Google Pixel 2 XL recensione: i 1000 euro spesi meglio nel mobile?

Google Pixel 2 XL recensione: i 1000 euro spesi meglio nel mobile?

Abbiamo provato in maniera estesa il nuovo smartphone top di gamma della Grande G, e ci ha sorpreso in maniera molto favorevole. Sono tantissimi gli aspetti positivi del nuovo Pixel 2 XL, tuttavia non manca qualche punto debole che potrebbe costringere al dietrofront gli utenti più esigenti. E il prezzo, di certo, non lo rende uno smartphone per tutti

di Nino Grasso pubblicato il nel canale Telefonia
GooglePixel
 

Recensione Google Pixel 2 XL

Lo scorso anno Google ha rivoluzionato la sua line-up creandone una tutta propria con il nome di Pixel. Si è trattato di un evento storico perché, sebbene non abbia venduto mai tantissimo, la famiglia di smartphone Google Nexus era particolarmente ricercata dagli appassionati e dagli utenti più esperti e il punto di riferimento sul piano qualitativo per quanto riguarda il mondo Android. Con il rebrand, però, Google ha annunciato diverse novità: i nuovi Pixel verranno venduti come smartphone proprietari, e Big G acquisisce un controllo molto superiore in termini di scelte hardware e ottimizzazioni lato software.

[HWUVIDEO="2436"]Google Pixel 2 XL: i 1000 euro spesi meglio nel mobile?[/HWUVIDEO]

I Pixel non riportano nella scocca il nome del produttore che li sforna in catena di montaggio, per uno smartphone che all'apparenza viene realizzato in tutto e per tutto da Google. Ma in realtà sappiamo che i modelli di quest'anno, Google Pixel 2 e Google Pixel 2 XL, sono rispettivamente prodotti da HTC ed LG. Il primo è più piccolo (5") e con design tradizionale; il secondo più grande e con design border-less (6"), come del resto impone la moda del momento. Entrambi i display sono OLED, con il modello XL che utilizza nello specifico la tecnologia pOLED di provenienza LG e un aspect-ratio di 18:9.

Per il resto gli smartphone sono molto simili, tuttavia in Italia troveremo (almeno al lancio della nuova famiglia) solamente Google Pixel 2 XL, che è il protagonista di questa recensione. Lo smartphone utilizza un ampio pannello dalla risoluzione di 2880x1440 pixel (con rapporto schermo-cornici del 76,6%) che è balzato agli onori della cronaca più per i suoi difetti che per i suoi pregi. Sotto la scocca troviamo il processore Qualcomm Snapdragon 835, coadiuvato da 4 GB di RAM LPDDR4X e una memoria di 64 GB che non è espandibile con schede di memoria esterne. La batteria è da 3.520 mAh, con ricarica rapida.

Google Pixel 2 XL
OS (al lancio) Android 8.0 Oreo
Processore Qualcomm Snapdragon 835
4 x Kryo 280 @ 2.35 GHz
4 x Kryo 280 @ 1,9 GHz
RAM 4 GB
Display pOLED 6" (18:9 - 76,6%)
Risoluzione 2880x1440
Storage (al lancio) 64 GB - Non espandibili
Fotocamere

Retro
12 MP f/1.8 OIS
Autofocus PDAF / Laser
Flash Dual-LED
Video 4K @ 30 fps - Full HD @ 120 fps

Fronte
8 MP f/2.4
Video Full HD

Extra

4G LTE Cat.15 (798 / 226 Mbps)
Wi-Fi 802.11ac
Bluetooth 5.0
NFC
Sensore impronte sul retro
Certificazione IP-67

Porte USB 3.1 Type-C
(NO porta audio da 3,5 mm)
Batteria 3.520 mAh
Ricarica rapida
Dimensioni 157,9 x 76,7 x 7,9 mm
Peso 175 gr

I due nuovi Google Pixel 2 adottano un sistema fotografico tradizionale a singolo modulo, che ha ricevuto diversi apprezzamenti online. Google riesce ad offrire i vantaggi di un modulo fotografico doppio (come effetti legati alla profondità di campo) sfruttando i propri algoritmi di intelligenza artificiale, e in più sul fronte della qualità delle immagini dovremmo attestarci su livelli molto alti. La fotocamera posteriore è stabilizzata otticamente e sfrutta un sensore da 12 MP abbinato ad un obiettivo f/1.8. L'autofocus è ibrido (PDAF e Laser), il flash a doppia tonalità, e i video possono essere registrati in 4K a 30 fps, e in Full HD a 120 fps.

La fotocamera frontale è da 8 MP, mentre sul fronte connettività non manca nulla, o quasi. Oltre all'assenza dello slot per la micro SD, su Google Pixel 2 XL non c'è neanche il connettore audio da 3,5 millimetri. Per l'ascolto in cuffia, quindi, non possiamo che affidarci all'adattatore USB-C/jack offerto in dotazione, insieme ad un cavo OTG USB-C/USB-A. Per il resto troviamo Bluetooth 5.0, Wi-Fi ac dual-band MU-MIMU 2x2, supporto a 4G LTE Cat. 15, NFC, e la scocca gode della certificazione IP-67 per la resistenza a liquidi e polvere. Il connettore per la ricarica è un USB Type-C, quindi reversibile.

Completa la lista delle specifiche tecniche il sensore d'impronte, che purtroppo è posizionato sul retro. Da non dimenticare la presenza di Android 8.0 Oreo sin dal primo avvio, nella sua forma più pura e più fluida possibile così come progettata di base da Big G.

Ergonomia, design

Google Pixel 2 XL ricorda in molti aspetti LG V30, anche se i tecnici delle due società sono stati abili a nascondere le similitudini. Una volta estratto dalla scatola spicca il suo design border-less, anche se in questo caso le cornici frontali non sono simmetriche: quella di sopra, infatti, è leggermente più grande di quella di sotto, mortificando un po' la distintiva caratteristica estetica e funzionale. Le due cornici hanno lo spazio sufficiente per integrare due altoparlanti stereo (nitidi nella rappresentazione sonora, e dal volume più che sufficiente in tutte le circostanze) e i sensori necessari per le funzionalità basilari. Sulla parte superiore troviamo anche la fotocamera frontale, come ormai consuetudine.

La scocca posteriore rileva altre sorprese. Il modello nero che abbiamo avuto in prova adotta una finitura molto particolare per l'alluminio, che è leggermente ruvido in modo da offrire più grip rispetto alle soluzioni tradizionali e risultare opaco (e molto gradevole) alla vista. Nella parte superiore troviamo un inserto in vetro lucido che nasconde le antenne e accoglie la grossa fotocamera leggermente sporgente, l'emettitore laser per l'auto-focus che è invisibile alla vista, e il flash a doppio LED. Poco sotto troviamo invece il sensore d'impronte, rapidissimo ed estremamente affidabile, e ancora più in basso il logo G, a contrasto e "lucido" rispetto alla finitura opaca metallica.

Pixel 2 XL risulta molto semplice esteticamente, con alti e bassi sul piano del design. Certamente ricercato il fatto che, avendo gli altoparlanti sulla parte frontale, i fori lungo i quattro lati sono quelli indispensabili: sotto troviamo la porta USB-C, sopra un microfono, sulla destra il bilanciere del volume e il tasto d'accensione/spegnimento, sulla sinistra l'alloggiamento per la SIM. Non ci è piaciuta la disposizione dei tasti sulla parte destra, visto che il tasto On/Off non è facilmente raggiungibile con l'uso con una mano (solitamente viene posizionato più in basso). Durante le prime sessioni con lo smartphone ci è capitato di interagire con il tasto per la diminuzione del volume nel tentativo di accendere il display, ma ci si abitua presto e ci sono anche altre soluzioni disponibili per farlo.

Display

Sulla carta il display di Google Pixel 2 XL dovrebbe essere ottimo, nonostante tutti i difetti di cui si è discusso nelle scorse settimane. La tecnologia usata è la stessa di quella che troviamo su LG V30, e probabilmente il pannello arriva dalle stesse catene di montaggio. Tuttavia sin dalla prima accensione si percepisce che la resa visiva non è la stessa. Anche sul fronte delle specifiche tecniche ci sono differenze: ad esempio, il display pOLED di Google Pixel 2 XL non supporta le tecnologie HDR. La risoluzione massima supportata è di 2880x1440, per un aspect-ratio - lo ripetiamo - di 18:9. Questo consente di sfruttare al meglio il multiwindow con app della stessa grandezza e, grazie alle cornici ridotte, di avere una schermata più grande in assoluto a parità di dimensioni del terminale. Ma diamo la parola ai nostri test.

La luminosità massima che possiamo impostare via software con Google Pixel 2 XL è di fatto quella più elevata raggiungibile, a differenza di LG V30 e Galaxy Note 8 (fra gli ultimi) che spingono il valore al massimo solo quando il sensore di luminosità percepisce una luce ambientale molto elevata. Con i nostri strumenti abbiamo rilevato una luminanza massima di 447 cd/m², che è un valore molto elevato anche se nel nostro grafico occupa solo la parte centrale della classifica. Questo fa capire che l'evoluzione dei display degli smartphone su questo specifico ambito ha permesso risultati validissimi anche sui modelli dal costo ridotto. Trattandosi di un OLED il punto del nero è quasi "assoluto", visto che la tecnologia consente di spegnere i pixel per rappresentare il colore più scuro.

Google Pixel 2 XL è stato criticato per i colori poco saturi del proprio pannello, ma qui non possiamo che dire l'opposto. Anni fa, provando il primo Samsung Galaxy Tab, siamo rimasti strabiliati dal suo display ma per dirlo abbiamo voluto provare sia la sua modalità con colori vividi, che quella con colori naturali (qui trovate la comparativa fra le due modalità). È chiaro che la prima risulta estremamente più gradevole ad una prima occhiata meno attenta, ma è altrettanto chiaro che per avere una riproduzione dei colori fedele alle controparti nella realtà bisogna spegnere tutte le "ottimizzazioni".

Il discorso con Google Pixel 2 XL è lo stesso: il display non mostra colori spenti, è semplicemente fedele sul piano cromatico e da questo punto di vista è davvero ad altissimi livelli. Il triangolo di gamut di riferimento è praticamente coperto nella sua interezza, con digressioni molto contenute se paragonato ad altri pannelli OLED nella loro impostazione di base. Anche il punto del bianco, benché traslato verso toni freddi, è abbastanza fedele.

Laddove il pannello di Google Pixel 2 XL fallisce è negli angoli di visione, che purtroppo sono troppo limitati anche per l'esperienza tipica di uno smartphone. Basta inclinare il dispositivo di poche decine di gradi per vedere i bianchi cedere sia in luminosità che fedeltà cromatica (tendono ancor più ai colori freddi), un comportamento certamente inatteso su un dispositivo che sfiora i 1000 euro sul nostro mercato.

Esperienza d'uso e Google Assistant

C'è una caratteristica in cui tutti i Nexus, e adesso i Pixel, si sono da sempre contraddistinti rispetto alla pletora di dispositivi Android, ed è l'esperienza d'uso. Qui siamo a livelli davvero eccelsi, irraggiungibili per la concorrenza. Durante la prova del nuovo Pixel 2 XL ci siamo più volte chiesti quale fosse il motivo per cui i produttori terzi spingono verso le loro personalizzazioni, e tutte le risposte che ci siamo dati non riescono a giustificare il fatto che niente è oggi paragonabile alla fluidità e alla reattività che mostra il Pure Google di questa generazione.

Non sono molte le funzionalità accessorie concesse da questo Pixel 2 XL, ma quelle che ci sono tutte particolarmente efficaci. Ad esempio la modalità always-on che ci consente di ricevere le notifiche sulla schermata principale, leggere i messaggi in arrivo e addirittura rispondere in maniera estremamente rapida e semplificata. Anche la fotocamera integrata è stata migliorata, offrendo diverse impostazioni ma senza perdersi in menu e sottomenu scarsamente intuitivi. Tutto viene pensato per la massima efficienza abbinata ad un'estetica sobria con tinte chiare.

Preinstallati sul sistema operativo, ovviamente Android in versione 8.0.0 Oreo, troviamo anche alcuni sfondi animati tridimensionali, di chiaro impatto estetico anche se non aggiungono nulla di funzionale al dispositivo.

Insomma, Google Pixel 2 XL è l'iPhone dei dispositivi Android, lo smartphone con cui ricercare fluidità e un'esperienza d'uso coerente e già pronta per l'uso al primo avvio: essendo prodotto da Google è ovviamente quello che più si avvicina alle linee guida imposte dalla società per quanto riguarda la coerenza grafica e le regole da seguire nella stesura del codice delle applicazioni. Testi, elementi grafici, modalità di scrolling, sono tutti coerenti, per un'esperienza che risulta sempre omogenea fra le varie app e l'interfaccia grafica.

I nuovi Pixel fondano la loro esperienza, inoltre, su Google Assistant, che è il "nuovo" sistema di assistenza vocale del dispositivo fondato principalmente su intelligenza artificiale e machine learning. In realtà l'Assistente di Google nasceva nel 2016, ma in Italia arriverà del tutto localizzato nella nostra lingua solamente dal 15 novembre 2017. Potete vederlo in azione nel video che vi proponiamo qui di seguito.

Dare un giudizio su Google Assistant dopo qualche giorno di prova sarebbe affrettato, visto che l'obiettivo del software è quello di assisterci in tutte le operazioni quotidiane, come se fosse un segretario digitale. Rispetto a Google Now non offre funzionalità esotetiche avanzatissime, però cambia soprattutto la forma in cui risponde - adesso quasi sempre attraverso un feedback vocale, e non solo testuale - e il modo in cui apprende le nostre abitudini, i nostri gusti e le nostre esigente. Google Assistant può attivare le sveglie o riprodurre la musica su Spotify, accendere le lampadine, attivare lo stereo di casa, e moltissimo altro.

Può organizzarci la settimana, e tutto solo ed esclusivamente attraverso l'uso della nostra voce. Rispetto a Google Now consente adesso di rispondere anche a richieste frivole, atteggiandosi da persona in carne ed ossa con un cervello proprio. Se lo chiamiamo Siri si offende, e se gli chiediamo di raccontarci una barzelletta o una canzone lo fa. Ci sono alcune richieste che non capisce, ma l'engine alla sua base così come il database di risposte che può dare è Google, e questo vale per potersi posizionare un gradino più in alto rispetto a Siri, Alexa e Cortana.

A nostro avviso Siri risulta più naturale e più "umano" da utilizzare, ma sul fronte delle possibilità e della versatilità, Google Assistant è oggi l'assistente virtuale di riferimento in campo mobile.

Prestazioni e autonomia

Se lato software Google Pixel 2 XL è un gioiellino, anche sul piano hardware non lascia spazio a delusioni. Lo smartphone adotta una delle migliori piattaforme disponibili su piazza, lo Snapdragon 835 di Qualcomm stampato con tecnologie Samsung 10LPE a 10-nm. Si tratta di una Mobile Platform di ultima generazione basata esclusivamente su tecnologie proprietarie, come l'architettura Kryo 280 per i core della CPU. Sono 8 in totale, quattro Kryo 280 Performance con frequenza operativa di 2,45 GHz e quattro Kryo 280 Efficiency con frequenza operativa da 1,90 GHz. La GPU integrata nel SoC è anch'essa di fattura proprietaria, ed è il modello Adreno 540. Il SoC viene affiancato da ben 4 GB di RAM e da una memoria di 64 GB.

Di seguito vi proponiamo i risultati dei nostri test, ma ci siamo già espressi sulle prestazioni percepite con l'uso di tutti i giorni: Google Pixel 2 XL è lo smartphone più veloce e reattivo fra quelli con sistema operativo Android, assolutamente paragonabile agli iPhone più recenti.

Il dispositivo si comporta in maniera soddisfacente per quello che riguarda l'autonomia operativa, anche grazie alla batteria integrata da ben 3.520 mAh. Nell'uso di tutti i giorni possiamo aspettarci da 4 a 6 ore di schermo, in base all'uso, e una buona capacità di portarci a sera anche con un uso non troppo moderato. Nello screenshot che riportiamo di seguito viene rappresentata una giornata particolarmente stressante con parecchio streaming musicale via Spotify, navigazione online e luminosità adattiva in ambienti esterni. Siamo arrivati alle 20.20 con il 15% di batteria e 3 ore e 40 minuti di schermo.

Nei nostri test abbiamo riscontrato valori molto buoni in assoluto, in linea con i migliori top di gamma di questa generazione: 11 ore e 55 minuti nel test in navigazione Wi-Fi, e quasi 17 ore per quanto riguarda la riproduzione di video in Full HD. In quest'ultimo caso il merito è del display pOLED, che già su LG V30 si era verificato decisamente interessante sul fronte dei consumi energetici. Per eseguire entrambi i test abbiamo impostato la luminosità al valore di 200 cd/m², riproducendo uno script che simula l'interazione umana con le pagine web per il primo, e un file video in loop alla risoluzione Full HD (H.264) per il secondo.

Abbiamo riscontrato un piccolo problema, se così possiamo definirlo, con la ricarica di Google Pixel 2 XL: la durata per portarlo da 0 a 100% è superiore rispetto ad altri dispositivi con l'adattatore offerto in dotazione: circa 2 ore e mezza.

Fotocamera

Google Pixel 2 XL viene considerato il migliore, al momento in cui scriviamo, all'interno della graduatoria dei dispositivi mobile stilata da DxO Mark. Per la fotocamera posteriore utilizza un sensore da 12.2 MP con obiettivo stabilizzato otticamente e apertura focale f/1.8. Il tipo di messa a fuoco è a rilevamento di fase Dual Pixel e al laser, mentre per quanto riguarda il flash troviamo un doppio LED. La fotocamera posteriore può registrare video in Full HD ad un massimo di 120 fps, mentre in Ultra HD 4K si ferma a 30 fps. Non c'è un doppio modulo per lo zoom ottico, ma per gli effetti in post-produzione come lo sfondo sfocato ci si può affidare agli algoritmi di IA di Big G.

La fotocamera frontale è invece da 8 MP con apertura focale f/2.4, anch'essa stabilizzata otticamente e con la capacità di registrare video alla risoluzione Full HD a 30 fps.

Clicca sulle immagini per ottenere un'anteprima della foto originale

La fotocamera di Google Pixel 2 XL offre scatti di elevatissima qualità se rapportati a quelli sfornati dalla concorrenza diretta, soprattutto quando le condizioni di luminosità sono medio-basse o molto basse. Il livello di dettaglio del primo scatto sotto la luce del sole è infatti mediocre rispetto, ad esempio, ad LG V30, ma il dispositivo Pure Google si riprende benissimo quando le condizioni sono più difficili. Al buio la resa è paragonabile, se non superiore, a quella degli altri top di gamma, con le foto della nostra piccola ape e del magazzino che riescono a superare quelle che abbiamo ottenuto ad esempio con Galaxy Note 8 sia nella resa cromatica che nel computo dei dettagli. Il Duomo e la Porta Garibaldi di Milano, immortalati in condizioni di luce ottimali, sono rappresentati con dovizia di particolari e senza sbavature evidenti. Particolarmente interessante anche l'ultima foto, scattata all'interno di una delle sale del Palazzo Reale di Milano: in questo caso le condizioni di luce erano disastrose, ma Pixel 2 XL è riuscito a sfornare uno scatto utilizzabile in modalità automatica e senza l'uso di cavalletti o aiuti per la stabilizzazione.

È il migliore in assoluto? A nostro avviso lo scettro di migliore fotocamera del 2017 in ambito mobile rimane ad LG V30, ma la fotocamera del nuovo Pure Google è certamente sul podio dei migliori moduli presenti sul mercato.

I video sono di elevata qualità, sia per quanto riguarda la gamma dinamica, che la fedeltà cromatica, passando per un'ottima stabilizzazione e una gestione dell'esposizione rapida e lineare, senza scatti.

Conclusioni

È difficile non innamorarsi di Google Pixel 2 XL dopo averlo utilizzato per qualche giorno. La sua granitica fluidità, la sua reattività e la coerenza dell'interfaccia grafica fra il launcher, le app native e quelle di terze parti sono caratteristiche che lo fanno desiderare, soprattutto perché non sono così scontate su Android. Usando un Pixel ci si rende conto che se tutti gli Android fossero "puri" la percezione sul sistema operativo da parte degli utenti sarebbe molto diversa.

Eppure il robottino verde in passato è stato spesso criticato per la sua pesantezza, per la sua scarsa ottimizzazione e per la sua abilità nel mangiarsi le risorse hardware presenti nel sistema. Google Pixel 2 XL è tutto l'opposto, risultando uno smartphone sempre pronto a rispondere al comando dell'utente, e a farlo nella maniera più veloce, reattiva e fluida possibile, come se intuisse con largo anticipo l'intenzione dell'utente e caricasse l'animazione prima che sia stata pensata.

È l'iPhone dei terminali Android, il riferimento di come uno smartphone con il robottino verde dovrebbe essere. I produttori terzi ci strabiliano con funzionalità accessorie e grafiche più variopinte, tuttavia se si è alla ricerca di uno smartphone sobrio e che deve semplicemente compiere le operazioni nella maniera più efficiente possibile, questo è lo smartphone perfetto. Pixel 2 XL è quindi il migliore per tutti i tipi di utenti? Purtroppo la risposta non è così scontata.

Il nuovo smartphone di Big G non è curato sul piano estetico come può esserlo Galaxy Note 8, ha un display che non è all'altezza rispetto a quello degli altri concorrenti di pari fascia di mercato, e ha un prezzo di listino estremamente elevato. Siamo sicuri che chi è legato alla Grande G possa compiere questo sacrificio pecuniario, ma con i tempi che corrono diventa sempre più difficile consigliare una spesa prossima ai 1000 euro per quello che in fondo è semplicemente un telefonino.

Ma una cosa possiamo dirla: alla luce della gestione degli aggiornamenti della famiglia Pixel e delle qualità del terminale, se oggi avete 1000 euro da gettar via per l'acquisto di uno smartphone Google Pixel 2 XL è la spesa più oculata in ambito Android.

PRO

  • Android puro, prestazioni e aggiornamenti impareggiabili
  • Fotocamera al top
  • Sensore d'impronte affidabile e veloce
  • Doppio speaker frontale
  • Buona autonomia

CONTRO

  • Display con scarsi angoli di visione
  • Estetica meno curata di altri top gamma
  • Prezzo elevato
  • Ricarica non velocissima
  • Niente jack audio da 3,5 mm
39 Commenti
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Pino9008 Novembre 2017, 17:22 #1
All'inizio vennero per i d-pad, e io non dissi niente perché non mi piacevano le frecce direzionali.

Poi vennero per le tastiere, e io non dissi niente perché mi piacevano le tastiere su schermo.

Poi vennero per le schede SD, e io non dissi niente perché mi piacevano le memorie veloci.

Poi vennero per le batterie rimovibili, e io non dissi niente perché mi piacevano i telefoni sottili.

Poi vennero per il jack audio, e non c'era più nessuno ad ascoltarmi perché tutti avevano le BATTERIE DELLE CAZZO DI CUFFIE BLUETOOTH SCARICHE. DI NUOVO.
cata8108 Novembre 2017, 17:44 #2
...il bello che fino al giorno prima sfottevano:

- Io c'ho il flash player!
- Io c'ho l'SD!
- Io c'ho la betteria rimovibile!
- Io c'ho il jack!
- Il mio costa un quarto e va il doppio!

... e poi
monkey.d.rufy08 Novembre 2017, 17:51 #3
piu' vedo i concorrenti, e piu' mi convinco che lo smartphone top di quest'anno è il V30 che ha tutto, ma veramente tutto
mmiat08 Novembre 2017, 18:07 #4
l'unica domanda utile da fare all'assistant è fissare impegni in calendario o aggiungere numeri in rubrica, per quando stai guidando e ti chiama un cliente
invece un video con 7 minuti di putt***te... :/
qualcuno sa' se è in grado di farlo ?
Pino9008 Novembre 2017, 18:13 #5
Originariamente inviato da: cata81
...il bello che fino al giorno prima sfottevano:

- Io c'ho il flash player!
- Io c'ho l'SD!
- Io c'ho la betteria rimovibile!
- Io c'ho il jack!
- Il mio costa un quarto e va il doppio!

... e poi


Erano e rimangono chiacchiere da forum... personalmente senza jack ed sd non lo prendo nemmeno in considerazione, ma sono gusti ed esigenze personali.

Sulla coerenza di Google e dei maggiori oem Android invece.....
mindless08 Novembre 2017, 18:27 #6
Originariamente inviato da: Pino90
personalmente senza jack ed sd non lo prendo nemmeno in considerazione, ma sono gusti ed esigenze personali.


E che c'hai da fare col telefono? Un bel X da 256Gb e Airpods non bastano?
Pino9008 Novembre 2017, 18:37 #7
Originariamente inviato da: mindless
E che c'hai da fare col telefono? Un bel X da 256Gb e Airpods non bastano?


Ma per chi mi hai preso, per un barbone? Ne compro almeno 4, uno da usare come telefono, l'altro come memoria e due di scorta. Eccheccavolo!

E poi voglio dire, le Air Pods? Ma come minimo mi compro tre paia di beats.

Edit vedo ora la tua firma e mi viene il dubbio... Ma sei serio?
demos8808 Novembre 2017, 22:56 #8
1000€ per uno smartphone non penso che siano soldi ben spesi a prescindere, nella mia definizione di "ben spesi" almeno.
Che poi uno voglia ad ogni costo uno smartphone da 1000€ perchè gli riconosce quel valore, lo compri pure, finchè son soldi suoi.
Bestio08 Novembre 2017, 23:42 #9
Originariamente inviato da: cata81
...il bello che fino al giorno prima sfottevano:

- Io c'ho il flash player!
- Io c'ho l'SD!
- Io c'ho la betteria rimovibile!
- Io c'ho il jack!
- Il mio costa un quarto e va il doppio!

... e poi




Veramente tutti i motivi per cui ho sempre aborrato Apple si stanno abbattendo anche su Android!

Ora spero vivamente che non comincino a copiare anche la finestrella a coprire parte dello schermo, che per me è davvero la cosa più insopportabile che potessero concepire, una pugnalata in un'occhio ogni volta che la vedo!

Originariamente inviato da: monkey.d.rufy
piu' vedo i concorrenti, e piu' mi convinco che lo smartphone top di quest'anno è il V30 che ha tutto, ma veramente tutto


Concordo in pieno, se proprio dovessi spendere tutti quei soldi per uno smartphone, andrei di V30. (e quando si troverà sotto i 500€ ci farò più di un pensierino)

Perlomeno con Android c'è ancora possibilità di scelta, cosa che purtroppo con IOS non c'è.
E io conosco anche tanti ex utenti Apple, che non essendo fanboy incalliti sono passati ad Android proprio per questi motivi.
demon7709 Novembre 2017, 00:04 #10
Originariamente inviato da: cata81
...il bello che fino al giorno prima sfottevano:

- Io c'ho il flash player!
- Io c'ho l'SD!
- Io c'ho la betteria rimovibile!
- Io c'ho il jack!
- Il mio costa un quarto e va il doppio!

... e poi


E poi continuano a dirlo con le medesime ottime ragioni.
Sto telfono è un cesso con un prezzo da demente.

La differenza sostanziale è che qui, siccome si parla di un google pixel, puoi dirlo liberamente senza che arrivino gli adepti de scaro tempio a darti dell'eretico citando i sacri versetti tipo "rosicone" o "la volpe e l'uva".

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