'Computer più intelligenti degli umani': il 2029 anno della singolarità tecnologica

'Computer più intelligenti degli umani': il 2029 anno della singolarità tecnologica

Prendete un'intelligenza sopraffina e sommate un briciolo di follia: la risultante è in molti casi una personalità esuberante che spaventa ed entusiasma, divide e emoziona. Ray Kurtzweil, scienziato futurologo le cui previsioni si sono quasi sempre verificate, è perentorio: il 2029 sarà l'anno della singolarità tecnologica.

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Sistemi
 

Il genio e la sregolatezza

Ogni tanto, qua e là per il mondo, nascono personalità per certi versi uniche. Più le conosci, più diventa labile il confine che esiste fra genialità e follia, in un mix eccentrico in grado di entusiasmare e confondere. Uno dei casi più celebri è sicuramente quello di Kary Mullis (Nobel per la chimica nel 1993), inventore della tecnica della reazione a catena della polimerasi (Polymerase Chain Reaction o PCR). Questa tecnica è fondamentale e per ora insostituibile per lo studio del DNA in ogni suo aspetto (moltiplica per molte volte singoli segmenti, rendendoli analizzabili e utilizzabili), senza la quale saremmo indietro di decenni nei campi della biochimica e della biologia molecolare, con fortissime implicazioni non solo in campo investigativo ma anche medico (studio di genoma e malattie) e agricolo.

Kary Mullis, Premio Nobel e assiduo consumatore di LSD, è convinto di essere stato rapito dagli alieni e di poter accendere lampadine a distanza con la forza del pensiero.

Non per nulla è stata un'invenzione da Premio Nobel, ma ad opera di un assiduo consumatore di LSD (a cui imputa per buona parte il lampo di genio della sua invenzione), convinto di essere stato rapito dagli alieni e che afferma di poter accendere lampadine a distanza con la forza del pensiero. Ha forti dubbi anche sul riscaldamento globale, sul virus dell'AIDS e altre credenze spesso ben sostenute dalla scienza di cui è uno dei personaggi più importanti fra i viventi, il tutto riassunto in un libro molto interessante scritto proprio da lui, "Ballando nudi nel campo della mente. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni", di cui consigliamo la lettura ai più curiosi. Qualora la fortuna lo ponesse di fronte a voi in qualche momento della vita, ricordatevi che Mr. Mullis si ritiene prima di tutto un surfista, poi uno scienziato.


Kary Mullis, come ama essere ritratto

Meno estremo ma altrettanto interessante è anche Ray Kurtzweil, di cui parleremo in questo articolo. Torna agli onori delle cronache per alcune affermazioni confermate in questi giorni sulla singolarità tecnologica, ovvero quel momento storico nel percorso di una civiltà in cui il progresso tecnologico permette alle macchine di raggiungere e superare le capacità umane. Forme intelligenti e auto-apprendenti, insomma, che popolano moltissime opere letterarie e cinematografiche.

Occasione ghiotta per approfondire un po' la complessa personalità e le interessanti previsioni di Mr. Kurtzweil, che negli anni si sono rivelate esatte in quasi il 90% dei casi. Ebbene, l'anno della singolarità tecnologica sarà, secondo lo scienziato e futurologo newyorkese, il 2029. Nemmeno troppo lontano se ci pensiamo. Prima però di approfondire il discorso, cerchiamo di capire con chi abbiamo a che fare.

Il giovane Ray (all'anagrafe Raymond) cresce in un ambiente particolare: è figlio di musicisti e artisti ma ha ottimi rapporti anche con lo zio, ingegnere dei Bell Labs da cui apprende i primi rudimenti di programmazione e, al contempo, la passione per la tecnologia. Il primo programma lo scrive a 15 anni; siamo nel 1963, anno di esordio ufficiale dei Beatles, della Kodak Instamatic e del primo lettore (non registratore, lettore) di cassette Philips portatile, giusto per capire il contesto storico. Quel piccolo programma per analisi statistiche era così ben scritto e funzionale che verrà poi adottato dalla IBM in via ufficiale.

Passano due anni e inizia a  mischiare le due influenze familiari: perché non mettere d'accordo tecnologia e musica? I primi synt erano già stati inventati, ma qui siamo su qualcosa di diverso: realizza un sistema automatico di riconoscimento pattern musicali che analizza lo stile dei compositori classici (una AI, Intelligenza Artificiale, a tutti gli effetti), che è poi in grado di suonare pezzi inediti e del tutto nuovi adattandosi proprio agli stili originariamente analizzati. E funzionava, eccome se funzionava.

 
^