Solid state drive, valida alternativa?

Solid state drive, valida alternativa?

Con questo articolo andiamo ad evidenziare alcuni elementi caratteristici delle unità a stato solido: se elementi come la velocità di trasferimento dati e il tempo di risposta sono oramai vantaggi assodati rispetto agli hard disk tradizionali, ancora poco chiaro è il comportamento di tali dispositivi nell'utilizzo prolungato nel tempo

di pubblicato il nel canale Storage
 

Secure Erase, cosa serve e come funziona

Effettuare un Secure Erase è l'unico modo attualmente presente per poter restituire ad una unità SSD le prestazioni che tale dispositivo è in grado di garantire una volta tolto dalla confezione. Come abbiamo avuto modo di sottolineare nel corso dei precedenti appuntamenti, uno dei principali difetti che affligge le unità a stato solido è il deterioramento prestazionale con il progressivo utilizzo e soprattutto in relazione (in alcuni specifici casi) alla formattazione a basso livello. La necessità di dover ricorrere alla procedura di secure erase è un messaggio diretto, chiaro e lampante di come le unità a stato solido siano ancora nella loro fase "embrionale" e necessitino di decise migliorie per divenire un prodotto finito.

Nella precedente occasione, analizzando la proposta di Intel, avevamo evidenziato il funzionamento di HDDErase, un software freeware sviluppato per DOS in grado di effettuare un Secure Erase: purtroppo tale utility, per quanto semplice, deficita nel supporto dei controller rendendo in molti casi impossibile poter effettuare il secure erase. Una procedura meno semplice ma in grado di funzionare su una vasta gamma di controller è garantita dalla funzione hdparm, avviabile attraverso una comune distribuzione Linux Live. La guida completa per sfruttare hdparm per un secure erase è disponibile a questo indirizzo su mediawiki.

Meritano di essere sottolineati però alcuni passaggi di questa procedura che rendono tale operazione per un utente non esperto impensabile da affrontare. Nel nostro caso ci siamo visti costretti a ricorrere ad un secure erase durante l'analisi del dispositivo P128 di Corsair formattato a basso livello in precedenza: la procedura non è stata così semplice come sembrava delinearsi all'orizzonte.

Per prima cosa è bene sottolineare che buona parte dei BIOS di ultima generazione non consentono di poter effettuare l'operazione di Secure Erase. Per questo motivo l'operazione di Secure Erase risulta più articolata di una semplice linea di comando e prevede quello che in gergo viene definito "work around", una via alternativa che consenta comunque di raggiungere l'obbiettivo.


Il terminale attraverso il comando hdparm consente di poter operare il secure erase sulle unità SSD

Per ovviare a questo problema, la procedura offre due possibili vie: la prima prevede il "semplice" scollegamento del solo cavo SATA dell'unità a sistema operativo avviato, la seconda prevede invece lo scollegamento sia del cavo SATA sia del cavo di alimentazione. Queste due procedure consentono di sbloccare e rendere l'operazione di secure erase possibile: come abbiamo già detto, la procedura nel suo intero può subire modifiche a seconda della versione di controller SATA impiegato e di SSD utilizzato.

 
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