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Secondo te la gente abitualmente guarda la televisione stenografando quello che dice Ferrara per poi riportarlo nel forum in modo che tu possa valutare serenamente? Trovati la registrazione, guardatela e poi commenta, invece di fare sciocche insinuazioni.
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Scienza e tecnica: Matematica - Fisica - Chimica - Informatica - Software scientifico - Consulti medici REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu |
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#63 |
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Senior Member
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Per favore, sequestrate Ferrara
di Marco Travaglio - 28/03/2007
Fonte: linus Con questo articolo, intendiamo segnalare all’intelligence americana e italiana un tipo sospetto che da troppo tempo si aggira in ambienti politico-giornalistici italiani seminando notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine e la quiete pubblica. Da anni l’individuo, sulla cinquantina inoltrata, corporatura imponente e minacciosa, occhio spiritato, una folta barba che gli contorna il volto, compare ogni sera su un’emittente televisiva semiclandestina dalla quale pronuncia i suoi proclami sconnessi. Il suo nome è Giuliano Ferrara e la sua specialità è quella di sparare cazzate a raffica, l’una in contraddizione con l’altra, voltando continuamente gabbana e seminando dunque il panico e il disorientamento nell’opinione pubblica più impressionabile, o almeno in quella minuscola porzione che ancora gli dà retta. Basti pensare che quattro anni fa sostenne di aver avvistato a occhio nudo, dal suo ufficio in Roma, le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, mentre sul posto gli osservatori dell’Onu e poi le truppe americane non trovarono nemmeno una fiala. Basti ricordare che fu lo stesso Ferrara a qualificare l’Unità come “testata omicida” e ad additare due tra i più illustri intellettuali italiani, Antonio Tabucchi e Furio Colombo, come “responsabili del mio prossimo assassinio” (frutto, naturalmente, della sua fantasia malata). Basti rammentare che un giorno, polemizzando con un politico a lui ostile, minacciò di mettergli le mani addosso (“te corco con le mani”). Basti sapere che fu ancora lui a vantarsi pubblicamente, sul suo giornale, in un articolo a sua firma, di aver fatto la spia per la Cia, ovviamente a pagamento, in cambio di spesse buste piene di dollari, salvo poi negare tutto dinanzi al Tribunale di Parigi in una causa intentatagli da Tabucchi. Insomma, un personaggio tanto inaffidabile quanto pericoloso. Nella sua lunga e disonorata carriera, d’altronde, egli ha sposato tutte le cause peggiori che si siano manifestate sul suolo nazionale e internazionale nell’ultimo sessantennio: dallo stalinismo al craxismo, dal berlusconismo al previtismo, dal dellutrismo al bushismo, dal guantanamismo al ruinismo. Costituendo, a nostro avviso, una pesante e permanente minaccia alla sicurezza nazionale e, per di più, attirando quotidianamente sull’Italia le attenzioni dell’islamismo radicale, sarebbe opportuno farlo sparire per un po’, prima che sia troppo tardi, con una “extraordinary rendition” che egli stesso, peraltro, ha applaudito con entusiasmo. Dunque, non potrà lamentarsi più di tanto. La sua rendition, diversamente dalle altre, sarà la prima a svolgersi con il consenso della vittima: il Ferrara, infatti, non fa che inneggiare ogni giorno al sequestro dell’imam di Milano Abu Omar, rapito all’inizio del 2003 da un commando di agenti della Cia, del Sismi e del Ros. In uno dei suoi ultimi, deliranti comunicati strategici, pubblicato su un samizdat finanziato dai contribuenti denominato Il Foglio, il Platinette barbuto così argomentava il 15 febbraio 2007 a proposito della rendition di Abu Omar e dell’inchiesta della Procura di Milano: “Si vede che i magistrati inquirenti di Milano sono convinti che il segreto di Stato sia come quello istruttorio, che è diventato un colabrodo selettivo al servizio del circuito mediatico-giudiziario. Nell’inchiesta su Abu Omar hanno tranquillamente dato ordine di mettere sotto controllo gli agenti dei servizi di sicurezza, violando quindi apertamente il segreto di Stato che vigeva sulla vicenda in questione”. Tutto falso: il segreto istruttorio è stato abolito con il nuovo codice di procedura del 1989; il segreto di Stato è previsto soltanto quando qualche pubblico ufficiale lo oppone, al momento del sequestro di un documento o dell’acquisizione di un’informazione top secret, e nell’inchiesta sul caso Abu Omar nessuno dei 26 imputati ha mai opposto il segreto di Stato nemmeno su un francobollo. Quanto alle intercettazioni telefoniche, che hanno riguardato solo 6 agenti del Sismi (escluso il generale Nicolò Pollari, mai intercettato), non esiste in Italia alcuna legge che vieti di intercettare agenti segreti. Dunque nell’inchiesta sul sequestro di Abu Omar non c’è alcuna prova coperta da segreto di Stato, dunque nessun magistrato ha violato alcunché (dunque il vicepremier Francesco Rutelli, sostenendo il contrario alla Camera, ha mentito al Parlamento italiano). Ma il Ferrara, impermeabile ai fatti e alla verità, così prosegue: “Si dovrà decidere se anche i magistrati milanesi debbono applicare le norme che valgono per tutti i cittadini o se per loro vale un particolare e inspiegabile privilegio”. In realtà, in questa vicenda, si deve decidere se anche gli agenti della Cia e del Sismi debbano (congiuntivo) applicare le norme che valgono per tutti i cittadini, soprattutto quelle del Codice penale che vietano i sequestri di persona, o se per loro valga (sempre congiuntivo) un particolare e inspiegabile privilegio: per questo il gup Caterina Interlandi ha rinviato a giudizio tutti gli imputati, italiani e americani, per aver prelevato illegalmente Abu Omar e averlo deportato in Egitto tramite la base di Aviano perché fosse torturato per sei o sette mesi. Ma il Ferrara, impermeabile anche alla decenza, aggiunge: “Quello che veniva difeso dal governo Berlusconi, e oggi viene difeso da quello di Romano Prodi, è un interesse nazionale, messo in pericolo dai metodi spericolati di settori della magistratura che non accettano di rispettare il segreto di Stato o finiscono con l’aggirarlo, mettendo peraltro in pericolo gli agenti che dovrebbero essere protetti da quel meccanismo”. In realtà, quei settori della magistratura, con metodi per nulla spericolati ma perfettamente legali, stavano indagando sui possibili legami di Abu Omar con esponenti dell’estremismo jihadista dediti ad attentati o ad altre attività eversive: per questo lo stavano facendo pedinare dalla Digos per stroncare la presunta cellula e individuare gli eventuali complici e sventarne le possibili azioni contro civili. Ma, sul più bello, si videro portar via l’esca, e l’inchiesta fu irrimediabilmente rovinata. Il sequestro di Abu Omar, dunque, lungi dal contribuire alla lotta al terrorismo, ha contribuito al terrorismo tout court. Mettendo in pericolo la sicurezza e l’interesse nazionale delle potenziali vittime della cellula rimasta impunita. Ma il Ferrara, impermeabile anche alla logica e al principio di non contraddizione, ribalta completamente la questione e conclude il suo delirante articolo: “Tutte le persone di buon senso si rendono conto che la lotta al terrorismo sanguinario non si può combattere con i guanti bianchi, tutti chiedono da sempre che l’intelligence sia in grado di prevenire i pericoli mortali, ma quando poi si cerca di farlo si trova sempre un pm di mezzo”. I pm in questione sarebbero Armando Spataro e Ferdinando Pomarici. Purtroppo per Giuliano Ferrara e per fortuna nostra, Spataro è lo stesso che negli stessi giorni, insieme a Ilda Boccassini, ha sventato in tempo reale alcuni attentati progettati dalle nuove Br, con la stessa preparazione professionale con cui negli anni 70 e 80, insieme a Pomarici, sgominò a Milano le vecchie Brigate rosse e Prima linea. Resta da capire per quale motivo, da anni, Ferrara scarichi fango e veleno proprio su Spataro, Pomarici (anche per l’inchiesta che portò all’arresto e alla condanna di mandanti ed esecutori del delitto Calabresi) e Boccassini (anche per le inchieste sulla corruzione al palazzo di giustizia di Roma): usando le stesse categorie mentali di Ferrara, che individua in chiunque persegua i metodi illegali della Cia e del Sismi dei sicuri complici del terrorismo sanguinario, bisognerebbe concludere che il Ferrara è oggettivamente complice di tutti i delinquenti assicurati alla giustizia, nel corso degli anni, da Spataro, Boccassini e Pomarici. Basti ricordare le sue commosse difese di Renato Squillante (“un uomo probo”), di Cesare Previti e dei responsabili del delitto Calabresi, uno dei quali tiene addirittura una rubrica fissa sul Foglio. Il che, se non giustifica l’arresto immediato del Ferrara, è sufficiente a rendere auspicabile almeno una sua immediata rendition. I servizi di sicurezza nazionali e alleati lo prelevino dunque di peso dalla sua poltrona in largo Corsia dei Servi (mai toponomastica fu più azzeccata), lo conducano a Guantanamo (dove potrà toccare con mano il balsamico trattamento riservato a persone un po’ meno estremiste di lui) e lo sottopongano alla peggiore delle sevizie: la lettura ininterrotta, diurna e notturna, dei suoi articoli del periodo comunista. Crollerà subito. |
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Senior Member
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La Cozza ha Sempre ragione
![]() Giuliano Ferrara comunica che si è «stufato di stare sempre dalla parte della ragione» e di avere «sempre ragione», come la Buonanima. Tant’è che «quasi quasi» gli viene voglia di «passare dalla parte del torto». Quasi quasi. In effetti, in una biografia come la sua, si stenta a trovare un solo istante in cui il Plainette Barbuto abbia avuto torto. Uno che è stato allevato nella Russia stalinista (ma almeno quella volta non era colpa sua) ed è cresciuto a pane e Togliatti, per poi passare a Craxi, alla Cia, a Berlusconi e recentemente pure a Buttiglione, è evidente che è baciato dal carma dell’infallibilità. Come avrà fatto Ferrara a non perdersi nemmeno una delle benedizioni che la Provvidenza ha voluto riservare all’ Italia nella seconda metà del 900? Questo la gente si domanda. Certo, l’uomo è molto intelligente (per definizione, a prescindere, anche se l’ultima cosa intelligente che ha detto fu «mamma», pronunciata all’età di due anni). La sua è l’intelligenza tipica delle cozze, che riescono ad assorbire tutto il peggio che c’è in giro senza farsi contaminare da nulla di buono e di pulito. Ma non basta. La Grande Cozza è pure dotata di un fiuto da rabdomante, che gli fa annusare non tanto dove sta la ragione, ma dove vanno il potere e il denaro. Lui li anticipa sempre: prima arriva Ferrara, poi nel giro di qarantott’ore ore arrivano loro. Peccato che l’anagrafe gli abbia impedito di vivere sotto il fascismo, perché sarebbe stato un bel fascistone. Poi, si capisce, avrebbe smesso. Ma non il 25 luglio 1943, dopo la notte del Gran Consiglio: il giorno 24, nel tardo pomeriggio. Nel ‘68, all’università, comandavano i sessantottini, e lui lo era (una celebre foto lo ritrae a Valle Giulia mentre rotola giù dal terrapieno con un bastone in mano). Nella Torino di fine anni 70 comandavano i comunisti, e lui lo era (una celebre foto lo ritrae davanti all’università mentre scarica bastoni dalla sua Renault 5). Nell’Italia degli anni 80 comandavano i craxiani e lui lo era (alla Rai e poi alla Fininvest scoprì una nuova forma di manganello, il tubo catodico, che picchia pure meglio). Ecco: la sua intelligenza consiste nel tenere sempre il bastone dalla parte del manico. Chi le dà ha sempre ragione, chi le prende ha sempre torto. Lui, di solito, le dà. Nel 1992, quando quelli che hanno sempre torto si illusero di liberarsi dei ladri, lui che ha sempre ragione si schierò con i ladri ed ebbe ancora una volta ragione: infatti il ladri guadagnavano molto più dei giudici. Dunque, a naso, avrebbero vinto loro. E così fu. Fra i giudici, gliene piaceva uno solo: l’amico Renato Squillante. Poi si è capito perché: guadagnava molto più dei ladri. Infatti, quando finì in carcere, Ferrara lo definì «un uomo probo», mentre Di Pietro, per dire, era una “scespiriana baldracca”. Anche nelle compagnie la Grande Cozza si è sempre distinta. Qualche esempio. Lo spione della Cia che lo attendeva con la busta dei dollari dietro al Pincio per ascoltare le sue bufale top secret. Il futuro pregiudicato Claudio Martelli nel giornale “Reporter”. Bettino Craxi che lo fece entrare in tv e poi al Parlamento europeo (30 milioni al mese senza metterci quasi mai piede). Jannuzzi e Squillante per farsi un’idea sulla giustizia. E poi Berlusconi. Che prima lo scambiò per un ministro, piazzandolo ai Rapporti col Parlamento, mai così tesi nella storia repubblicana. Poi lo scambiò per un direttore, affidandogli addirittura un giornale, il “Foglio”, miracolo editoriale da 7-8 mila copie quando è festa. Perché il Platinette Barbuto ha sempre ragione, ma nessuno - a parte Mieli, Battista, Ostellino, Panebianco, Galli della Loggia e lo stesso Ferrara - se n’è mai accorto. I lettori, bastardamente, si ostinano a comprare i giornali normali. Non ne vogliono sapere di pagare un euro per un quotidiano di quattro pagine al posto di uno di cinquanta o cento. Idem i telespettatori: lui fa un programma tutti i giorni in prima serata e loro, i felloni, non lo guardano. Lo fanno apposta. Non hanno capito che, se la Grande Cozza fa il 2 per cento di share (-10% rispetto all’anno scorso), un po’ meno di Socci, mentre Biagi faceva il 28 e Santoro il 18, è perché ha sempre ragione. Chi si è bevuto le balle di Bush sulle armi di distruzione di massa di Saddam? Lui. Chi ha fondato la nuova setta degli ateo-clericali, senza credere in Dio ma credendo molto in Buttiglione? Lui. E chi, fra migliaia di giornalisti, Tanzi dice di aver pagato con una borsa con mezzo miliardo? Lui. E ancora una volta ha avuto ragione lui, visto che l’Ordine dei giornalisti sta per espellere Loredana Lecciso, non Ferrara. Chi balla a “Domenica in” e sposa Al Bano va cacciato. Chi prende soldi a destra e a manca e sposa pure Anselma Dall’Olio ha sempre ragione. Per ulteriori informazioni rivolgersi alla sede romana del Foglio, non a caso in Largo Corsia dei Servi. Ognuno, prima o poi, trova la sua strada. Marco Travaglio Questo sì che è un giornalista! Ultima modifica di greasedman : 18-04-2007 alle 15:32. |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
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Ah beh, se dici così, non ci sono dubbi
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http://www.cipoo.net Musica corale di pubblico dominio - spartiti-MID-MP3 Chi cerca conferme le trova sempre. (Popper) |
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Città: Ankon : "In quel loco fu' io Pier Damiano, e Pietro Peccator fu' nella casa, di Nostra Donna in sul lito adriano" D.Alighieri-Divina Commedia
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... Un applauso a Travaglio
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#68 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
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http://www.la7.it/news/videorubriche...d=1180&tipo=13
ho visto l'inizio della trasmissione. Partendo dall'articolo di un sociologo ferrara ha effettivamente fatto questo ragionamento. Il sociologo ha fatto uno studio sui profili di chi compie queste stragi mettendo in luce i tratti comuni (manie di persecuzione, esclusione, risentimento verso gli altri, fattore scatenante ecc.) e concludendo che queste stragi non sono il sintomo di un "imbarbarimento" della società quanto al contrario del disagio (direi patologico) di determinati individui. Ferrara ne ha tratto spunto per dire che secondo lui non è così, al contrario questi fenomeni sono legati alla perdita di valori della società, gli uomini son diventati piu cattivi, e si tratta di fenomeni diffusi sempre piu negli ultimi 30 anni e che quindi sono legati alla legalizzazione dell'aborto, e all'affermazione di una cultura di morte che nega il senso di vivere comune degli uomini Ha anche sostenuto che non è colpa della diffusione delle armi, che se anzi qualche altro studente fosse stato armato lo avrebbe accoppato prima, in fondo Cho aveva "solo" due semiautomatiche |
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#69 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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A scanso di equivoci, andrebbe precisato che "la cozza ha sempre ragione" è il titolo originale dato da Travaglio all'articolo.
Resta inteso che non si può chiamare Ferrara "Cozza" ai sensi della nota norma contro i nomignoli. |
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#70 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Pavia.. a volte Milano o Como...talora Buccinasco! Firenze fino al 15/7
Messaggi: 2143
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cmq è incredibile che Ferrara finga di vedere una "cultura di morte" che giustifica l'aborto e non una "cultura di morte" che giustifica... la pena di morte.
oppure, per dirla tutta, che giustifica i bombardamenti umanitari, l'esportazione di democrazia e tutto l'armamentario ideologico tipicamente neocon... con tutta la violenza che c'è in USA, il problema è l'aborto... strumentalissima posizione IMHO.
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"Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola". (Adolf Hitler) "Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre. se sei al duomo ti tirano il duomo". (cit. un mio amico )
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Iscritto dal: Jan 2005
Città: 100% caciocavallo pride
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OCCHIO COCCHIO CAVALLO TROIA OMERO.... e arrivi dove vuoi arrivare.
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Se c'è rimedio, perché ti disperi? Se non c'è rimedio, perché ti disperi? |
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Iscritto dal: Feb 2001
Città: Forlì
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#73 | |
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Iscritto dal: Feb 2001
Città: Forlì
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Se ha una pistola, che si è potuto tranquillamente procurare come comprare un pacchetto di caramelle, il resto vien da sè. |
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Iscritto dal: Jan 2005
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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Iscritto dal: Aug 2003
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Ferrara ha detto: "Io insisto la comunità" . "Da 30 anni un miliardo di aborti..l'abitudine di convivere con la morte, la più sacralizzata, il massimo omicidio possibile perchè toglie il futuro." (azz. d'accordo "L'aborto è diventato un elemento qualificante di un peggioramento della condizione del mondo". "Può essere che ci sia qualcosa con la comunità?" |
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Articoletto da 2 lire.
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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Cmq ho la registrazione in dvr.ms..se volete la trascrizione esatta al 100% posso farla.
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#79 | |
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