Introduzione

Passata l'euforia degli annunci della prima giornata, il secondo giorno dell'IDF è
trascorso su ritmi nel complesso ben inferiori, riservando tuttavia una novità nella
forma del lancio ufficiale della seconda generazione di piattaforme Classmate PC. Sono
questi i sistemi che Intel ha sviluppato per incentivare l'informatizzazione dei più
giovani a livello globale, pensando in modo specifico alle esigenze delle nazioni in via
di sviluppo nelle quali è più difficile mettere a disposizione PC tradizionali sia per i
costi che per i particolari ambienti nei quali i PC possono venir utilizzati.
Grande attenzione anche per il mondo del software, sempre più responsabile dello
sfruttamento ottimale della tecnologia che le novità hardware può mettere a disposizione
nella forma di processori con un numero sempre più crescente di core. La
parallelizzazione del software, cioè la sua capacità di sfruttare al meglio la presenza
di più core di processore in parallelo, è una strada che Intel intende promuovere tra
gli sviluppatori di software fornendo strumenti adatti all'uso.
E' in quest'ottica che s'innesta, dal lato hardware, il progetto Larrabee: vedremo
nelle pagine seguenti come sia anche in funzione di questa famiglia di prodotti che Intel
stia operando a creare una serie di strumenti, oltre a tessere importanti relazioni, che
possano permettere gli sviluppatori software di creare i propri prodotti nelle migliori
condizioni di sviluppo, ottenendo codice che possa operare il più possibile in modo
parallelo e sia ben lontano dallo sfruttare un solo thread per volta.
Prima di toccare questi temi, riportiamo alcune
informazioni aggiornate sui processori Nehalem che abbiamo raccolto. Partiamo da quanto
riportato nella giornata di ieri a questo indirizzo, cioè i primi dettagli sulle frequenze di clock alle
quali operano i sistemi Nehalem esposti all'IDF: abbiamo scoperto come i sistemi Nehalem
Dual Core esposti operino alla frequenza di clock di 2,13 GHz, benché siano marchiati per
operare alla frequenza di clock di default di 2,53 GHz.
Alcuni siti hanno segnalato che un sistema esposto come demo station, caratterizzato da
8 core logici abilitati, sia funzionante alla frequenza di 3,2 GHz, deducendo da questo
che si tratti di una soluzione Nehalem. Avevamo verificato quel particolare sistema già
nella giornata di ieri e possiamo confermare che si tratti di una workstation basata su
due processori Intel Xeon della serie 5400, e non di un sistema Nehalem a singolo Socket.
La deduzione che Intel stia in questo momento eseguendo dimostrazioni di processori
Nehalem a 3,2 GHz di clock è pertanto, almeno al momento attuale, errata.
Sempre nella giornata di ieri abbiamo speculato che le cpu Nehalem possano ricavare le
proprie frequenze di clock utilizzando una particolare combinazione di frequenza di clock
e moltiplicatore, in modo simile a quanto accada adesso con i processori della serie Core
2. Abbiamo ottenuto ulteriori informazioni a riguardo, che però non hanno permesso di
fare chiarezza: Nehalem ricava la frequenza di clock finale non a partire da una frequenza
di bus, in quanto il front side bus non è utilizzato da questi processori a favore della
tecnologia QuickPath Interconnect, ma con qualche altra tecnica che riteniamo possa in
qualche modo richiedere anche la presenza di un moltiplicatore di frequenza, ma della
quale non abbiamo al momento dettagli. |