Altman difende l'efficienza energetica dell'AI: servono 20 anni e un sacco di cibo per formare un essere umano
Durante un'intervista in India, Sam Altman ha definito "ingiusto" il confronto tra i consumi energetici dell'AI e quelli del cervello umano, sostenendo che nel calcolo andrebbero inclusi anni di crescita ed evoluzione.
di Manolo De Agostini pubblicata il 23 Febbraio 2026, alle 09:11 nel canale WebChatGPTOpenAI
Nel corso di una sessione di domande e risposte della durata di un'ora organizzata da The Indian Express, il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha affrontato numerosi temi legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, soffermandosi in particolare sul dibattito relativo ai consumi energetici dei modelli AI rispetto al cervello umano.
Altman ha definito "ingiusto" il confronto che viene spesso proposto tra l'energia necessaria per addestrare o far funzionare un modello di intelligenza artificiale e quella richiesta a un essere umano per svolgere un singolo compito cognitivo. Secondo il CEO, il paragone sarebbe metodologicamente incompleto: se si considera il costo energetico di una singola "inferenza" AI, bisogna includere anche l'intero percorso di formazione dell'essere umano.
🚨 SAM ALTMAN: “People talk about how much energy it takes to train an AI model … But it also takes a lot of energy to train a human. It takes like 20 years of life and all of the food you eat during that time before you get smart.” pic.twitter.com/vRuVnnmzjB
— Chief Nerd (@TheChiefNerd) February 21, 2026
Nel suo intervento, Altman ha ricordato che una persona impiega circa vent'anni di vita - e l'energia derivante dall'alimentazione e dall'intero processo di crescita - prima di raggiungere una piena maturità cognitiva. Spingendosi oltre, ha suggerito che nel calcolo andrebbe integrato anche il contributo dell'evoluzione umana e del progresso accumulato nel corso di miliardi di individui, fino alla costruzione della società scientifica e tecnologica contemporanea. Se si adottasse questa metrica estesa, ha argomentato, l'intelligenza artificiale potrebbe risultare già competitiva in termini di efficienza energetica.
Le affermazioni hanno suscitato reazioni contrastanti. Alcuni osservatori hanno evidenziato che anche l'ecosistema tecnologico su cui si fondano i moderni modelli AI è il risultato di secoli di progresso umano: dall'evoluzione delle conoscenze matematiche e scientifiche fino allo sviluppo dei primi calcolatori elettronici. In quest'ottica, includere l'evoluzione biologica nel bilancio energetico umano senza fare altrettanto per l'infrastruttura tecnologica rischierebbe di alterare il confronto.
Altri commentatori hanno sollevato perplessità di carattere etico, interpretando la riduzione del percorso di crescita umana a un semplice input energetico come una visione eccessivamente meccanicistica.
Nel corso dello stesso intervento, tuttavia, Altman ha sottolineato la necessità di investire in fonti energetiche più sostenibili, riconoscendo che operatori su larga scala come OpenAI sono direttamente coinvolti nel tema della transizione energetica. L'adozione di soluzioni a basse emissioni potrebbe attenuare le critiche legate all'aumento dei consumi elettrici associati all'addestramento e all'esecuzione dei modelli di grandi dimensioni.
Le dichiarazioni del CEO di OpenAI riaprono dunque un tema centrale per l'industria: come misurare in modo corretto l'efficienza energetica dell'intelligenza artificiale e quali parametri adottare per un confronto rigoroso con i sistemi biologici. Un dibattito destinato a intensificarsi man mano che modelli e infrastrutture continueranno a crescere in complessità e potenza di calcolo.










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25 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoEsattamente, bisogna solo capire se c'è o se recita una parte. Per me è un cialtrone che non capisce nulla di machine learning e non solo.
I risultati sono qualitativamente diversi. In 20 anni, un essere umano non impara solo a processare informazioni, ma sviluppa coscienza, capacità motorie complesse, empatia e un'intelligenza generale adattabile a ogni contesto. L'IA attuale, nonostante l'immenso consumo di risorse, resta un sistema statistico specializzato nel dominio digitale.
Oltre al fatto che l'efficienza biologica è nettamente superiore: il cervello umano opera con circa 20 watt, la potenza di una lampadina LED. Al contrario, l'addestramento e il funzionamento di modelli di grandi dimensioni richiedono megawatt di energia elettrica, oltre a enormi quantità di acqua per il raffreddamento dei data center.
Pensate che gliene freghi qualcosa se la gente (in America) si ritrova bollette della luce alle stelle,carenza di acqua, inquinamento delle faglie o dell' acqua potabile,perdita di posti di lavoro,virus che usano la IA,uso della IA per scopi militari etc?
Se pensate che gliene freghi qualcosa,siete fuori strada.......
Pensate che gliene freghi qualcosa se la gente (in America) si ritrova bollette della luce alle stelle,carenza di acqua, inquinamento delle faglie o dell' acqua potabile,perdita di posti di lavoro,virus che usano la IA,uso della IA per scopi militari etc?
Se pensate che gliene freghi qualcosa,siete fuori strada.......
Dovrebbe per tanti buoni motivi, il primo è semplicemente che se non possono permettersi di pagare le bollette o l'acqua di certo non avranno ChatGPT.
Collasso che potrebbe innescare un effetto domino di proporzioni colossali; non a caso diversi " amici " come Giacchetta hanno incominciato a fare marcia indietro sui i faraonici investimenti previsti in OpenAI, declassandoli in una mera manifestazione d'interesse.
Altman sta cominciando a " puzzare "...
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