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Old 28-05-2009, 14:28   #101
Trabant
 
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Originariamente inviato da Gemma Guarda i messaggi
decisamente un ingegnere...

cosa c'è di male nell'irrazionale?

L'uomo non è, non può essere e non DEVE essere pura razionalità.

Ti do una notizia: se fossimo esseri puramente razionali non avrebbe senso, tanto per dirne una, fornire cure mediche ai pensionati, perchè razionalmente controproducente per la società.

Se fossimo puramente razionali tutto sarebbe di una tristezza infinita.

O stai forse insinuando che in età adulta la gente vada a caccia di lupi perchè nelle fiabe c'è il lupo cattivo?
Non sono d'accordo su NIENTE

A meno che tu non confonda irrazionalità con "creatività" o "arte".

La creatività e l'arte sono attività assolutamente razionali.
Entrambe consistono nel "passare dal disordine all'ordine".
Tutte le creazioni artistiche, dal teatro alla letteratura alla musica alla pittura, sia classiche che moderne, sono creazioni razionali, e non il frutto dei deliri di un folle.

Se fosse vero che "se fossimo puramente razionali tutto sarebbe di una tristezza infinita", allora gli schizofrenici e i malati di mente in generale dovrebbero essere le persone più felici del mondo, e non mi pare.


Per rispondere a cosa c'è di male nell'irrazionalità, e che l'uomo secondo te non deve essere puramente razionale, basta la famosa frase "il sonno della ragione genera mostri".

Il male dell'irrazionalità è esemplificato da un signore con i baffetti, che fece credere ad un'intera nazione la storiella della superiorità della razza ariana.
Questo signore - guarda caso - diffondeva ai bambini delle scuole un libretto di "favole" illustrate, dove si vedeva una giovane e bella ragazza ariana molestata da un ebreo grasso, pelato e sporco che la insidiava sessualmente dopo aver ridotto sul lastrico la di lei famiglia con la sua attività di strozzino.
Un'intera nazione arrivò alla sospensione della razionalità, e le conseguenze le conosciamo.

Quindi ripeto, l'unica possibilità è che tu abbia confuso irrazionalità con creatività.

Ultima modifica di Trabant : 28-05-2009 alle 14:34.
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Old 28-05-2009, 14:32   #102
Nicky
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Originariamente inviato da Trabant Guarda i messaggi
Tutte le creazioni artistiche, dal teatro alla letteratura alla musica alla pittura, sia classiche che moderne, sono creazioni razionali, e non il frutto dei deliri di un folle.
Non è proprio verissimo...alcuni artisti erano/sono famosi per l'uso di droghe e sostanze che alterassero le sensazioni/percezioni, come i poeti decadentisti.

Quote:
Per rispondere a cosa c'è di male nell'irrazionalità, e che l'uomo secondo te non deve essere puramente razionale, basta la famosa frase "il sonno della ragione genera mostri".
Io non credo che con quella frase si volesse intendere di abbandonare totalmente l'irrazionalità ma, semmai, di evitare di spegnere totalmente il cervello.
Razionalità e irrazionalità sono componenti opposte ma complementari, per l'uomo. [ovviamente imho ]
__________________
Guarda....una medusa!!!

Ultima modifica di Nicky : 28-05-2009 alle 14:39.
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Old 28-05-2009, 14:32   #103
killercode
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Originariamente inviato da Gemma Guarda i messaggi
Mi risulta alquanto strana questa distinzione...

Ad ogni modo non credo esista alcuna storia di tradizione popolare che non racchiuda una morale o un insegnamento intrinseco.

Le storie vengono raccontate da sempre come forma metaforica di un messaggio.
la morale la racchiudono, ma è molto sottile e metaforico, impossibile da assimilare per un bambino senza conoscenze pregresse, inoltre usano principalmente esseri umani come personaggi, e i personaggi sono abbastanza standardizzati (per esempio i maschi sono quasi sempre buoni) e per finire hanno quasi tutte un lieto fine dovuto a eventi sempre magici o sovrannaturali, il protagonista non è quasi mai artefice del suo destino
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Old 28-05-2009, 14:37   #104
windsofchange
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Originariamente inviato da Mucchina Volante Guarda i messaggi
io ho ereditato tutto da mio fratello, come tutti i fratelli secondogeniti ho avuto pochissime cose nuove ...tra l'altro a sua volta mio fratello riceveva cose dai cugini...
Devo andare a riprendermi della roba dalla cuginetta ora che ci penso


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Originariamente inviato da killercode Guarda i messaggi
favole si sono divertenti e hanno una morale, le fiabe no sono abbastanza sterili e sessiste
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Old 28-05-2009, 14:46   #105
elevul
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Originariamente inviato da Gemma Guarda i messaggi
Ti do una notizia: se fossimo esseri puramente razionali non avrebbe senso, tanto per dirne una, fornire cure mediche ai pensionati, perchè razionalmente controproducente per la società.
Sbagliato, almeno per il momento.
I vecchi custodiscono una conoscenza di cui la società ha bisogno, quindi finché non ci sarà un modo per scaricare i ricordi delle persone in DB, la loro esistenza è necessaria per passare la loro esperienza alle generazioni successive.

Quote:
Originariamente inviato da Gemma Guarda i messaggi
O stai forse insinuando che in età adulta la gente vada a caccia di lupi perchè nelle fiabe c'è il lupo cattivo?
Posso insinuarlo io?
Solo che il lupo che gli adulti cacciano è quello diverso da loro, l'immigrato, il criminale, il ricco, l'ebreo, ecc...
Proprio perché da piccoli ci viene insegnata la paura che poi questa paura può essere sfruttata da qualcuno per usarci a loro piacimento.
__________________
"Non perdiamo di vista le vere priorità, l'economia serve a sostenere le vite, non devono essere le vite gli strumenti per sostenere l'economia." Conte Zero
Ipsa scientia potestas est
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Old 28-05-2009, 14:51   #106
killercode
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Originariamente inviato da windsofchange Guarda i messaggi

Ho risposto sopra
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Old 28-05-2009, 14:53   #107
Trabant
 
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Originariamente inviato da Nicky Guarda i messaggi
Non è proprio verissimo...alcuni artisti erano/sono famosi per l'uso di droghe e sostanze che alterassero le sensazioni/percezioni, come i poeti decadentisti.
Io in questo non ci vedo nulla di irrazionale, anzi ...

Il risultato delle esperienze allucinogene di quegli artisti è comunque espresso in un linguaggio comprensibile, sotto forma di versi, non certo in sequenze randomiche di caratteri.

L'uso delle droghe è paragonabile a quello di un obiettivo distorcente, con il quale un fotografo altera l'immagine per evidenziarne qualcosa che per lui è significativo e che poteva sfuggire ad un'analisi superficiale.

Attraverso le droghe, quegli artisti non hanno fatto altro che esplorare - non mi lapidate - il funzionamento delle sinapsi una volta alterate da sostanze chimiche, traducendo comunque in un linguaggio razionale i risultati dei propri "viaggi".
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Old 28-05-2009, 15:34   #108
Kharonte85
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Originariamente inviato da Trabant Guarda i messaggi
Sono stato frainteso! (cit.)

Il punto essenziale del mio post è questo:



Allora, trovo giusto che si possa esemplificare un contenuto morale attraverso una storia di fantasia per consentire ai bambini di capirlo, così come molti hanno detto.

Le mie considerazioni erano dirette ad un altro tipo di favole o fiabe che dir si voglia, quelle dove è presente una forte componente metafisica, e questa costituisce l'elemento portante della favola e/o che risolve le situazioni in modo miracoloso.
Questo genere di racconti, soprattutto se rivolto a bambini piccoli che assimilano tutto quello che gli viene proposto, a mio avviso contribuisce a far sviluppare un substrato mentale di "fede nell'irrazionale", sul quale si agganciano le religioni, gli imbonitori e i santoni.
Non ci siamo...

Intanto cerchiamo di chiarire a quale età ci stiamo riferendo, diciamo allora che se ho capito bene possiamo trovare un discreto spartiacque nel momento in cui i bambini vanno alla scuola elementare, diciamo che stiamo parlando di bambini da 0 a 6-7anni e della tipica situazione in cui il genitore (o i genitori) raccontano la fiaba prima di andare a dormire oppure guardano insieme un cartone animato.

La prima considerazione da fare è che il pensiero logico e razionale come lo intendiamo noi per un bambino prima dei 7 anni (ma anche prima dei 10-11anni) non ha alcun senso e non è proprio fisicamente in grado di assimilarlo ( rimando agli studi di Jean Piaget per un approfondimento http://www.homolaicus.com/teorici/piaget/piaget.htm e http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Piaget.

Quote:
Originariamente inviato da Trabant Guarda i messaggi
E comunque anche le fiabe o favole che umanizzano degli animali vanno prese con le molle in alcuni casi, tipo il "lupo cattivo" che carica di elementi negativi un animale stupendo peraltro a rischio di estinzione, oppure come ho letto qualche tempo fa il caso di un bambino che era stato morso da un topo di fogna al quale si era avvicinato pensando che si comportasse come uno dei simpatici topini delle fiabe
Fino all'età di 6-7 anni, tutti i corpi per il bambino sono coscienti e vivi; Sarebbe inconcepibile che un animale ma anche un oggetto non abbia una propria volontà (ES: la palla rotola perchè vuole rotolare); ha una visione della realtà che Piaget definisce “animismo infantile”.

L'umanizzazione degli animali nei cartoni animati è funzionale e si adatta proprio a questo modo di vedere il mondo.

Il mondo dei bambini è quantitativamente e qualitativamente diverso dal nostro, quello di cui ha bisogno il bambino è differente da quello che per un adulto è "il necessario" sarà poi il processo di maturazione a condurre l'individuo alle operazioni mentali concrete e logiche, ma privare il bambino dell'esercizio della fantasia attraverso le fiabe, favole e racconti significherebbe deprivarlo di un vissuto emotivo e simbolico di cui ha bisogno e di un substrato che promuove la costruzione e il rafforzamento proprio di quelle funzioni mentali non ancora attivate.

In altre parole proprio le Fiabe e le favole sono la palestra e i precursori del pensiero razionale, critico, e della riflessione (ma anche degli aspetti pro-sociali quali il rispetto altrui, la capacità di provare empatia ecc ecc...)...per ottenere il risultato da te auspicato (cioè che rifiutino i costrutti religiosi) bisognerebbe aumentarle esponenzialmente

Infine un' ultima considerazione è che: spetta ai genitori (o altre figure significative quali gli insegnanti) fare "da filtro" da e verso il mondo interno ed esterno del bambino affinche' possano parlare senza confondersi, in questo modo la dicotomia realtà/finzione viene assimilata ma cio' non impedisce al bambino di relazionarsi in modo simbolico coi personaggi fantastici proposti dalla narrativa (anzi lo aiuta).

Se proprio volessimo trovare un punto di criticità direi che forse sarebbe bene porre l'attenzione sul vero elemento significativo (ovvero quest'ultimo: la funzione genitoriale) e non andare miopemente contro a cio' che rappresenta una riconosciuta e fondamentale risorsa che dovremmo imparare a sfruttare ancora di piu'
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Old 28-05-2009, 15:50   #109
Gemma
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Non sono d'accordo su NIENTE

A meno che tu non confonda irrazionalità con "creatività" o "arte".

La creatività e l'arte sono attività assolutamente razionali.
Entrambe consistono nel "passare dal disordine all'ordine".
Tutte le creazioni artistiche, dal teatro alla letteratura alla musica alla pittura, sia classiche che moderne, sono creazioni razionali, e non il frutto dei deliri di un folle.

Se fosse vero che "se fossimo puramente razionali tutto sarebbe di una tristezza infinita", allora gli schizofrenici e i malati di mente in generale dovrebbero essere le persone più felici del mondo, e non mi pare.


Per rispondere a cosa c'è di male nell'irrazionalità, e che l'uomo secondo te non deve essere puramente razionale, basta la famosa frase "il sonno della ragione genera mostri".

Il male dell'irrazionalità è esemplificato da un signore con i baffetti, che fece credere ad un'intera nazione la storiella della superiorità della razza ariana.
Questo signore - guarda caso - diffondeva ai bambini delle scuole un libretto di "favole" illustrate, dove si vedeva una giovane e bella ragazza ariana molestata da un ebreo grasso, pelato e sporco che la insidiava sessualmente dopo aver ridotto sul lastrico la di lei famiglia con la sua attività di strozzino.
Un'intera nazione arrivò alla sospensione della razionalità, e le conseguenze le conosciamo.

Quindi ripeto, l'unica possibilità è che tu abbia confuso irrazionalità con creatività.
Cosa mi tocca sentire...

Pensare che una creazione artistica sia il frutto della razionalità è, a parer mio, semplicemente delirante.
O forse non mi è chiaro il tuo concetto di razionalità...

Ad ogni modo, considera anche solo il fatto che sentimenti ed emozioni sono assolutamente avulsi alla razionalità.
Nemmeno una giustificata paura è razionale. Non è una cosa che RAGIONI.

Un essere puramente razionale sarebbe quindi presumibilmente incapace di sentimenti ed emozioni.
Un robot.

Tutto quello che ci aggiungi tirando dentro patologie psichiche e Hitler non c'entra una cippa di niente.
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Old 28-05-2009, 15:51   #110
Gemma
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Sbagliato, almeno per il momento.
I vecchi custodiscono una conoscenza di cui la società ha bisogno, quindi finché non ci sarà un modo per scaricare i ricordi delle persone in DB, la loro esistenza è necessaria per passare la loro esperienza alle generazioni successive.
Non tutti.
C'è anche l'alzheimer, eh...
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Posso insinuarlo io?
Solo che il lupo che gli adulti cacciano è quello diverso da loro, l'immigrato, il criminale, il ricco, l'ebreo, ecc...
Proprio perché da piccoli ci viene insegnata la paura che poi questa paura può essere sfruttata da qualcuno per usarci a loro piacimento.
Ma per favore
Adesso vienimi a dire che il razzismo poggia le sue basi sulla favola del lupo
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Old 28-05-2009, 15:56   #111
morg79
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Non ci siamo...

Intanto cerchiamo di chiarire a quale età ci stiamo riferendo, diciamo allora che se ho capito bene possiamo trovare un discreto spartiacque nel momento in cui i bambini vanno alla scuola elementare, diciamo che stiamo parlando di bambini da 0 a 6-7anni e della tipica situazione in cui il genitore (o i genitori) raccontano la fiaba prima di andare a dormire oppure guardano insieme un cartone animato.

La prima considerazione da fare è che il pensiero logico e razionale come lo intendiamo noi per un bambino prima dei 7 anni (ma anche prima dei 10-11anni) non ha alcun senso e non è proprio fisicamente in grado di assimilarlo ( rimando agli studi di Jean Piaget per un approfondimento http://www.homolaicus.com/teorici/piaget/piaget.htm e http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Piaget.



Fino all'età di 6-7 anni, tutti i corpi per il bambino sono coscienti e vivi; Sarebbe inconcepibile che un animale ma anche un oggetto non abbia una propria volontà (ES: la palla rotola perchè vuole rotolare); ha una visione della realtà che Piaget definisce “animismo infantile”.

L'umanizzazione degli animali nei cartoni animati è funzionale e si adatta proprio a questo modo di vedere il mondo.

Il mondo dei bambini è quantitativamente e qualitativamente diverso dal nostro, quello di cui ha bisogno il bambino è differente da quello che per un adulto è "il necessario" sarà poi il processo di maturazione a condurre l'individuo alle operazioni mentali concrete e logiche, ma privare il bambino dell'esercizio della fantasia attraverso le fiabe, favole e racconti significherebbe deprivarlo di un vissuto emotivo e simbolico di cui ha bisogno e di un substrato che promuove la costruzione e il rafforzamento proprio di quelle funzioni mentali non ancora attivate.

In altre parole proprio le Fiabe e le favole sono la palestra e i precursori del pensiero razionale, critico, e della riflessione (ma anche degli aspetti pro-sociali quali il rispetto altrui, la capacità di provare empatia ecc ecc...)...per ottenere il risultato da te auspicato (cioè che rifiutino i costrutti religiosi) bisognerebbe aumentarle esponenzialmente

Infine un' ultima considerazione è che: spetta ai genitori (o altre figure significative quali gli insegnanti) fare "da filtro" da e verso il mondo interno ed esterno del bambino affinche' possano parlare senza confondersi, in questo modo la dicotomia realtà/finzione viene assimilata ma cio' non impedisce al bambino di relazionarsi in modo simbolico coi personaggi fantastici proposti dalla narrativa (anzi lo aiuta).

Se proprio volessimo trovare un punto di criticità direi che forse sarebbe bene porre l'attenzione sul vero elemento significativo (ovvero quest'ultimo: la funzione genitoriale) e non andare miopemente contro a cio' che rappresenta una riconosciuta e fondamentale risorsa che dovremmo imparare a sfruttare ancora di piu'
*inchino*
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La miglior lezione al mondo é osservare i maestri al lavoro... "Faccine a go-go"
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Old 28-05-2009, 16:04   #112
the_joe
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Intanto cerchiamo di chiarire a quale età ci stiamo riferendo, diciamo allora che se ho capito bene possiamo trovare un discreto spartiacque nel momento in cui i bambini vanno alla scuola elementare, diciamo che stiamo parlando di bambini da 0 a 6-7anni e della tipica situazione in cui il genitore (o i genitori) raccontano la fiaba prima di andare a dormire oppure guardano insieme un cartone animato.

La prima considerazione da fare è che il pensiero logico e razionale come lo intendiamo noi per un bambino prima dei 7 anni (ma anche prima dei 10-11anni) non ha alcun senso e non è proprio fisicamente in grado di assimilarlo ( rimando agli studi di Jean Piaget per un approfondimento http://www.homolaicus.com/teorici/piaget/piaget.htm e http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Piaget.



Fino all'età di 6-7 anni, tutti i corpi per il bambino sono coscienti e vivi; Sarebbe inconcepibile che un animale ma anche un oggetto non abbia una propria volontà (ES: la palla rotola perchè vuole rotolare); ha una visione della realtà che Piaget definisce “animismo infantile”.

L'umanizzazione degli animali nei cartoni animati è funzionale e si adatta proprio a questo modo di vedere il mondo.

Il mondo dei bambini è quantitativamente e qualitativamente diverso dal nostro, quello di cui ha bisogno il bambino è differente da quello che per un adulto è "il necessario" sarà poi il processo di maturazione a condurre l'individuo alle operazioni mentali concrete e logiche, ma privare il bambino dell'esercizio della fantasia attraverso le fiabe, favole e racconti significherebbe deprivarlo di un vissuto emotivo e simbolico di cui ha bisogno e di un substrato che promuove la costruzione e il rafforzamento proprio di quelle funzioni mentali non ancora attivate.

In altre parole proprio le Fiabe e le favole sono la palestra e i precursori del pensiero razionale, critico, e della riflessione (ma anche degli aspetti pro-sociali quali il rispetto altrui, la capacità di provare empatia ecc ecc...)...per ottenere il risultato da te auspicato (cioè che rifiutino i costrutti religiosi) bisognerebbe aumentarle esponenzialmente

Infine un' ultima considerazione è che: spetta ai genitori (o altre figure significative quali gli insegnanti) fare "da filtro" da e verso il mondo interno ed esterno del bambino affinche' possano parlare senza confondersi, in questo modo la dicotomia realtà/finzione viene assimilata ma cio' non impedisce al bambino di relazionarsi in modo simbolico coi personaggi fantastici proposti dalla narrativa (anzi lo aiuta).

Se proprio volessimo trovare un punto di criticità direi che forse sarebbe bene porre l'attenzione sul vero elemento significativo (ovvero quest'ultimo: la funzione genitoriale) e non andare miopemente contro a cio' che rappresenta una riconosciuta e fondamentale risorsa che dovremmo imparare a sfruttare ancora di piu'
Finalmente un commento da qualcuno che ne sa qualcosa......
__________________
焦爾焦
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Old 28-05-2009, 16:12   #113
Dream_River
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Originariamente inviato da Satviolence Guarda i messaggi
Ma bene... guarda che lo stesso discorso vale anche per le fiabe!
La morale è meno esplicita, ma è comunque comprensibile anche ai bambini per il fatto che c'è una netta distinzione tra bene e male.
E che cavolo
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier)
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Old 28-05-2009, 16:18   #114
Elbryan
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La favole servono per spiegare le moralità nello stesso modo in cui io spiegherei come funziona l'invio di una email a mia nonna..

Obiettivo: mandare concetti concreti e profondi utilizzando storie e colori che siano recepibili in maniera diretta ed immediata per qualcuno che sta imparando, grazie a noi, a vivere.

Spero che qualcuno che ha postato qui non abbia *mai* figli in vita sua.. glielo auguro.
__________________
Tranquillo, il post è finito.
Take me as I am.
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Old 28-05-2009, 16:28   #115
mister giogio
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Originariamente inviato da Trabant Guarda i messaggi
....Le mie considerazioni erano dirette ad un altro tipo di favole o fiabe che dir si voglia, quelle dove è presente una forte componente metafisica, e questa costituisce l'elemento portante della favola e/o che risolve le situazioni in modo miracoloso.
Questo genere di racconti, soprattutto se rivolto a bambini piccoli [leggi, la maggior parte degli Italiani] che assimilano tutto quello che gli viene proposto, a mio avviso contribuisce a far sviluppare un substrato mentale di "fede nell'irrazionale", sul quale si agganciano le religioni, gli imbonitori e i santoni.
Se prendiamo questa parte del tuo discorso, ci aggiungiamo il tuo avatar = penso proprio che tu abbia ragione

.....scusate, ma le similitudini erano tali che non ho potuto resistere .

Per tornare al contesto del discorso, personalmente, quando i miei figli hanno scoperto che Babbo Natale non esiste, un pochino, mi è dispiaciuto.
Certo, è una tappa obbligata, ma per un genitore (che sà bene il mondo che li aspetta), è la consapevolezza che stanno, anche loro, entrando nella vita reale, dove non sempre il giusto trionfa; ovviamente, questa, è solo UNA delle tappe.

Sono talmente tanti gli insegnamenti delle favole (insegnamenti = che percepiscono i bambini), che, a fronte di effetti collaterali zero, non vedo perchè non raccontargliele.
Inoltre, come genitore, non si nasce imparati; quindi, la prima risorsa a cui si fà riferimento è la nostra esperienza personale di figlio/a; se a me non hanno fatto male, non faranno male nemmeno a lui/lei................ e questa, è una consuetudine che và avanti da millenni.


__________________
"Gente comune......i veri americani".
PC: Win 10 su HP 500-407nl; Comparto Audio: Mission 701 + Fosi Audio TDA7498E.
Per sistemi 2.0, potrebbe esserVi utile: Link
mister giogio è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-05-2009, 17:03   #116
Trabant
 
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Originariamente inviato da Kharonte85 Guarda i messaggi
Non ci siamo...

Intanto cerchiamo di chiarire a quale età ci stiamo riferendo, diciamo allora che se ho capito bene possiamo trovare un discreto spartiacque nel momento in cui i bambini vanno alla scuola elementare, diciamo che stiamo parlando di bambini da 0 a 6-7anni e della tipica situazione in cui il genitore (o i genitori) raccontano la fiaba prima di andare a dormire oppure guardano insieme un cartone animato.

La prima considerazione da fare è che il pensiero logico e razionale come lo intendiamo noi per un bambino prima dei 7 anni (ma anche prima dei 10-11anni) non ha alcun senso e non è proprio fisicamente in grado di assimilarlo ( rimando agli studi di Jean Piaget per un approfondimento http://www.homolaicus.com/teorici/piaget/piaget.htm e http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Piaget.



Fino all'età di 6-7 anni, tutti i corpi per il bambino sono coscienti e vivi; Sarebbe inconcepibile che un animale ma anche un oggetto non abbia una propria volontà (ES: la palla rotola perchè vuole rotolare); ha una visione della realtà che Piaget definisce “animismo infantile”.

L'umanizzazione degli animali nei cartoni animati è funzionale e si adatta proprio a questo modo di vedere il mondo.

Il mondo dei bambini è quantitativamente e qualitativamente diverso dal nostro, quello di cui ha bisogno il bambino è differente da quello che per un adulto è "il necessario" sarà poi il processo di maturazione a condurre l'individuo alle operazioni mentali concrete e logiche, ma privare il bambino dell'esercizio della fantasia attraverso le fiabe, favole e racconti significherebbe deprivarlo di un vissuto emotivo e simbolico di cui ha bisogno e di un substrato che promuove la costruzione e il rafforzamento proprio di quelle funzioni mentali non ancora attivate.

In altre parole proprio le Fiabe e le favole sono la palestra e i precursori del pensiero razionale, critico, e della riflessione (ma anche degli aspetti pro-sociali quali il rispetto altrui, la capacità di provare empatia ecc ecc...)...per ottenere il risultato da te auspicato (cioè che rifiutino i costrutti religiosi) bisognerebbe aumentarle esponenzialmente

Infine un' ultima considerazione è che: spetta ai genitori (o altre figure significative quali gli insegnanti) fare "da filtro" da e verso il mondo interno ed esterno del bambino affinche' possano parlare senza confondersi, in questo modo la dicotomia realtà/finzione viene assimilata ma cio' non impedisce al bambino di relazionarsi in modo simbolico coi personaggi fantastici proposti dalla narrativa (anzi lo aiuta).

Se proprio volessimo trovare un punto di criticità direi che forse sarebbe bene porre l'attenzione sul vero elemento significativo (ovvero quest'ultimo: la funzione genitoriale) e non andare miopemente contro a cio' che rappresenta una riconosciuta e fondamentale risorsa che dovremmo imparare a sfruttare ancora di piu'
Ringrazio Kharonte85 per il contributo "qualificato".

Nel quale però non riesco a ritrovare la mia esperienza personale.

Io a 4 anni ero in grado di leggere e scrivere correntemente, grazie a mia madre che tra un lavoro di casa e l'altro (o durante) mi insegnava le uniche cose che lei conosceva.

Alle scuole elementari risolvevo i problemi di geometria che le maestre non erano in grado di risolvere, ma non perché fossi un genio io, ma perché loro erano delle bestie
Così in diversi casi alle superiori e qualche volta anche all'università, e ripeto, sono perfettamente cosciente di essere una persona nella media.
I geni sono altri, sono Mozart che a 4 anni componeva, Capablanca che a 5 anni batteva il padre a scacchi, Gauss che a 3 anni correggeva la contabilità del padre.

Quindi quei dati sulle età del pensiero razionale, cioè non prima dei 6-7 anni se non 10-11, mi sembrano sballati.
Io penso che siano dei risultati dovuti al fatto che ai bambini non si insegna il pensiero razionale, e i responsabili sono genitori e scuola che non sono in grado di farlo, probabilmente perché loro stessi carenti sotto questo aspetto.

Tornando alla mia esperienza personale, forse proprio l'accesso precoce alla lettura mi ha messo in contatto con libri di fiabe di tutti i tipi, nonché libri religiosi con annessa frequentazione di preti e monache per i sacramenti.

Per cui mi sono ritrovato da un lato con delle decenti capacità logico/matematiche (che peraltro non ritengo nulla di eccezionale), dall'altro a vivere come reale una realtà immaginaria appresa dalle fiabe e poi dai libri religiosi.

E il conflitto è venuto fuori molto presto, però ogni mio tentativo di esternarlo si è concluso con scenate e disapprovazioni anche pesanti, per cui ho stentato molto a liberarmi delle sovrastrutture e paure irrazionali che mi hanno creato anche problemi notevoli, dei quali non sto qui a discutere.

Ultima modifica di Trabant : 28-05-2009 alle 17:24.
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Old 28-05-2009, 18:16   #117
Kharonte85
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Ringrazio Kharonte85 per il contributo "qualificato".

Nel quale però non riesco a ritrovare la mia esperienza personale.

Io a 4 anni ero in grado di leggere e scrivere correntemente, grazie a mia madre che tra un lavoro di casa e l'altro (o durante) mi insegnava le uniche cose che lei conosceva.

Alle scuole elementari risolvevo i problemi di geometria che le maestre non erano in grado di risolvere, ma non perché fossi un genio io, ma perché loro erano delle bestie
Così in diversi casi alle superiori e qualche volta anche all'università, e ripeto, sono perfettamente cosciente di essere una persona nella media.
I geni sono altri, sono Mozart che a 4 anni componeva, Capablanca che a 5 anni batteva il padre a scacchi, Gauss che a 3 anni correggeva la contabilità del padre.

Quindi quei dati sulle età del pensiero razionale, cioè non prima dei 6-7 anni se non 10-11, mi sembrano sballate.
Io penso che siano dei risultati dovuti al fatto che ai bambini non si insegna il pensiero razionale, e i responsabili sono genitori e scuola che non sono in grado di farlo, probabilmente perché loro stessi carenti sotto questo aspetto.
Non è esattamente così, vorrei evitare di addentrarmi in considerazioni teoriche troppo specifiche ma il discorso è che si parla sempre in termini di cio' che è tipicamente riscontrabile e desiderabile/positivo (fermo restando che da sempre la psicologia tende a valutare caso per caso), gli studi di Piaget rappresentano l'inizio, ovviamente sono stati integrati da molti altri autori e si sono sviluppati concetti importanti che hanno anche applicazioni pratiche quali quello di Zona di sviluppo prossimale

Quote:
Nella teoria di Lev Vygotskij la Zona di sviluppo prossimale (ZSP) è un concetto fondamentale che serve a spiegare come l'apprendimento del bambino si svolga con l'aiuto degli altri. La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore.

Secondo Vygotskij, l'educatore dovrebbe proporre al bambino problemi di livello un po' superiore alle sue attuali competenze, ma comunque abbastanza semplici da risultargli comprensibili; insomma, all'interno di quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri (la ZSP, appunto). Questi problemi potranno infatti essere risolti dal bambino aiutato da un esperto (l'educatore, un adulto o anche un pari con maggiori competenze in quel campo), ma non dal bambino che non riuscirebbe ad affrontarli da solo (in quel caso saremmo all'interno della zona di sviluppo attuale). Se il processo è impostato correttamente, la zona di sviluppo attuale del bambino si amplia, includendo quella che in precedenza era la zona di sviluppo prossimale, in altre parole egli diventa capace di eseguire autonomamente un compito che prima non sapeva eseguire. All'esterno della zona di sviluppo attuale si crea una nuova zona di sviluppo prossimale.

Questo processo iterativo dovrebbe dunque permettere al bambino di acquisire nuove capacità senza sperimentare la frustrazione del fallimento.

http://it.wikipedia.org/wiki/Zona_di...ppo_prossimale
Queste procedure consentono al bambino di apprendere di piu' se guidato ed aiutato (e in questi casi con delle rielaborazioni del materiale proposto ai bambini si possono superare le indicazioni sulle età date da Piaget), ma anche questa zona ha un limite oltre il quale il bambino non è proprio in grado di comprendere; oltretutto non è utile (tanto è vero che queste metodologie si usano per aiutare chi è in "ritardo").

Vorrei chiarire che con il mio intervento volevo soprattutto sottolineare che non si puo' pensare al bambino solo come un piccolo adulto (quindi quantitativamente diverso) ma ci si deve rendere conto che è anche qualitativamente diverso e che le sue esigenze sono diverse dalle nostre così come il loro mondo fatto di oggetti animati, spiegazioni finalistiche, emozioni e sentimenti.

Quote:
Originariamente inviato da Trabant Guarda i messaggi
Tornando alla mia esperienza personale, forse proprio l'accesso precoce alla lettura mi ha messo in contatto con libri di fiabe di tutti i tipi, nonché libri religiosi con annessa frequentazione di preti e monache per i sacramenti.

Per cui mi sono ritrovato da un lato con delle decenti capacità logico/matematiche (che peraltro non ritengo nulla di eccezionale), dall'altro a vivere come reale una realtà immaginaria appresa dalle fiabe e poi dai libri religiosi.

E il conflitto è venuto fuori molto presto, però ogni mio tentativo di esternarlo si è concluso con scenate e disapprovazioni anche pesanti, per cui ho stentato molto a liberarmi delle sovrastrutture e paure irrazionali che mi hanno creato anche problemi notevoli, dei quali non sto qui a discutere.
Dai concetti di ZSP si pone infatti il problema se sia utile forzare i tempi nell'insegnamento della scrittura/lettura a scapito ad esempio del tempo dedicato al gioco simbolico e fantastico; la risposta è tipicamente negativa (la maggior parte dei pedagogisti ed educatori concordano).

Pensando alla tua esperienza personale (che fa eccezione), senza la pretesa di trovare delle spiegazioni veritiere, forse proprio il fatto di aver appreso precocemente la scrittura e la lettura ha tolto spazio e tempo ai vissuti emotivi, alla creatività e alle sue applicazioni simboliche nella fantasia e al gioco libero specifiche dell'eta' prescolare, non è da escludere che questo abbia avuto effetti successivi.

La conclusione è che le fiabe e la favole sono davvero fondamentali e necessarie (in alcuni contesti di pedagogia oncologica sono addirittura usate a scopo terapeutico) e che forzare il bambino ad un pensiero razionale-logico prima del tempo sarebbe per la maggior parte dei bambini incomprensibile, per altri controproducente e deleterio.
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