|
|||||||
|
|
|
![]() |
|
|
Strumenti |
|
|
#501 | |
|
Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
|
Quote:
c'è ne sono si o no e come funzionano? o sono allo studio.....ah questa parola magica..che però è realtà e sicuro che si farà solo per il nucleare,, per il resto ..solare ecc ...fuffa no?
__________________
Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
|
|
|
|
|
|
#502 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Roma
Messaggi: 11013
|
|
|
|
|
|
|
#503 | |
|
Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: FM
Messaggi: 152
|
Quote:
http://it.wikipedia.org/wiki/Reattor...ofertilizzante Straquoto. Migliaia di anni col nucleare? Come, fissionando il piombo? |
|
|
|
|
|
|
#504 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
Messaggi: 2757
|
Nucleare: Wsj, improbabile in Italia
Secondo il quotidiano economico pesano costi e tempi (ANSA) - ROMA, 30 MAG - Le centrali nucleari 'promesse da Berlusconi e' improbabile che verranno mai costruite': lo afferma il Wall Street Journal. Tre - scrive Henry Sokolski, direttore esecutivo del Nonproliferation Policy Education Center - le ragioni fondamentali ne impediranno la realizzazione: costi di costruzione alle stelle; i tempi di realizzazione, da 10 a 20 anni; le resistenze della popolazione. Oltre al fatto gli ingenti investimenti in un Paese che 'ha il terzo debito pubblico del mondo'. Nucleare in Italia? Per gli Usa è solo una pericolosa speculazione pubblicato: venerdì 30 maggio 2008 da Marina in: Energia Italia Europa Nord America Politica Nucleare Nucleare? No, grazie. L’incredulità degli americani all’annuncio di Mr. Berlusconi e Mr. Scaiola di voler iniziare la costruzione di centrali nucleari in Italia è stata, come dire? immensa. E pronta la risposta arriva via Wall street journal che dalle sue colonne affida l’editoriale di oggi alla penna sagace di Henry Sokolski executive director del Nonproliferation Policy Education Center una associazione no-profit che ha al suo attivo collaborazioni con il Senato e la prima amministrazione Bush. Scrive Sokolski: Perché, allora, il signor Berlusconi ha annunciato ora il nucleare? La riduzione promessa la settimana scorsa sulle accise su benzina e diesel fa pensare che il Governo stia progettando e predisponendo soluzioni rispetto agli aumenti dei carburanti. Gli esperti in materia di energia, però, sospettano qualcosa di più sinistro. L’annuncio potrebbe essere parte di uno sforzo a lungo termine da parte della più grande Utility europea per spingere i concorrenti più piccoli ad organizzare massiccio sostegno al Governo per i grandi e costosi programmi delle centrali nucleari. Italiani ed europei possono solo sperare che questa speculazione sia sbagliata. Al contrario l’Ue incoraggia la concorrenza e l’eliminazione delle sovvenzioni pubbliche nel settore energetico. Compagnie aeree... si tocca il fondo. Il canarino della miniera sta facendo il suo dovere, segnalando più forte che mai l'enorme problema carburante che rischia di far rimanere a terra nel giro di qualche mese la gran parte delle linee aeree mondiali. Dopo le ultime chiusure, e i ridimensionamenti di importanti compagnie, si arriva a spremere il sangue dalle rape: l'American Airlines ha stabilito una tassa fissa bagaglio (qualunque bagaglio!) di 15$, mentre la US Airways ha deciso di abolire gli snack gratuiti. Il Washington Post, che riporta la notizia, si chiede cinicamente quale sarà il prossimo passo: sacchetti vomito riciclati? Toilette a gettone? In questo quadro pur divertente, comincia a farsi strada una certezza: Alitalia continuerà a volare solo ed esclusivamente finché continueremo a pagarla noi. commento: 'A proposito dei problemi dei trasporti: credo sia bene fare un post su questo blog per sottolineare le atroci novità del nuovo orario FS. Nonostante il petrolio alle stelle da bravi italiani furbi anziché migliorare il trasporto su rotaia si taglieranno decine di treni a lunga percorrenza e regionali perché le FS sono sull'orlo del fallimento ("solo" 400 milioni di euro di perdite nel 2007 anziché i 2 miliardi di due anni prima). In Europa, invece, che succede? Deutsche Bahn fa 1,5 miliardi di ricavi e sta per entare in borsa dove conta di ottenerne più di 5 per rinnovare il proprio materiale rotabile. Insomma, proprio quando le ferrovie potrebbero rinascere grazie alla benzina a prezzi folli, gli italiani tagliano i treni. Sperando - dicono le FS - che la TAV nel giro di pochi anni risolverà i problemi economici del gruppo riempiendo di gente i costosissimi Eurostar Milano-Roma. Auguri' Verso la crisi, con ottimismo
__________________
elect86 TAV: le ragioni liberali del no PARTECIPA AI PROGETTI DI CALCOLO DISTRIBUITO CON BOINC.Italy! Ultima modifica di elect : 31-05-2008 alle 01:11. |
|
|
|
|
|
#505 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
Messaggi: 2757
|
Molto interessante
![]() Carissimi amici di ARCHinNOVA, questa campagna contro il nucleare non è un'azione politica, ma espressione di opinioni fondate sulle ragioni dell'idea fondante l'associazione stessa. Poichè non intendiamo fare demagogia, ne scorretta informazione, vi segnaliamo ed inviamo il testo redatto da uno dei nostri consiglieri, l'Ing. Filippo Barattini ([email protected]) che si occupa di energia e che esprime le ragioni per cui la nostra associazione ha deciso di essere contro a questa nuova idea di ritorno al nucleare. Vogliamo ricordare a tutti che ARCHinNOVA non è un'associazione "verde" o ambientalista o "contro tutto e tutti" e che le ragioni delle nostre azioni possono essere rintracciate nello statuto alla pagina: http://www.archinnova.it/associazione/statuto.htm N.B. Se non desiderate ricevere altre mail, mandate una richiesta a [email protected] e sarete cancellati dalla ns mailing list. Vi segnaliamo il testo "Il solare e l'economia globale" di Hermann Scheer utile a trovare soluzioni per una nuova generazione sostenibile. Se condividete questa iniziativa potreste diffondere a quanti più potete il testo sotto riportato. Ringraziando per la vostra attenzione e collaborazione. Cordiali saluti Lo staff di ARCHinNOVA Il gioco delle parti I sintomi c'erano tutti,.nel senso che i rumors di qualche anno fa (in Italia in particolare) non erano solo "chiacchiere da salotto politico", ma piuttosto un modo per fare germogliare l'idea in tutte le teste che del nucleare non se ne potrà proprio fare a meno. Non se ne potrà fare a meno perché il petrolio sta finendo; Non se ne potrà fare a meno perché il fabbisogno energetico mondiale aumenta; Non se ne potrà fare a meno perché è l'unico modo per liberarci dalla CO2; Non se ne potrà fare a meno perché a nulla o poco possono le fonti energetiche rinnovabili; Non se ne potrà fare a meno perché è economico. Ora: che il petrolio stia finendo, che la fame di energia sia in aumento e che l'emissione dei gas serra siano un problema globale con il quale dovremmo prima o poi fare i conti (definitivamente!), siamo veramente tutti d'accordo! Ci sarebbe da eccepire sul fatto che le energie rinnovabili (solari, biomasse, eoliche, idriche, geotermiche) di tutto il mondo, siano inutili o contribuiscano poco/per nulla e soprattutto sulla economicità del nucleare di terza generazione (quello su cui ENEL ha pronti i piani "una regione, una centrale nucleare"). Ancora nulla si può dire sulla economicità o efficacia del nucleare di V° generazione; se ne saprà di più almeno dopo il 2020. Non elenchiamo invece i problemi ambientali (ed economici) ancora legati alla gestione (in sicurezza) delle scorie. Concediamo un vantaggio al nucleare: diamole per risolte!!! Uno sguardo al futuro Riprendendo le Parole del Prof. Gianni Silvestrini (Direttore Scientifico del KyotoClub ed ex consulente del Ministro Bersani), intervistato da "Zeroemission TV" alla fiera solar Expò di Verona del maggio 2008 ( http://www.zeroemission.tv/Common/Mo...3&VideoID=1001 ), con l'uscita di scena del petrolio, potremmo assistere, probabilmente dal 2030 in poi, ad una sfida fra le rinnovabili e il nucleare di quarta generazione. Una sfida basata quasi esclusivamente sulla economicità delle tecnologie in campo. Non si entra nel merito delle questioni ambientali e di contesto socio politico, perché, piaccia o no, in un mercato libero è il mercato che sceglie la tecnologia vincente, anche se ambientalmente non compatibile (a meno che gli impatti ambientali dell'una e dell'altra tecnologia non vengano quantificati economicamente, ovvero gli aspetti ambientali legati alla tecnologia non vengano "internalizzati" nei costi di gestione). A proposito di mercato energetico liberalizzato, andiamo a leggere la storia del nucleare negli ultimi anni, in quelle nazioni dove il mercato libero è una realtà assodata e testata. Sempre prendendo a riferimento le parole di Silvestrini ( http://www.repubblica.it/2007/09/sez...lvestrini.html ), negli Stati Uniti nessuno ha risposto al bando di Bush per la costruzione, o meglio la gara per la costruzione di nuove centrali è andata deserta fino a quando l'amministrazione non ha introdotto un incentivo di 1,8 centesimi di dollaro al chilowattora, la stessa cifra prevista per l'eolico. Sempre Silvestrini riporta che secondo un recente studio Usa condiviso dall'industria atomica (il Nuclear Power Joint Fact-Finding) l'elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a costare il doppio (8-11 centesimi di dollaro per kWh) rispetto alla media. E' il mercato libero, quindi, il principale nemico del nucleare (almeno quello ultimo di terza generazione) proprio perché costano troppo, per cui i produttori privati (in un mercato libero e concorrenziale) scelgono altre vie; senza contare che anche banche ed assicurazioni non fanno salti di gioia essendo a conoscenza dei rischi e del fatto che per l'ammortamento dell'impianto occorrono decine di anni. Domanda: allora perché ENEL ed EDISON (tanto per citarne qualcuna) investono e vogliono investire anche in Italia nel nucleare di terza generazione? Le energie rinnovabili contro il nucleare Una possibile risposta sta nella rappresentazione di figura sotto riportata: Le energie rinnovabili per essere vincenti debbono essere messe nelle condizioni di rendere per quello che sono. Ovvero, debbono essere inserite in un contesto di produzione, distribuzione, utilizzo energetico completamente diverso da quello attuale. Ma qual è lo scenario e lo schema energetico dell'attuale industria energetica? In pratica, a livello mondiale, si hanno pochi grandi gruppi la cui attività (principale) è quella della produzione di energia elettrica. In ogni nazione del globo o c'è lo Stato che si occupa della materia, oppure, in un mercato liberalizzato, ci sono un paio di grandi società (spesso ex-monopoliste) che vivono ed operano in quella nazione. Molto spesso le grandi società operano in altri stati e si fondono con altri grandi operatori. Tutti questi operatori basano (per merito, o colpa, del loro background) la produzione di energia elettrica quasi esclusivamente da fonti fossili (petrolio ed i suoi derivati, carbone, gas naturale) ed una piccola parte da nucleare (attualmente ci sono 440 reattori nucleari in funzione su tutto il globo e coprono il 16% del fabbisogno energetico mondiale). Che cos'hanno in comune queste fonti, oltre al fatto, di non secondaria importanza, di non essere rinnovabili? Sono fonti ad elevata intensità energetica! (ovvero: con qualche kg di uranio (o qualche centinaia di kg di petrolio) si fa molta più energia di un ettaro di terreno destinato alla coltivazione di biomasse a scopo energetico o ricoperto di pannelli solari fotovoltaici). Ciò ha permesso la costruzione di grandi centrali alimentate da fonti fossili in grado di portare ad ogni utenza, anche alla più isolata, energia elettrica (grazie alle grandi e capillari reti di distribuzione). In realtà le grandi reti (e le vecchie centrali) non le hanno costruite gli attuali produttori energetici privati, ma lo Stato,.cioè ce li siamo pagati tutti noi. Ergo la rete di distribuzione (dell'energia elettrica e del gas) è anche un bene di tutti noi cittadini/consumatori. A questo punto, tornando alle rinnovabili, dobbiamo onestamente dire che se introdotte nel "sistema centralizzato" testè descritto, NON SONO IN GRADO DI RENDERE PER QUELLO CHE POSSONO, causa la loro scarsa densità energetica. Per cui è verissimo che le rinnovabili sono fonti non adeguate a soddisfare il fabbisogno energetico mondiale,.se calate nella struttura della "generazione centralizzata"! Questo è l'inganno, o il trucco, cui ricorrono i difensori dell'attuale grande industria energetica centralizzata: mettere le fonti rinnovabili fuori del loro habitat naturale e dimostrarne la loro incapacità di adattamento. Come rubare le caramelle ad un bambino! Le rinnovabili, invece messe in un contesto di "generazione distribuita" sono vincenti! Si tratta di installare su ogni utenza (residenziale-terziaria) impianti alimentati dalle fonti rinnovabili locali (solari, biomasse, minieoliche, minieoliche, geotermiche, idrogeno da fonti rinnovabili), coadiuvate da piccoli impianti (a biomassa, biogas, biocombustibili, idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili) per la produzione di energia elettrica/termica. Occorre fare in modo che tutti questi impianti siano collegati fra loro, in modo da avere il mutuo soccorso in caso di deficit o surlpus di ognuno degli impianti. Per fare ciò si sfrutta l' attuale rete!!!(.che ricordiamo appartiene anche al consumatore,.visto che se l'è pagata!!!) Attenzione però a sfruttare le sole fonti rinnovabili del sito! Sarebbe assurdo avere impianti a biomassa, dove la biomassa non c'è! In tal modo il consumatore energetico si trasforma da utente passivo (nell'attuale sistema centralizzato) ad utente attivo (nel sistema a generazione distribuita) in grado di prodursi da solo l'energia necessaria ed immettere i surplus istantanei in rete per sopperire agli istantanei deficit di altri utenti; un utente domestico, ad esempio, immetterà in rete il proprio surplus giornaliero (perché è sul proprio luogo di lavoro) in favore dell'utente produttivo-commerciale, il quale, quest'ultimo, immetterà in rete il proprio surplus istantaneo nelle ore serali-notturne, per coprire il deficit dell'utente domestico. In altre parole il consumatore energetico si trasforma in autoproduttore energeticamente indipendente! Ecco ora che possiamo rispondere alla domanda del perché ENEL, EDISON e tutte le attuali grandi industrie energetiche non possono convertirsi al sistema a generazione distribuita, in quanto: 1) Non è e non sarà mai nella loro natura; 2) Non è nel loro interesse creare utenti "attivi" in grado di essere indipendenti energeticamente. Sarebbe come puntarsi la pistola alla tempia e premere il grilletto!!! Per cui, con la fine imminente del petrolio (ed anche quella del gas naturale e carbone a medio/lungo termine) conviene puntare sin da subito sul nucleare (anche se nel mercato attuale liberalizzato non è economicamente il conveniente) per conservare il "potere di controllo totale" sul consumatore e "mortificare" continuamente le rinnovabili, proprio per scongiurare/evitare/impedire il passaggio ad una generazione distribuita indipendente, che equivarrebbe alla loro estinzione. Credete che se i dinosauri avessero avuto una sola possibilità per non estinguersi se la sarebbero fatta scappare? Il nucleare rappresenta l'ultima/unica possibilità per evitare l'estinzione delle grandi società di energia! A chi giova il nucleare? Ma se è comprensibile l'atteggiamento dell'attuale grande industria energetica di voler puntare sul nucleare (anche se non conveniente economicamente,.almeno nel breve-medio periodo) ci si pone la seguente domanda: perché altrettanta determinazione alla conversione al nucleare dovrebbero mostrarla la classe politica, il consumatore "industriale" ed il consumatore domestico? Il gioco delle parti Proviamo a metterci nei panni di ciascuno dei soggetti chiamati in causa: 1) Se fossimo nei panni di un politico, ci si preoccuperebbe di assicurare al sistema paese un approvvigionamento energetico di lunga durata ed una produzione energetica sicura, economica, e possibilmente ambientalmente compatibile. Dato che allo stato attuale il nucleare di terza generazione (quello su cui ENEL sta puntando) non da nessuna di queste ultime tre garanzie (anzi, ad essere benevoli, li esaspera), non si capisce il perché di tale enfasi verso il nucleare. Si potrebbe capire il discorso riguardo alla ricerca attiva sul nucleare di IV generazione, per potere valutare su dati certi le garanzie necessarie. 2) Se fossimo nei panni del consumatore industriale, mi interesserebbe avere la sicurezza di potere acquistare sempre e comunque energia elettrica ad un prezzo che non risente delle volatilità attuali (determinate dal prezzo del petrolio/gas naturale/carbone). A questo scopo il nucleare è perfetto. Se poi sul mercato liberalizzato energetico riesco a trovare, in un determinato istante di tempo, energia prodotta da fonti fossili a prezzi più concorrenziali di quella da nucleare tanto meglio. L'importante è avere sempre la possibilità di potere ricorrere ad un prodotto energetico a costo fisso/costante, anche in prospettiva ad un esaurimento imminente delle fonti fossili. Se fossimo sempre nei panni del consumatore industriale, diventare un auto produttore energetico indipendente (in un ottica di generazione distribuita) creerebbe un po' di fastidio, perchè vorrebbe dire condurre anche l'attività di autoproduzione energetica. Meglio puntare su un industria energetica che ti toglie questo disturbo, anche se alla fine pago l'energia molto, molto di più. Tanto il costo lo internalizzo nel prodotto, per cui non è più un problema,. soprattutto se tutta l'energia mondiale è prodotta dalle grandi industrie energetiche e non c'è nessuno (nel mercato globalizzato) chi si approvvigiona autonomamente dell'energia necessaria al ciclo produttivo. 3) Se fossimo nei panni del consumatore domestico, saremmo sicuramente attratti da un sistema di produzione e distribuzione che mi faccia pagare l'energia molto, molto meno e che sia stabile nel prezzo. Con il nucleare di terza generazione il costo è probabilmente stabile nel tempo ma difficilmente esso sarà minore dell'attuale. Potrà essere competitivo fra anni, rispetto all'energia prodotta da fossili, ma non subito! Inoltre è molto probabile (per non dire certo) che per avere nuove centrali nucleari sarà necessario inserire in bolletta una nuova voce nelle attuali componenti tasse (A1, A2, A3, ecc) dedicata alla costruzione degli impianti stessi (."pensare male è peccato, ma spesso ci si azzecca!!!"). Per cui alla fine, ancora una volta, alla costruzione delle centrali contribuisce in maniera determinate il consumatore!" E' anche vero che l'attuale componente A3 in bolletta è la tassa per la costruzione di impianti a fonti rinnovabili, per cui stiamo pagando per gli impianti rinnovabili (ed in particolar modo per alimentare l'incentivo "in conto energia", il quale permette agli impianti fotovoltaici di essere "l'investimento" energetico più sicuro e redditizio). Domanda: non conviene forse pagare una tassa per rendersi autonomi energeticamente, piuttosto che pagarne una (aggiuntiva) per rendersi "infinitamente dipendenti" da qualcuno che ti produce e ti porta l'energia in casa, al prezzo che lui stesso stabilisce??? 4) Se fossimo dei produttori di sistemi ed impianti a fonti rinnovabili, vigileremmo perché il contributo in bolletta per la costruzione delle centrali nucleari non venga prelevato dalla componente A3 dedicata alle rinnovabili. Poi faremmo in modo di continuare nella strada degli sviluppi tecnologici che permettono (come già avviene per alcune fonti) di camminare da soli, senza ricorrere ad incentivi. Su questo punto è interessante riportare un passo del libro di Hermann Scheer (Il solare e l'economia globale) nel quale si stima che se alle fonti fossili venissero tolti gli incentivi (diretti ed indiretti) di cui godono attualmente, esse sarebbero economicamente meno competitive delle fonti rinnovabili non incentivate. Conclusioni Informarsi, meditare e decidere! Ing. Filippo Barattini Energy Pie SRL ARCHinNOVA Associazione Culturale Piazza Repubblica, 10 44100 FERRARA www.archinnova.it [email protected] Telefono +39 0532 685449 Fax +39 0532 210929 Mobile +39 393 089 79 30 |
|
|
|
|
|
#506 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
|
Quote:
Ora vediamo di fare chiarezza: allo stato attuale, le 400 e passa centrali atomiche convenzionali che abbiamo sul pianeta più quelle che sono in cantiere hanno energia ancora per quanti anni? 50? 60? Quanto calerà questa cifra se si vorrà usare l'energia nucleare per far fronte al peak oil? E quante centrali atomiche in grado di riprocessare le scorie abbiamo? Quante ne faremo nei prossimi 30-40 anni? E ancora, quanto aumenterà il costo del nucleare per gli effetti dell'aumento del costo del petrolio? Mettendo assieme tutto questo si può capire come il costo del nucleare da qua ad oggi non possa far altro che salire. Tu stesso lo ammetti quando dici che non riprocessiamo le scorie perché ci costa troppo... lo faremo quando consumare combustibile costerà ancora di più. Ma quanto costerà allora produrre elettricità in questo modo? Siamo sull'orlo di un baratro, rischiamo il tracollo energetico e tu ti vieni a lamentare per non poter fare il bucato all'ora che ti pare? Non si se hai capito che l'alternativa rischia di essere quello di fartelo a mano... |
|
|
|
|
|
|
#507 | ||||
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
|
Quote:
Quote:
Quote:
Quote:
Il discorso di Rubbia non fa una piega... forse anzi è anche un pelo ottimista. |
||||
|
|
|
|
|
#508 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
|
Quote:
Io ho accertato ? Ma non sai proprio a che attaccarti ormai ? I numeri li ho postati, li hai letti che altro posso fare ? il lavaggio del cervello ? La comunità scientifica dichiara nei suoi paper sempre (con molta serietà) la piccola clausula che forse non leggi mai : "con l'utilizzo attuale" Di solito puoi leggere in calce o udire dalla bocca dello scienziato la frase : "l' uranio/gas/petrolio/carbone/quelchevuoi durerà X anni con il tipo di utilizzo attuale" Quelle poche parole alla fine della frase fanno una differenza enorme Basta fare dei conti poi...
__________________
I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
|
|
|
|
|
|
#509 |
|
Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
|
Parli della bruciatura degli attinidi ?
__________________
I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
|
|
|
|
|
#510 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Roma
Messaggi: 11013
|
Quote:
ma per curiosita mia, la tua frase: le risorse nucleari dureranno un migliaio di anni da quali conti esce fuori? |
|
|
|
|
|
|
#511 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
|
Quote:
scusa ma non ti capisco...o forse non volevi quotare me ? Le autofertilizzanti esistono ma, come detto, è un ciclo poco sfruttato visto che ad onta dei rialzi dei prezzi è ancora più conveniente sfruttare le centrali tradizionali. Però mettiamoci d'accordo altrimenti si cambiano le carte in tavola: Si parla del fattore economico O del fattore riserve di energia ? Se parliamo dell'economia allora si tenderà a privilegiare i modelli attuali, specie quelli più standardizzati, per ovvie questioni di economia di scala (comunque quì si apre un discorso molto grande legato ai singoli paesi) Se parliamo (come faceva LightIntoDarkness) della scarsità dell'energia allora si parla della maggior efficenza tecnologica che è possibile. Per quanto riguarda il solare non si capisce proprio che dici Non è certo alternativo al nucleare (nessuno infatti l'ha mai sostenuto), già ORA riceve i contributi tra i più alti al mondo o forse proprio i più alti (cerca qualcosa sul "conto energia") quindi economicamente è già di gran lunga ok. Per quanto riguarda l'aspetto produttivo invece è ancora lontano dal sopperire alcune lacune legate alle caratteristiche necessarie alla produzione industriale di energia ma lericerche continuano e non c'è ragione che si fermino col nucleare
__________________
I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
|
|
|
|
|
|
#512 |
|
Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
|
Dai banali conti fatti riguardo l'utilizzo dell'uranio esistente in reattori autofertilizzanti con conseguente bruciamento del plutonio prodotto e riprocessamento del combustibile.
il rendimento totale della filiera del combustibile con questo ciclo arriva a valori enormi; intorno all'80% contro un 5% tradizionale. Inoltre con un utilizzo spinto del riprocessamento c'è il piccolo "effetto collaterale" che nei depositi di lunga permanenza ci và circa il 95% (vado a memoria) in meno delle scorie in quanto la maggior parte viene, appunto, riprocessata
__________________
I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
|
|
|
|
|
#513 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
|
Quote:
Parliamo dell'approccio economico, di quello tecnico, di quello legato all'"autonomia" o di che altro ? Per l'autonomia (di cui credo tu stia parlando) il "buco" è nel medio termine: Nel breve periodo i combustibili fossili continueranno a darci la maggior parte dell'energia e non c'è molto da fare. Nel lungo periodo si arriva a sistemi come la fusione ( di cui si sà già che è possibile, il problema è tecnologico, non scientifico) Resta da riempire il gap tra la fine dei fossili e l'inizio della fusione.. Personalmente vedo che i vari paesi continuano a "sondare il terreno" per evitare di restare col sedere a terra. Quelli che le tecnologie nucleari ce l'hanno tentano comunque l'approccio all'eolico (probabilmente arriveranno intorno al 15-18%), chi ha le condizioni meteo-climatiche tenta l'approccio al solare termodinamico, alcuni cercano altre filiere per il nucleare stesso etc.. Insomma i paesi (ovvio che mi riferisco a paesi industrializzati e scientificamente avanzati) cercano il giusto mix di risorse per farsi traghettare verso il futuro. Il tracollo che paventi è possibile se il paese inq uestione non affronta il futuro in modo da garantirsi la fornitura. Esattamente come una centrale atomica ha inizialmente bisogno di petrolio per essere costruita e cominciare a funzionare anche una equivalente distesa di pannelli fotovoltaici per la stessa potenza (o pale o una diga...) ha bisogno di petrolio e materie prime. Insomma il tuo discorso si adatta a tutto, il punto è usare l'autonomia che ci resta per garantirci i maggiori vantaggi
__________________
I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
|
|
|
|
|
|
#514 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Roma
Messaggi: 11013
|
Quote:
|
|
|
|
|
|
|
#515 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Oct 2006
Messaggi: 753
|
che vergogna vivere in italia (volutamente minuscolo) leggendo alcuni commenti capisco perchè siamo a questo punto.
Ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo. |
|
|
|
|
|
#516 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
Messaggi: 2757
|
Su Aspo ho letto
ASPO colloca il picco globale del petrolio nel 2010 e quello del petrolio convenzionale dovrebbe essere già avvenuto nel 2007 Che differenza c'è tra i 2? |
|
|
|
|
|
#517 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Italia
Messaggi: 3681
|
Ecco il comunicato che abbiamo fatto noi di Progetto Liberale
- vista l'evidente rinnovata tendenza mondiale ad un ricorso massiccio all'energia nucleare, sostenuta dai Governi di Francia, Regno Unito, Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, India etc. ed il diverso clima presso l'opinione pubblica - vista la rilevante mole di analisi scientifiche dell'OCSE, della IEA e di moltissime Università (tra cui il MIT) che la considerano praticamente tutte un forte strumento di riduzione delle emissioni inquinanti e in larga parte anche una fonte economica rispetto alle dirette concorrenti, al netto di interventi pubblici - considerata la grave situazione di sbilanciamento economico del nostro paese, con una bolletta di importazioni elettriche e di materie prime per la produzione di energia elettrica drammaticamente negativa e con uno scarso peso delle industrie ad alta tecnologia - considerata la grave situazione di debolezza strategica che il dipendere da paesi come Russia e Libia e l'avere una autonomia produttiva di meno di un mese in caso di blocco del commercio internazionale di energia e di materie prime per la sua produzione comportano Si complimenta con le posizioni espresse dalla Presidente degli Industriali Marcegaglia e dal Governo Italiano nella persona del Ministro Scajola circa l'opportunità di porre la prima pietra di un gruppo di centrali nucleari di terza generazione in Italia entro il duemila e tredici per rendere possibile entro il duemila e venti un sostanziale riequilibrio delle nostre emissioni di CO2, del costo delle nostre bollette elettriche, del ruolo delle industrie ad alta tecnologia nella nostra economia, rimuovendo gli anacronistici ed illiberali veti alla diversificazione dell'approvvigionamento energetico da parte dei privati. Auspica che alle parole seguano veramente i fatti, e che non ci siano rallentamenti nella predisposizione di un quadro normativo e finanziario tale da agevolare questo impegno già giudicato sicuramente fattibile da grandi realtà economiche come ENEL, Edison, Mediobanca et al. che dovrà essere necessariamente coerente con la liberalizzazione del mercato energetico Propone come strategia di lungo periodo di garanzia e di serietà del nuovo programma nucleare l'incentivazione di un massiccio ricorso al Mercato, inteso come finanziatore e come regolatore autonomo dello sviluppo industriale, e la costruzione di un quadro di rigida tutela dell'ambiente e promozione della ricerca tramite misure quali 1. completamento della liberalizzazione secondo quanto previsto 2. uno studio concreto, perseguito da una commissione di esperti di provato valore, della possibilità di superamento del diritto di inquinamento delle altrui proprietà, secondo quanto proposto dall'economista premio nobel Ronald H. Coase, al fine di ristabilire una condizione di mercato libero nel settore della produzione di energia che ristabilisca il giusto vantaggio per le produzioni a basso impatto come quella nucleare e quelle rinnovabili, rispetto alle fonti a più alto impatto 3. la riduzione della tassazione sui consumi di energia elettrica e sui combustibili fossili, compensate dall'imposizione di una elevata (indicativamente dai 30€ al metro cubo di CO2 in su) tassazione al metro cubo sull'inquinamento atmosferico (anidride carbonica, anidride solforosa, ossidi di azoto, particolato) delle produzioni termiche industriali e la contestuale abolizione di ogni incentivazione (CIP 6/92 et al.) alle fonti assimilate alle rinnovabili e rinnovabili, con il trasferimento dei fondi ad essa destinate alla diminuzione di altre imposizioni fiscali tali da garantire un impatto zero sulla pressione fiscale per l'introduzione della tassazione sull'inquinamento, che costituisce essa stessa efficace surrogato indiretto dell'incentivo a quelle fonti che non producono emissioni ed efficace incentivo anche all'aumento dell'efficienza dei grandi impianti di produzione termica (tassati non più sui consumi ma sull'inquinamento prodotto da essi). 4. la cessazione del calcolo sulla bolletta elettrica degli oneri nucleari ed il trasferimento degli stessi, assieme all'intero capitale SOGIN, al Ministero dell'ambiente, perchè siano finanziati in modo trasparente dalle tasse sui redditi anzichè dalle tasse sulle bollette, perchè la gente paghi come prezzo quello che consuma, non le scelte politiche degli ultimi anni ottanta 5. l'adeguamento alle nuove tecnologie sopravvenute (già installate su tutte le centrali attualmente funzionanti del tipo di quei due impianti), il ripristino delle parti smantellate finora ed il riavviamento a spese dello Stato (che ne determinò con deliberazioni CIPE la chiusura) delle centrali nucleari di Caorso e Trino Vercellese, da affiancarsi con Facoltà di Ingegneria Nucleare che ne usufruiscano come scuole per le nuove generazioni di ingegneri 6. il preavviso dell'intenzione di una denuncia dell'emendamento 1993 alla Convenzione di Londra alla data della sua nuova discussione (sarà in vigore fino al 2018) sullo smaltimento sotto i fondali marini dei rifiuti nucleari di basso e medio livello, che impedì la forma più sicura di smaltimento sul piano ambientale ed economico per ragioni politiche, e la costituzione immediata di una task force incaricata di analizzare nuovamente tale possibilità su un piano sperimentale. 7. un rapido finanziamento massiccio all'ENEA per lo studio dei reattori ADS, proposti anche da Carlo Rubbia, accreditati -nell'ottica della IV generazione- per il 2030 della capacità di utilizzare come combustibile le scorie di alto livello accumulate 8. sotto finanziamento del Min. Ambiente l'attribuzione all'ENEA, da ristabilirsi come indipendente eliminando il suo commissariamento, della gestione e regolazione delle operazioni di smaltimento temporaneo delle scorie nucleari, con l'attribuzione della proprietà dei siti più adeguati a ciò del vecchio programma nucleare e del compito di individuare e procedere sotto segreto di Stato alla predisposizione di almeno due siti alternativi per lo smaltimento definitivo di scorie nucleari entro il 2020, da lasciare sondati e realizzati esternamente ma vuoti e pronti allo scavo fino alla verifica (intorno al 2030) della possibilità o meno di riciclare (e se del caso quante) le scorie temporaneamente stoccate. 9. nel caso si voglia procedere addirittura all'adozione di misure di tipo "militare" (esempio: sviluppo di una flotta sottomarina nucleare o persino di una forza strategica) una netta separazione tra uso civile e uso militare, lasciando come unica competenza del ministero della Difesa sulla produzione civile la tutela dei siti nucleari da minacce terroristiche e separando nettamente i finanziamenti militari da quelli civili oltrechè la finalità dei singoli impianti, ad evitare pericolose commistioni. 10. il ripristino della competenza costituzionale allo Stato centrale circa la produzione di energia e l'attribuzione delle caratteristiche di sito militare a qualsiasi installazione elettrica o di smaltimento di scorie nucleari superiore ad una certa dimensione (indipendentemente dalla natura pubblica o privata dell'operatore di gestione e proprietà) con tutte le conseguenze di "ineludibilità" delle scelte circa il suo posizionamento da parte degli enti locali eventualmente riottosi, ai quali vanno però ristabiliti i contributi già previsti prima del referendum 1987. Consiglia l'astensione dall'incentivazione diretta delle fonti energetiche ed il perseguimento di una politica di neutralità (ferma la garanzia della repressione per mano dello Stato di chi si opponesse sul territorio alle attività private provocandone il blocco) e laddove si voglia inderogabilmente intervenire pubblicamente la ponderazione molto attenta delle alternative di filiera, con la convocazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri di un tavolo permanente con i rappresentanti delle compagnie più grandi estere (Areva, Toshiba Westinghouse, Atomstroyexport, General Electric, AECL etc.) e delle compagnie italiane (ENEL, Ansaldo Nucleare etc.) costituito da esperti ENEA, INFN, Assonucleare, IEA, che possa favorire una discussione sull'opportunità di eventuali agevolazioni pubbliche finalizzate alla scelta di una fra le alternative, ad esempio con la sigla di accordi diplomatici tra Italia e Francia o Italia e Russia o Italia e Stati Uniti o Italia e Giappone, o sulla più ragionevole (ed auspicabile) soluzione della questione affidata al mercato privato ed alle sue valutazioni.
__________________
Hp ELITEBOOK 865 g 11 - r5 8540u - 16gb ram ddr5 5600mhz - 512gb SSD - 16' full hd+ win11 PRO - COPILOT * XBOX series X * |
|
|
|
|
|
#518 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
|
Quote:
Ma hai letto tutti i post o solo gli ultimi per poi rigirarli come ti aggrada ? Se avessi letto tutto avresti capito che : a) io non credo che il nucleare si farà in Italia b) Non ne faccio una questione ideologica c) sarei moderatamente favorevole a questa tecnologia nel nostro paese, viste le sue condizioni (del paese), subordinandola però ad alcune cose d) si dovrebbe modificare l'impianto legislativo attuale che attualmente consente anche all'ultimo amministratore di bloccare qualsiasi opera e) ci vorrebbe una sorta di "patto" tra i maggiori schieramenti politici (che altrove è implicito) per impedire che un governo possa buttare letteralmente nel cesso fiumi di soldi bloccando il programma una volta avviato da un altro governo f) si dovrebbero istituire appositi meccanismi di controllo (sia amministrativo che tecnico) e questa forse è la parte più facile visto che basterebbe copiare dagli altri paesi Detto questo entriamo nel merito del post che hai quotato (probabilmente senza leggerne il contesto) Invito anche te a chiarire il "punto di vista" del quale parliamo visto che probabilmente non ti è chiaro e fai piuttosto confusione. di seguito riassumo i punti salenti, speriamo che siano chiari: a) dò per scontato che TUTTI sappiano che si può discutere di questi argomenti sotto diversi punti di vista (economico, scientifico, tecnologico, politico, geopolitico, visibilità internazionale, autonomia su periodi di tempo etc..) b) come ho già specificato ora non avrebbe senso sviluppare la tecnologia autofertilizzante per una serie di motivi quali: economicità dell'uranio, affidabilità estrema dei reattori tradizionali, non necessità di averle in tempi brevi (su questo ritornerò in seguito), etc... e sarei contrario al suo sviluppo oggi. c) dal punto di vista scientifico il ciclo autofertilizzante è un problema risolto (è noto) d) dal punto di vista tecnologico detto ciclo non è allo stadio sperimentale (già superato); è necessario, se si vuole utilizzare, uno sviluppo ed una standardizzazione (al pari dei reattori attuali) delle tecnologie e delle metodologie e) il post citato è una risposta ai catastrofisti dell'ultim'ora che propagandano balle del tipo "l'energia stà per esaurirsi nel mondo insieme al petrolio". Come dimostrato, di energie ce n'è in abbondanza se necessario f) non ho fatto previsioni ma tanto per rispondere alla tua battuta (?) sul convegno di energetica: per tua informazione ai convegni e su vari paper (ed anche su articoli di riviste quotate come Scientific American et similia) si fanno previsioni sul futuro energetico considerando anche la fusione...quella sì che è a livello sperimentale....anzi, meno Come vedi le cose stanno un pochino diversamente.. Peraltro previsioni non ne ho fatte ma di ipotesi si possono fare stante la situazione attuale ed i prevedibili sviluppi (rivoluzioni poco probabili a parte). Posto che il mercato sul lungo periodo (centinaia di anni) è poco prevedibile dal punto di vista dell'autonomia energetica l'ipotesi è: Con tutta evidenza i combustibili fossili continueranno a fornire la maggior parte dell'energia per i prossimi anni (non abbiamo alternative praticabili in fretta). Man mano il loro prezzo si alzerà, con un rateo di salita dovuto più alle manovre speculative che alla progressiva mancanza di materia prima, e diventeranno appetibili le alternative "immediate" come sabbie bitumose, giacimenti non esauriti ma non più convenienti etc. Nel frattempo le "rinnovabili non continue" (eolico, solare termico, solare fotovoltaico) continueranno la loro strada attestandosi presumibilmente intorno al 15-18% del totale nazionale (con variabilità tra nazioni). Ove sarà possibile si sfrutteranno le rinnovabili continue come l'idroelettrico ed il geotermico. Il nucleare resterà ancorato principalmente al ciclo attuale (magari con riprocessamento) per la III e la IV generazione per percentuali variabili tra il 20-30% (per percentuali minori ha poco senso imho) con punte del 80% (vedi Francia attuale) vista l'economicità ed il ritorno in know how delle industrie. Per il medio periodo (transizione) forse aumenterà ma dipenderà imho dalle situazioni contingenti. E' possibile che prendano piede le filiere basate sull'ancor più economico torio o i CANDU per la produzione di energia. (io sapevo l'India lanciata per la strada del torio ma un utente mi ha messo la pulce nell'orecchio e devo ancora controllare) Sul lungo periodo, risolti i problemi tecnologici, si parlerà di fusione nucleare su scala industriale. Continuando a riferirsi (come ho fatto finora) a paesi tecnologicamente e scientificamente avanzati mi interessava rimettere al loro posto chi paventa il "resteremo al buio" visto che con una politica intelligente (o di semplice buonsenso) non si resterà al buio. Peraltro sono convinto che nonostante le diverse migliaia di anni che potrebbero essere garantiti dalle riserve di uranio (più quelli del più abbondante torio) non ne useremo nemmeno 1/20. Anche l'ipotesi di mancanza di energia per la transizione scritta da jumper la vedo un problema. Il problema posto è sicuramente più reale e più interessante della mancanza di risorse tout court ma guardando i dati c'è molto spazio per i paesi industrializzati per garantirsi delle produzioni sufficenti alle loro esigenze anche nel periodo in cui si assisterà all'esaurimento delle scorte di fossili. E se ITER incontrasse problemi insormontabili e non ci fossero reali alternative alla produzione di energia ? Questa è imho l'obiezione più rilevante che potrebbe incontrare l'ipotesi. Del resto la fusione è ad uno stadio meno che sperimentale e quindi è in teoria possibile che incontri problemi di tipo tecnologico insormontabili dalle nostre conoscenze o comunque che ne ritardino enormemente lo sviluppo. Ipotizzando pessimisticamente di dover aspettare anche 20-25 anni prima di renderci conto che con la fusione abbiamo problemi seri avremmo bruciato comunque la metà (circa) dell'uranio stimato oggi. Intanto diciamo che è la metà dell'uranio disponibile OGGI quindi in futuro potremmo avere metodi per estrarlo dal mare ad es. Ma ragioniamo pessimisticamente e diciamo di non aver messo a punto nulla in merito. Poniamo altri pessimistici 10-15 anni per mettere a punto il ciclo autofertilizzante (che esiste già, lo vogliamo mettere a punto ben bene). nell'ipotesi peggiore resterebbe a quel punto circa 1/4 dell'uranio. Se le stime sono intorno ai 3000-4000 anni ora avremmo 700-1000 anni di autonomia...più che sufficenti direi... Ma, ripeto, questa è fantapolitica energetica in quanto con tutta probabilità (basandoci sulle evidenze di oggi) non ce ne sarà bisogno.
__________________
I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
|
|
|
|
|
|
#519 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
|
Quote:
Se è vero che il nucleare conviene e sa stare inpiedi con le sue gambe (come non accade in nessun paese) si liberalizza il mercato e gli si dà il via, magari quando il problema delle scorie sarà risolto. Diversamente rimane un capriccio ideologico. Legittimo finchè vuoi (conseguenza di regolari elezioni), ma ideologico. Nulla di male quindi, però non mi stà bene che vengano tacciati di seguire un pedissequo ideologismo coloro che (a torto o a ragione) prospettano delle più che valide e fondate contrarietà ed indicano politiche alternative più che valide e largamente condivise da tanti paesi che rappresentano il nostro modello. |
|
|
|
|
|
|
#520 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: Modena
Messaggi: 4125
|
non'ho letto tutto il thread, cmq ho trovato un libro di uno scienziato di Modena in cui sostiene che col nucleare non si và avanti.....cmq su questo sito c'è la prefazione...
http://www.galileo2001.it/materiali/...sione_sole.php Mah guardate chi l'ha scritta...
__________________
ho concluso felicemente con: masterGR, piantax, aragorn85, battalion75, lukas785, cagnulein, CaFFeiNe, josty,kabira85 e tanti altri |
|
|
|
|
| Strumenti | |
|
|
Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 12:19.





















