abolire invece gli albi professionali (con il relativo esame di Stato) che a discorsi sono stati creati per certificare una professionalità ma nei fatti sono uno strumento usato dai vari lobbysti per fare numero chiuso e sfruttare per qualche anno neo-diplomati e neo-laureati, senza che loro si insegnino niente.

Altro discorso andrebbe fatto per le private dove è noto che nella maggior parte dei casi i titoli si comprano (e non parlo soltanto di chi fà 2-3 anni in 1).
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Old 02-04-2010, 19:58   #46
blade9722
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Ultima modifica di blade9722 : 02-04-2010 alle 20:05.
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Old 02-04-2010, 20:00   #47
blade9722
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Originariamente inviato da marcello1854 Guarda i messaggi
Devo andare in palestra.. se ne riparla stanotte cercherò di compilare un diagramma di flusso oppure uno schemino UML per illustrare il modello logico....
Bene, attendo con ansia il tuo illuminante, esplicativo nonchè esaustivo diagramma di flusso.

Perchè finora, le tue "spiegazioni", sembrano generate da un software del genere:

http://www.dack.com/web/bullshit.html
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Old 02-04-2010, 20:44   #48
superanima
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Originariamente inviato da leoneazzurro Guarda i messaggi
Abolire il valore legale del titolo di studio servirebbe solo a pagare (ancora) di meno i laureati. Se non c´é un valore legale del titolo di studio, né c´é un sistema di ranking (che non é né cora stato preventivato da nessuno né automaticamente implementato se abolissero il valore legale) il solo risultato che si otterebbe é che dal punto di vista del mercato del lavoro un laureato ed uno che ha fatto a malapena la terza media sarebbero legalmente equiparati, soprattuto sotto il profilo del salario. Inoltre, chi gestisce il sistema di ranking e come?
quindi stai dando ragione a Marcello1851, quando dice che il titolo serve solo a equiparare valori senza alcuna considerazione per l'aspetto meritocratico.

In altre parole tu sostieni: «Io è giusto che guadagni di più di Tizio e Caio solo perché ho un titolo di studio, anche se nella realtà del lavoro, magari, Tizio e Caio sono molto più competenti di me».
Mi spieghi per quale ragione un imprenditore dovrebbe riconosce più soldi a te rispetto a un collega che gli rende di più?
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Old 02-04-2010, 21:14   #49
SuperMario=ITA=
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Originariamente inviato da superanima Guarda i messaggi
quindi stai dando ragione a Marcello1851, quando dice che il titolo serve solo a equiparare valori senza alcuna considerazione per l'aspetto meritocratico.

In altre parole tu sostieni: «Io è giusto che guadagni di più di Tizio e Caio solo perché ho un titolo di studio, anche se nella realtà del lavoro, magari, Tizio e Caio sono molto più competenti di me».
Mi spieghi per quale ragione un imprenditore dovrebbe riconosce più soldi a te rispetto a un collega che gli rende di più?
massi, facciamo fare il ponte di messina a chi ha giocato coi lego.

Uno che ha il titolo di studio ha la responsabilità. Se sbaglia sono cazzi suoi, perchè ha studiato, e deve sapere.

Chi è autodidatta se sbaglia sono cavoli ancora suoi? non credo.
SuperMario=ITA= è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-04-2010, 21:59   #50
superanima
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Originariamente inviato da SuperMario=ITA= Guarda i messaggi
massi, facciamo fare il ponte di messina a chi ha giocato coi lego.

Uno che ha il titolo di studio ha la responsabilità. Se sbaglia sono cazzi suoi, perchè ha studiato, e deve sapere.

Chi è autodidatta se sbaglia sono cavoli ancora suoi? non credo.
mi sembra che la questione sia piuttosto che il titolo NON È garanzia di sapere. Mi pareva di essere stato chiaro.

Che poi non capisco di chi dovrebbero essere le responsabilità nel caso dell'autodidatta che sbaglia. Vuoi spiegare meglio, per favore?
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Old 02-04-2010, 22:14   #51
Steinoff
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A quando il cetriolo lubrificato con sale grosso?

No, perche' tra un po' ci siamo eh.

Il valore legale del titolo di studio DEVE restare, fa la differenza e deve continuare a farla.
Ovviamente a chi detiene il potere fa molto comodo il contrario, appiattendo il livello culturale e quello salariale.
Bella genialata davvero, ma se non ricordo male NON e' qualcosa di nuovo.
Se non ricordo male questa idea aveva gia' fatto abbondantemente e strutturalmente capolino nel programma della loggia massonica propaganda 2 (p2). Pensa un po', corsi e ricorsi storici....
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Old 02-04-2010, 22:43   #52
fabio80
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non riesco a trovare un motivo alcuno che possa convincermi dell'abolizione del valore legale del titolo di studio (che mi sono sudato). l'autore del thread risponde a slogan, di spiegazioni concrete e poco fumose non ne vedo.

sono sospettoso se subodoro l'ennesima inculata? nel paese del trionfo dell'ignoranza dei tronisti, già adesso una laurea non paga, degradiamola ancora di più e gli ingegneri ve li pagherete con riba internazionale, perchè non ci sarà più alcun imbecille che si immolerà per la patria (già adesso vorrei capire che senso ha, tornassi indietro....)
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Old 02-04-2010, 22:51   #53
Steinoff
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Originariamente inviato da Steinoff Guarda i messaggi
A quando il cetriolo lubrificato con sale grosso?

No, perche' tra un po' ci siamo eh.

Il valore legale del titolo di studio DEVE restare, fa la differenza e deve continuare a farla.
Ovviamente a chi detiene il potere fa molto comodo il contrario, appiattendo il livello culturale e quello salariale.
Bella genialata davvero, ma se non ricordo male NON e' qualcosa di nuovo.
Se non ricordo male questa idea aveva gia' fatto abbondantemente e strutturalmente capolino nel programma della loggia massonica propaganda 2 (p2). Pensa un po', corsi e ricorsi storici....
Mi quoto per confermare quanto ricordavo:
l'annullamento del valore legale del titolo di studio fa parte del programma della p2, come lo si puo' trovare anche indicato qui.
Che brutta cosa la cultura, che brutta cosa la memoria...
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Old 02-04-2010, 23:14   #54
leoneazzurro
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Originariamente inviato da superanima Guarda i messaggi
quindi stai dando ragione a Marcello1851, quando dice che il titolo serve solo a equiparare valori senza alcuna considerazione per l'aspetto meritocratico.

In altre parole tu sostieni: «Io è giusto che guadagni di più di Tizio e Caio solo perché ho un titolo di studio, anche se nella realtà del lavoro, magari, Tizio e Caio sono molto più competenti di me».
Mi spieghi per quale ragione un imprenditore dovrebbe riconosce più soldi a te rispetto a un collega che gli rende di più?
Se tu ritieni che un laureato ed uno che ha fatto la terza media, possano fare esattamente le stesse cose, a meno di casi realmente eccezionali, sei chiaramente fuori strada. Quindi un imprenditore dovrebbe pagare di piú un laureato perché ha competenze che i non laureati non hanno, e per acquisire quelle competenze perde ulteriori anni nello studio (e quindi fa della fatica ulteriore) che altri non fanno (ed in genere é píú predisposto all´apprendimento e alla ricerca). Poi é chiaro che con l´esperienza sul campo si possano ottenere determinate competenze ed infatti nella realtá é anche vero che gli operai specializzati vengono pagati di piú degli operai generici, per dirne una. E se uno sul lavoro non rende, oggi come oggi difficilmente lo si tiene in casa. Se il titolo non é garanzia di sapere, lo é ancora meno non averlo, quel titolo.
Magari mi spieghi poi come potrebbe fare ricerca o progettazione la cassiera del fast food, per fare un esempio. Capisco che il mantra di questi ultimi anni sia quello di svilire la cultura e le conoscenze ma l´appiattimento sulla mediocritá non é che possa portare sviluppo. La riduzione dei costi non é garanzia di un´economia sana. E senza una base culturale, te lo voglio vedere il ragazzetto uscito dalla terza media a fare lavori piú tecnici dello scaricare patate. Se vogliamo parlare di un sistema di valutazione meritocratica del lavoro svolto, benissimo, io sono d´accordo. Se vogliamo fare sparate qualunquistiche, decisamente meno.
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Old 02-04-2010, 23:20   #55
entanglement
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mi sembra che la questione sia piuttosto che il titolo NON È garanzia di sapere. Mi pareva di essere stato chiaro.

Che poi non capisco di chi dovrebbero essere le responsabilità nel caso dell'autodidatta che sbaglia. Vuoi spiegare meglio, per favore?
diciamo piuttosto che il NON titolo è la garanzia di NON sapere
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Old 02-04-2010, 23:21   #56
cdimauro
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quindi stai dando ragione a Marcello1851, quando dice che il titolo serve solo a equiparare valori senza alcuna considerazione per l'aspetto meritocratico.

In altre parole tu sostieni: «Io è giusto che guadagni di più di Tizio e Caio solo perché ho un titolo di studio, anche se nella realtà del lavoro, magari, Tizio e Caio sono molto più competenti di me».
Mi spieghi per quale ragione un imprenditore dovrebbe riconosce più soldi a te rispetto a un collega che gli rende di più?
Perché altrimenti sarebbe giusto che il ponte di Messina lo progettasse lui:



Solo che poi il collaudo me lo faresti tu, ok?
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Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro
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Old 02-04-2010, 23:32   #57
superanima
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Se tu ritieni che un laureato ed uno che ha fatto la terza media, possano fare esattamente le stesse cose, a meno di casi realmente eccezionali, sei chiaramente fuori strada. Quindi un imprenditore dovrebbe pagare di piú un laureato perché ha competenze che i non laureati non hanno, e per acquisire quelle competenze perde ulteriori anni nello studio (e quindi fa della fatica ulteriore) che altri non fanno (ed in genere é píú predisposto all´apprendimento e alla ricerca). Poi é chiaro che con l´esperienza sul campo si possano ottenere determinate competenze ed infatti nella realtá é anche vero che gli operai specializzati vengono pagati di piú degli operai generici, per dirne una. E se uno sul lavoro non rende, oggi come oggi difficilmente lo si tiene in casa. Se il titolo non é garanzia di sapere, lo é ancora meno non averlo, quel titolo.
Magari mi spieghi poi come potrebbe fare ricerca o progettazione la cassiera del fast food, per fare un esempio. Capisco che il mantra di questi ultimi anni sia quello di svilire la cultura e le conoscenze ma l´appiattimento sulla mediocritá non é che possa portare sviluppo. La riduzione dei costi non é garanzia di un´economia sana. E senza una base culturale, te lo voglio vedere il ragazzetto uscito dalla terza media a fare lavori piú tecnici dello scaricare patate. Se vogliamo parlare di un sistema di valutazione meritocratica del lavoro svolto, benissimo, io sono d´accordo. Se vogliamo fare sparate qualunquistiche, decisamente meno.
Beh, tu potrai pure non crederci ma nel mondo del lavoro sono moltissimi i casi di professionisti che hanno una competenza professionale di gran lunga superiore a quella di neo-laureati.
Il problema è che dando valore legale al titolo di studio si svilisce implicitamente la ragione base dello studiare, il sapere, l'apprendere. E il danno è piuttosto visibile.
Comunque non mi faccio alcuna illusione su questo argomento, nel nostro paese è talmente radicata l'idea del "pezzo di carta" che ci vorranno secoli prima che una simile idea possa venire accettata.
__________________
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Old 02-04-2010, 23:35   #58
fabio80
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Beh, tu potrai pure non crederci ma nel mondo del lavoro sono moltissimi i casi di professionisti che hanno una competenza professionale di gran lunga superiore a quella di neo-laureati.
Il problema è che dando valore legale al titolo di studio si svilisce implicitamente la ragione base dello studiare, il sapere, l'apprendere. E il danno è piuttosto visibile.
Comunque non mi faccio alcuna illusione su questo argomento, nel nostro paese è talmente radicata l'idea del "pezzo di carta" che ci vorranno secoli prima che una simile idea possa venire accettata.
potrsti dare qualche spiegazione concreta e meno filosofica? in che modo il non avere valore legale del titolo di studio favorirebbe un laureato qualsiasi come me? esempi pratici, non teoretiche dei massimi sistemi. grazie

ps: in italia siamo talmente ancorati al pezzo di carta che i laureati guadagnano come chi ha la terza elementare ma iniziano a lavorare 15 anni dopo, sempre che non finiscono a fare stages
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Old 02-04-2010, 23:46   #59
leoneazzurro
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Beh, tu potrai pure non crederci ma nel mondo del lavoro sono moltissimi i casi di professionisti che hanno una competenza professionale di gran lunga superiore a quella di neo-laureati.
Il problema è che dando valore legale al titolo di studio si svilisce implicitamente la ragione base dello studiare, il sapere, l'apprendere. E il danno è piuttosto visibile.
Comunque non mi faccio alcuna illusione su questo argomento, nel nostro paese è talmente radicata l'idea del "pezzo di carta" che ci vorranno secoli prima che una simile idea possa venire accettata.
Che possano esistere casi del genere puó essere verissimo. Che questi casi siano la norma é una balla colossale, cosí come che le competenze acquisite svolgendo un determinato compito senza basi teoriche possano costituire un "sapere" applicabile automaticamente a campi diversi. Non dando valore legale al titolo di studio si sancisce che gli anni passati ad apprendere, appunto, non valgono nulla dal punto di vista professionale. Con le conseguenze che si possono immaginare (abbandono delle universitá, abbassamento del livello professionale, danni alla ricerca). Ora dimmi come la riduzione del numero di laureati e delle conoscenze trasmesse dal sistema scolastico, oltre che lo svilire gli anni di studio in piú che gli eventuali laureati rimanenti dovrebbero svolgere, possa giovare alla causa del "sapere".
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Old 03-04-2010, 00:40   #60
^TiGeRShArK^
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Città: Reggio Calabria -> London
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assolutamente d'accordo. Questo del valore legale è infatti il maggiore ostacolo che ancora oggi separa il mondo delle professioni da quello delle accademie. Non a caso infatti ci sono feroci resistenza da parte di queste ultime per impedirne l'attuazione.
e non avevo dubbi, guarda un pò.
Ma almeno ce l'hai una laurea e sai cosa significa farsi il culo 5 anni per prenderla?
E tu vorresti abolirla..bene, permettiamo anche ad uno che ha sempre fatto il calzolaio di diventare medico allora, tanto le lauree non devono avere valore legale.
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