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Il mondo dei PC portatili, osservato attraverso una retrospettiva ampia,
offre alcuni interessanti spunti di riflessione. Se pensiamo al PC portatile
degli anni appena precedenti la fine del millennio, osserviamo apparecchi molto
costosi, utilizzati principalmente dagli uomini d'affari che non possono fare a
meno di una parte del proprio ufficio, sempre e ovunque. Macchine costose sì,
ma soprattutto per la miniaturizzazione delle componenti e non per particolari
slanci in termini prestazionali.
Passa qualche anno e il PC portatile diventa per tutti. L'indubbia comodità
di questi apparecchi, abbinato ad una discesa vertiginosa dei prezzi e a
tecnologie sempre più raffinate a prezzi abbordabili, porta il PC portatile
all'interno delle case della gente comune. Inizialmente cauto, il mercato dei PC
portatili esplode letteralmente con l'avvento del Wi-Fi e con la diffusione di
tali connessioni sul territorio.

Da allora ai giorni nostri sono stati fatti molti altri passi, sebbene in
maniera più silenziosa. Uno di questi, di indubbia importanza, è l'integrazione
di un processore dedicato alla grafica 3D in apparecchi che fino a qualche anno
prima poco o nulla avevano a che fare con questo mondo. 3D in senso esteso, sia
chiaro: non solo di videogiochi stiamo parlando, ma anche di quei settori
professionali o multimediali in cui il 3D gioca un ruolo di primo piano,
impossibili da approcciare su un portatile privo di GPU.
Nascono quindi molti portatili con GPU dedicata, realizzati con differenti
livelli di potenza e con un occhio sempre attento ai consumi, al fine di non
impattare troppo sull'autonomia di esercizio con alimentazione da batteria.
Occorre inoltre prestare attenzione alla tipologia e al brand della GPU, motivo
per cui ripassiamo velocemente due terminologie comuni nel mondo mobile.
Tecnicamente ogni PC portatile ha una GPU, letteralmente Graphic Processing
Unit. Se vedete qualcosa sul monitor, evidentemente c'è un chip che si è fatto
carico di mandare segnali al pannello affinché avvenga la corretta
visualizzazione dei contenuti. Nel gergo comune, non tecnicamente corretto ma
ormai sdoganato, per GPU si intende quel chip in
grado di riprodurre contenuti sia 2D che 3D, fatto che lascia fuori dalla
catalogazione tutte le GPU in senso stretto del passato remoto.
Esistono oggi quelle che vengono indicate con GPU integrate o discrete. Con
GPU integrata si intende che la funzione di GPU è svolta da un chip integrato
nel chipset o, in tempi più recenti, anche nel package del processore stesso.
GPU integrate per eccellenza sono quelle marchiate Intel contraddistinte da
basso costo, consumi contenuti così come le performance in 3D o con applicazioni
DirectX, ben lontane dalla sufficienza.
Queste soluzioni vanno in crisi anche con Google Earth, per intenderci.
La GPU discreta è invece un chip vero e proprio, Nvidia o AMD-ATI, che viene
aggiunto al normale corredo elettronico della scheda madre, dotato molto spesso
di una memoria dedicata. Come è facile intuire siamo di fronte ad una soluzione
preferibile a quella integrata se si osservano le prestazioni, in quanto si
tratta di modelli derivati direttamente da quelli per il mondo desktop, sebbene
con i dovuti adattamenti energetici. Se si cerca esclusivamente autonomia di
esercizio allora può essere preferibile un design più semplice come quello della
sola GPU integrata.
Eppure non è così semplice: c'è chi vuole o necessita della botte piena e
della la moglie ubriaca contemporaneamente.
Esistono da qualche tempo anche i sistemi ibridi, che permettono cioè di
utilizzare, in base alle necessità, il sottosistema video discreto o quello
integrato, magari anche in contemporanea. Pregi e difetti di questi sistemi?
Nella prossima pagina.
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