Scoppia il caso Meta AI: l'Europa apre un'indagine su WhatsApp
La Commissione Europea ha aperto un'indagine antitrust sulla nuova policy di Meta che limita l'uso di WhatsApp Business Solution ai provider di servizi AI. Il timore è che la modifica possa ostacolare i concorrenti nell'accesso alla piattaforma. Meta ha respinto le accuse, sostenendo che il mercato resta altamente competitivo.
di Manolo De Agostini pubblicata il 04 Dicembre 2025, alle 13:51 nel canale WebMetaWhatsApp
La Commissione Europea ha avviato un'indagine formale antitrust per valutare se la nuova policy introdotta da Meta sull'accesso dei provider di intelligenza artificiale a WhatsApp possa violare le norme europee sulla concorrenza. La policy, annunciata nell'ottobre 2025, introduce un cambiamento significativo nelle condizioni di utilizzo della piattaforma per le realtà che offrono servizi basati principalmente su AI.
In base alle nuove regole, gli sviluppatori che forniscono soluzioni basate sul modello "AI-first" non potranno più sfruttare WhatsApp Business Solution, lo strumento che consente alle aziende di interagire con i propri clienti attraverso WhatsApp. L'uso di sistemi di intelligenza artificiale rimane consentito solo per funzioni di supporto o secondarie, come l'automazione dell'assistenza clienti integrata nelle chat.

Secondo la Commissione, questa limitazione potrebbe ostacolare l'operatività dei provider terzi all'interno dello Spazio Economico Europeo, impedendo loro di collegare i propri assistenti conversazionali a WhatsApp - il che ha già scatenato le reazioni di OpenAI e Microsoft. Si tratta di un aspetto rilevante, considerando che numerosi servizi AI utilizzano l'app di messaggistica come canale privilegiato per dialogare con gli utenti, fornire risposte, generare contenuti o gestire ticket di supporto.
La policy di Meta dovrebbe entrare in vigore mediante un aggiornamento delle condizioni della WhatsApp Business API. Per i provider AI già presenti sulla piattaforma, le nuove regole si applicheranno dal 15 gennaio 2026; per i nuovi arrivati, invece, sono già effettive dal 15 ottobre 2025. L'effetto immediato sarebbe quello di impedire ai concorrenti di Meta di continuare a raggiungere i propri utenti tramite WhatsApp, mentre il servizio proprietario Meta AI resterebbe invece disponibile sulla piattaforma.
L'indagine riguarderà l'intero Spazio Economico Europeo, ad eccezione dell'Italia, per evitare sovrapposizioni con il procedimento già avviato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Se confermate, le pratiche contestate potrebbero configurare una violazione dell'articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea e dell'articolo 54 dell'Accordo SEE, norme che vietano l'abuso di posizione dominante.
L'iniziativa si inserisce nel quadro dell'attività di monitoraggio sui mercati dell'intelligenza artificiale avviata dalla Commissione. L'apertura del procedimento non implica alcuna conclusione anticipata sull'esito dell'indagine, che potrà protrarsi senza limiti temporali definiti, in funzione della complessità del caso e della collaborazione tra le parti coinvolte.
"Le accuse sono prive di fondamento", ha sottolineato un portavoce di Meta. "La crescente diffusione di chatbot di intelligenza artificiale sulla nostra Business API genera un sovraccarico dei nostri sistemi, che non sono stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. Tuttavia, il settore dell'IA è altamente competitivo e le persone possono accedere ai servizi che preferiscono in molti modi diversi: tramite app store, motori di ricerca, servizi email, integrazioni con terze parti e sistemi operativi", ha aggiunto.










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