Microsoft Surface Pro 6: è ancora lui il miglior 2-in-1?

Microsoft Surface Pro 6: è ancora lui il miglior 2-in-1?

Con la sesta generazione di Surface Pro Microsoft lascia invariata la costruzione esterna, introducendo quale novità sotto la scocca i nuovi processori Intel Core i5 e Core i7 di ottava generazione con architettura quad core. Più potenza, quindi, con invariata la notevole flessibilità d'uso: basterà a farlo restare il miglior 2-in-1 in commercio?

di pubblicato il nel canale Portatili
MicrosoftSurfaceIntelCore2-in-1
 

"Buona la prima", verrebbe da dire pensando alla gamma Surface Pro di Microsoft. Solo che in questo caso ci troviamo di fronte alla sesta generazione di un 2-in-1 che è di fatto ancora il riferimento in questa particolare nicchia di mercato. Con Surface Pro Microsoft sembra aver trovato una ricetta che è difficile da migliorare: il design adottato a partire dalla quarta generazione è infatti rimasto invariato, frutto di una serie di scelte stilistiche che sono basate su considerazioni legate alla praticità d'uso e alla funzionalità del prodotto.

[HWUVIDEO="2760"]Microsoft Surface Pro 6[/HWUVIDEO]

Surface Pro 6 è quindi niente altro che un restyling minore delle due precedenti generazioni? All'occhio superficiale parrebbe così, ma in realtà l'azienda ha inserito importanti novità sotto la scocca che portano ad un ulteriore affinamento di un progetto che pare difficile riuscire a migliorare ulteriormente senza stravolgerne il design.

Nel passaggio da Surface Pro 4 a Surface Pro 5 Microsoft ha introdotto un meccanismo più esteso per il kickstand posteriore e migliorato il già ottimo schermo; non sono mancati nuovi processori Intel Core, sempre con architettura dual core, assieme ad un aumento delle dimensioni interne della batteria.

Con Surface Pro 6 Microsoft affina ulteriormente il progetto, lasciando di fatto invariata la parte esterna per dimensioni e caratteristiche. Le novità sono sotto la scocca, con processori Intel Core i5 e Core i7 di ottava generazione che portano architettura quad core anche nei prodotti Surface Pro 6 pur mantenendo invariato il TDP, sempre pari ai 15 Watt delle precedenti versioni. Si tratta di una novità importante, figlia dell'evoluzione del settore dei notebook più sottili che si è registrata nel corso dell'ultimo anno. La disponibilità di processori Intel Core con architettura quad core e consumi contenuti estende infatti l'ambito di utilizzo dei sistemi notebook e 2-in-1, incrementandone la potenza complessiva e facendoli avvicinare a quella dei PC portatili standard dallo spessore più elevato.

Più potenza, quindi, con consumi che rimangono invariati: non cambiano le dimensioni, che decretano Surface Pro 6 un 2-in-1 non solo facilmente trasportabile ma anche il modello sul mercato che meglio si adatta a quella che è la natura propria dei modelli 2-in-1: sapersi adattare, in pochi istanti, a differenti modalità di utilizzo.

Microsoft offre Surface Pro 6 in due colori per il mercato italiano: il classico platino si affianca al nero, quello dell'esemplare in prova in questo articolo. Le configurazioni hardware sono disponibili con entrambi i colori, fatta solo eccezione per quella d'accesso con SSD da 128GB che è abbinata solo al colore platino. Nella tabella seguente sono riportate le caratteristiche tecniche di Surface Pro 6 a confronto con Surface Pro 5: ben si evidenzia come le differenze siano ridotte, ma ben definite alla componentistica interna.

Modello

Surface Pro 6 Surface Pro (5)
schermo 12,3 pollici 12,3 pollici
risoluzione 2.736x1.824 2.736x1.824
CPU Intel Core i5-8350U (TDP 15W)
Intel Core i7-8650U (TDP 15W)
Intel Core m3-7Y30 (TDP: 4,5W)
Intel Core i5-7300U (TDP 15W)
Intel Core i7-7660U (TDP 15W)
GPU Intel Core i5-8350U: Intel UHD 620
Intel Core i7-8650U: Intel UHD 620
Intel Core m3-7Y30: HD 615
Intel Core i5-7300U: HD 620
Intel Core i7-7660U: Iris Plus 640
clock CPU Intel Core i5-8350U: 1,7 GHz, sino a 3,6 GHz via Turbo
Intel Core i7-8650U: 1,9 GHz, sino a 4,2 GHz via Turbo
Intel Core m3-7Y30: 1 GHz; sino a 2,6 GHz via Turbo
Intel Core i5-7300U: 2,6 GHz; sino a 3,5 GHz via Turbo
Intel Core i7-7660U: 2,5 GHz; sino a 4 GHz via Turbo
connettività WiFi, 802.11ac WiFi WiFi, 802.11ac WiFi
memoria di sistema 8, 16 Gbytes 4, 8, 16 Gbytes
storage 128, 256, 512, 1024 Gbytes 128, 256, 512, 1024 Gbytes
batteria 45Wh 45Wh
O.S. Windows 10 Pro Windows 10 Pro
peso 770-784 grammi 766-786 grammi
I/O micro SDXC
USB 3.0
Mini DisplayPort
micro SDXC
USB 3.0
Mini DisplayPort
videocamera 5MP frontale e 8MP posteriore 5MP frontale e 8MP posteriore
Bluetooth 4.1 4.1
Sensori Sensore di luce ambientale
accelerometro
giroscopio
Sensore di luce ambientale
accelerometro
giroscopio
Dimensioni 292x201x8,5mm 292,1x201,42x8,5mm

I processori Intel Core di ottava generazione implementano architettura quad core, con 8 threads processabili in parallelo. Le frequenze di base clock sono ovviamente più contenute rispetto a quelle delle corrispondenti versioni della serie 7 adottate in Surface Pro 5, mentre quelle Turbo si spingono addirittura oltre superando i 4 GHz nel modello Core i7-8650U.

CPU incremento
Clock
incremento
Clock Turbo
Core i5 -900 MHz +100 MHz
Core i7 -600 MHz +200 MHz

La scelta di adottare processori quad core implica prestazioni più elevate con applicazioni che sfruttano al meglio tutti i core a disposizione. Adottando programmi single threaded invece è la frequenza di clock Turbo a decretare il livello prestazionale e anche in questo ambito i nuovi processori riescono ad offrire qualcosa di più rispetto ai modelli adottati in Surface Pro 5.

Surface CPU Core Clock Clock Turbo Cache GPU clock GPU EU GPU eDRAM TDP
Surface Pro 4 Intel Core m3-6Y30 2 0,9 GHz 2,2 GHz 4MB HD 515 300/850 MHz 24 - 4,5W
Surface Pro 5 Intel Core m3-7Y30 2 1 GHz 2,6 GHz 4MB HD 615 300/900 MHz 24 - 4,5W
Surface Pro 4 Intel Core i5-6300U 2 2,4 GHz 3 GHz 3MB HD 520 300/1000 MHz 24 - 15W
Surface Pro 5 Intel Core i5-7300U 2 2,6 GHz 3,5 GHz 3MB HD 620 300/1100 MHz 24 - 15W
Surface Pro 6 Intel Core i5-8350U 4 1,7 GHz 3,6 GHz 6MB UHD 620 300/1100 MHz 24 - 15W
Surface Pro 4 Intel Core i7-6650U 2 2,2 GHz 3,4 GHz 4MB Iris 540 300/1050 MHz 48 64MB 15W
Surface Pro 5 Intel Core i7-7660U 2 2,5 GHz 4 GHz 4MB Iris 640 300/1100 MHz 48 64MB 15W
Surface Pro 6 Intel Core i7-8650U 4 1,9 GHz 4,2 GHz 8MB UHD 620 300/11050MHz 24 - 15W

Con Surface Pro 6 Microsoft ha semplificato l'offerta, rinunciando ad una proposta entry level con processore Intel Core m3. In considerazione del prezzo e del posizionamento di mercato riteniamo che questa scelta sia preferibile nel complesso. Notiamo come la CPU Core i7-8650U integri una GPU Intel Graphics UHD 620 che altro non è che un rebrand del modello Intel Graphics HD620 adottato dai modelli Core di settima generazione. Manca, nel modello Core i7-8650U, la GPU della famiglia Iris con memoria eDRAM abbinata che caratterizza le versioni Core i7 di precedente generazione: questa scelta è presumibilmente legata alla superiore complessità della componente CPU, ora quad core, e alla necessità di contenere i consumi complessivi. Si perde qualcosa in termini di prestazioni velocistiche della componente GPU, che di fatto sono ora identiche a quelle del modello Core i5-8350U ed è questo l0unica vera limitazione delle CPU Core i7 di ottava generazione rispetto a quelle di settima.

CPU Memoria SSD Prezzo al debutto
Surface Pro 4
Prezzo al debutto
Surface Pro 5
Prezzo al debutto
Surface Pro 6
Intel Core m3 4GB 128GB 1.029,00€ 959,00€ n/a
Intel Core i5 4GB 128GB 1.129,00€ 1.169,00€ n/a
Intel Core i5 8GB 128GB n/a n/a 1.069,00€
Intel Core i5 8GB 256GB 1.499,00€ 1.499,00€ 1.399,00€
Intel Core i7 8GB 256GB 1.839,00€ 1.829,00€ 1.699,00€
Intel Core i7 16GB 256GB 2.049,00€ n/a  
Intel Core i7 16GB 512GB 2.499,00€ 2.549,00€ 2.099,00€
Intel Core i7 16GB 1TB n/a 3.149,00€ 2.499,00€

Se mettiamo a confronto i prezzi al debutto delle ultime 3 generazioni di Surface Pro notiamo come i listini della sesta generazione si siano livellati verso il basso, con ribassi particolarmente evidenti nelle proposte di fascia più alta. Come detto i modelli con CPU Core m3 non sono più presenti, lasciando alla soluzione Core i5 con 8 Gbytes di memoria di sistema e SSD da 128 Gbytes il ruolo di ingresso nella famiglia di proposte Surface Pro.

La famiglia Surface Pro comprende anche alcuni accessori originali che in parte sono di fatto acquisti obbligatori per poter sfruttare al meglio le capacità di questi prodotti. Parliamo ad esempio della cover con tastiera, proposta ad un listino di 184,99€ (per la versione non in Alcantara il listino ufficiale è di 154,89€), oppure alla penna dal costo di 114,99€. Microsoft propone anche Surface Dock, compatibile con tutti i prodotti della gamma, e varie tipologie di mouse dal Surface Mouse all'Arc Mouse ferma restando la possibilità di abbinare qualsiasi mouse dotato di connettività Bluetooth. Completa la gamma Surface Dial, il cursore simile ad un grande potenziometro che offre modalità di interazione molto particolari soprattutto con programmi di grafica

Il componente chiave dei 2-in-1 Surface Pro è indubbiamente il kickstand posteriore, un sostegno che fuoriesce dal retro dello schermo e che permette di appoggiare lo schermo in verticale su una superficie senza doverlo sorreggere. Si tratta di un componente di design tanto semplice quanto fondamentale per assicurare l'elevata flessibilità di utilizzo che caratterizza questi prodotti. Sia in Surface Pro 5 come in Surface Pro 6 l'angolo di apertura massima è aumentato rispetto a quello di Surface Pro 4: questo si rivela essere utile quando si interagisce con la Surface Pen per prendere note o per disegnare.

Nulla cambia, come netto, nella parte esterna: troviamo sempre una singola porta USB 3.0 Type-A, affiancata dal connettore Surface per l'alimentatore e da uno Display Port per uno schermo esterno. Nella parte posteriore, sotto il kickstand, continua ad essere presente un lettore per schede memoria Micro-SD: è utile per inserire una scheda in modo permanente nel sistema, da utilizzare come storage secondario.

Lo schermo di Surface Pro è altro elemento che non è stato modificato rispetto alle due precedenti generazioni. Ha diagonale di 12,3 pollici, con una risoluzione di 2736x1824 pixel: il rapporto tra i lati è quindi pari a 3:2, altra pietra miliare della gamma Surface che offre all'utente uno spazio maggiore per la produttività personale. Varie aziende produttrici di soluzioni notebook hanno seguito questo approccio, soprattutto con propri modelli della gamma 2-in-1, con l'obiettivo di migliorare l'utilizzo dei propri prodotti per compiti di produttività personale.

La cover con tastiera si è ulteriormente affinata, mantenendo però le caratteristiche base. Si aggancia magneticamente alla base di Surface Pro 6, potendosi inclinare leggermente rispetto alla base di appoggio così da assumere un angolo più favorevole alla digitazione. L'interazione con la tastiera, per chi proviene da altri prodotti Surface, è molto buona: la particolare conformazione tende a mantenere la struttura rigida durante la digitazione, senza flessioni. Il touchpad ha dimensioni non ampie quanto quelle dei modelli montati nei notebook tradizionali ma anche questo componente assicura una buona resa complessiva.

Il processore Intel Core i7-8650U integra 4 core al proprio interno e a dispetto del TDP contenuto in 15 Watt è capace di offrire prestazioni molto elevate. Il comportamento generale di Surface Pro 6 in questo ambito è in grado di assicurare una risposta sempre fluida ai comandi: la potenza c'è e in generale si nota un passo in avanti rispetto a Surface Pro 5 con quelle applicazioni che sono in grado di sfruttare al meglio il superiore numero di core.

Il comportamento è altrettanto valido anche per quanto riguarda l'SSD, in questo caso una unità da 512 Gbytes di capacità: la velocità di lettura di dati sequenziali è superiore a 1,5 GB/s, mentre in scrittura si sfiora un risultato di 1 GB/s. Alcuni modelli in commercio sanno fare di meglio ma quanto offerto da Microsoft in questo caso è sicuramente più che adatto ad assicurare un comportamento fluido e una risposta pronta del sistema ai comandi. Un SSD veloce è in grado di ridurre i tempi di attesa, anche legati all'accensione e all'ibernazione del sistema, assicurando una risposta fluida nel passaggio da un'applicazione all'altra.

La GPU Intel integra nel processore Core i7 assicura un comportamento ideale nella riproduzione di flussi video e nelle applicazioni di produttività personale. E' possibile servirsene anche per l'intrattenimento videoludico, con però alcune avvertenze vista la potenza a disposizione: utilizzare giochi non complessi, con impostazioni qualitative non spinte e possibilmente con una risoluzione che non sia quella nativa di 2736x1824 pixel. In assenza di una GPU dedicata, ma questo vale per tutti i notebook con tale struttura, un prodotto di questo tipo è sicuramente in grado di intrattenere al meglio ma non è, tantomeno vuole diventarlo, un sistema da gioco.

Nella versione con processore Core i7 Surface Pro 6 è dotato di un sistema di raffreddamento attivo con ventola: il suo funzionamento è molto silenzioso e tale da assicurare il mantenimento di una frequenza di clock molto elevata per il processore anche quando ne vengono utilizzati tutti i core in parallelo. Durante lo stress test che abbiamo eseguito la CPU parte a 2,5 GHz di clock, mantenendosi oltre la soglia di 2 GHz anche dopo vari minuti di test continuativo: si tratta di un risultato molto valido, partendo dalla frequenza di base clock di 1,9 GHz certificata da Intel.

Nessun problema neppure per la temperatura della CPU, che si posiziona nell'intervallo tra 60 e 70 gradi. I componenti sono tutti integrati dietro lo schermo: è quindi solo questa l'area dello chassis che si riscalda durante l'uso, senza però creare problemi al tatto per il calore eccessivo della superficie. Il sistema di raffreddamento implementato da Microsoft in Surface Pro 6 svolge quindi molto bene il proprio compito in termini di dissipazione termica, mantenendo un funzionamento silenzioso con la ventola che entra in funzione quando necessario ma senza risultare fastidiosa.

Segnaliamo come la versione con processore Core i5 sia dotata di sistema di raffreddamento completamente passivo, senza ventola. Le implicazioni sono un funzionamento completamente silenzioso, ma anche una temperatura superficiale dello chassis più elevata e soprattutto l'impossibilità di mantenere la frequenza di clock della CPU su valori così elevati come quanto raggiungibile con la versione Core i7 abbinata a ventola.

L'autonomia registrata con Surface Pro 6 nei nostri due abituali test è discreta; la capacità della batteria è la stessa di quella integrata in Surface Pro 5, 45Wh, ma nei nostri test abbiamo evidenziato una durata inferiore rispetto al corrispondente modello Surface Pro 5. Questo può essere dovuto a differenti fattori, il primo dei quali è il processore Core i7 che è basato su architettura quad core contro quella dual core del modello adottato in Surface Pro 5. Il comportamento complessivo è in ogni caso valido: i prodotti 2-in-1, per via della loro particolare costruzione, offrono tipicamente un'autonomia media inferiore a proposte notebook che rientrano nella categoria degli Ultrabook o dei clamshell tradizionali. I tempi di ricarica sono anche in questo caso discreti: l'alimentatore fornito in dotazione ha una potenza di 65 Watt e quale punto di forza c'è da segnalare la notevole compattezza. Integra un connettore USB, utile per la ricarica di dispositivi ma che non funziona per il trasferimento di dati da e verso Surface Pro.

Surface Pro 6 è provvisto di un pannello IPS con risoluzione di 2736x1824 pixel, che sulla diagonale di 12,3 pollici pollici permette di apprezzare una densità di 267 pixel per pollice. I più attenti avranno già notato che il pannello ha un rapporto proporzionale di 3:2, al pari di tutti i predecessori della linea Surface. Si tratta, com'è ovvio che sia data la natura 2-in-1, di un pannello multi-touch che supporta fino a 10 punti di interazione simultanea.

Il triangolo di gamut che emerge dall'analisi al colorimetro risulta essere appena più ampio del riferimento sRGB nella zona dei verdi, gialli e rossi. La saturazione nel complesso è molto buona, ma la precisione di alcuni colori (verde e giallo in particolare) non è impeccabile. Il bianco si sposta leggermente verso tinte verdi.

Il comportamento del punto di bianco viene meglio evidenziato dall'analisi del bilanciamento del bianco effettuato a tutti i livelli della scala di grigi. Come vediamo il pannello soffre di una leggera deficienza per quanto riguarda le componenti blu e rossa della triade RGB, a fronte di un verde pressoché corretto e regolare. La situazione al 100% della scala - quindi al bianco - testimonia con maggior precisione quanto già visto con il gamut: è la minor quantità di rosso e blu che determina il leggero spostamento verso le tonalità verdi.

L'analisi della curva di gamma mostra un andamento non esattamente coincidente con il riferimento 2.2, con una riproduzione tonale appena meno incisa rispetto al riferimento. La luminanza massima registrata è di oltre 321 candele su metro quadro, che assieme al livello del nero di 0,315 candele su metro quadro permette di apprezzare un rapporto di contrasto nativo di 1020:1, davvero eccellente. La conseguenza diretta è uan notevole facilità di lettura dei dati anche con forte illuminazione ambiente, o all'esterno.

Il valore di DeltaE rappresenta la distanza tra due punti nello spazio colore Lab e fornisce un'utile indicazione per capire quanto un colore riprodotto a schermo sia fedele al colore definito dalla sorgente. In questo caso i campioni di confronto sono i 24 colori presenti nella carta Gretag Macbeth Color Checker. E' bene tenere presente che un valore di DeltaE compreso tra 0 e 1 rappresenta uno scostamento praticamente non percepibile ad occhio nudo e per alcuni colori particolari l'occhio umano non è capace di percepire variazioni di DeltaE fino a 3. Vediamo quindi che nella maggior parte dei casi i valori di DeltaE si mantengono al di sotto di 2 o lo superano di poco, ma in quei casi in cui DeltaE supera il valore 3 ve ne sono alcuni in cui si spinge anche quasi fino a 6.

Da questo punto di vista il pannello non offre una fedeltà cromatica rigorosa, caratteristica che comunque è importante nel momento in cui si ha a che fare con un dispositivo votato alla produzione grafica professionale. Ci troviamo comunque dinnanzi ad un monitor molto più che rispettoso, con molti dei campioni che si mantengono entro DeltaE 3 e solo in un caso arriviamo a vedere un valore di DeltaE 6.

"Squadra vincente non si cambia": sembra essere questo il motto che ha guidato il team di sviluppo Microsoft nella definizione di Surface Pro 6. Visto da fuori questo prodotto può essere facilmente confuso sia con Surface Pro 5 sia con Surface Pro 4; è quest'ultimo ha infatti introdotto quegli elementi tipici nel design che hanno caratterizzato il successo della gamma. E' quindi cambiato molto poco nel corso degli ultimi 3 anni, ma questo è segnale di come Microsoft abbia continuato ad affinare un prodotto che già dalla sua quarta generazione aveva convinto per qualità della costruzione e flessibilità d'uso.

In più occasioni abbiamo identificato Surface Pro come il miglior 2-in-1 disponibile in commercio; nel corso degli anni vari produttori hanno presentato proposte di questa famiglia che si caratterizzano per costruzione, design e prestazioni ai vertici avvicinando quanto offerto da Microsoft con la propria proposta. Surface Pro rimane, però, ancora la scelta preferibile a parità di prezzo, per quanto non tutto sia perfetto.

Arrivati al 2019 è infatti difficile accontentarsi di una singola porta USB 3.0 Type-A su un dispositivo di questo tipo: è questa una caratteristica fissa della gamma, sulla quale crediamo Microsoft interverrà sicuramente con la generazione 7 visto anche quanto fatto con il piccolo Surface Go. E alla luce di questo viene scontato domandarsi come Microsoft intenda muoversi per la prossima generazione di Surface Pro. Potremo sicuramente trovare nuovi processori Intel Core, e maggiore potenza di elaborazione, ma ci si chiede se quello che verrà sarà un ulteriore affinamento di un progetto ben riuscito o qualcosa che si discosterà nettamente dalle precedenti generazioni.

[HWUVIDEO="2760"]Microsoft Surface Pro 6[/HWUVIDEO]

Nel frattempo chi cerca un 2-in-1 di sicura qualità trova in Surface Pro 6 quella che rimane, nonostante gli anni, la proposta più convincente del settore. Un personal computer dotato di varie anime al proprio interno, che ben si presta ad essere utilizzato quale centro multimediale grazie al kickstand e a uno schermo eccellente ma che trova il massimo della sua espressione quando utilizzato per creare contenuti e informazioni. In questo conferma la sua anima Pro, quella di prodotto pensato per chi crea ed è al lavoro ogni giorno.

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8 Commenti
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Paganetor17 Maggio 2019, 18:23 #1
A leggere le specifiche, però, non sembra poi questo gran balzo in avanti... paradossalmente bisogna vedere se la versione full optional dell'edizione precedente diventerà appetibile grazie a possibili "svendite".
Gandalf6417 Maggio 2019, 21:16 #2
Ma ancora senza la type C ? ma mettetela al posto della display port che se a uno serve si prende l'adattatore...
Marko#8818 Maggio 2019, 11:25 #3
L'assenza di una USB C è vergognosa nel 2019 inoltrato. Di dock per creare una postazione fissa con la sola USB C è pieno, anche a prezzi onestissimi, trovo assurdo non averla.
Altissimo anche il prezzo della tastiera, costa come una tastiera di fascia altissima da desktop ma è una banale tastiera sottile con attaccata una cover.
A me il concetto di 2 in 1 non piace molto, avendo avuto un SP4 l'ho trovato poco utilizzabile come tablet (grande, pesante e con poche applicazioni che veramente sono valide da touch) e l'ho trovato più scomodo di un portatile tradizionale in uso laptop (uso sulle ginocchia scomodo, uso sul tavolo ok ma con maggiore spazio occupato avendo la kickstand posteriore e non lo schermo autoportante dei laptop). Ma questi sono gusti, sia chiaro. L'assenza di una USB C invece secondo me è oggettiva, se si vuole usare in postazione fissa si è costretti a comprare la loro dock che costa un sacco ed è compatibile solo coi loro prodotti.
Nulla da dire lato hardware, sono fatti molto bene, begli schermi, ben ottimizzati.
emiliano8418 Maggio 2019, 20:44 #4
Daccordo sull'assenzq della usb-c... Ma giusto un appunto, questo modello è uscito nel 2018, o almeno all'estero
Riky197919 Maggio 2019, 09:25 #5
Mi pare che USB-C non implichi direttamente la presenza della parte video, ci sono notebook di fascia bassa che hanno la usbC ma solo come usb e non per la parte displayport. Installare una usbC senza parte video sarebbe come aggiungere una porta usb ma costringerebbe a tenere la porta displayport.
Viene da chiedersi se non ci siano dei vincoli di licenza che impediscano Ms di usare una usbC con displayport etc sui suoi surface.
giuspp19 Maggio 2019, 12:25 #6

è il miglior 2-in-1?

Dall'articolo non l'ho capito.
Ho due opzioni davanti, entrambe su 950€. Il surface pro 6 (tastiera e penna incluse) 8/128 e l'HP Spectre x360 8/256. Il vantaggio del secondo è che dà più porte, il doppio della memoria e un processore più nuovo (l'i5-8265u vs 8250u); lo svantaggio forse la forma, il peso e...?
Cosa mi consigliate? Io avrei preferito il surface, ma temo che la convenienza mi porti altrove
emiliano8419 Maggio 2019, 12:40 #7
Originariamente inviato da: Riky1979
Mi pare che USB-C non implichi direttamente la presenza della parte video, ci sono notebook di fascia bassa che hanno la usbC ma solo come usb e non per la parte displayport. Installare una usbC senza parte video sarebbe come aggiungere una porta usb ma costringerebbe a tenere la porta displayport.
Viene da chiedersi se non ci siano dei vincoli di licenza che impediscano Ms di usare una usbC con displayport etc sui suoi surface.


Si, l'utilizzo dell usb-c é ancora un po' un casino, ms non é ancora passata all'usb-c sul surface pro per 2 motivi principalmente: evitare un restyling anticipato che ci sarà col prossimo modello, penalizzare i possessori di accessori che utilizzano la porta magnetica del surface tipo docking station

Originariamente inviato da: giuspp
Dall'articolo non l'ho capito.
Ho due opzioni davanti, entrambe su 950€. Il surface pro 6 (tastiera e penna incluse) 8/128 e l'HP Spectre x360 8/256. Il vantaggio del secondo è che dà più porte, il doppio della memoria e un processore più nuovo (l'i5-8265u vs 8250u); lo svantaggio forse la forma, il peso e...?
Cosa mi consigliate? Io avrei preferito il surface, ma temo che la convenienza mi porti altrove


Io dopo anni di surface pro 3 con cui mi sono trovato benissimo, ho preso uno yoga 920 perché al momento mi serve un display più grande e mi serviva una cpu quad core che il precedente surface non montava
Marko#8819 Maggio 2019, 15:09 #8
Originariamente inviato da: Riky1979
Mi pare che USB-C non implichi direttamente la presenza della parte video, ci sono notebook di fascia bassa che hanno la usbC ma solo come usb e non per la parte displayport. Installare una usbC senza parte video sarebbe come aggiungere una porta usb ma costringerebbe a tenere la porta displayport.
Viene da chiedersi se non ci siano dei vincoli di licenza che impediscano Ms di usare una usbC con displayport etc sui suoi surface.


Io sullo Xiaomi Air 12 ho la USB-C che fa anche uscita video.
Dubito che MS non sia in grado di farlo, sarà come dice Emiliano che aspettano il restyling completo... ma secondo me è follia.
Così come è follia avere solo USB-C, sia chiaro. Siamo in un periodo transitorio, avere entrambe le interfacce, con la C anche per video, secondo me è d'obbligo, specie in prodotti che completi sfiorano o superano i 1000 euro come prezzo base.

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