Dopo Amazon, anche il data center di Grok sotto accusa dai residenti
La comunità di Boxtown, a Memphis, ha denunciato gravi problemi ambientali legati al data center Colossus di xAI, utilizzato per alimentare l'intelligenza artificiale Grok. I residenti lamentano odori chimici, aria irrespirabile e timori per la salute
di Vittorio Rienzo pubblicata il 04 Dicembre 2025, alle 13:56 nel canale Server e WorkstationxAIGrok
La piattaforma di intelligenza artificiale Grok, sviluppata da xAI, richiede un'enorme quantità di risorse computazionali che arrivano dal data center Colossus situato nel quartiere di Boxtown, a Memphis (Tennessee).
Questa infrastruttura rappresenta un tassello fondamentale per sostenere l'evoluzione del modello. Tuttavia, secondo numerosi residenti, il prezzo da pagare per questa potenza di calcolo ricade direttamente sulla qualità della vita della comunità locale.
Le testimonianze raccolte descrivono un ambiente segnato da emissioni irritanti, odori persistenti e un degrado percepito come crescente. Parlando con il Times, l'ottantunenne Willie Joe Stafford ha dichiarato che il muco che espelle regolarmente è dovuto alle emissioni di Colossus.

Un'altra residente, Sarah Gladney, ha parlato di un forte odore di tipo chimico che avrebbe sostituito il "più tradizionale" odore di rifiuti che in passato caratterizzava l'area. La conseguenza, spiegano, è la rinuncia ad attività quotidiane come aprire le finestre o uscire a camminare.
Naturalmente, i residenti hanno spiegato che Boxtown soffriva già di condizioni ambientali critiche prima dell'arrivo di xAI. Tuttavia l'operatività di Colossus avrebbe aggravato la situazione.
Alcuni di loro hanno raccontato di aver visto rubinetti prosciugarsi e hanno espresso timori per un possibile incremento di casi di malattie gravi. Il quartiere, abitato in prevalenza da una comunità afroamericana, accusa l'azienda di aver scelto appositamente un'area già fragile dal punto di vista ambientale e sociale.
Nel frattempo, xAI ha quasi completato Colossus 2 collocato proprio nei pressi del primo impianto. Per alimentarlo, l'azienda avrebbe perfino acquisito un'intera centrale elettrica, una decisione che ha sollevato ulteriori interrogativi sugli impatti futuri e sulla sostenibilità complessiva dell'infrastruttura.
Nel frattempo, Grok continua a richiedere un livello di calcolo sempre più elevato, mentre le comunità coinvolte temono che l'espansione di xAI possa tradursi in ulteriori pressioni ambientali. Una questione già esplosa con il "caso Amazon", il cui data center collocato a Morrow, in Oregon, è stato accusato di aver inquinato – ulteriormente – le falde acquifere aumentando sensibilmente i casi di aborto spontaneo e tumori rari.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMe ne sono reso conto quando hanno cominciato ad aggiungere feature inutili e non richiesti sui "gadget" tecnologici....
Bene,ora abbiamo gli esseri umani che dovranno migrare da una altra parte perché i servizi primari come elettricità e acqua e territorio vengono consumati da questa nuova tecnologia.
E dove dovevano metterlo il datacenter? In un'area panoramica, ricca o turistica?
È ovvio che questo tipo di installazione vengono fatte in aree già disagiate dove prima di tutto il terreno stesso dove costruire non costa niente e dove tutto sommato impattano su zone già impattate e quindi concentrando invece di creare un problema diffuso.
Di solito un nuovo insediamento produttivo in una zona depressa porta miglioramenti, li invece c'è stato un peggioramento su tutta la linea.
Quel datacenter è stato costruito senza manco pianificare il fabbisogno energetico, al punto che xAI ha dovuto installare illegalmente 35 generatori elettrici turbogas a metano per alimentarlo.
Quei generatori a turbina fanno un rumore pazzesco e sono pure inefficienti rispetto ai generatori a turbina usati nelle centrali termielettriche.
Adesso progettano di comprare centrali elettriche nei dintorni e dirottare verso il datacenter l'energia prodotta, mentre chi abita nei dintorni dovrà fare contratti più cari con fornitori più lontani (rete elettrica permettendo).
Ormai non è più così da tanto... non parlo solo del datacenter ma in generale. Non a caso le zone turistiche o di pregio sono state totalmente deindustrializzate. Oggi qualsiasi polo produttivo nelle vicinanze porta, salvo rare eccezioni, un peggioramento ambientale netto e se se peggiora solo l'ambiente non è andata male.
Quei generatori a turbina fanno un rumore pazzesco e sono pure inefficienti rispetto ai generatori a turbina usati nelle centrali termielettriche.
Non conoscevo questo dettaglio ma non mi sorprende per niente. Vicino a dove abito hanno costruito una cattedrale di una nota marca di moda e poi si sono resi conto che la strada per arrivarci è tale che quando passano i camion non ti scambi in nessun moto. Non voglio dire che sia normale perché non lo è... ma oggi l'idea è che individuano il terreno più economico possibile, costruiscono e poi si preoccupano di capire se ci possono essere altri problemi. Per me una follia ma si vede che in qualche modo funziona altrimenti avrebbero smesso.
Ti dirò è già qualcosa che un minimo di programmazione allora era stata fatta.
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