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Old 24-10-2007, 09:11   #101
onesky
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Prima che sia troppo tardi

Testo:

"Oggi dobbiamo fare qualche riflessione importante e delicata sullo Stato di Diritto nel nostro Paese e sulla tenuta democratica del nostro Paese.
Lo dobbiamo fare anche perché i giornali di oggi, ancora una volta, spacciano per litigio fra Di Pietro e Mastella una questione politica che io ho posto e che, con malaccorta indecenza, il mio collega cerca di ribaltare riversando su di me ingiurie e contumelie.
Una premessa: Mastella se la prende con me dicendo che avrei fatto chissà cosa di poco trasparente, nella vita passata. Sui fatti che mi riguardano è bene ripetere ancora una volta che allorché fui messo sotto indagine mi dimisi, prima da magistrato e poi da ministro e corsi dal mio giudice per farmi giudicare. Il giudice prosciolse me e condannò per diffamazione e calunnia i miei accusatori. Questa è la mia storia personale. E’ finita. Non se ne parli più.

Il problema non è questo: fossi anche il diavolo della situazione, la questione è l’inchiesta che a Catanzaro si sta portando avanti nei confronti di una classe politica e la reazione della stessa atta a far togliere l’inchiesta a quel magistrato. A questa domanda dobbiamo dare una risposta.

Di che cosa stiamo parlando? E’ successo che nei mesi scorsi un magistrato, fino a quel momento poco conosciuto, ha messo in piedi un’inchiesta detta “Poseidone” riguardante contributi, anche europei, finanziamenti non trasparenti e rapporti fra politica e affari.
In questa inchiesta era coinvolto un tale Pittelli, parlamentare di Forza Italia, e addirittura personaggi vicini al Procuratore Capo di Catanzaro. A farla breve: questa inchiesta è stata tolta al magistrato titolare.
Nel frattempo lo stesso magistrato aveva istruito anche l’inchiesta “Why not”, pure riguardante contribuzioni pubbliche e “scorciatoie” per acquisire questi fondi e per dare e avere favori.
Nell’ambito di questa inchiesta, sono finiti sotto indagine anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Non credo ci sia niente di più doveroso, quando un magistrato fa indagini su politici di rilievo, che gli si lasci fare il proprio mestiere.
Invece è stata attivata, per lui, una procedura di trasferimento proprio dal ministro della Giustizia. L’immagine che ne viene fuori è di una Casta che non vuole farsi giudicare, di un potere che respinge lo Stato di Diritto e la legalità uguale per tutti, di una magistratura delegittimata ogni volta che cerca di fare il proprio dovere. Questa non era la politica di Berlusconi?
Non era questa la ragione per cui abbiamo chiesto agli italiani di votarci, per fare una politica giudiziaria totalmente opposta?
Abbiamo iniziato con l’indulto e finiamo con la delegittimazione dei magistrati.
Diranno che è tutto corretto, a norma di legge. Sì, è tutto corretto. Diceva Morvillo, cognato di Falcone, che la colpa dell’attentato al giudice era dei “professionisti delle carte a posto”.
Professionisti che pongono in essere degli atti che sicuramente potevano essere posti in essere, ma che messi insieme uccidono lo Stato di Diritto e, a volte, le persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Destabilizzazione, isolamento, delegittimazione portano a questo.

Io ho chiesto una cosa al Presidente del Consiglio, al Consiglio dei Ministri e al Parlamento, l’ho chiesto da ministro in carica e da Presidente di un partito che tiene in piedi questa maggioranza: ci si deve interrogare su quale politica giudiziaria vogliamo fare per questo Paese. Vogliamo che ci sia una discussione pubblica e trasparente, non questi continui colpi di mano che finiscono per essere colpi allo Stato di Diritto se non veri e propri colpi di Stato.
Io voglio portare all’attenzione la necessità che si faccia una riforma del processo penale: pochi reati ma con pene certe. Una riforma del diritto penale procedurale: si deve arrivare alla sentenza in un terzo dei tempi attuali. Una riforma finanziaria sulla struttura degli uffici: accorpamento delle circoscrizioni giudiziarie, gestione computerizzata delle procedure, dei carichi pendenti, del casellario giudiziale, dei rapporti fra gli organi di polizia e magistratura. Una struttura che permetta alla Giustizia di funzionare meglio.
Questo non è stato discusso né dal precedente governo né da quello attuale. Noi dell’Italia dei Valori chiediamo che su questi temi venga rilanciata l’attenzione prima che sia troppo tardi e per questo abbiamo deciso di lanciare una campagna nazionale di informazione a partire dalla fine di questa settimana, con una manifestazione per chiederci se è finito lo Stato di Diritto, affinché si discuta una volta per tutte sui soggetti legittimati, capaci e volenterosi di realizzare una nuova politica giudiziaria per questo Paese.
Voglio sapere se il ministro della Giustizia vuole questa nuova politica o se si sia ridotto ad essere una "longa manus" di chi vuole bloccare le indagini.

Questo fine settimana chiamiamo tutti al primo appello di una manifestazione in difesa della Giustizia e dello Stato di Diritto e contro le procedure barbariche di prevaricazione nei confronti dei magistrati che fanno il proprio dovere.
Prima che sia troppo tardi. Prima che “i professionisti delle carte a posto” si rendano colpevoli di qualche mano pesante che a posto mette la vita di qualche magistrato."

http://www.antoniodipietro.com/index.html
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Old 24-10-2007, 10:21   #102
dantes76
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Mettiamo caso di poter sostituire, prodi e mastella.. diciamo con un berlusconi, e con un previti alla giustizia... e di portare gli eventi attuali al 2002...

cosa sarebbe successo? di se un un ipotetico ministro della giustizia previti avesse rimosso, o avesse richiesto la revoca dell'inchiesta al magistrato che indagasse su berlusconi, e dopo su lui stesso?


L'inferno, ecco cosa sarebbe successo...

tutti si sarebbero opposti, tutti quelli che oggi stanno in SILENZIO, tutti quelli che oggi guardano alla FINESTRA, si sarebbero opposti... avrebbero tirato fuori fior di manifestazioni, di proposte di legge per bloccare il tutto...

invece oggi mi prende lo sconforto a vedere che quelli che alzavano la voce ieri, oggi manco aprono la bocca, e quelli che cambiavano e distruggevano la magistratura ieri, oggi fanno quello che facevano ieri, pensano a cosa poptranno fare loro, quando sarannno al governo..

mi prende lo sconforto, perche a difendere lo stato di diritto e dovere in italia, ci sta solo un partito, e qualche mosca bianca nell'opposozione, come tabbacci... questo paese non ha, ne avra' mai speranza, perche chiedere a dei criminali, corrotti, corruttori, assassini, mafiosi, di combattere la criminalita'. sara' qualcosa di impensabile...
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Old 24-10-2007, 10:46   #103
-kurgan-
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Mettiamo caso di poter sostituire, prodi e mastella.. diciamo con un berlusconi, e con un previti alla giustizia... e di portare gli eventi attuali al 2002...

cosa sarebbe successo? di se un un ipotetico ministro della giustizia previti avesse rimosso, o avesse richiesto la revoca dell'inchiesta al magistrato che indagasse su berlusconi, e dopo su lui stesso?


L'inferno, ecco cosa sarebbe successo...

tutti si sarebbero opposti, tutti quelli che oggi stanno in SILENZIO, tutti quelli che oggi guardano alla FINESTRA, si sarebbero opposti... avrebbero tirato fuori fior di manifestazioni, di proposte di legge per bloccare il tutto...

invece oggi mi prende lo sconforto a vedere che quelli che alzavano la voce ieri, oggi manco aprono la bocca, e quelli che cambiavano e distruggevano la magistratura ieri, oggi fanno quello che facevano ieri, pensano a cosa poptranno fare loro, quando sarannno al governo..

mi prende lo sconforto, perche a difendere lo stato di diritto e dovere in italia, ci sta solo un partito, e qualche mosca bianca nell'opposozione, come tabbacci... questo paese non ha, ne avra' mai speranza, perche chiedere a dei criminali, corrotti, corruttori, assassini, mafiosi, di combattere la criminalita'. sara' qualcosa di impensabile...
è sconfortante vedere che l'onestà non fa maggioranza, in italia
a prescindere dallo "schieramento".
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Old 24-10-2007, 14:22   #104
naitsirhC
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Ecco gli sviluppi...

http://www.ansa.it/opencms/export/si..._70737044.html


CASO DE MAGISTRIS, ATTI WHY NOT INVIATI A ROMA
CATANZARO - Il procuratore generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi, ha disposto la trasmissione degli atti dell'inchiesta Why Not alla procura di Roma affinché li possa valutare il Tribunale dei ministri. Dolcino Favi. a quanto si è appreso, ha deciso la trasmissione dell'intero fascicolo processuale perché venga valutato se i reati ipotizzati nei confronti del presidente del Consiglio, Romano Prodi, e del ministro Mastella, siano stati commessi quando già erano componenti del Governo o in una fase precedente.

Secondo quanto si è appreso nella capitale la decisione di inviare il carteggio a Roma, per competenza territoriale, potrebbe riguardare i soli aspetti relativi ad ipotesi di reato legate all'esercizio delle funzioni di ministro e dei soggetti collegati e non tutta la parte restante dell'inchiesta. L'incartamento, stando alle indiscrezioni, si trova ancora in Calabria e dovrebbe arrivare a Roma tra oggi e domani. Gli atti saranno consegnati alla procura della repubblica che, dopo un esame preliminare e previa iscrizione nel registro degli indagati dei soggetti interessati, tra questi Clemente Mastella, provvederà alla trasmissione del fascicolo processuale al competente collegio per i reati ministeriali.


LEGALE MASTELLA: TRIBUNALE DEI MINISTRI VALUTERA'INFONDATEZZA
ROMA - "Il Tribunale del ministri prenderà atto della infondatezza assoluta di qualsiasi accusa nei confronto del ministro Mastella". Ne è certo l'avvocato Titta Madia che assiste il Guardasigilli, a proposito delle notizie secondo le quali la Procura generale di Catanzaro avrebbe trasmesso al Tribunale dei ministri gli atti relativi all' iscrizione del Guardasigilli nel registro degli indagati per l'inchiesta Why not tolta al Pm Luigi De Magistris. "Il Tribunale dei ministri - ha spiegato Madia - svolgerà le indagini che riterrà opportune ma noi riteniamo che, stando a ciò che si conosce, e cioé la famosa intercettazione con il dottor Saladino e i rapporti con il dottor Bisignani e con il generale Cretella, siano tutti fatti insignificanti". L'avvocato ha aggiunto che "al ministro non è arrivato nulla, solo le comunicazioni a mezzo stampa".
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Old 24-10-2007, 14:56   #105
Igor
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De Magistris a Radio 24: «Mi espongo per difesa, grave l'avocazione del fascicolo»
«Un passo indietro di 50 anni»

Alessandro Milan

MILANO - Parla di silenzi assordanti, evoca una sorta di legittima difesa che lo ha costretto a esporsi nonostante l'appello del presidente Napolitano. E cita un episodio emblematico: «Ieri un mio collaboratore mi ha chiamato per dirmi che doveva interrompere le sue attività molto delicate legate all'inchiesta. Pensi un po' se si può andare avanti così, con queste mortificazioni».

Luigi de Magistris, il magistrato al momento più discusso d'Italia, è intervenuto ieri su Radio 24 nella trasmissione "Viva Voce" per raccontare la sua verità sulla bufera che è seguita all'avocazione dell'inchiesta "Why not", quella in cui risultano tra gli altri indagati il presidente del Consiglio Prodi e il ministro alla Giustizia Mastella. «Invito tutti a riflettere sul perché uno come me, abituato da sempre al silenzio, sia dovuto intervenire pubblicamente - ha detto de Magistris -. Ma lo faccio dopo aver registrato anni di silenzi colpevoli, profondi e per certi versi inquietanti».

De Magistris continua a ribadire la sua correttezza totale nelle procedure: «Dicono che non avrei avvertito i superiori dell'iscrizione nel registro degli indagati del ministro Mastella ma è un'accusa inconsistente. Mi sono attenuto assolutamente alla legge, comunicando tutto al vertice del mio ufficio. Chi dice il contrario dice il falso. Sul presunto conflitto di interessi tra la richiesta di trasferimento avanzata nei miei confronti dal Guardasigilli e l'indagine dico solo che il mio comportamento è stato lineare e il conflitto di interessi non è certamente il mio».

Poi il procuratore dì Catanzaro rilancia: «Qui sono in gioco i rapporti tra l'Esecutivo e l'autonomia e indipendenza della magistratura e i rapporti interni allo stesso ordinamento giudiziario. Con questa avocazione abbiamo fatto un passo indietro di 50 anni».

De Magistris si dice comunque fiducioso in attesa della decisione del Csm, che il magistrato auspica arrivi in tempi rapidi: «D'altronde - aggiunge - devo capire se ci sono ancora le condizioni, almeno in Calabria, per continuare a fare il magistrato tenendo presente l'articolo 3 della Costituzione, quello secondo cui tutti sono uguali davanti alla legge. Non vorrei che ci stessimo avviando su una china pericolosa, quella per cui se si toccano determinati interessi, quelli dei colletti bianchi per intenderci, piomba una avocazione o sottrazione del fascicolo. Questo è molto mortificante: si immagini cosa significa per un magistrato dopo due anni di lavoro vedersi sottratta un'inchiesta dalla mattina alla sera».

La tentazione di lasciare la toga non c'è, però l'amarezza è tanta: "Uno non può essere un magistrato esemplare se fa le indagini sui trafficanti di droga o sui rapinatori e diventa un soggetto pericoloso, un 'ciuccio', un soggetto eversivo o un millantatore se indaga nei confronti della pubblica amministrazione" commenta de Magistris, che per giustificare il suo intervento dopo l'appello del Capo dello Stato rilancia: "Mi sono dovuto esporre quasi per legittima difesa. Stavano succedendo fatti gravissimi nel silenzio assordante generale. Ora il Csm decida in piena autonomia ma in tempi rapidi perché debbo sapere se ci sono le condizioni per lavorare con serenità, senza il rischio di vedersi sottrarre dall'oggi al domani una serie di inchieste solo perché si toccano fili che non dovevano essere nemmeno sfiorati".

Infine un accenno alla politica, e all'accusa del ministro Mastella di averlo voluto indagare per poi diventare un eroe popolare: "Sono parole in libertà. Siamo in un Paese democratico e ognuno dice ciò che pensa. Come su fronte di una mia possibile candidatura: lasciamo perdere".


Il Sole 24 Ore
24-10-2007




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Old 24-10-2007, 15:37   #106
onesky
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fa bene De Magistris a parlare pubblicamente.

E' ora di farla finita con le teste chine.

E' ora che in Italia si prenda coscienza che tutti possono fare qualcosa contro questa mer*a di casta.
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Old 24-10-2007, 16:59   #107
Pancho Villa
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fa bene De Magistris a parlare pubblicamente.

E' ora di farla finita con le teste chine.

E' ora che in Italia si prenda coscienza che tutti possono fare qualcosa contro questa mer*a di casta.
Quotone!
Infatti non mi aspettavo che avrebbe avuto le OO di sparare sulla politica italiana, speriamo che questa sia la volta buona quantomeno per iniziare un processo di svecchiamento e rinnovamento.
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Old 24-10-2007, 17:46   #108
Lucrezio
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indelebile taci,anzi no,parla mentre lavori in una cava di pietra...
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Old 25-10-2007, 16:55   #109
dantes76
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Il csm nomina iannelli nuovo procuratore generale di catanzaro
«Why not»: polizia in sede «Campanile»
Le forze dell'ordine hanno acquisito l'elenco dei fornitori nell'ambito dell'inchiesta catanzarese

Il procuratore Enzo Iannelli (Ansa)
ROMA - La polizia giudiziaria, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Catanzaro «Why not», si è presentata presso la sede del quotidiano dell'Udeur «Il Campanile» facendo richiesta dell'elenco dei fornitori. Lo rende noto un comunicato del Consiglio di amministrazione dello stesso quotidiano. L'acquisizione dei documenti è stata disposta dall'attuale procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi che aveva avocato l'inchiesta dal suo tiolare il pm Luigi de Magistris.

IL COMUNICATO - «Il Consiglio di Amministrazione de «Il Campanile Nuovo» - si legge nella nota diffusa dal giornale dell'Udeur - informa che, ufficiali della polizia giudiziaria si sono presentati nella sede del quotidiano, a Roma in Largo Arenula 34, su mandato della Procura di Catanzaro». «La polizia giudiziaria molto correttamente ha evidenziato che la ragione della loro presenza era legata ad una richiesta di acquisizione di copie di documenti. Quindi - prosegue il comunicato - nè una perquisizione nè alcuna richiesta imperativa. Sostanzialmente, la polizia giudiziaria ci ha informato che potevamo o meno, discrezionalmente, mostrare quanto oggetto di richiesta di esibizione». «Siamo contenti che le indagini proseguano e facciano il loro corso - sottolinea il Cda del "Campanile Nuovo" - perchè non abbiamo nulla da nascondere nè tanto meno da temere per quanto concerne la nostra gestione. Abbiamo invitato la polizia giudiziaria ad estrarre copia di tutto quanto ritenuto utile, in immediato riguardo, alla richiesta avanzata.

POLIZIOTTI ANCHE A SAN MARINO - Nell'ambito sempre dell'inchiesta «Why not» sarebbero stati acquisiti dei documenti all'interno di un istituto di credito a San Marino.

NUOVO PROCURATORE A CATANZARO - Intanto Enzo Iannelli, attualmente a capo della procura di Pisa, è stato nominato nuovo procuratore generale di Catanzaro. Prenderà il posto occupato dall'attuale facente funzioni Dolcino Favi. Iannelli è stato nominato all'unanimità il plenum del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che si è espresso con una procedura d'urgenza. Se il ministro della Giustizia gli darà il cosiddetto «anticipato possesso», Iannelli potrebbe già insediarsi a Catanzaro tra una decina di giorni.

LA CARRIERA - In magistratura dal 1969, Iannelli è stato per vent'anni alla procura generale della Cassazione, rappresentando l'accusa in importantissimi processi: tra i tanti quelli per le stragi alla stazione di Bologna e di Ustica, l'attentato a Wojtyla, il cosiddetto Moto-ter e il sequestro delle liste degli scritti alla P2.

GRANDE ESPERIENZA - Nella delibera con cui il Csm ha decretato la nomina, si sottolinea «l'approfondita conoscenza» da parte di Iannelli della realtà calabrese, dovuta alla trattazione di complessi procedimenti sulla criminalità organizzata, nel lungo arco di tempo in cui è stato alla procura generale della Cassazione; tra i tanti, quello sulla Duomo Connection.

CASI ECCELLENTI - Il nuovo Pg di Catanzaro si è occupato anche del maxiprocesso alla sacra Corona Unita e del sequestro Celadon. E per quanto riguarda il terrorismo, degli omicidi Occorsio e Amato. Sue anche le requisitorie in Cassazione nel terzo troncone del processo a Enzo Tortora, nel procedimento per il disastro di Stava e nel processo a carico di Marcinkus. Si è occupato anche, sia pure in un ruolo particolare, dello scandalo Lockheed, visto che nel 1977 ha fatto parte come assistente e su indicazione del Parlamento dell'ufficio dei Commissari d'accusa presso la Corte costituzionale. Dal 1997 guida la procura di Pisa, che sotto la sua conduzione - evidenzia ancora il Csm - ha ottenuto «ottimi risultati» sotto il profilo dell'efficienza, riducendo l'arretrato e contenendo le spese per le intercettazioni.(
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http://www.corriere.it/cronache/07_o...lli_print.html
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Old 25-10-2007, 17:09   #110
Ser21
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L'inchiesta why not vola a roma al vaglio del tribunale del ministero ancor prima che sia stata fatta una richiesta a procedere o quantomeno un rinvio a giudizio...della serie,i politici controllano quale sono gli assi nella manica del processo why not e agiscono di conseguenza...
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Old 25-10-2007, 18:40   #111
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L'inchiesta why not vola a roma al vaglio del tribunale del ministero ancor prima che sia stata fatta una richiesta a procedere o quantomeno un rinvio a giudizio...della serie,i politici controllano quale sono gli assi nella manica del processo why not e agiscono di conseguenza...
e ora DOPO aver mandato i fascicoli e aver avvertito tutti...mandano le perquisizioni
Ma chi pensano di prendere per il culo?

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CATANZARO: ESEGUITE PERQUISIZIONI A ROMA E SAN MARINO
Il procuratore generale facente funzionale della Corte d'Appello di Catanzaro, Dolcino Favi, titolare dell'indagine "Wuy Not" dopo l'avocazione decisa venerdi' scorso, ha dato disposizione agli uomini della polizia giudiziaria di eseguire una serie di perquisizioni a Roma e a San Marino. Ad eseguirle, a quanto si apprende, sono stati i Carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso la procura della Repubblica del capoluogo. Titolare dell'inchiesta, fino a pochi giorni adietro, era il sostituto procuratore Luigi de Magistris.
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Old 25-10-2007, 21:10   #112
stbarlet
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Santoro ha deciso di suicidarsi. Almeno mediaticamente parlando
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Old 25-10-2007, 21:45   #113
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Santoro ha deciso di suicidarsi. Almeno mediaticamente parlando
Questa è una bomba.
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Old 26-10-2007, 13:43   #114
DonaldDuck
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Il capro espiatorio ?

http://www.corriere.it/cronache/07_o...indagati.shtml
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gli sviluppi di "why not". Il ministro: «Continuerò a lavorare con serenità»

Mastella verso l'iscrizione come indagato

Arrivati alla procura di Roma gli atti dell'inchiesta della magistratura di Catanzaro. Non ci sono quelli su Prodi

ROMA - Sono arrivati alla procura di Roma gli atti dell'inchiesta della magistratura di Catanzaro denominata «Why not». Riguardano, secondo quanto si è appreso, la sola posizione del Guardasigilli Clemente Mastella e dei personaggi collegati alle ipotesi di reato prese in esame, e non anche quella del Premier Romano Prodi. In giornata il nominativo di Mastella sarà iscritto nel registro degli indagati. Il Guardasigilli assicura: «Continuerò a lavorare con serenità».

LE IPOTESI DI REATO - L'incartamento, circa 30 faldoni, è ora al vaglio del procuratore della repubblica Giovanni Ferrara. Abuso d'ufficio, finanziamento illecito e truffa le ipotesi di reato per le quali Mastella era finito nel registro degli indagati nel quadro degli accertamenti curati dal pm Luigi De Magistris prima dell'avocazione dell'inchiesta.

ISCRIZIONE IN ARRIVO - Per le stesse ipotesi di reato, ragionevolmente, il ministro della Giustizia e le persone collegate alla sua posizione, saranno iscritte nel registro degli indagati della capitale. Dopo un esame del fascicolo processuale, il procuratore Ferrara ed i sostituti che, eventualmente saranno codelegati, invieranno le carte, per competenza, al tribunale dei ministri previa formulazione di un parere sulla definizione del procedimento (approfondimento delle indagini ovvero richiesta di archiviazione). Sarà comunque il competente collegio per i reati ministeriali, formato da tre magistrati, a prendere una decisione definitiva sulla vicenda.

LETTERA DI MARINI AI VERTICI DELLA PROCURA DI CATANZARO - Intanto il presidente del Senato, Franco Marini, avrebbe informato Mastella di aver scritto ai vertici della Procura di Catanzaro per verificare il rispetto delle garanzie costituzionali nell'ambito della vicenda. Marini, facendo riferimento alle prerogative costituzionali del Senato, avrebbe scritto al Procuratore Generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi (che ha avocato a sé l'inchiesta "Why Not" del pm Luigi De Magistris) al presidente della Corte d'Appello, al presidente del Tribunale e al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo calabrese. Il presidente del Senato avrebbe informato anche il presidente della Giunta delle elezioni e delle immunitá parlamentari di palazzo Madama, Domenico Nania. «Tutto ciò -scrive Marini in un passaggio della missiva inviata ai vertici della Procura di Catanzaro - al fine di avere garanzie che siano state pienamente rispettate le norme di cui all'articolo 68 della Costituzione e quelle di attuazione di detto articolo, con particolare riferimento alla legge 140 del 2003».


26 ottobre 2007

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Old 30-10-2007, 12:04   #115
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De Magistris: in 7 pagine il ricorso contro l'avocazione


L'avere informato dell'iscrizione del Ministro Mastella nel registro degli indagati il procuratore aggiunto anziché il procuratore capo; il non aver trasmesso al Tribunale dei Ministri gli atti perché l'avocazione è arrivata prima che ciò fosse possibile; l'inesistenza della incompatibilità tra lui e Mastella. Sono tre i punti fondamentali sui quali si basa il ricorso presentato dal sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, contro l'avocazione dell'inchiesta "Why Not" disposta dal Procuratore generale Dolcino Favi.

«Non esiste - è scritto nel ricorso - alcun interesse da parte del titolare del procedimento, dal momento che le investigazioni aventi ad oggetto condotte in cui compariva anche il nominativo del ministro della Giustizia erano in corso da tempo». Il concetto è esplicitato nel passo successivo: «Nel caso di specie è stato il ministro della Giustizia ad esercitare la richiesta di trasferimento pur essendo consapevole che gli atti del fascicolo avevano anche ad oggetto la sua persona».

Forleo. È inutile una scorta quando gli «attacchi» arrivano «non dalla piazza» ma da «taluni esponenti istituzionali». Ed è inutile di fronte ad alcuni comportamenti da parte di «taluni esponenti» dell'Arma dei carabinieri riguardo alle numerose circostanze da lei denunciate. È quindi con «profonda amarezza» che il giudice Clementina Forleo, in una lettera inviata al prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, e al procuratore generale Mario Blandini, comunica di rinunciare alla scorta assegnatagli all'epoca in cui si occupava di terrorismo internazionale di matrice islamica ed 'elevatà, come si dice con un termine tecnico, dopo che, il 17 ottobre scorso, il giudice dell'inchiesta sul tentativo di scalata ad Antonventa, da cui sono derivate le indagini su Unipol e altre, ha ricevuto un proiettile con delle minacce. La stessa cosa è accaduta contemporaneamente al suo collega di Catanzaro, Luigi De Magistris, al quale Clementina Forleo aveva espresso solidarietà pochi giorni prima quando aveva partecipato una prima volta alla trasmissione "Annozero".

La decisione di rinunciare alla scorta, che motiva «amaramente», deriva anche da quelle che definisce «protratte condotte attive e omissive da taluni esponenti dell'Arma» in relazione alle minacce da lei subite in passato e anche più di recente: l'addolorano - dice, davanti ai cronisti, nel suo ufficio al settimo piano del Palazzo di giustizia milanese - il denunciato scarso impegno riguardo la ricerca dell'autore di quelle telefonate senza risposta nella casa dei genitori a Francavilla Fontana (Brindisi), prima della loro morte, in un incidente d'auto nell'estate del '95 («non c'entra l'episodio della loro morte, quello fu un incidente»). Ce ne sono state altre, nei mesi successivi, nell'azienda di famiglia, nel Brindisino, comprese lettere minacciose nei confronti suoi e del marito. Oggi alcuni testimoni hanno confermato agli inquirenti di Brindisi quelle minacce.


Minacce e tentativi di delegittimazione sui quali il giudice ha «riferito ai vertici dell'Arma senza ottenere alcun riscontro». È questa inerzia - mentre dai militari che indagavano sulle telefonate ai suoi genitori sono venute accuse di un presunto, eccessivo interessamento della Forleo alle indagini - che fa dire al magistrato, nel tentativo di sdrammatizzare: «Non ho bisogno di un taxi gratuito, pagato dallo Stato». Paura per la sua incolumità? «Spero di poter lavorare, come sempre, anche di più», risponde mutuando una battuta del suo collega de Magistris.


C'è poi il capitolo delle «pressioni» provenienti da «ambienti istituzionali» riguardo le decisioni giurisdizionali da lei prese nell'inchiesta su Antonoveneta, che portarono al deposito delle intercettazioni riguardanti svariati uomini politici di entrambi gli schieramenti (fra gli altri il ministro Massimo D'Alema, il leader dei Ds, Piero Fassino, i parlamentari di Forza Italia Romano Comincioli e Salvatore Cicu) e all'ordinanza, con toni duri verso i politici, con cui il gip ne chiedeva l'utilizzazione alle Camere. «Non faccio alcun nome, per ragioni di sicurezza ho riferito alcune circostanze solo ai miei familiari e a persone del mio entourage, tra cui Ferdinando Imposimato».


Domani la questione della rinuncia alla scorta decisa dal magistrato sarà affrontata in Prefettura nel corso di una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza. Laconico il commento alla giornata di oggi del prefetto Lombardi: «Forleo è persona tutelata perchè c'è una esposizione al rischio. Domani - ha aggiunto - faremo le nostre valutazioni».
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Old 30-10-2007, 14:21   #116
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Ricorso di De Magistris, il pg non conosceva atti

CATANZARO - Il procuratore generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi, quando ha disposto l'avocazione dell'inchiesta Why not non poteva conoscere gli atti e quindi non avrebbe dovuto togliere l'inchiesta al pm Luigi De Magistris, titolare in esclusiva dell'indagine. E' questo, in sintesi, quanto afferma lo stesso magistrato nelle sette pagine del ricorso presentato alla Cassazione contro il provvedimento di Favi. Stralci del documento sono pubblicati oggi da "Il Domani della Calabria" e dal "Quotidiano della Calabria". De Magistris basa il suo ricorso su tre punti fondamentali: l'inesistenza della sua incompatibilità, l'avere informato dell'iscrizione di Mastella nel registro degli indagati il procuratore aggiunto, e l'impossibilità di poter verificare la competenza del Tribunale dei ministri dal momento che l'inchiesta gli è stata tolta. Su quest'ultimo punto, il magistrato manifesta le proprie perplessità perché a suo avviso era ancora da accertare se la condotta ipotizzata nei confronti di Mastella fosse proseguita anche dopo la sua nomina a ministro. Una verifica, evidenzia il magistrato, che non ha potuto fare perché l'inchiesta gli è stata tolta. Secondo il pm, inoltre, Mastella, quando ha chiesto il trasferimento cautelare, sapeva che negli atti figurava il suo nome, quindi non può essere incompatibile il magistrato che poi, proseguendo le indagini, iscrive il ministro nel registro degli indagati come atto dovuto. Una dato confermato, secondo il pm, dal fatto che Mastella avrebbe tentato di ottenere una comunicazione della Procura "circa l'irrilevanza penale" del contenuto di intercettazioni telefoniche, "dichiarazione che, ovviamente, l'Ufficio di Procura non ha mani rilasciato". Il magistrato afferma anche di "non comprendere quale possa essere il contenuto della relazione del Procuratore trasmessa il 19 ottobre 2007", lo stesso giorno dell'avocazione e che sarebbe indicato da Favi come uno degli atti posti alla base del suo provvedimento, visto che non poteva conoscere il contenuto delle indagini. De Magistris afferma di avere agito correttamente, iscrivendo Mastella nel registro degli indagati quando sono emersi indizi di reato a suo carico e di avere trasmesso poi "il provvedimento di iscrizione al Procuratore aggiunto per il successivo visto. Altro non competeva".



Hai capito Mastella. Cercava di sapere se le intercettazioni potevano creargli "problemi".

Chissà come andrà a finire questa storia.
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