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#121 |
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Registered User
Iscritto dal: Aug 2002
Città: SaTuRn
Messaggi: 1597
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#122 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Dec 2008
Messaggi: 95
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Quote:
se poi le premesse sono false la conclusione sarà probabilmente falsa, ma il metodo e l'inferenza rimangono validi... ,a questa è pura accademia! se si deve parlare di attinenza alla realtà, e di validità/attendibilità del metodo come strumento indagatore allora: |
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#123 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#124 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Questo pruning lo farà pur sempre qualcuno, influenzato anche da variabili soggettive e non neutrali
.Ma è davvero cosí odiosa la soggettività? |
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#125 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Dec 2008
Messaggi: 95
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Quote:
i punti (li chiamo così, in italiano corretto paragrafi, ma ci intendiamo) decadano di conseguenza... per il 4 mi sono spiegato male me... (sarà perchè io non la penso così e sto facendo pura accademia) cmq "nel loro piccolo", passami l'espressione, le torie all'interno di un paradigma sono scienza, ma non si può parlare di scienza unitaria e progresso scientifico perrchè non sono coerenti... |
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#126 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Dec 2008
Messaggi: 95
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si per molti è odiosa... |
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#127 |
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Junior Member
Iscritto dal: Dec 2008
Messaggi: 95
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va bene io vi lascio...
dopo st'infarcità epistemologica che ha alzato la serietà del 3d vi lascio questo: http://www.youtube.com/watch?v=ekvNz93CRxA spero possa compensare e riportare la serietà a livelli omeostatici |
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#128 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#129 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Non è che si tiri a caso con gli assiomi
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#130 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Lo saranno in futuro presumibilmente:allora che vuol dire,che l'accumulo di conoscenza fin qui acquisito non può definirsi scienza fino a quando tale accumulo non cesserà grazie ad una teoria finalmente definitiva? Insomma alla fine ci sarà stato un progresso scientifico senza che esso si sia potuto concretizzare nel passato per via di un insieme di teorie primariamente incoerenti;la cosa mi sembra contradditoria. Oh,adesso però buona notte a tutti eh,vado a nanna. |
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#131 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Beh, io dico che la scienza non è neutrale, non di farne a meno.
Il semplice fatto di utilizzare una forte formalizzazione matematica, implica che si tenderà ad ignorare tutto ciò che è difficilmente formalizzabile matematicamente. Questo ha delle conseguenze. Ovviamente nel caso della fisica le conseguenze sono a mio parere poco importanti (ma è una mia opinione, non un presunto dato di fatto), ma nel caso dell'economia ad esempio lo sono molto. Il metodo (analisi individualistica o sociale?) ha una notevole influenza sui risultati. Non perché l'uno o l'altro metodo siano sbagliati, hanno entrambi la loro validità, relativamente agli scopi che si pongono. Il discorso era sull'“insegnamento neutrale”, ed io lo escludo perché: 1. anche ammettendo che in fisica vi sia un solo metodo largamente prevalente, questo non significa che in tutte le discipline ve ne sia solo uno; 2. anche se un metodo prevale, non significa che gli altri non siano validi; 3. la scelta del metodo ha una componente soggettiva; 4. un insegnante ha tutto il diritto di seguire un metodo non diffuso, anche perché questo è l'unico modo per cui un nuovo metodo possa diffondersi: alla fine del Seicento i cartesiani dominavano le facoltà scientifiche, cosa sarebbe successo se ai newtoniani fosse stato impedito d'insegnare? Ed il discorso vale soprattutto per delle scienze in cui ci sono vari orientamenti. Per questo io dico che non ci può essere insegnamento neutrale, ma solo quello in buona o cattiva fede. Quando noi riteniamo vero qualcosa, lo facciamo sulla base di ragionamenti, ma il convincimento rimane pur sempre una sensazione. La mania dell'oggettività conduce al dogmatismo Quote:
Un mio docente mi ha chiesto se fossi sartriano, perché davo a tal punto per scontata una teoria non realistica della realtà che non ho nemmeno accennato al fatto che Sartre non la avesse. Al punto che gli era venuto il dubbio che non lo sapessi .La grandezza dell'uomo è grande in questo: che si riconosce miserabile. Un albero non sa di essere miserabile. Dunque essere miserabile equivale a conoscersi miserabile; ma essere grande equivale a conoscere di essere miserabile. (Blaise Pascal) Ultima modifica di blamecanada : 15-01-2010 alle 10:38. |
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#132 | |||
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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2. basta fare un confronto fra i risultati dell'applicazione dei metodi, tramite il concetto di stima/previsione (laddove sia possibile applicarlo) 3. NO, dato che il soggetto non esiste come Mowgli nella giungla (a parte per i solipsisti 4. ha il diritto che gli viene riconosciuto in seguito a metametodi, quindi da qualche parte bisogna per forza assumere convenzioni Quote:
![]() Semplicemente per me quello dove intervengono le sensazioni o è un campo minato o un falso problema (e tipicamente è quest'ultimo). Quote:
Io seguo la filosofia kantiana del "soggettivamente comune" e mi va benissimo. Ultima modifica di lowenz : 15-01-2010 alle 11:27. |
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#133 | ||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Se per verità intendi la cosa in sé, hai ragione. Ma essa è solo un ideale regolativo, non è mai la verità che concretamente abbiamo. Anche perché non conoscendolo non sappiamo mai se ci stiamo avvicinando o no a questa presunta cosa in sé: per farlo dovremmo confrontare le nostre conoscenze con la cosa in sé, ma non conoscendo la cosa in sé non possiamo fare alcun confronto; quello che concretamente avviene è che si elaborano teorie che spiegano i fenomeni studiati. Penso sia capitato a tutti di essere d'un'opinione, cambiare opinione studiando l'argomento, e di tornare all'opinione iniziale dopo averlo approfondito. La seconda posizione ci soddisfaceva piú della prima ad un certo punto delle nostre conoscenze, ma a posteriori riteniamo che la prima fosse piú vicina alla “verità”. Io preferisco lasciar perdere la cosa in sé, e fare un ragionamento partendo dai fenomeni. Chiamo fenomeni ciò che concretamente si manifesta ad ogni soggetto. Poiché gli uomini si assomigliano, buona parte di essi sono comunicabili, a patto che il soggetto abbia fatto delle esperienze analoghe (in ogni caso per spiegare un concetto sconosciuto ad un ascoltatore, questi deve aver percepito sensibilmente le parti di cui questo concetto si compone, altrimenti è impossibile: non si riuscirà mai a spiegare cosa sia un colore a chi è cieco dalla nascita). La verità che concretamente abbiamo è un modello che soddisfa il nostro desiderio di unificare i fenomeni in un tutto coerente (mi giustifico la presenza di questo desiderio col fatto che è vantaggioso evolutivamente). Ci sono piú possibili teorie, e se ne sceglie una. La scelta dipende molto dai nostri desideri. Può prevalere il desiderio di semplicità (nelle scienze naturali di solito è cosí), ma può prevalere il desiderio di essere rassicurati, o un qualche altro desiderio molto triviale. L'intelletto è il garzone di bottega della Volontà. Quote:
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#134 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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E bada bene che sono il PRIMO a chiamare questa cosa "principio" e non "verità logicamente dimostrata".....eppure ha il suo valore oggettivo. |
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#135 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Ok, ti piace Schopenhauer
![]() Ovviamente non sto qui a dirti che invece per quelli come me la Volontà è semplicemente un prodotto del cervello posto in certe condizioni (più o meno) oggettivamente misurabili Almeno a livello di individuo umano.....poi a livello sociale le cose sono parecchio parecchio più complesse. |
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#136 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Quote:
La convenzione è valida e bella, ma rimane pur sempre una convenzione, e chiunque ha il diritto di dissentire. Poi ci sono campi in cui c'è quasi unanimità, e campi in cui v'è maggior dibattito. |
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#137 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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#138 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Quote:
Sulla sopravvivenza ovviamente è facile essere d'accordo, su altre cose è piú difficile. |
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#139 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Ah, mi è venuto in mente un esempio di cosa oggettiva anche senza bisogno di convenzione
![]() La morte |
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#140 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Quote:
Comunque dal punto di vista esistenziale sicuramente hai ragione, è l'unica certezza che si vorrebbe non avere (specialmente per quanto riguarda la morte altrui). |
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