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#101 | |
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A meno che tu non confonda irrazionalità con "creatività" o "arte". La creatività e l'arte sono attività assolutamente razionali. Entrambe consistono nel "passare dal disordine all'ordine". Tutte le creazioni artistiche, dal teatro alla letteratura alla musica alla pittura, sia classiche che moderne, sono creazioni razionali, e non il frutto dei deliri di un folle. Se fosse vero che "se fossimo puramente razionali tutto sarebbe di una tristezza infinita", allora gli schizofrenici e i malati di mente in generale dovrebbero essere le persone più felici del mondo, e non mi pare. Per rispondere a cosa c'è di male nell'irrazionalità, e che l'uomo secondo te non deve essere puramente razionale, basta la famosa frase "il sonno della ragione genera mostri". Il male dell'irrazionalità è esemplificato da un signore con i baffetti, che fece credere ad un'intera nazione la storiella della superiorità della razza ariana. Questo signore - guarda caso - diffondeva ai bambini delle scuole un libretto di "favole" illustrate, dove si vedeva una giovane e bella ragazza ariana molestata da un ebreo grasso, pelato e sporco che la insidiava sessualmente dopo aver ridotto sul lastrico la di lei famiglia con la sua attività di strozzino. Un'intera nazione arrivò alla sospensione della razionalità, e le conseguenze le conosciamo. Quindi ripeto, l'unica possibilità è che tu abbia confuso irrazionalità con creatività. Ultima modifica di Trabant : 28-05-2009 alle 14:34. |
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#102 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2002
Città: Londra
Messaggi: 2470
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Razionalità e irrazionalità sono componenti opposte ma complementari, per l'uomo. [ovviamente imho ]
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Guarda....una medusa!!! Ultima modifica di Nicky : 28-05-2009 alle 14:39. |
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#103 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 1625
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la morale la racchiudono, ma è molto sottile e metaforico, impossibile da assimilare per un bambino senza conoscenze pregresse, inoltre usano principalmente esseri umani come personaggi, e i personaggi sono abbastanza standardizzati (per esempio i maschi sono quasi sempre buoni) e per finire hanno quasi tutte un lieto fine dovuto a eventi sempre magici o sovrannaturali, il protagonista non è quasi mai artefice del suo destino
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#104 | ||
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Bannato
Iscritto dal: Mar 2007
Messaggi: 6330
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#105 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Città: Bassano del Grappa
Messaggi: 10431
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I vecchi custodiscono una conoscenza di cui la società ha bisogno, quindi finché non ci sarà un modo per scaricare i ricordi delle persone in DB, la loro esistenza è necessaria per passare la loro esperienza alle generazioni successive. Quote:
Solo che il lupo che gli adulti cacciano è quello diverso da loro, l'immigrato, il criminale, il ricco, l'ebreo, ecc... Proprio perché da piccoli ci viene insegnata la paura che poi questa paura può essere sfruttata da qualcuno per usarci a loro piacimento.
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"Non perdiamo di vista le vere priorità, l'economia serve a sostenere le vite, non devono essere le vite gli strumenti per sostenere l'economia." Conte Zero
Ipsa scientia potestas est |
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#106 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 1625
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#107 | |
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Messaggi: n/a
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Il risultato delle esperienze allucinogene di quegli artisti è comunque espresso in un linguaggio comprensibile, sotto forma di versi, non certo in sequenze randomiche di caratteri. L'uso delle droghe è paragonabile a quello di un obiettivo distorcente, con il quale un fotografo altera l'immagine per evidenziarne qualcosa che per lui è significativo e che poteva sfuggire ad un'analisi superficiale. Attraverso le droghe, quegli artisti non hanno fatto altro che esplorare - non mi lapidate - il funzionamento delle sinapsi una volta alterate da sostanze chimiche, traducendo comunque in un linguaggio razionale i risultati dei propri "viaggi". |
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#108 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Intanto cerchiamo di chiarire a quale età ci stiamo riferendo, diciamo allora che se ho capito bene possiamo trovare un discreto spartiacque nel momento in cui i bambini vanno alla scuola elementare, diciamo che stiamo parlando di bambini da 0 a 6-7anni e della tipica situazione in cui il genitore (o i genitori) raccontano la fiaba prima di andare a dormire oppure guardano insieme un cartone animato. La prima considerazione da fare è che il pensiero logico e razionale come lo intendiamo noi per un bambino prima dei 7 anni (ma anche prima dei 10-11anni) non ha alcun senso e non è proprio fisicamente in grado di assimilarlo ( rimando agli studi di Jean Piaget per un approfondimento http://www.homolaicus.com/teorici/piaget/piaget.htm e http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Piaget. Quote:
L'umanizzazione degli animali nei cartoni animati è funzionale e si adatta proprio a questo modo di vedere il mondo. Il mondo dei bambini è quantitativamente e qualitativamente diverso dal nostro, quello di cui ha bisogno il bambino è differente da quello che per un adulto è "il necessario" sarà poi il processo di maturazione a condurre l'individuo alle operazioni mentali concrete e logiche, ma privare il bambino dell'esercizio della fantasia attraverso le fiabe, favole e racconti significherebbe deprivarlo di un vissuto emotivo e simbolico di cui ha bisogno e di un substrato che promuove la costruzione e il rafforzamento proprio di quelle funzioni mentali non ancora attivate. In altre parole proprio le Fiabe e le favole sono la palestra e i precursori del pensiero razionale, critico, e della riflessione (ma anche degli aspetti pro-sociali quali il rispetto altrui, la capacità di provare empatia ecc ecc...)...per ottenere il risultato da te auspicato (cioè che rifiutino i costrutti religiosi) bisognerebbe aumentarle esponenzialmente Infine un' ultima considerazione è che: spetta ai genitori (o altre figure significative quali gli insegnanti) fare "da filtro" da e verso il mondo interno ed esterno del bambino affinche' possano parlare senza confondersi, in questo modo la dicotomia realtà/finzione viene assimilata ma cio' non impedisce al bambino di relazionarsi in modo simbolico coi personaggi fantastici proposti dalla narrativa (anzi lo aiuta). Se proprio volessimo trovare un punto di criticità direi che forse sarebbe bene porre l'attenzione sul vero elemento significativo (ovvero quest'ultimo: la funzione genitoriale) e non andare miopemente contro a cio' che rappresenta una riconosciuta e fondamentale risorsa che dovremmo imparare a sfruttare ancora di piu' |
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#109 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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![]() Pensare che una creazione artistica sia il frutto della razionalità è, a parer mio, semplicemente delirante. O forse non mi è chiaro il tuo concetto di razionalità... Ad ogni modo, considera anche solo il fatto che sentimenti ed emozioni sono assolutamente avulsi alla razionalità. Nemmeno una giustificata paura è razionale. Non è una cosa che RAGIONI. Un essere puramente razionale sarebbe quindi presumibilmente incapace di sentimenti ed emozioni. Un robot. Tutto quello che ci aggiungi tirando dentro patologie psichiche e Hitler non c'entra una cippa di niente. |
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#110 | ||
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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C'è anche l'alzheimer, eh... Quote:
Adesso vienimi a dire che il razzismo poggia le sue basi sulla favola del lupo
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#111 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2007
Città: ..un piccolo puntino dell'universo..
Messaggi: 1337
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La miglior lezione al mondo é osservare i maestri al lavoro... "Faccine a go-go" |
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#112 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: Lucca
Messaggi: 15190
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焦爾焦 |
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#113 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
Messaggi: 362
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier) |
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#114 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: In scatola
Messaggi: 3981
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La favole servono per spiegare le moralità nello stesso modo in cui io spiegherei come funziona l'invio di una email a mia nonna..
Obiettivo: mandare concetti concreti e profondi utilizzando storie e colori che siano recepibili in maniera diretta ed immediata per qualcuno che sta imparando, grazie a noi, a vivere. Spero che qualcuno che ha postato qui non abbia *mai* figli in vita sua.. glielo auguro.
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Tranquillo, il post è finito. Take me as I am. |
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#115 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: Genova
Messaggi: 2146
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.....scusate, ma le similitudini erano tali che non ho potuto resistere Per tornare al contesto del discorso, personalmente, quando i miei figli hanno scoperto che Babbo Natale non esiste, un pochino, mi è dispiaciuto. Certo, è una tappa obbligata, ma per un genitore (che sà bene il mondo che li aspetta), è la consapevolezza che stanno, anche loro, entrando nella vita reale, dove non sempre il giusto trionfa; ovviamente, questa, è solo UNA delle tappe. Sono talmente tanti gli insegnamenti delle favole (insegnamenti = che percepiscono i bambini), che, a fronte di effetti collaterali zero, non vedo perchè non raccontargliele. Inoltre, come genitore, non si nasce imparati; quindi, la prima risorsa a cui si fà riferimento è la nostra esperienza personale di figlio/a; se a me non hanno fatto male, non faranno male nemmeno a lui/lei................ e questa, è una consuetudine che và avanti da millenni.
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"Gente comune......i veri americani".
PC: Win 10 su HP 500-407nl; Comparto Audio: Mission 701 + Fosi Audio TDA7498E. Per sistemi 2.0, potrebbe esserVi utile: Link |
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#116 | |
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Messaggi: n/a
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Nel quale però non riesco a ritrovare la mia esperienza personale. Io a 4 anni ero in grado di leggere e scrivere correntemente, grazie a mia madre che tra un lavoro di casa e l'altro (o durante) mi insegnava le uniche cose che lei conosceva. Alle scuole elementari risolvevo i problemi di geometria che le maestre non erano in grado di risolvere, ma non perché fossi un genio io, ma perché loro erano delle bestie ![]() Così in diversi casi alle superiori e qualche volta anche all'università, e ripeto, sono perfettamente cosciente di essere una persona nella media. I geni sono altri, sono Mozart che a 4 anni componeva, Capablanca che a 5 anni batteva il padre a scacchi, Gauss che a 3 anni correggeva la contabilità del padre. Quindi quei dati sulle età del pensiero razionale, cioè non prima dei 6-7 anni se non 10-11, mi sembrano sballati. Io penso che siano dei risultati dovuti al fatto che ai bambini non si insegna il pensiero razionale, e i responsabili sono genitori e scuola che non sono in grado di farlo, probabilmente perché loro stessi carenti sotto questo aspetto. Tornando alla mia esperienza personale, forse proprio l'accesso precoce alla lettura mi ha messo in contatto con libri di fiabe di tutti i tipi, nonché libri religiosi con annessa frequentazione di preti e monache per i sacramenti. Per cui mi sono ritrovato da un lato con delle decenti capacità logico/matematiche (che peraltro non ritengo nulla di eccezionale), dall'altro a vivere come reale una realtà immaginaria appresa dalle fiabe e poi dai libri religiosi. E il conflitto è venuto fuori molto presto, però ogni mio tentativo di esternarlo si è concluso con scenate e disapprovazioni anche pesanti, per cui ho stentato molto a liberarmi delle sovrastrutture e paure irrazionali che mi hanno creato anche problemi notevoli, dei quali non sto qui a discutere. Ultima modifica di Trabant : 28-05-2009 alle 17:24. |
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#117 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Vorrei chiarire che con il mio intervento volevo soprattutto sottolineare che non si puo' pensare al bambino solo come un piccolo adulto (quindi quantitativamente diverso) ma ci si deve rendere conto che è anche qualitativamente diverso e che le sue esigenze sono diverse dalle nostre così come il loro mondo fatto di oggetti animati, spiegazioni finalistiche, emozioni e sentimenti. Quote:
Pensando alla tua esperienza personale (che fa eccezione), senza la pretesa di trovare delle spiegazioni veritiere, forse proprio il fatto di aver appreso precocemente la scrittura e la lettura ha tolto spazio e tempo ai vissuti emotivi, alla creatività e alle sue applicazioni simboliche nella fantasia e al gioco libero specifiche dell'eta' prescolare, non è da escludere che questo abbia avuto effetti successivi. La conclusione è che le fiabe e la favole sono davvero fondamentali e necessarie (in alcuni contesti di pedagogia oncologica sono addirittura usate a scopo terapeutico) e che forzare il bambino ad un pensiero razionale-logico prima del tempo sarebbe per la maggior parte dei bambini incomprensibile, per altri controproducente e deleterio. |
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