La NASA parla nuovamente della missione Artemis III del 2027 per provare i lander per tornare sulla Luna
Nelle scorse ore la NASA ha parlato nuovamente della missione Artemis III che sarà lanciata intorno alla seconda metà del 2027. Questa missione è pensata per provare i lander lunari in orbita bassa terrestre in vista del ritorno sulla Luna.
di Mattia Speroni pubblicata il 13 Maggio 2026, alle 22:59 nel canale Scienza e tecnologiaESABoeingLockheed MartinArtemisNASABlue OriginSpaceX
Come abbiamo riportato in queste ore, il dodicesimo lancio di Starship da parte di SpaceX è previsto non prima del 20 maggio alle 0:30 (ora italiana). Non si tratta solo di un'importante novità per la società statunitense, ma anche per l'esplorazione della Luna, considerando che Starship HLS è uno dei due lander lunari selezionati per riportare l'essere umano sulla Luna (non prima del 2028). Il secondo modello è Blue Moon MK2 di Blue Origin, che è in fase di sviluppo. La NASA ha scelto un approccio conservativo rispetto ai piani originali: Artemis III anziché essere una missione con allunaggio sarà una missione di test per il docking tra la capsula Orion e i lander lunari.

I piani dell'agenzia spaziale si stanno via via delineando con alcune novità. Avevamo scritto solo alcuni giorni fa come Artemis III potrebbe prevedere uno streaming 4K per le fasi salienti del docking, questa però non è l'unico aggiornamento rilasciato. Secondo quanto riportato in un nuovo articolo ufficiale, questo è quello che sappiamo sulla missione.
Le novità sulla missione Artemis III del 2027
Innanzitutto sappiamo che Artemis III si svolgerà nel 2027, ma non è chiaro quando. Inizialmente si parlava di metà anno prossimo, ma Jared Isaacman (amministratore dell'agenzia spaziale) ha dichiarato di aver avuto rassicurazioni da parte di SpaceX e Blue Origin che i lander lunari saranno pronti entro la fine dell'anno prossimo.

Nell'articolo rilasciato non si parla di un periodo preciso, quindi rimane l'incertezza di quando avverrà (possibile nella seconda metà del 2027). Il periodo sarà comunicato probabilmente nei prossimi mesi. All'appello manca anche l'equipaggio di quattro astronauti che volerà con Artemis III. Lo scopo, in generale, è quello di provare almeno uno dei due lander lunari, meglio entrambi, in orbita bassa terrestre (LEO) per evitare complicazioni in vista di Artemis IV e Artemis V, missioni previste entrambe per il 2028, ma con date di lancio tutt'altro che chiare.

Come spiegato dall'agenzia spaziale, la missione utilizzerà ancora una volta il razzo spaziale SLS (Space Launch System) con una navicella Orion che sarà lanciata dal Kennedy Space Center in Florida con un equipaggio di quattro membri. Si tratterà di un lancio simile, per alcuni aspetti, alle prime due missioni del programma pur non spingendosi così lontano nello Spazio.
La NASA ha chiarito che, vista la tipologia di missione in LEO, non sarà presente lo stadio superiore ICPS (interim cryogenic propulsion stage) ma un sostituto "passivo" per evitare di modificare la struttura complessiva del vettore. Questa scelta permetterà di "risparmiare" uno stadio superiore ICPS per le future missioni in orbita lunare riducendo i costi e posticipando il debutto di un nuovo stadio superiore basato su Centaur V di ULA. La struttura di supporto meccanica è in fase di costruzione al Marshall Space Flight Center a Huntsville e sarà completato nei prossimi mesi.

Orion utilizzerà l'ESM (European Service Module) per le correzioni di traiettoria. Lo scopo principale è fare in modo che la navicella possa eseguire il docking con entrambi i lander lunari e, potenzialmente, due membri dell'equipaggio potranno entrare all'interno di una delle due unità. Questo punto sarà da chiarire in quanto i lander lunari potrebbero essere prototipi non pienamente operativi e allestiti.
Un'altra novità è che l'equipaggio di Artemis III trascorrerà più tempo nello Spazio a bordo della navicella Orion rispetto ad Artemis II (missione durata circa 10 giorni). Questo permetterà di valutare al meglio il sistema di supporto vitale pur riducendo i rischi per gli astronauti essendo in un'orbita vicina alla Terra e quindi con maggiori possibilità di rientro in caso di guasti.
La capsula Orion di questa missione utilizzerà uno scudo termico aggiornato che dovrebbe ridurre le problematiche osservate durante Artemis I e che sono state mitigate con un nuovo profilo di rientro per Artemis II. La velocità di rientro da una missione in LEO sarà comunque più bassa di quella di una missione lunare, ma in vista delle future missioni Artemis, fornirà indizi utili per avere maggiore flessibilità nelle operazioni.

Allo stato attuale non è ancora chiaro se durante Artemis III saranno provate le tute spaziali AxEMU di Axiom Space. Tutto dipenderà se la società consegnerà almeno un esemplare per i test nell'ambiente spaziale e se l'interfaccia con il lander sarà disponibile. In alternativa le nuove tute spaziali saranno provate a bordo della ISS. Come riportato in precedenza, la NASA sta cercando un sistema commerciale di comunicazione perché non potrà utilizzare il Deep Space Network (pensato per comunicare a maggiore distanza) mentre potrebbero essere rilasciati dei Cubesat di partner internazionali durante la missione in orbita bassa terrestre.









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