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Stando a quanto riportato in rete, i fantasmi del passato a
volte
ritornano. Prendiamo spunto da un ben argomentato approfondimento di
Punto-Informatico
sul delicato tema Palladium / TCPA/TCG/TC. Un paio di
anni fa prende forma nell'immaginario collettivo un mostro mangiatutto
chiamato Palladium, un'entità poco definita dall'indole
decisamente aggressiva scatenata dai soliti noti monopolisti a ghermire
l'indifeso utente, chino sul proprio PC a farsi gli affari propri.
Palladium è il sistema di controllo ipotizzato anni fa da
Microsoft, anche se in molti identificano erroneamente la stessa cosa
nei più
rassicuranti nomi come TCPA (Trusted Computer Platform Alliance),
passando
per TCG (Trusted Computer Group), per giungere alla semplice sigla TC,
Trusted Computer, ovvero Computer "fidato". A livello concettuale poco
cambia; Palladium è un sistema più complesso, che
potrebbe appoggiarsi su hardware certificato TCPA; avere dunque
hardware TPCA mette in condizione il sistema operativo di sfruttare
tecnologie ad hoc di controllo come Palladium, ma all'atto
pratico senza un sistema software che ne sfrutti le
potenzialità non si fa nulla.
Per Microsoft è Palladium, per Apple avrà un
altro nome ma poco cambia; qualora prendessero piede, tali sistemi di
controllo sono frutto di un connubio indissolubile hardware e software.
In cosa consiste tutto
ciò e chi sono i genitori di cotal Babau tecnologico? I nomi
sono i soliti: Microsoft, Intel, AMD, IBM, Apple e via dicendo, ovvero
aziende che messe assieme costituiscono circa il 98% del parco macchine
del Pianeta, ovviamente anche sul piano software. Lo scopo? Trovare il
modo di sviluppare hardware e software per salvaguardare i propri
interessi e per combattere la pirateria in modo serio, lo spam ed in
generale ogni utilizzo malevolo, utilizzando metodi quasi da Grande
Fratello (quello vero di 1984 di George Orwell, non la trasmissione
televisiva).
Come? Integrando a livello hardware alcuni chip di controllo e
tecnologie ad essi connesse. Software pirata? Non sarà in
teoria più eseguibile, e idem valga per contenuti digitali
ritenuti non originali. Oltre al problema sicurezza, dunque, anche
un'arma per le sopraccitate case per arginare e possibilmente eliminare
a monte il problema pirateria.
Portando la semplificazione agli estremi il sistema vede nel chip
"Fritz" uno dei componenti hardware responsabili del controllo
incrociato e dell'autenticazione dei contenuti digitali (è
fondamentalmente un contenitore di chiavi crittografiche volte ad
identificare l'utente), in grado di dialogare con il sistema operativo
per permettere o bloccare l'esecuzione del materiale digitale sotto
esame.
Tale chip, il cui nome ricorda più un gendarme elvetico che
un chip di controllo tanto temuto, dovrebbe migrare negli anni dalle
schede madri fino all'integrazione direttamente nelle CPU stesse,
scenario che ne renderebbe difficile una eventuale disattivazione.
Apriti cielo. Da anni non manca chi dipinge un futuro a tinte fosche,
con visioni apocalittiche di greggi umani sotto il rigido
controllo di pochi (spesso uno solo, Bill Gates), evidentemente molto
interessati a sapere tutto di tutti, e pronti a presentare il conto per
ogni minimo sgarro, pronti a richiamarci all'ordine al minimo accenno
di disallineamento dal rigido sistema.
Stiamo ovviamente romanzando il problema, ma c'è anche chi
ritiene minacciato il mondo Open Source, temendo che venga escluso
dalle applicazioni supportate dall'hardware dedicato al controllo del
famoso chip Fritz (stiamo semplificando al massimo il discorso), senza
parlare della privacy.
Ordunque, questo è uno
degli scenari possibili, ma riteniamo eccessive queste paure, oltre che
ingiustificate le critiche che vengono mosse a priori ad un sistema di
controllo del software.
Il software o i contenuti digitali in genere vengono per un motivo
oscuro ritenuti beni di serie B, la cui copia illecita viene spesso
vista come atto quasi dovuto. Negarlo è ipocrisia. Chi copia
contenuti digitali e software non ha la coscienza sporca,
mentre molto probabilmente mai ruberebbe una caramella da uno
scaffale.
Praticamente tutti, e mi metto io per primo, abbiamo almeno una volta
nella vita copiato o fatto uso di materiale digitale illegale. Si
potrebbe discutere per anni su prezzi e licenze, ma l'introduzione di
un sistema di controllo serio non sarebbe che legittimo,
così come sarebbe ultra-legittimo da parte di artisti e
major proteggere il frutto del proprio lavoro. Non stiamo parlando di
generi di prima necessità, quindi il prezzo alto non
è un alibi e una giustificazione; si vive anche senza cinema
o musica. Se per strada vedo una Porsche 911 che però non mi
posso permettere, di certo non la vado a rubare: ne faccio a meno. Il
principio è il medesimo. Ci sono alternative più
economiche, mentre a livello software addirittura gratuite.
Arriviamo dunque alle nostre considerazioni in merito. Pur guardando
con interesse al problema, riteniamo eccessiva l'ansia che sta man mano
crescendo nella rete.
1) Un sistema di controllo così rigido va contro le leggi di
mercato di hardware e software, a causa dell'adeguamento da parte di
tutti i produttori alle specifiche, il tutto per ogni sistema
operativo. Già questo fa presagire che se mai ci
sarà un sistema di controllo, questo a nostro avviso
sarà molto più blando di quanto temuto, essendo
il lavoro di adeguamento estremamente oneroso e antieconomico.
Ricordiamo che il denaro è "il motor che tutto muove".
2) Privacy in pericolo. Aggiungo: adesso no? Capisco che può
non essere consolante, ma è una cosa con cui siamo destinati
a convivere. Già attualmente la nostra privacy non
è garantita; in campo informatico il
problema è molto più sentito, ma non
vedo crociate per i tre anni di archivio per le telefonate e gli sms.
Ritroviamo la regola dei due pesi e delle due misure.
3) Questi sistemi di controllo nascono in seguito a diversi problemi,
fra cui quello della copia illegale di materiale informatico. Era
impensabile che fosse tollerata per sempre una simile anomalia. Rimane
un punto fermo: chi è in regola non avrà mai
nulla da temere.
Siamo comunque dell'opinione che la realtà fra qualche anno
sarà molto più rosea di quanto ipotizzato dalle
visioni più pessimistiche. Non mancano esempi di come
esperti del settore, ma proprio tanti, si siano strappati le
vesti per problemi poi rivelatisi inesistenti. Uno su tutti: il
Millenium bug, altro Babau esorcizzato dall'orologio stesso. Ricordo
che molte software house hanno prodotto software dedicati per
scongiurare le imminenti ed inevitabili sciagure. Chi spese una fortuna per cautelarsi ebbe gli
stessi benefici di chi non fece nulla, nel 99,9% dei casi.
Riteniamo inoltre che il mondo dell'Open Source non corra alcun
pericolo, in virtù sia delle menti che ne animano il
progetto, sia per la bontà del progetto stesso che
è destinato ad espandersi sempre più.
Non fasciamoci la testa prematuramente, dunque. Anche se fosse (e non lo credo), inoltre, potremmo opporci?
Ultima considerazione, riguardante i mercati emergenti. C'è
un bacino di utenza di circa 2 miliardi di persone che attende
di essere massicciamente informatizzato. Stiamo parlando di Cina e
India, in ordine cronologico. Logico che molte case attive nel panorama
informatico vogliano partire con il piede giusto, senza ripetere gli
errori commessi in Occidente. Stiamo ovviamente parlando di intenzioni,
che non è detto assolutamente si traducano in un progetto
realizzabile.
Inoltre non dimentichiamo che fra quei 2 miliardi può sempre
celarsi un nuovo Bill Gates/Steve Jobs; in un futuro nemmeno lontano la
supremazia x86/Microsoft potrebbe avere come concorrenti architetture e
ambienti software in grado di stravolgere completamente le carte....
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Commenti (1083)
| Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info |
| Commento # 1
di: Vifani
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:30 |
Ottima riflessione. Perfettamente in accordo con quanto penso.
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| Commento # 2
di: magilvia
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:33 |
| Praticamente tutti, e mi metto io per primo, abbiamo almeno una volta nella vita copiato o fatto uso di materiale digitale illegale. Si potrebbe discutere per anni su prezzi e licenze, ma l'introduzione di un sistema di controllo serio non sarebbe che legittimo, così come sarebbe ultra-legittimo da parte di artisti e major proteggere il frutto del proprio lavoro. Non stiamo parlando di generi di prima necessità, quindi il prezzo alto non è un alibi e una giustificazione; si vive anche senza cinema o musica. Se per strada vedo una Porsche 911 che però non mi posso permettere, di certo non la vado a rubare: ne faccio a meno. Il principio è il medesimo. Ci sono alternative più economiche, mentre a livello software addirittura gratuite. |
E chi ha mai messo in dubbio il diritto delle major di proteggere i loro prodotti e il loro software ? Il problema è che queste famose alternative gratuite che si cita non saranno più gratuite in quanto per girare nel sistema dovranno pagare la licenza...
| Privacy in pericolo. Aggiungo: adesso no? Capisco che può non essere consolante, ma è una cosa con cui siamo destinati a convivere. Già attualmente la nostra privacy non è garantita; |
Scusa tanto ma se adesso la privicy in pericolo cosa facciamo peggioriamo invece di migliorare ? Io sono contento e orgoglioso del sistema della privacy italiano. Altro che patrioct act!
| ma non vedo crociate per i tre anni di archivio per le telefonate e gli sms. Ritroviamo la regola dei due pesi e delle due misure. |
Falso. Perchè l'archio dei tre anni delle telefonate e degli sms è consultabile solo tramite apposita disposizione dell'autorità giudiziaria mentre un archivio eventuale del software utilizzato sui nostri computer sarebbe in mano con tutta probabilità alle major. un ente privato il cui scopo è cercare in tutti i modi di farci pagare il più possibile. Ti sembra la stessa cosa?
| Era impensabile che fosse tollerata per sempre una simile anomalia. Rimane un punto fermo: chi è in regola non avrà mai nulla da temere. |
Affermazione davvero semplicistica.
In conclusione un articolo disinformato e di parte. Scadente rispetto ai buoni articoli a cui siamo abituati. |
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| Commento # 3
di: zerothehero
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:33 |
il problema è il seguente..
causerà disagi a chi compra originale?
Io sto per prendere un monitor non HDPC, ci saranno problemi?
Non vorrei finisse come hl2..lo prendo originale 1 ora e mezza di sbattimento per installarlo e poi 2 giorni dopo chi lo ha preso pirata ha avuto meno inconvenienti di chi è stato onesto. 
ovviamente non sono disposto a cambiare hardware per questi protocolli, piuttosto rinuncio ad usufruirne. |
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| Commento # 4
di: Alessandro Bordin
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:37 |
| Originariamente inviato da: magilvia]EIl problema è |
Sei nel mondo dell'ipotesi. Come ho detto nell'articolo che reputi scadente, ti stai fasciando la testa prima.
[QUOTE]
In conclusione un articolo disinformato e di parte. Scadente rispetto ai buoni articoli a cui siamo abituati. |
Disinformato e di parte? LOL |
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| Commento # 5
di: Tututa
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:40 |
Approfondimenti
Invero altra chiave di lettura è proprio l'ultima dal Bordin ottimamente, e penso furbescamente, suggerita...
Visto e considerato che ormai i due mondi universitari che sfornano le migliori menti al mondo stanno proprio in Cina e in India(le due nazioni che hanno il maggior rapporto ingengeri=ricerca e sviluppo), gli Usa, con un sistema di insegnamento scolastico e universitario allo sbando, e le menti monopolistiche/monopolizzanti che dominano l'economy del paese, si stanno preoccupando soprattutto di cercare di mantenere più a lungo possibile tale predominio tecnologico/economico.
A voler fare anche un pò di dietrologia, questo metodo potrebbe essere inteso come una sorta di "forca Caudina" virtuale che verrebbe imposta ai ricercatori che volessero far uscire qualcosa in grado di scavalcare tale predominio tecnologico, al momento incontratstato, ma che nelle previsioni di molti in lento e progressivo declino, soggetto ad una progressiva geometricamente erosione tecnologia per i limiti della ricerca.
Su Quark spiegavan proprio qualche giorno fa, che se fino a qualche anno fa i ragazzi migliori cinesi e indiani andavan in USa a studiare e poi restavano là a lavorare, portando tale ricchezza intellettuale nel territorio Yankee, nel tempo prima tali ingegneri hanno cominciato a fare ritorno a casa, trovando più conveniente e interessante proseguire sviluppo e ricerca nei loro paesi che li trattavano come divinità, e lasciavano loro ampio spettro di azione, senza i legacci americani(di cui questo Palladium è il paradigma), ed in questi ultimissimi anni, andando ad occupare posti chiave anche nell'insegnamento universitario.
Tale quadro, coniugato con la pessima politica interna del Governo Bush che ha lasciato alla deriva economica tutto il sistema sociale americano(incluso l'insegnamento) con notevoli riduzioni di investimenti, dirottati tutti nel settore militare, porterà negli anni a costringere gli Usa o a restare arretrato tecnicamente, e costretto a pagare royalties salate per poter produrre, oppure a pagare molto salato il conto di nuove menti elette che molto più difficilmente già oggi decidono di investire il loro futuro in un paese che nelle proprie configurazioni sociali è assolutamente terzomondista(vedi quel che è successso con KATHRINA).
Ultima prova a suggello e conforto dei pensieri dietrologi che animano i miei più foschi pensieri è quel che sta succedendo nell'ambito petrolifero.
COme mai gli Usa, non impediscono all'OPEC di far salire così tanto il prezzo del petrolio? ovvero ci provan blandamente? Per un semplice motivo: loro hanno in mente una strategia, messa in atto ai tempi del primo BUSH: da allora gli USa stanno ammassando riserve spaventose di petrolio, con la speranza un giorno di esserne gli unici detentori mondiali.......
Meditate gente, meditate. |
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| Commento # 6
di: Alessandro Bordin
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:40 |
| Originariamente inviato da: magilvia |
Affermazione davvero semplicistica.
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Anche che l'acqua è bagnata. Però è vero |
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| Commento # 7
di: fek
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:41 |
| Originariamente inviato da: Vifani | | Ottima riflessione. Perfettamente in accordo con quanto penso. |
Perfettamente d'accodo anche con quanto penso io.
Pero' ora so che si scatenera' l'inferno. |
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| Commento # 8
di: Fx
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:46 |
era ora. complimenti Alessandro. finalmente qualcuno che fa un ipotesi "moderata" e non oscurantista come tutte quelle presenti in rete, che però hanno la pecca di basarsi non sui fatti bensì sul sensazionalismo, esattamente come per il millenium bug.
l'applicazione del concetto può essere in un range che va dall'estremamente negativo all'estremamente positivo. l'estremamente negativo lo escludo per via di una cosetta chiamata "legge": non è che microsoft apple ibm o chi altro può fare quel che gli pare e piace. l'estremamente positivo lo escludo perchè comunque abbiamo a che fare con aziende e non con onlus. ragionevolmente il fatto che sia una cosa moderatamente positiva o negativa si gioca tutto sull'implementazione effettiva: cosa che NESSUNO conosce dato che, semplicemente, non c'è ancora. prima di fasciarsi la testa, pertanto, sarebbe stato opportuno aspettare che arrivasse, tuttavia era un'occasione troppo ghiotta per tirare merda su microsoft - nonostante fosse un progetto molto più ampio: potete valutare la serietà di chi parla di trusted computing anche da questo, se parla essenzialmente di microsoft o di windows la serietà è poca. tra l'altro sarei curioso di sentire tutte le migliaia di sostenitori mac che hanno speso vagonate di parole su palladium cosa dicono ora che apple ha sfornato la prima implementazione reale di TCPA (nel kit di sviluppo, aspetto che ci sarà in tutti i futuri mac x86). andate, andate a cercare quanto detto in rete, che perfortuna rimane scritto, c'è da farsi delle grosse risate, soprattutto nel vedere, plateale, come in effetti tutte le grandi enunciazioni di principio erano tutte cazzate finalizzate solamente ad un attacco strumentale.
per concludere, TCPA è senza dubbio un aspetto delicato sul quale bisogna stare attenti, per pronunciarsi però bisogna aspettare che ci sia qualcosa di concreto, e magari nel frattempo come dice Alessandro concentrarsi sui pericoli ben più consistenti alla privacy ai quali non si fa caso (sarà banale, ma è facile pensare che non li si guarda perchè dietro non c'è dietro zio bill)...
anch'io sono dell'opinione che per forza di cose non potrà essere impattante ma sarà qualcosa di "soft" per un semplice motivo: i produttori di hardware e di software prima di tutelare gli interessi di terzi tutelano i loro, e un'implementazione impattante del trusted computer creerebbe loro danni.
un po' di realismo, su.
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| Commento # 10
di: zforever
pubblicato il 09 Settembre 2005, 12:49 |
Alla 1) , l'adeguamento non avverrà in un giorno ma spalmato nel tempo, quindi l'impatto economico sarà molto basso
alla 2), sono regole imposte da politici che noi abbiamo votato e che creano queste leggi per darci un "maggiore" sicurezza. ovviamente non sono affatto daccordo, ma almeno il loro scopo sembra giusto, non come il palladium il cui unico fine e fare soldi
alle 3), limitare quello che io posso fare sul mio pc e con i mei dati, non è giusto. Inoltre il DRM crea problemi soprattutto a chi acquista originale (dato che chi si dà all'illegalità i problemi li accetta a priori), basta guardare l'esempio della musica online regolarmente acquistata.
"Solo per fare un esempio, il gigante di Redmond, promette, con la sua campagna pubblicitaria, la compatibilità tra i propri servizi ed i dispositivi che portano l'adesivo di Microsoft Play for Sure. La comunicazione di Zio Bill è piuttosto chiara: chi si appoggia alla sua DRM sa che cosa può fare, ma anche cosa non è permesso, per esempio usare un iPod." da Zeus News
Oppure un esempio più personale. io sono costretto ad essettuare una copia dei miei cd audio originali, perchè il lettore della mia macchina non sopporta le protezione. In pratica le case discografica mi costringono a copiare per ascoltare un cd da me regolarmente pagato!!
E se voglio ascoltare il cd originale col mio lettore mp3, loro me lo impediscono!
Il modo per opporci è semplice, tentare di evitare l'acquisto di ciò che supporta il palladium. Mica è tanto necessario installare il Vista sul vecchio pc!
Sinceramente non mi aspettavo da un esperto chiamasse in causa futuri ipotetici e lontani progetti cinisi per addolcire una amare e vicina realtà
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Ottima riflessione. Perfettamente in accordo con quanto penso.