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Old 22-06-2007, 22:32   #141
++CERO++
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Finirà tutto insabbiato

Come faranno ?

- processi decennali = per far sbollire il risentimento popolare

- nessun agente identificato - tutti assolti

- qualche piccolo risarcimento in denaro (pagato peraltro dalle assicurazioni)
per far passare in giudicato il processo e chiudere la bocca ai più duri.

Dai gente, l'abbiamo già visto altre volte...

L'Aereo di USTICA

ecc. ecc.
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Old 22-06-2007, 22:58   #142
wanblee
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A quale pro alzare i toni dello scontro?
Rieccomi, scusa se non ti ho risposto subito, ma solo adesso mi sono liberato, inoltre ho visto che già altri ti hanno risposto quello che ti avrei detto io...

Bisogna ricordare che "Il Movimento" stava davvero diventando un movimento maturo e concreto. Non c'era (in realtà bisognerebbe parlare al presente, perchè non è certo morto con Genova) solo la fase della protesta, ma si parla concretamente di soluzioni.
Tutti parlano dei cortei, ma in quei giorni, in tutta la settimana precedente c'erano forum, tavole rotonde e incontri tematici in tutta Genova per discutere, informare e proporre soluzioni sui grandi temi affrontati (in fondo è la stessa cosa che si è riproposta a Firenze qualche anno dopo...).
A questo movimento aderiscono personaggi molto grossi (premi nobel, economisti e politici) che sanno molto bene quello che dicono, hanno un peso di livello internazionale e non possono certo essere liquidati come " 'soo ragazzi... ".

Molto spesso in discussioni su questi temi venvano riportati dati e fatti talmente evidenti e inconfutabili che difficilmente potevano essere attaccati, quindi si è pensato bene di portare lo scontro non sui contenuti, ma sul piano fisico facendo leva sulla parte più "dura" del movimento. E' indubbio che in molte situazioni in cui la tensione è alle stelle basta pochissimo per far degenerare tutto, se poi c'è la volontà specifica di arrivare allo scontro il gioco è molto facile.

Su questo punto a mio parere non ci sono dubbi, la criminalizzazione del movimento è stata creata a tavolino.

Una cosa però vorrei ribadire. Qui non si tratta di stare da una parte o dall'altra, ma a mio parere sarebbe importante che tutti coloro che in buona fede credono nella libertà di pensiero, nella democrazia e nel poter esprimere liberamente le proprie opinioni si indignassero per quello che è successo. Non si tratta di dare contro la polizia o difenderla. Si tratta di difendere la libertà di tutti di poter dire quello che si pensa senza paura di essere poi massacrato di botte dai militari o turturati in qualche bagno di qualche prigione...
Ragazzi, queste cosa succedevano nelle dittature del sudamerica, possibile che la storia non abbia insegnato a riconoscere gli eventi quando li si vedono??
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Old 23-06-2007, 03:24   #143
Satiel
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La tua analisi è buona, comunque non c'erano premi nobel a lanciare sassi con le molotov e le spranghe...
Forse hai ragione, hanno fatto una politica del terrore, ma dall'altra parte non erano tutti protesi con le mani dipinte di bianco al cielo...
Ora, qui c'è stato un doppio errore, quello delle forze dell'ordine che erano disorganizzati e impreparati (o troppo preparati stanto alla tua analisi ) e dall'altra giovani in assetto da guerriglia urbana...
Come ho già detto se i manifestanti pacifici avessero filtrato quelli violenti le forze dell'ordine non avrebbero sprangato innocenti...o almeno spero!
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Old 23-06-2007, 10:21   #144
Ciaba
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Ci sono stati violenti. C'è stato chi ha dato fuoco alle auto e a mezza città.

Ma mi chiedo...perchè non li hanno presi?
Io ero a Genova ed ho visto con i miei occhi teppisti distruggere la città e carabinieri rimaere a guardarli per 30-35 minuti a 150 metri di distanza senza fare nulla. Poi è arrivato il corteo, i teppisit se ne sono andati, i carabinieri si sono vestiti di tutto punto e hanno caricato il corteo.
E leTv cos'hanno riportato? Beh ovvio, avete visto questi criminali come hanno distrutto la città, per fortuna che c'erano le FDO a salvarci...peccato che hanno picchiato quelli sbagliati.

E non è stato un errore. Questa situazione si è ripetuta decina di volte in tutti i cortei. Hanno sempre picchiato con inaudita violenza quelli sbagliati...casualità?

Così come alla Diaz. Io ero li fuori mentre avveniva tutto.
Ma lo sapete chi c'era nella scuola?
A dispetto di quanto hanno voluto farci credere in un primo momento, la realtà è che nella scuola c'erano avvocati, medici, giornalisti, professionisti che hanno preso tre giorni di ferie per fare del volontariato gratuito a Genova e che avevano sede operativa nella scuola.

Ora qualcuno mi sa spiegare perchè (casualità) mezz'ora dopo che veniva annunciato in conferenza stampa che gli avvocati del GSF il giorno dopo avrebbero denunciato tutte le violenze delle FDO facendo ricorso a tutte le testimonianze contenute nei loro computer, c'è stato un assalto proprio alla loro sede e sono stati distrutti tutti i computer? Non credo che rientri nella normale prassi della difesa del cittadino sottrarre le prove di un reato dalle mani di un avvocato...

E poi, se c'erano tutti questi delinquenti dentro la scuola, perchè mai hanno preso tutto questo tempo a smontare i computer per sottrarre i dichi fissi?
Senza contare poi della costruzione delle prove da parte della polizia. Le molov le hanno messe loro. Sono andati nella scuola di fronte (in riparazione) a prendere picconi e badili dal cantiere per spacciarle per armi inproprie e per giustificare il loro ingresso nella scuola.
E senza contare Bolzaneto...

E poi un'ultima cosa. I discorsi del tipo "hanno sfasciato la città quindi va bene pestarli" non stanno nè in cielo nè in terra. Non è ammissibile massacrare chi non c'entra nulla solo perchè qualcun'altro ha sfasciato la città. Io ero a Genova, sono pacifista e ritengo di avere il diritto di manifestare le mie idee nonostante ci fosse un governo di destra al potere. Sono andato a Genova e non per questo sono diventato automaticamente un delinquente. In realtà chi si trovava a G. in quei giorni era ritenuto un criminale solo per il fatto di esistere. Sparare sul mucchio non è giustizia. Non è nemmeno giustificabile. Massacrare di botte e torturare chi la pensa in maniera diversa dalle istituzioni io la chiamo dittatura. Ed è quello che è stato instaurato in quei giorni a Genova.

Amnesty International (non Rifondazione Comunista...ma A.I.) ha detto che a Genova in quei giorni c'è stata "la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale."
Se nemmeno questo vi basta per farvi almeno nascere un dubbio sulla legittimità di quello che è successo mi viene solo da pensare che "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".

e scusate lo sfogo...
*
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Old 23-06-2007, 10:50   #145
wanblee
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Come ho già detto se i manifestanti pacifici avessero filtrato quelli violenti le forze dell'ordine non avrebbero sprangato innocenti...o almeno spero!
Purtroppo i fatti domostrano che non è così. A Genova c'è stata una situazione certamente anomala, ma costruita a tavolino e pianificata militarmente e sarebbe stata realizzata con o senza violenti.

Ti riporto due casi dei mille:
-1- Il venerdì, in cui ci sono state le manifestazioni separate tra i vari gruppi (solo il sabato c'è stata la manifestazione unitaria). Venerdì nella tarda mattinata sono stati relizzati in diversi punti della città eventi indipendenti delle "divese anime del movimento" (i centri sociali per i fatti loro, Rete Lilliput dall'altra parte, i sindacati ecc.).
Non c'erano mescolanze tra i vari gruppi.
Nonostante questo hanno attaccato a freddo, senza alcun motivo TUTTI contemporaneamente. Dov'ero io si è cominciato a ricevere notizie e telefonate che parlavano delle cariche della polizia. Ci dicevano "attenti che caricano senza ragione ! !" e tempo dieci mnuti, sono cominciati a partire i lacrimogeni. SENZA ALCUN MOTIVO. Eravamo in una zona autorizzata e NESSUNO del corteo stava facendo casino.
Te lo dico con certezza, perchè in quel momento mi trovavo abbastanza in testa al corteo ed ho avuto modo di rendermi ben conto della situazione.

Come dicevo in un'altro post il corteo si era fermato perchè a 50-100 metri c'erano i black-clock che sfasciavano la città. Erano in giro da tutta la mattina. Per non rischiare di mescolarci a loro li abbiamo lasciati a distanza. Dopo un bel po' che eravamo li fermi cominciano ad arrivere telefonate dagli altri cortei e subito dopo a piovere lacrimogeni. La cosa importante che voglio dire è che non c'era nessun violento da isolare, perchè i violenti erano da un'altra parte...
In una stuazione del genere, in cui ti ritrovi che a Destra non puoi andare perchè hai un muro alto dieci metri, a Sinistra hai i palazzi, dietro hai 10.000 persone che spingono e non sanno cosa sta succedendo...sinceramente non me la sento di condannare chi, dopo le prime cariche si è difeso dalle FDO che gli sparavano addosso lacrimogeni ad altezza d'uomo. In una situazione del genere in cui mi vedo minacciato così pesantemente anch'io credo avrei fatto di tutto per portare a casa la pelle. Poi ovviamente la situazione è degenerata...Ho rivisto la domenica l'"interpretazione" che era stata data dai Tg di ciò che era successo e ovviamente davano colpa al corteo di aver sfasciato la citta e per questo i carabinieri hanno dovuto attaccare.

Tra quelli che facevano i sit-in silenziosi c'erano dei miei conoscenti. Mi hanno detto che loro erano li fermi con le mani alzate dipinte di bianco è arrivata la polizia (o carabinieri, non ricordo) hanno bloccato le due uscite della piazzetta e hanno cominciato a randellare la gente seduta per terra...non c'erano black-block con cui confondersi. Non possono dire "abbiamo sbagliato mira"...

-2- Alla Diaz non c'erano violenti, era necessario solamente far sparire dai computer le prove dei crimini commessi nei giorni precedenti. Sono andati li, sono entrati, hanno presidiato le entrate in maniera che nessun'altro potesse entrare (niente testimoni scomodi o parlamentari...) e hanno avuto mano libera per fare quello che hanno voluto, si sono sfogati torturando, seviziando e massacrando di botte chi hanno trovato, solo per il fatto che la pensavano in maniera diversa ed hanno osato pensare di denunciare i crimini delle FDO. E il tutto coperti dal governo e da tutte le istituzioni.
Fini ha detto :"non erano certo delle scolarette, abbiamo trovato molotov e armi di vario tipo". Solo 3 anni dopo, quando l'opinione publica era già ben formata è risultato che sia le armi che le molotov le hanno messe le FDO...ma ci rendiamo conto ! ! !

E' incredibile, ho fatto fatica a crederle io queste cose che le ho vissute. Quando le raccontavo ai miei amici, nonostante mi conoscessero e sapessero che non racconto balle, vedevo nei loro occhi l'incerdulità, ma è stato così.

Ti giuro che mi è capitato molte volte di fermarmi a pensare se magari non stavo dando una interretazione di parte dei fatti. Poi però mi sono reso conto che queste non sono interpretazioni, questi sono i fatti che ho vissuto io, non ci si scappa. E' successo qui in Italia e c'è ancora chi li difende (non dico te, ma tanti altri, anche in questo forum).

p.s.: appena ho un po' di tempo posterò una riflessione su come hanno fatto questi black-bolck ad arrivare da mezzo mondo a Genova nonostante la blindatura della città...
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Old 23-06-2007, 10:52   #146
joesun
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mi riferivo a questo:
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Beh il '68 non è una bella pagina della storia a mio parere

perchè mi sembra un'affermazione di una certa gravità.
il problema non è stata la pagina storica del 68, ma l'aver dimenticato le conquiste raggiunte e lo spirito con cui le si è raggiunte.
per il resto quoto wanblee
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Old 23-06-2007, 12:57   #147
Andala
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"Adesso l´Italia potrà capire tutto"

L´anziano picchiato nella scuola: "Ricordo ancora i ragazzi che invocavano la madre"

Chiedono una commissione d´inchiesta parlamentare, chiedono scuse dalle istituzioni per essere stati definiti delinquenti, devastatori, black bloc, mentre erano solo vittime di un pestaggio crudele. Chiedono la verità, tutta quanta e fino in fondo, i giovani che nella notte tra il 21 e il 22 luglio del 2001, erano alla scuola Diaz di Genova. E ricordano ancora il terrore e il dolore, le botte e le accuse. Qualcuno non si arrende, qualcun altro ha avuto la vita segnata. Sara, per esempio. Ha 27 anni, è milanese, vive con la paura addosso. Non vuol ricordare quella notte, non ha speranze «perché chi ha vissuto come me i giorni della Diaz, di Bolzaneto, chi ha visto promuovere i poliziotti che picchiavano, non si aspetta nulla». E´ contenta solo di una cosa, Sara: «il terrore mi è rimasto dentro, dopo tanti anni è ancora lì vivo, ma almeno ora si capisce, devono capirlo tutti, che cosa è successo davvero». Sara è una dei quindici manifestanti italiani che dormivano alla Diaz, gli altri, una settantina, tutti stranieri, sono tornati in Germania, in Francia, in Spagna. In contatto fra loro, ma silenziosi. Parla, invece, Arnaldo Cestaro, che oggi ha 68 anni, e vive a Padova. E´ lui l´uomo con i capelli bianchi citato dal vice questore Michelangelo Fournier, nella deposizione davanti ai giudici di Genova.

Quando ha parlato di "macelleria messicana" per definire l´incursione della polizia, quando ha detto di aver urlato "basta", a chi picchiava un uomo anziano. A Arnaldo Cestaro, alla Diaz, hanno spezzato un braccio e una gamba. Era seduto all´ingresso della palestra, al piano terra «e così mi han preso per primo. Sì, è vero, ho sentito qualcuno gridare "basta", ma ormai la mattanza era fatta, ha ragione Fournier, i poliziotti sembravano delle belve. Io dormivo, ero stanco morto, mi sono svegliato che mi picchiavano, ho pensato sono i black bloc, e invece no, era la polizia, la nostra polizia». Arnaldo Cestara resta in quell´inferno fino all´ultimo. Intorno sente «pianti, urla, c´era chi invocava la mamma in tante lingue, e poi i singhiozzi dei ragazzi, sembravano gli agnelli quando li portano a sgozzare», nella notte della "macelleria messicana". In cosa spera? «Nella verità, dopo sei anni. Fa bene a tutti, alla democrazia e alle forze di polizia, non sono tutti così». E poi chiede «una commissione d´inchiesta del Parlamento». E´ tornato al suo lavoro di giornalista Lorenzo Guadagnucci, ha scritto un libro su quello che è successo a lui a Arnaldo, a Lena, Sara a tutti gli altri. Ora è arrabbiato. Con le istituzioni. «Nessuno mi ha chiesto scusa, per le botte, per essere stato arrestato con le accuse di oltraggio aggravato a pubblico ufficiale, associazione a delinquere finalizzata al saccheggio e alla devastazione. Io credo nelle istituzioni, nella Costituzione». Ma, aggiunge, «è come se si fosse fermato tutto al 22 luglio, quando il premier di allora annunciò che erano stati arrestati 93 pericolosi black bloc. L´ho letto su un giornale, arrivato di straforo in ospedale dove ero ricoverato e piantonato. Pensavo che poi mi avrebbero detto, abbiamo sbagliato». Non è successo.

Wanda Valli
Fonte: www.unita.it
22.06.07
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Old 23-06-2007, 15:01   #148
joesun
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"Adesso l´Italia potrà capire tutto"

L´anziano picchiato nella scuola: "Ricordo ancora i ragazzi che invocavano la madre"

Chiedono una commissione d´inchiesta parlamentare, chiedono scuse dalle istituzioni per essere stati definiti delinquenti, devastatori, black bloc, mentre erano solo vittime di un pestaggio crudele. Chiedono la verità, tutta quanta e fino in fondo, i giovani che nella notte tra il 21 e il 22 luglio del 2001, erano alla scuola Diaz di Genova. E ricordano ancora il terrore e il dolore, le botte e le accuse. Qualcuno non si arrende, qualcun altro ha avuto la vita segnata. Sara, per esempio. Ha 27 anni, è milanese, vive con la paura addosso. Non vuol ricordare quella notte, non ha speranze «perché chi ha vissuto come me i giorni della Diaz, di Bolzaneto, chi ha visto promuovere i poliziotti che picchiavano, non si aspetta nulla». E´ contenta solo di una cosa, Sara: «il terrore mi è rimasto dentro, dopo tanti anni è ancora lì vivo, ma almeno ora si capisce, devono capirlo tutti, che cosa è successo davvero». Sara è una dei quindici manifestanti italiani che dormivano alla Diaz, gli altri, una settantina, tutti stranieri, sono tornati in Germania, in Francia, in Spagna. In contatto fra loro, ma silenziosi. Parla, invece, Arnaldo Cestaro, che oggi ha 68 anni, e vive a Padova. E´ lui l´uomo con i capelli bianchi citato dal vice questore Michelangelo Fournier, nella deposizione davanti ai giudici di Genova.

Quando ha parlato di "macelleria messicana" per definire l´incursione della polizia, quando ha detto di aver urlato "basta", a chi picchiava un uomo anziano. A Arnaldo Cestaro, alla Diaz, hanno spezzato un braccio e una gamba. Era seduto all´ingresso della palestra, al piano terra «e così mi han preso per primo. Sì, è vero, ho sentito qualcuno gridare "basta", ma ormai la mattanza era fatta, ha ragione Fournier, i poliziotti sembravano delle belve. Io dormivo, ero stanco morto, mi sono svegliato che mi picchiavano, ho pensato sono i black bloc, e invece no, era la polizia, la nostra polizia». Arnaldo Cestara resta in quell´inferno fino all´ultimo. Intorno sente «pianti, urla, c´era chi invocava la mamma in tante lingue, e poi i singhiozzi dei ragazzi, sembravano gli agnelli quando li portano a sgozzare», nella notte della "macelleria messicana". In cosa spera? «Nella verità, dopo sei anni. Fa bene a tutti, alla democrazia e alle forze di polizia, non sono tutti così». E poi chiede «una commissione d´inchiesta del Parlamento». E´ tornato al suo lavoro di giornalista Lorenzo Guadagnucci, ha scritto un libro su quello che è successo a lui a Arnaldo, a Lena, Sara a tutti gli altri. Ora è arrabbiato. Con le istituzioni. «Nessuno mi ha chiesto scusa, per le botte, per essere stato arrestato con le accuse di oltraggio aggravato a pubblico ufficiale, associazione a delinquere finalizzata al saccheggio e alla devastazione. Io credo nelle istituzioni, nella Costituzione». Ma, aggiunge, «è come se si fosse fermato tutto al 22 luglio, quando il premier di allora annunciò che erano stati arrestati 93 pericolosi black bloc. L´ho letto su un giornale, arrivato di straforo in ospedale dove ero ricoverato e piantonato. Pensavo che poi mi avrebbero detto, abbiamo sbagliato». Non è successo.

Wanda Valli
Fonte: www.unita.it
22.06.07
vergogna. c'è gente che ogni mattina dovrebbe sputare al cielo. e fare i conti con la forza di gravità.
vergogna.
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Old 23-06-2007, 16:09   #149
nomeutente
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Lascia perdere...la credibilità di quel personaggio qui nel forum è oramai pari a zero, basta non rispondergli...
Commento evitabile
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Old 24-06-2007, 13:16   #150
majino
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Come ho già detto se i manifestanti pacifici avessero filtrato quelli violenti le forze dell'ordine non avrebbero sprangato innocenti...o almeno spero!
come giustifichi le violenze alla diaz e a bolzaneto? perchè li nn c'era verso di sbagliarsi eh... gente che dorme alla diaz e gente fermata a bolzaneto.
__________________
...affidavano nello stesso istante il medesimo sgomento per il sapore aspro della fine e la sconcertante scoperta di quanto sia silenzioso, il destino, quando, d'un tratto, esplode. (Oceano Mare - A.Baricco) ..:: ¿ÄØ Group ::..
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Old 24-06-2007, 14:29   #151
wanblee
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Nomen omen dicevano gli antichi...

E uno che si chiama Manganelli che diventa capo della polizia, non lascia presagire nulla di buono...



























Ovviamente sto scherzando (...però )

Ultima modifica di wanblee : 24-06-2007 alle 14:32.
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Old 02-07-2007, 09:32   #152
joesun
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con la speranza che qualcuno non decida di mandare in vacca anche questo thread. che si discuta nel merito

Il vicequestore parla dopo l'ammissione dei pestaggi al processo sulle violenze alla Diaz
Fournier: "A Genova non decise De Gennaro. Quella notte nella scuola non picchiai"
"Io, poliziotto di destra
con il fantasma del G8"

di CARLO BONINI

ROMA - Michelangelo Fournier, 44 anni, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile della polizia di Stato, lo dice tutto di un fiato, con una robusta stretta di mano e un sorriso sornione. "Sai che c'è? Mannaggia a me, alla mia "fissa" per la storia del '900 e a quella frase". "Mannaggia" dunque a Ferruccio Parri e alla "macelleria messicana". E non perché la notte del 22 luglio 2001, a Genova, non sia stata una macelleria. Anzi.

"Alla "Diaz", come diciamo a Roma, c'è stata la schifezza". "Mannaggia" perché in quattordici giorni quell'espressione gli ha ribaltato la vita una seconda volta. Subito dopo averla pronunciata, se ne era partito per New York con la moglie. Martedì scorso, al suo ritorno in caserma, ha trovato un nuovo capo della polizia, il vecchio con un avviso di garanzia e una vocina a fargli un altro po' di deserto intorno: "Fournier si candiderà con una lista di sinistra".

"Non ci si crede... Io con una lista di sinistra... Roba da matti. Io non intendo candidarmi a nulla. E comunque mai e poi mai a sinistra. Io la penso esattamente all'opposto. Mia madre era comunista, mio padre è un liberale. Io sono cresciuto da ragazzo con la passione per gli anarchici di destra come Longanesi e Prezzolini e ho studiato a Roma al San Leone Magno. Se sono di destra? Diciamo che se mi chiedi chi sono i più grandi uomini del '900, dico Roosevelt, Ho Chi Minh, Ataturk, Nelson Mandela e Lech Walesa. E aggiungo che nella mia libreria, accanto a Junger e Celine, ci sono Gogol e Dostoevskij, Steinbeck e Kerouac. E Tiziano Terzani... Che uomo".

Diavolo di un Fournier. Lo immagini cavaliere bianco tra cavalieri neri, "celerino" liberal tra picchiatori in divisa e lui, invece, dal baule delle suggestioni del '900, ha pescato e cucito su di sé un abito eccentrico. Che, ora, suo malgrado, lo fa apparire "amico tra i nemici e nemico tra gli amici", come in quel vecchio (1974) film russo di Nikita Mikhalkov. "Se pensassi che la polizia è fatta di lupi, me ne sarei andato quella notte del 22 luglio di sei anni fa. Se non fossi e non mi sentissi poliziotto democratico tra poliziotti democratici di un paese democratico, non avrei detto ai magistrati di Genova quel che ho detto. Non sarei più tornato in una piazza e in uno stadio. Non avrei avuto più il coraggio di guardare negli occhi i ragazzi del nucleo che comando. Invece, io, nelle piazze e negli stadi ci sono tornato, almeno cento volte l'anno da sei anni a questa parte. A prendermi gli sputi, i sassi, le bottiglie, a sentirmi gridare da qualche punk-a-bestia o da qualche ragazzino di buona famiglia con la kefiah "servo dei servi dei servi". A fronteggiare i nazisti delle curve. E ci sono tornato perché negli occhi ho continuato e continuo a portarmi dietro l'immagine terribile e la terribile lezione di un paio di trecce zuppe di sangue...".

Ora, Fournier, occhiali a specchio su un cranio rasato di fresco, jeans e maglietta, si mette a passeggiare lungo i viali deserti dell'immenso compound che, alle porte di Fiumicino, ospita il primo reparto celere. Tra campi da calcio e da rugby, rimesse per gli automezzi blindati, palestre. Dieci passi e una Marlboro light. Altri dieci passi e un'altra Marlboro light. I pensieri di Fournier sono tornati lì. Alla Diaz. Alla notte del 22 luglio 2001, a quell'immagine che non lo ha più abbandonato.

"Entrai tra i primi. Istintivamente salii verso i piani superiori e poi la vidi nel corridoio. Ero convinto che fosse morta...". La testa di quella ragazza tedesca sembrava di stoppa. "Lo seppi qualche giorno dopo guardando la tv che veniva dalla Germania. E in quel momento seppi anche che ce l'aveva fatta. Di lei ricordo le trecce raggrumate nel sangue e un chiazza in terra che pensai fosse materia cerebrale". Lei non si muoveva, ma su di lei infierivano in quattro, forse cinque. "Due poliziotti con la pettorina; gli altri con l'uniforme dei reparti celere e un cinturone bianco. Bianco, non blu come il nostro". Sappiamo come andò in quegli istanti. Sappiamo quel che accadde dopo. "Dovetti spintonarli, togliermi l'elmo, gridare di farla finita".

Dice Fournier di non aver mai saputo chi fossero quei quattro. Dice Fournier che mai forse si saprà davvero chi altri c'erano nella "macedonia di polizia" (l'espressione è di Vincenzo Canterini, all'epoca comandante del primo reparto celere) che trasformò la Diaz in una tonnara. Lui ricorda quel che ha fatto, gli ordini che ha dato ("Chiamai i soccorsi e dissi a tutti di lasciare immediatamente lo stabile"), "l'allucinazione" in cui era piombato. "Io non picchiai, né i ragazzi del mio reparto si abbandonarono a violenze. Io so solo che uscii all'aperto e dissi a Canterini che così non avrei lavorato mai più...". La notte del 22 luglio fu la seconda insonne.

"Non dormivo da 48 ore. Alloggiavamo con tutto il reparto su una nave da crociera cipriota alla fonda nel porto di Genova. Eravamo arrivati qualche giorno prima e ci eravamo scontrati con il blocco nero in via Tommaseo, dove ci avevano tirato delle molotov. Io avevo appena perso mia madre. Ero arrivato al G8 e contavo i minuti per tornare a Roma. Sono figlio unico e dovevo occuparmi di mio padre. La notte del 22 avevamo già fatto i bagagli, poi, appunto, arrivò quella maledetta chiamata...".

Quando, il 23 luglio, il reparto lasciò Genova, Fournier aveva capito bene quel che era accaduto. Qualche giorno dopo, riceverà l'avviso di garanzia: "Ricordo lo choc di quella comunicazione, ma ricordo ancora meglio il titolo di quelli del "Manifesto": "C'è posta per voi"...". Eppure - dice - ancora non sapeva tutto. "Quando fui interrogato la prima volta, il pubblico ministero, il dottor Zucca, mi allungò i fogli con i referti medici dei feriti della Diaz e mi disse di leggere con attenzione. Bene, io mi ritengo una persona forte, ma scorrere quelle carte fu terribile. Mi cadde sulle spalle una croce che non ha più smesso di tormentarmi. Fino a quando non ho deciso di svelare al dibattimento anche quell'unico dettaglio che avevo taciuto per carità di Patria. Quello dei poliziotti che si accanivano sulla ragazza. Perché era giusto che lo facessi. Perché dovevo la verità non solo a me stesso, ma ai miei uomini e alla polizia".

Fournier si congeda. "Non ho altre verità nel cassetto. Ma un'ultima cosa vorrei dirla, anche perché ora posso farlo senza che la mia suoni come piaggeria. Il capo della polizia Gianni De Gennaro... pardon, l'ex capo della polizia, e che "capo", non c'entra con quella notte. Fu un terribile cortocircuito. E De Gennaro non era lì. Non fu lui a decidere cosa andava fatto e come andava fatto". Un'ultima stretta di mano e una foto mostrata sul cellulare. Una bimba che abbraccia un dobermann. "Mia figlia e il mio secondogenito. Altro che cani feroci. Anche su di loro quanti luoghi comuni..."

(2 luglio 2007)
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Old 02-07-2007, 09:44   #153
Affuso
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Mi sono letto con calma tutta la discussione. Non so come ci possano ancora essere delle persone che non condannino questo episodio.
Questo episodio, non il corpo di polizia.
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Old 02-07-2007, 09:58   #154
joesun
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Mi sono letto con calma tutta la discussione. Non so come ci possano ancora essere delle persone che non condannino questo episodio.
Questo episodio, non il corpo di polizia.
la chiave è quella. il fatto che si tratti di un episodio di una gravità immane di cui sono responsabili alcuni poliziotti. non tutti i poliziotti.
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Old 02-07-2007, 11:00   #155
-kurgan-
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Mi sono letto con calma tutta la discussione. Non so come ci possano ancora essere delle persone che non condannino questo episodio.
Questo episodio, non il corpo di polizia.
la mia impressione, ripeto, che faccio molta fatica a scrollarmi di dosso.. è che molti siano contenti che sia successo, questo episodio. E probabilmente molti se fossero stati lì avrebbero fatto lo stesso di quei picchiatori. Perchè, per come la vedo io, in italia la politica è vista come appartenenza.. un pò come per gli ultras dello stadio, e l'altro.. quello dell'altro colore.. va semplicemente eliminato.
poi personalmente qui non conosco quasi nessuno, spero di sbagliarmi con tutto il cuore. Ma ne conosco tante di persone fuori dal forum, di un colore o dell'altro, che hanno questo odio di fondo che cova sempre. All'estero l'ho vista meno questa cosa, forse è culturale per l'italiano.
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Old 02-07-2007, 11:18   #156
Affuso
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la mia impressione, ripeto, che faccio molta fatica a scrollarmi di dosso.. è che molti siano contenti che sia successo, questo episodio. E probabilmente molti se fossero stati lì avrebbero fatto lo stesso di quei picchiatori. Perchè, per come la vedo io, in italia la politica è vista come appartenenza.. un pò come per gli ultras dello stadio, e l'altro.. quello dell'altro colore.. va semplicemente eliminato.
poi personalmente qui non conosco quasi nessuno, spero di sbagliarmi con tutto il cuore. Ma ne conosco tante di persone fuori dal forum, di un colore o dell'altro, che hanno questo odio di fondo che cova sempre. All'estero l'ho vista meno questa cosa, forse è culturale per l'italiano.
Ammetto che d'idee penderei un pò a destra. Ma quello che è capitato a quei disgraziati potrebbe un giorno capitare anche a me. Non bisogna permettere che si instauri uno stato di polizia in Italia.
La protesta al G8 la ritengo giusta, pochi personaggi controllano il mondo, e questo non ha "colore" politico.
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Old 02-07-2007, 11:28   #157
lowenz
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[OT]
Affuso si è iscritto fra noi pagani?
Ma Shambler lo sa?
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Old 02-07-2007, 11:39   #158
FabioGreggio
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la mia impressione, ripeto, che faccio molta fatica a scrollarmi di dosso.. è che molti siano contenti che sia successo, questo episodio. E probabilmente molti se fossero stati lì avrebbero fatto lo stesso di quei picchiatori. Perchè, per come la vedo io, in italia la politica è vista come appartenenza.. un pò come per gli ultras dello stadio, e l'altro.. quello dell'altro colore.. va semplicemente eliminato.
poi personalmente qui non conosco quasi nessuno, spero di sbagliarmi con tutto il cuore. Ma ne conosco tante di persone fuori dal forum, di un colore o dell'altro, che hanno questo odio di fondo che cova sempre. All'estero l'ho vista meno questa cosa, forse è culturale per l'italiano.
Quoto.
Ma tu fai lo stesso scrivendo ciò. Non riesci a vedere una degenerazione nelle forze dell'ordine, tanto che senti più importante sottolineare la goduria di alcuni imbecilli per la cacca sparsa sulla Polizia, ma non si palpa da quello che scrivi una indignazione uguale e ciontraria per l'accaduto.

Insomma se da una parte il tuo discorso fila, dall'altra anche tu sei un tifoso irrimediabile.

Perchè?
Perchè l'Italia ha subito una deformazione genetica fin dal medioevo, all'epoca dei Guelfi o Ghibellini e da allora l'imprinting è quello.

Rossi o neri, Interisti o MIlanisti, Peppone o Don Camillo, Destra o Sinistra, Prodi o Berlusconi, Omone o Finocchio, Rosso o Nero.

Anche nelle risposte più discrete si cela sempre un senso di tifoseria.

Manca in Italia quella filosofia che ha il suo massimo sunto nell''aforisma geniale di Massimo Troisi:

"Fra un giorno da leone e cento da pecora, ci sono sempre 50 giorni da orsachiotto".

Bene, torniamo a "Chi non salta Comunista è-è-è-"

fg
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Old 02-07-2007, 11:51   #159
-kurgan-
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Quoto.
Ma tu fai lo stesso scrivendo ciò. Non riesci a vedere una degenerazione nelle forze dell'ordine, tanto che senti più importante sottolineare la goduria di alcuni imbecilli per la cacca sparsa sulla Polizia, ma non si palpa da quello che scrivi una indignazione uguale e ciontraria per l'accaduto.

Insomma se da una parte il tuo discorso fila, dall'altra anche tu sei un tifoso irrimediabile.

Perchè?
Perchè l'Italia ha subito una deformazione genetica fin dal medioevo, all'epoca dei Guelfi o Ghibellini e da allora l'imprinting è quello.

Rossi o neri, Interisti o MIlanisti, Peppone o Don Camillo, Destra o Sinistra, Prodi o Berlusconi, Omone o Finocchio, Rosso o Nero.

Anche nelle risposte più discrete si cela sempre un senso di tifoseria.

Manca in Italia quella filosofia che ha il suo massimo sunto nell''aforisma geniale di Massimo Troisi:

"Fra un giorno da leone e cento da pecora, ci sono sempre 50 giorni da orsachiotto".

Bene, torniamo a "Chi non salta Comunista è-è-è-"

fg
io odio represso non ne ho.
ho avuto scatti violenti nella vita diverse volte, ma sempre per difendere persone a me care.. invece mi pare che molti cerchino sempre la scusa per fare rissa, per alzare le mani.
si, è vero.. ho le mie idee come tutti.. però ho pure amici di altri colori, pure troppi magari
non credo quindi che tu di me ci abbia capito molto, d'altra parte pure tu non mi conosci. Internet è limitato nella comunicazione, ci si fraintende spesso.
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