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#81 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Senza tirare fuori la curva di Kuznets (a forma di ombrellino, di parabola rovesciata Provo a fare una carrellata omnicomprensiva per provare a spiegare che il capitalismo non è esattamente il male assoluto e che di per sè non è ostativo (nota bene: non è la sola causa) al miglioramento del benessere di una popolazione nelle varie aree del mondo. Es. (prendo dei dati dal Grilli "Crescita e Sviluppo delle Nazioni", così ho tutto relativamente sotto mano) Tasso di mortalità infantile Dal 1950 al 2000, Africa, Asia centro sud, Asia Orientale e America latina hanno visto ridurre il tasso di mortalità. L'Africa (caso peggiore) è passata in media ad avere il 18% di mortalità infantile alla nascita al 10%..l'Asia Orientale ha fatto molto meglio..dal 17% di mortalità infantile all'8%. I tassi di natalità e mortalità come è ovvio sono quasi perfettamente corrispondenti al pil procapite Africa (pag 256 Grilli, magari procuratevelo perchè è un libricino interessante) Percentuale popolazione sup 15 anni senza istruzione. 1965->70% 1990-> 46% Fonte: Nazioni Unite. Altro più direttamente afferente alla disugualianza (dò per scontato che nessuno mi contesterà la convergenza tra i cd "paesi ricchi" a sviluppo tardivo e paesi ricchi a sviluppo precoce"..basti pensare a com'era l'Italia del 1880 e come è l'Italia odierna, idem il Giappone, due paesi a sviluppo tardivo di riferimento, attualmente la tendenza è evidente nell'europa dell'est).. andiamo a vedere che ha combinato l'asia in generale 1950-> reddito procapite ponderato (quindi dovrebbe trattarsi della solita parità di poteri d'acquisto) pari a 1/17 di quello americano. 1998-> 1/10. C'è una tendenza alla convergenza, quindi..se escludiamo l'area disgraziata dell'africa subsahariana. Ancora più significativo è vedere (con coefficiente del Gini) l'indice di disuguaglianza paese a livello mondiale. Da 0.54 del 1970 a 0.48. (pag 403) o il fatto che la in genere in Asia (al contrario del sud-america in cui la situazione è peggiore) si hanno ottimi dati sulla distribuzione del reddito (prendendo sempre il coefficiente del Gini) Continuiamo con la povertà assoluta (< 1dollaro). Asia Orientale, Asia del Sud e Africa del Nord da 1987 al 1999 si è ridotta, tranne in America Latina e Africa Subsahariana. Poi c'è il tabellino del Gini a pag. 442 che mostra una situazione variegata..purtroppo non ho scanner. Conclusione: Marx (senza dover parlare poi del problemino teorico della trasformazione dei prezzi) aveva torto, idem Blame, a parlare di progressivo immiserimento delle masse etc,etc,etc... Poi oltre all'economia c'è la politica e il welfare che possono contribuire alla redistribuzione dei redditi.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 21-08-2009 alle 18:27. |
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#82 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Cmq ti riferisci alla serietà delle banche anglosassoni Così per sapere. Le pmi italiane hanno si difetti (sottocapitalizzazione, poca ricerca e via di questo passo, scarsa separazione tra proprietà e managment) ma continuano ad esportare per centinaia di mld di euro all'anno.
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We are the flame and darkness fears us ! |
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#83 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Il problema è... per quanto tempo ancora ?
Quanto ci vorrà prima che i cinesi imparino a fare le mattonelle fighe come quelle italiane (magari prendendo venti designer italiani per un piatto di lenticchie e facendoli lavorare da quelle parti) per poi farle fabbricare ed esportarle in tutto il mondo ad un decimo del prezzo che si usa qui ?
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#84 | |||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Io ho detto che il capitalismo fa tendenzialmente polarizzare la ricchezza, ma questo non impedisce che pur con una minor ricchezza relativa si abbia una maggior ricchezza assoluta (e quindi condizioni materiali migliori). Quote:
A proposito dell'indice Gini Ho letto che negli Stati Uniti il 10% piú ricco possiede il 70% della ricchezza, mentre in Cina il 10% piú ricco possieda il 40% della ricchezza. L'indice Gini però misura una distribuzione piú equa in USA (wiki inglese). Dunque o il mio dato è sbagliato, oppure la cosa è abbastanza complessa, perché a seconda della “fetta” che si prende i dati possono dare impressioni differenti. A proposito, l'indice Gini misura in generale nell'America Latina una pessima distribuzione del reddito. Ma fino a che punto le scelte politiche dell'America Latina negli ultimi sessant'anni non sono dipese dagl'interessi economici di qualcun altro? Quote:
Quote:
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Ovviamente questo è vero, ma ci sono alcune variabili politiche (ad esempio in America Latina il welfare state non ha potuto svilupparsi fino a poco tempo fa per motivi noti, e tutt'ora è osteggiato dai partiti di destra). Sarei curioso di sapere come funzionerebbe il welfare State in un pianeta economicamente “omogeneo” in quanto a distribuzione di ricchezza. Comunque a questo punto pongo delle domande sulla distribuzione della ricchezza ed il capitalismo (al netto delle politiche perequative e di welfare state). Ci sono tre possibilità: 1. Il capitalismo tende ad una polarizzazione della ricchezza (diseguaglianza che tende a piú infinito); 2. Il capitalismo tende ad una distribuzione equa della ricchezza (diseguaglianza che tende a zero) 3. Il capitalismo tende ad una certa distribuzione della ricchezza, la cui iniquità è piú o meno stabile intorno ad un certo valore (diseguaglianza che tende ad un certo valore). Credo non ci siano altre possibilità. Considerando che escludi la possibilità 1, e presumo tu escluda anche la seconda, hai dei dati riguardo la terza ipotesi. Comunque se la diseguaglianza a livello mondiale sta davvero diminuendo, tanto meglio. |
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#85 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Messaggi: 1242
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Mah. Io penso che la precarietà, come conseguenza dell'applicazione astrusa di alcuni concetti relativi alla flessibilità del lavoro, è sicuramente un grave danno per il lavoratore, e penso che nei prossimi anni ci si metteranno delle pezze (qualcosa era già stato fatto ad esempio con gli assurdi contratti a progetto di operatrici di call center). E' evidente che c'è un pò di casino nel mercato del lavoro e il legislatore assieme alle parti sociali prima o poi dovrà porvi rimedio.
Però non credo che la precarietà in sé sia un freno alla crescita. Questa asserzione mi pare un pò forzata e le sue motivazioni sono in genere sempre di parte e frutto di una visione politicizzata del contesto economico-sociale. Le mie considerazioni non nascono da numeri o indagini precise ma solo dalla mia esperienza in quanto lavoro da diversi anni nel campo del software praticamente sempre presso aziende clienti e ne ho viste di tutti i colori. In particolare ho assistito al declino inesorabile della nostra industria, a partire da anni in cui la precarietà non esisteva ancora. Anzi, pareva quasi che fosse proprio la mancanza di flessibilità ad alimentare la crisi. Insomma secondo me se non vi è crescita economica le cause sono altre, magari anche molto più complesse e globali. Poi la mancanza di crescita causa precarietà e/o disoccupazione. Just my two cents. Ultima modifica di gbhu : 21-08-2009 alle 21:36. |
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#86 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Tra l'altro la ricchezza é una misura patrimoniale netta di attivi e passivi. Risulta per cui che la ricchezza media delle famiglie inglesi é qusi pari a zero. Ovvero le famiglie inglesi sarebbero (guardando gli stock) nullatenenti classificandosi quindi come le piu povere al mondo. |
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#87 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Ci sono casi in cui (penso al Brasile o alla Nigeria) il quintile più ricco si accaparra gran parte del reddito nazionale, ma non è una "legge" invariante e necessaria del capitalismo stesso. Dipende da paese a paese. Poi chiaramente c'è la politica che attraverso il welfare ha il compito di mitigare tra i "perdenti" e i "vincenti" del gioco...l'economia non deve essere l'unico motore reale che governa il mondo. Altrimenti le elezioni sarebbero superflue, meglio un governo tecnocratico. ![]() Continuo a ritenere che il capitalismo allo stato attuale sia uno dei pochi strumenti per creare reddito e ricchezza. E' grazie al capitalismo se 2.3 mld di persone si stanno progressivamente affrancando dalla povertà, dalla fame e dagli stenti. Non abbiamo a disposizione nessun altro "motore" così potente per fare quello che fa il capitalismo. Quando ne avremo degli altri, se ne potrà discutere.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 22-08-2009 alle 00:26. |
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#88 |
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Messaggi: n/a
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attento che il motore prima o poi finisce la benzina
e quando finisce la benzina che succedera'? chi vivra' vedra' Ultima modifica di beautycase : 22-08-2009 alle 00:34. |
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#89 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Quote:
Cmq la situazione è serissima..la Nokia ad es. ha ben pensato di delocalizzare la ricerca quasi tutta in India. Mica il pezzettino di tessuto o qualche call center telefonico..no direttamente le attività di ricerca, lasciando in Italia solo la ricerca sul gsm e assistenza tecnica..le briciole insomma.. ![]() Non tutto è rose e fiori e non tutto è risolvibile dialetticamente con la teoria dei vantaggi comparati..anche perchè la tendenza è all'inculata incomparabile
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#90 | |
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Messaggi: n/a
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di 1+1=2. secondo la loro dottrina o secondo le direttive da caporalato legalizzato, i loro conti devono risultare tipo che 1+1=4. se ci sono le condizioni rimangono in italia, se non ci sono andranno a trovare la loro "ELDORADO" in altre parti del mondo. e noi tutti disoccupati |
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#91 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Guzzanti mi a morire..poi c'è un mio amico che fa la gag del rieducation channel in modo perfetto
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#94 | |
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Member
Iscritto dal: Oct 2008
Messaggi: 326
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Quote:
Il fatto è che lo Stato dovrebbe (?) intervenire per ridurre le sperequazioni sociali dovute all'applicazione incontrollata del capitalismo. Imho per evitare OT, il precariato è una forma di sfruttamento dei lavoratori. |
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