L'IA genera soprattutto unione: secondo un'analisi, la odiano tutti
Secondo un'analisi del New York Times, avvalorata da precedenti sondaggi e osservatori del settore, l'intelligenza artificiale è la tecnologia peggio accolta che si ricordi. Oltre a immagini, testi e video inverosimili, genera soprattutto insicurezza, preoccupazione e scetticismo
di Vittorio Rienzo pubblicata il 26 Febbraio 2026, alle 14:01 nel canale WebPerplexityxAINVIDIAOpenAIGoogleGemini
L'intelligenza artificiale sta attraverso una fase complessa del suo ciclo di vita. Secondo alcune statistiche, genererebbe un entusiasmo ben al di sotto di quello scatenato da qualsiasi altra evoluzione tecnologica e un'ostilità sociale quasi unanime. Una recente analisi del New York Times ha evidenziato come il "boom" di cui sentiamo parlare sia in realtà meno "rumoroso" di quanto sembri.
Certo, come ogni innovazione, anche l'IA è al centro di numerosi dibattiti. Ciò che sorprende è piuttosto la percezione che genera negli utenti. Come sottolinea William Quinn, co-autore del libro "Boom and Bust: A Global History of Financial Bubbles" (Boom e Crisi: Una Storia Globale delle Bolle Finanziarie), le precedenti innovazioni che hanno segnato la storia dell'uomo, come elettricità, automobili, macchinari industriali, biciclette – hanno indubbiamente scatenato scetticismo e preoccupazione, ma anche speranza ed entusiasmo.

Pare che, invece, nei confronti dell'IA ci sia uno scetticismo e un'ostilità generalizzata. Le ragioni, peraltro, sono le più disparate e non semplicemente la preoccupazione per alcune delle conseguenze più ovvie, come la metamorfosi del mondo del lavoro.
Un sondaggio Pew Research del 2025 mostra che il 60% degli intervistati desidera maggiore controllo sull’utilizzo dell’AI nella propria vita, mentre solo il 17% si dichiara a proprio agio con l’idea che la tecnologia resti nelle mani di pochi miliardari del settore tecnologico.
Ancora più rilevante il dato economico: a metà 2025, soltanto il 3% degli utenti statunitensi pagava regolarmente per servizi basati su AI. Una percentuale ridotta rispetto alle aspettative generate durante la fase di massima euforia del comparto. Il numero suggerisce una distanza tra utilizzo occasionale e disponibilità a sostenere un costo ricorrente.
Il confronto con altre fasi storiche appare inevitabile. In passato, le innovazioni hanno incontrato resistenze iniziali, ma anche una rapida crescita della domanda pagante. Nel caso dell’AI, la penetrazione nei flussi di lavoro, nella produzione di contenuti e nei sistemi decisionali – inclusi ambiti sensibili come quello militare – non coincide con un consenso pubblico altrettanto solido.

Certo, gran parte degli strumenti offrono un modello di utilizzo gratuito, il che inevitabilmente disincentiva gli utenti occasionali a sottoscrivere un abbonamento. Tuttavia, come emerso da un sondaggio di PricewaterhouseCooper, solo il 12% delle aziende che ha adottato l'IA ha registrato benefici tangibili in termini di profitto.
A tutto questo si aggiunge un timore per la privacy piuttosto elevato. I modelli di intelligenza artificiale raccolgono tutto ciò che l'utente condivide e non è mancato qualche episodio in cui i dati immessi in un chatbot siano diventati di dominio pubblico. Peggio ancora l'IA generativa: emblematico il caso di Grok messo sotto indagine a causa della generazione di immagini a sfondo sessuale senza consenso e che coinvolgono anche minori.
Inutile dire che sul fronte industriale i pareri sono diametralmente opposti. Jensen Huang, CEO di NVIDIA, lo scorso mese in un'intervista ha definito "dannosa" questa narrazione negativa e la rappresentazione catastrofica dell'IA. Va anche ricordato che Huang è uno dei principali fautori dell'ascesa dell'IA e, soprattutto, il CEO di una società che deve la maggior dei suoi profitti attuali proprio a questo settore.
Anche Sam Altman, CEO di OpenAI, si è espresso sulla questione e, se da un lato è lui stesso a chiedere maggiore controllo e una legislazione che regolamenti l'uso etico dell'IA, dall'altro si è detto frustrato nel vedere un'adozione così lenta di una tecnologia che, in molti, definiscono rivoluzionaria.
In conclusione, possiamo dire di essere ancora agli esordi, con pro e contro che ne conseguono. Parliamo di una tecnologia estremamente funzionale, ma ancora acerba, per cui starà ai fornitori far raggiungere all'intelligenza artificiale un valore – inteso non solo sul piano finanziario – tangibile. Nel frattempo, è chiaro che l'accoglienza è stata al di sotto delle aspettative ed è una realtà con cui anche i colossi del tech devono confrontarsi piuttosto che negarla.










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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon vedo l'ora di poterle sgranocchiare.
Non vedo l'ora di poterle sgranocchiare.
SPERIAMO.
Ma io sono molto pessimista la riguardo.
Sarebbe come lanciare sul mercato ad uso comune reattori a fusione o reattori a fissione con gravi problemi strutturali,con una alta probabilità di fare danni e morti e fregarsene,cercando di convincere persone,comuni, città a comprarli ed installarli.
Il punto di svolta ci sarà quando,una IA combinerà danni irreparabili.
Usando la fantasia,una IA mette su internet tutti i documenti secretati di Cia ed enti governativi americani,scatenando il più grande incidente politico/diplomatico della storia.
Una cosa del genere forse farebbe riflettere i superstalloni della IA?
La IA sarà un grande strumento ma non ora,non adesso,non domani,ma in futuro neanche troppo vicino.
Sarebbe come lanciare sul mercato ad uso comune reattori a fusione o reattori a fissione con gravi problemi strutturali,con una alta probabilità di fare danni e morti e fregarsene,cercando di convincere persone,comuni, città a comprarli ed installarli.
Il punto di svolta ci sarà quando,una IA combinerà danni irreparabili.
Usando la fantasia,una IA mette su internet tutti i documenti secretati di Cia ed enti governativi americani,scatenando il più grande incidente politico/diplomatico della storia.
Una cosa del genere forse farebbe riflettere i superstalloni della IA?
La IA sarà un grande strumento ma non ora,non adesso,non domani,ma in futuro neanche troppo vicino.
Sarà acerba ma corregge in modo egregio la punteggiatura del testo da te scritto.
Chatgpt è ottima , anche se soffre di allucinazioni.
Qualcuno ha iniziato già adesso
https://www.corriere.it/economia/la...d339f4xlk.shtml
Ma io sono molto pessimista la riguardo.
Già
Già
Aria fritta
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