Microsoft: cinque priorità per svecchiare la Pubblica Amministrazione italiana

Microsoft: cinque priorità per svecchiare la Pubblica Amministrazione italiana

Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione PA di Microsoft Italia, illustra la strategia a supporto dell'attività di digitalizzazione della PA italiana. Cinque temi nodali: cultura digitale, efficienza, servizio al cittadino, sicurezza e openness.

di Salvatore Carrozzini pubblicata il , alle 15:54 nel canale Sistemi
Microsoft
 

La Pubblica Amministrazione vive un momento di profonda trasformazione che dovrebbe portarla - secondo le intenzioni degli amministratori più "saggi ed illuminati" - ad essere sempre più efficiente e vicina a i bisogni dei cittadini grazie all'impiego delle nuove tecnologie. Si tratta di un processo complesso ed articolato al quale prendono parte una molteplicità di soggetti: dall'Amministrazione Centrale alle Autonomie Locali, da enti pubblici a soggetti privati. Microsoft fornisce il suo contributo per raggiungere lo scopo, mettendo a disposizione della P.A. tecnologie e know how.

Simonetta Moreschini da poco più di sei mesi riveste la carica di Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Micorsoft Italia, forte di un'esperienza trentennale nel settore IT (vent'anni in IBM e dieci con la casa di Redmond). Un ruolo importante per raggiungere quella "comunanza di intenti" con l'interlocutore pubblico, senza la quale il progetto di un'amministrazione più efficiente e moderna non potrebbe attuarsi. Nell'odierno incontro con la stampa, la Moreschini ha tratteggiato in maniera netta le attività portate avanti da Microsoft nel settore pubblico e che confluiscono in un più ampio "National Plan 2016" predisposto per dare carattere di continuità sia agli investimenti di risorse nel pubblico sia a quelli che, più in generale, vanno a vantaggio del Paese. Per dirla diversamente, la casa di Redmond ha un programma solido e strutturato per dare una spallata all'immagine di un settore pubblico poco efficiente e non si limita a sporadici proclami motivati dallo scopo di acquisire visibilità nei media. Trasformazione è la parola d'ordine del National Plan: trasformazione del settore pubblico, dell'education, della sicurezza e della produttività. Tre di tali settori di intervento toccano da vicino la pubblica amministrazione.

La ricetta preparata da Microsoft per impostare un dialogo costruttivo gli enti pubblici si articola nello specifico in cinque punti:

  • Diffondere la cultura digitale
  • Recuperare efficienza e produttività
  • Migliorare i servizi offerti ai cittandini rendendoli più efficienti e semplici
  • Intervenire nel settore della sicurezza informatica
  • Portare avanti la filosofia openness

Al primo posto figura la necessità di diffondere una cultura digitale

Al primo posto figura la necessità di diffondere una cultura digitale, partendo dalla constatazione che, secondo l'osservatorio delle competenze digitali 2015, solo il 41% dei dipendenti della Pubblica Amministrazione possiede competenze digitali. Gli strumenti di intervento messi a disposizione da Microsoft sono molteplici ed operano a più livelli, dalle attività di consulenza a quelle di formazione portate avanti senza distinzione della posizione assunta dal dipendente pubblico all'interno della PA: ai percorsi di formazione specifici, come quello sulla sicurezza informatica rivolto ai dirigenti, si somma l'apporto derivante dall'attività di acculuturamento del dipendente che, al di là del ruolo assunto nella PA, resta un cittadino che trae giovamento dalle attività di "alfabetizzazione digitale" che la casa di Redmod porta avanti, a prescindere dagli interventi specifici previsti nel settore pubblico.

La seconda priorità per Microsoft è il recupero di efficienza mediante l'impiego delle soluzioni cloud e di produttività

La seconda priorità per Microsoft è il recupero di efficienza mediante l'impiego delle soluzioni cloud e di produttività, a partire da Office, utilizzabile ed accessibile sia tramite dispositivi desktop, sia in mobilità. Risorse e dispositivi che si rivolgono sia alle amministrazioni pubbliche, sia alle amministrazioni locali e che hanno il comune scopo di rendere l'azione amministrativa efficiente, razionalizzando l'infrastruttura pubblica con soluzioni di cloud ibrido e ottimizzando l'attività lavorativa mediante l'adozione di modelli di "smart working".

Terzo obiettivo: il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini dalla PA

Microsoft dispone di risorse e tecnologie che permettono di raggiungere anche un altro obiettivo, ovvero il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini dalla PA ed ha attivato un dialogo costruttivo e iniziative concrete con l'AGiD, l'Agenzia per l'Italia digitale, agenzia governativa che rappresenta l'attuale punto di riferimento per mettere in contatto il settore pubblico con quello privato allo scopo di portare avanti l'opera di digitalizzazione della PA. Microsoft è coinvolta direttamente nel progetto SPID (identità digitale) - uno dei tre pilastri su cui, secondo la visione dell'AGiD, deve basarsi il processo di digitalizzazione della PA - e, tramite l'articolata rete dei partner, in altre due opere di ammodernamento del settore pubblico portate avanti dall'agenzia governativa: l'anagrafe unica e i pagamenti elettronici. Un ecosistema di 25.000 partner della casa di Redmond che diventa importante anche per dar corpo ad applicazioni di Smart City, modello che, se adottato al livello nazionale, ha la capacità di generare un potenziale risparmio di oltre 4 miliardi all'anno (stime Osservatorio Internet of Things 2015 – School of Management del Politecnico di Milano). Microsoft, da ultimo, ha sviluppato il Manifesto per l'e-Health con il quale incentiva la diffusione della sanità digitae (il risparmio stimato, in caso di adozione su scala nazionale, in questo caso, si attesta sui 5 miliardi di euro all'anno).

Quarto: grande importanza nel tema della sicurezza informatica

Il quarto "ingrediente" della ricetta per una P.A. più moderna ed efficiente Microsoft lo individua nell'aspetto della sicurezza informatica. La carenza di un adeguato sistema di sicurezza è un problema che taglia trasversalmente sia il settore pubblico, sia quello privato. Secondo recenti studi, solo il 19% delle "grandi realtà" dispone al proprio interno di strutture in grado di curare gli aspetti della cyber sicurezza, spesso - soprattutto nel caso di aziende ed enti di minore entità - a causa dei costi connessi. La casa di Redmond ha sviluppato il sistema operativo Windows 10 introducendo specifiche feature di sicurezza; incentivarne la diffusione anche nell'infrastruttura pubblica, diventa, quindi, un elemento importante per offire una piattaforma software sicura. E sicurezza, come si dirà in seguito, è anche il tratto caratterizzante l'offerta cloud di Microsoft.

Quinto: nuova filosofia openness

L'ultima priorità delineata riguarda la nuova filosofia openness sposata dalla casa di Redmond, che sta abbandonando progressivamente l'atteggiamento di chiusura assunto per molti anni. In termini pratici ciò si traduce, tra l'altro, nella possibilità di integrare le risorse di Microsoft in infrastrutture preesistenti basate su tecnologie differenti. Un cambio di rotta importante per raggiungere l'obiettivo dell'interoperabilità dei sistemi che sono concretamente impiegati nelle PA. Ma la cultura openess può essere declinata anche in un'altra accezione, ovvero come sinonimo di trasparenza nell'attività di gestione, raccolta e comunicazione dei dati degli utenti - facile comprende che, abbracciando tale visione, anche la pubblica amministrazione potrebbe offrire un servizio migliore all'utente / cittadino.

Simonetta Moreschini ha successivamente sottolineato il "fil rouge" che lega tutte e cinque le priorità, ovvero il "Trusted Cloud" e messo in risalto il termine "trusted". La soluzione cloud che Microsoft propone alla pubblica amministrazione, infatti, è prima di tutto sicura e l'enfasi posta su tale concetto è giustificata dalla necessità di superare le barriere mentali e culturali che, ad ogni livello - pubblico e privato - portano a guardare con un certa diffidenza le soluzioni di storage e management remoto dei dati. Azure, la piattaforma cloud che Microsoft propone alla PA, è non solo sicura, ma potenzialmente in grado di aggirare lo status quo che caratterizza l'adozione delle soluzioni cloud da parte delle pubbliche amministrazioni. Da un lato, infatti, il tasso di utilizzo del cloud da parte della P.A. è elevato - recenti studi hanno stabilito che il 60% delle pubbliche amministrazioni utilizzano tale soluzione - ma dall'altro si constata che le iniziative non sono coordinate e interconnesse. Azure può svolgere la funzione di "link" tra tutte le soluzioni cloud usate nel settore pubblico, anche alla luce del fatto che la sopra citata filosofia openness consente di ottenere l'interoperabilità con sistemi informatici preesistenti basati su piattaforme software diverse da Windows.

La sintesi della strategia di Microsoft è contenuta nelle dichiarazioni di Simonetta Moreschini:

 Negli ultimi mesi l'Italia ha fatto grandi passi avanti prendendo consapevolezza del digitale come tema non solo tecnologico ma competitivo per la crescita dell'economia e dell'occupazione e la Pubblica Amministrazione gioca un ruolo chiave in questo senso, per questo è al centro del Microsoft National Plan 2016. La PA Italiana sta vivendo un momento delicato e di grande cambiamento attraversata da una spinta riformatrice che cerca nuove vie verso la modernità e l’efficienza: Microsoft intende supportarla nel proprio percorso di trasformazione digitale facendo leva sul Cloud Computing e sulle nuove tecnologie per inaugurare una nuova relazione con i cittadini e rispondere al contempo alle sfide dell’ancora stringente Spending Review. Consapevoli delle esigenze eterogenee che caratterizzano un settore pubblico fatto di grandi istituzioni centrali e di piccoli enti locali, abbiamo definito 5 priorità strategiche che catalizzeranno quest’anno il nostro impegno a supporto del percorso di digitalizzazione della PA italiana: promuovere la cultura digitale, supportare l’efficienza della PA, contribuire allo sviluppo di servizi innovativi per i cittadini, garantire sicurezza e favorire l’openness

Le idee e le risorse ci sono, ma in concreto?

Tirando le fila del discorso si può certamente affermare che la strategia ad ampio raggio illustrata da Microsoft Italia ha le carte in regola per imprimere un'accelerazione al processo di digitalizzazione e semplificazione della macchina amministrativa pubblica. Non basta delineare una strategia, tuttavia, ma bisogna attuarla, confrontandosi, tra l'altro, con una PA che ha i suoi tempi e i suoi modus operandi. L'intervento e il contributo di Microsoft, in ogni caso, è percepibile sin da ora, come dimostrano le sinergie attivate con il settore pubblico a livello centrale e periferico.

La casa di Redmond, ad esempio, ha operato nell'importante settore della sanità pubblica con due progetti attivati in collaborazione con le ASL di Barletta-Andria-Trani e di Rieti. La prima utilizzava già da qualche anno le tecnologie di Microsoft, impiegate, tra l'altro, per porre in essere l'attività di dematerializzazione dei referti, e, in tempi più recenti, ha dato il via ad un progetto relativo allo sviluppo di una componente applicativa che interconnette lo SPID (identità digitale) con i sistemi della ASL. In tal modo i cittadini, tra poche settimane, saranno in grado di consultare e scaricare i referti in formato XML/PDF. Nei prossimi mesi, inoltre, abbinando ad Azure a StorSimple, verrà creata una soluzione di storage ibrido utile, ad esempio, per ripristinare rapidamente applicazioni e servizi garantendo l'operatività della ASL.

Sicurezza, scalabilità e attenzione ai costi sono gli elementi che hanno portato l'ASL di Rieti a scegliere la soluzione cloud di Microsoft. L'ente ha implementato Azure e StorSimple nel'ambito di un progetto realizzato con la collaborazione di SoftJam, partner di Microsoft, che ha consentito di soddisfare un'esigenza primaria dell'ente: liberare spazio per l'archiviazione di dati importanti. I dati più obsloeti, quelli di backup e di archivio sono stati trasferiti nella piattaforma cloud ibrida StoreSimple, lasciando spazio ai dati più importanti e usati più di frequente. L'utilizzo di Azure Site Recovery, inoltre, ha consentito di replicare alcune virtual machine di produzione su VmWare con un Datacenter Azure; in tal modo l'ASL dispone - con costi ridotti - di una valida soluzione di disaster recovery, che assicura continuità all'attività amministrativa anche in caso di guasto o di black-out del datacenter principale.

Cambiando settore e tornando ad affrontare il tema dell'efficienza dell'azione amministrativa, appare esemplare il caso della Provincia di Monza e Brianza, che hanno puntato al cloud computing e all'utilizzo in mobilità degli strumenti di produttività personale per migliorare la produttività e il servizio offerto alla comunità. Nello specifico, l'adozione di Office 365 ha consentito di semplificare l'attività di condivisione dei documenti, ricorrendo a OneDrive e SharePoint Online, e di ridurre tempi e costi di trasferta per le riunioni fisiche mediante Skype for Business. Altro tassello importante è rappresentato dalla Enterprise Mobility Suite che permette ai dipendenti della Provincia di accedere ai dati ed agli strumenti aziendali in mobilità. Parola d'ordine, anche in questo caso, è sicurezza, visto che la suite comprende appositi strumenti per consentire l'accesso selettivo ai contenuti e la cancellazione dei dati da remoto in caso di smarrimento o sottrazione del dispositivo mobile. Un progetto di ampio respiro che ha prodotto effetti positivi anche dal punto di vista del miglioramento della gestione delle risorse IT.

Ultimo caso portato come esempio riguarda la collaborazione tra Microsoft e Roma Capitale, le Forze di Polizia e altri enti chiamati a gestire gli eventi del Giubileo della Misericordia. Skype for Business, nello specifico, è stato utilizzato per interconnettere tutte le sale operative dei soggetti pubblici responsabili della sicurezza. Ulteriori esempi di come Microsoft collabori attivamente con la PA italiana per portare avanti l'opera di digitalizzazione sono consultabili presso questo indirizzo.

In prospettiva futura ...

Sia Microsoft, sia il Governo italiano, il cui principale interlocutore di Microsoft, in questa fase, è l'Agenzia per l'Italia digitale, hanno molto da fare per svecchiare una struttura amministrativa pubblica che, sotto molti punti di vista, è ancora legata ad un modus operandi che segue tempi e impiega strumenti di lavoro sempre più inattuali. Da un lato il progresso tecnologico avanza a ritmi incessanti, dall'altro non sempre la PA ha la capacità o la possibilità di cogliere i trend, farli propri integrandoli nella propria attività - fornendo, conseguentemente, un servizio in più per il cittadino - e di, considerazione altrettanto importante, comunicare in maniera adeguata e facilmente comprensibile dall'"utente medio" l'importanza dei passi avanti compiuti. Un dato dovrebbe dare l'idea dell'attuale situazione dell'eGovernment: solo il 30% degli italiani usufruisce dei servizi online della PA. L'atteggiamento propositivo e attivo dell'AGiD da un lato e la tecnologia, la conoscenza e le iniziative concrete adottate da Microsoft e dall'articolata rete di partner dall'altro potrebbe essere la chiave di volta per creare un Paese più moderno ed efficiente.

133 Commenti
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demon7710 Febbraio 2016, 16:20 #1
Hai voglia te a diffondere la cultura digitale. Diciamo che piuttosto bisogna fare piazza pulita di un esercito di decerebrati analfabeti che scaldano la sedia nelle pubbliche ammnistrazioni.

Esperienza recente:
L'altro giorno sono andato in comune a depositare una pratica edilizia.. come accordato con l'arch. dell'ufficio tecnico arrivo con versione cartacea e relativo doppione di tavole e relaziomni varie in formato PDF per l'archiviazione su server.. il tutto su CD.

Quel giorno l'arch dell'ufficio tecnico non c'è.. (pazienza devo solo consegnare.. credevo io)
Arrivo al protocollo con tavole e CD.. il tizio del protocollo (70 anni e licenza elementare.. FORSE) mi guarda inebetito. Capisco poco dopo che la sua padronanza del pc è quella di un criceto. Non ha idea neanche di cosa sia un CD.
Non sapendo che fare mi rimbalza all'uff tecnico dove c'è solo "L'IMPIEGATA". Una tizia che non ha il cervello, al suo posto una serie di schede perforate che contengono la sequenza di azioni che deve eseguire ed in che ordine. (se gli inserisci il programma "bomba a mano" si strappa un orecchio e si butta dalla finestra)

Bene.. gli dico che devo proitocollare il cartaceo e caricare su server la versione PDF per archiviazione..
la stordita mi guarda inebetita mentre cerca la scheda perforata giusta..
Dopo qualche secondo:
LEI: "Guardi mi deve trasmettere tutto via PEC e compilare il modulo salcaxxo cosa"
IO: !?!?!?! err... scusi.. sono qui, mi vede.. sto consegnando brevi manu.
Basta che mi timbra per ricevuta e si prende la roba (cd e tavole)
LEI: "eh no guardi, io non so, se vuole mi manda la PEC altrimenti le scansiono le tavole"
IO: ??????????

Poi, per fortuna torna l'arch.. saluto, consegno tavole e CD e fine della storia. (roba da 20 secondi).

E questo succede oggi..
s0nnyd3marco10 Febbraio 2016, 16:24 #2
Svecchiare la pubblica amministrazione per poi legarsi mani e piedi a MS? No grazie; assumete manager IT capaci ed in grado di pianificare e gestire un infrastruttura completamente open source piuttosto.
nonsidice10 Febbraio 2016, 16:24 #3
lavoro come libero professionista in una PA (assistenza informatica), finchè gli enti centrali (ministeri, inps, agenzia delle entrate ecc.) si ostinano a fare i loro gestionali che funzionano SOLO con windows xp e ie8 (col 9 già non vanno) non andiamo da nessuna parte.
colmo dei colmi capitato la settimana scorsa: un ente centrale (non faccio nomi per grazia), ci ha mandato le due nuove versioni di un programma da installare sui client, ebbene il programma A funziona SOLO con java 1.6.35, il B SOLO con l'1.7, ovviamente installando entrambi non funziona nessuno dei due, e ovviamente alla nostra rimostranza non si sono degnati di rispondere.
ma dove vogliamo andare di questo passo ?
p.s. senza considerare le varie webapplication che funzionano ad esempio solo con firefox 36.
AleLinuxBSD10 Febbraio 2016, 16:24 #4
Tra le tante cose che dovrebbero essere fatte al livello di Pubblica Amministrazione in Italia ci sarebbe il ricorso a soluzioni open-source e standard realmente aperti anziché pensare ad accordi con monopolisti del mercato, con i loro standard proprietari chiusi ed imposti dall'alto.
La PA, data la sua pachidermica dimensione, avrebbe la possibilità di fare un cambio di rotta deciso, con beneficio per l'utenza.
Chiaro questa cosa non farebbe piacere a chi "mangia" grazie a MS.
fraquar10 Febbraio 2016, 16:30 #5
Io passerei tutto su piattaforme open così falliamo e ricominciamo da capo.
Bivvoz10 Febbraio 2016, 16:31 #6
Mi iscrivo solo per leggere le varie esperienze con i software della PA.

Per chi parla di passare tutto in open source ricordatevi che molte prove fatte dimostrano che non è poi così conveniente.
Anni fa avrei detto anche io così ma visti i risultati penso sia necessario un approfondimento prima di prendere quella scelta.
fraquar10 Febbraio 2016, 16:35 #7
@Bivvoz concordo con te la mia era una provocazione verso chi ancora crede alla cazzata del risparmio con i software open
AleLinuxBSD10 Febbraio 2016, 16:35 #8
Considerando gli enormi conflitti di interesse delle cosidette "prove" che "dimostrano" stiamo tranquilli.
Con le opportune pressioni "davanti" e pure "dietro le quinte".
giovanni6910 Febbraio 2016, 16:38 #9
Originariamente inviato da: nonsidice
lavoro come libero professionista in una PA (assistenza informatica), finchè gli enti centrali (ministeri, inps, agenzia delle entrate ecc.) si ostinano a fare i loro gestionali che funzionano SOLO con windows xp e ie8 (col 9 già non vanno) non andiamo da nessuna parte.
colmo dei colmi capitato la settimana scorsa: un ente centrale (non faccio nomi per grazia), ci ha mandato le due nuove versioni di un programma da installare sui client, ebbene il programma A funziona SOLO con java 1.6.35, il B SOLO con l'1.7, ovviamente installando entrambi non funziona nessuno dei due, e ovviamente alla nostra rimostranza non si sono degnati di rispondere.
ma dove vogliamo andare di questo passo ?
p.s. senza considerare le varie webapplication che funzionano ad esempio solo con firefox 36.


Per quel che può valere, mi risulta che sia possibile assegnare specifiche variabili di ambiente a singole applicazioni java, specificando dunque la versione da utilizzare.
Qui c'è un esempio per Mac OSX
https://blog.tompawlak.org/maven-de...version-mac-osx
ma di certo esistono fix anche per Windows.
Quanto ad usare firefox la P.A. dovrebbe utilizzare solo la versione ESR (attualmente 38.6.0) e su quella facilitare i programmatori.

Seguendo la logica di MS, la P.A. dovrebbe utilizzare un sistema operativo è che ben noto per non tutelare la privacy. Se proprio i programmatori non vogliono cambiare ambiente di sviluppo, è tuttavia possibile virtualizzare gli attuali OS usati (Windows XP) all'interno di server che fanno girare Windows 10 Enterprise LTSB, garantendo quindi la continuità operativa fino a quando non sarà possibile progettare piattaforme native. Peccato che Microsoft Italia per quel che mi risulta non sta ancora offrendo tale versione Long Term Service Branch (è priva di Cortana, Edge, aggiornamenti forzati, ecc) .
s0nnyd3marco10 Febbraio 2016, 16:43 #10
Originariamente inviato da: fraquar
@Bivvoz concordo con te la mia era una provocazione verso chi ancora crede alla cazzata del risparmio con i software open


August 2014 – Munich deputy mayor, Josef Schmid, and mayor, Dieter Reiter, considering going back to Windows due to productivity problems. Munich city council spokesman Stefan Hauf explained that the majority of issues stem from compatibility issues in OpenOffice, something a switch to LibreOffice could solve.[33] In addition, the city council and Karl-Heinz Schneider, head of municipal IT services, said that most things are fine, they saved €10 million (more than US$13 million), and there is no serious reason to come back. He added that the number of complaints and malfunctions would not exceed the usual number for an administration of this size.[34] Microsoft wants to move German headquarters to Munich in 2016, helped by Reiter who describes himself as a "Microsoft fan".[35][36][37][38]
October 2014 – In response to inquiries by the Green Party, mayor Dieter Reiter revealed that a transition back to Microsoft Windows would cost millions of euros.[39]
August/September 2015 – Jan-Marek Glogowski of LiMux presents about the project status during the "Debian Success Stories" track of the Debian conference[40] and at the LibreOffice conference


https://en.wikipedia.org/wiki/LiMux

Giusto per farti un esempio...

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