Addio a Ikutaro Kakehashi, padre degli strumenti Roland e in buona parte anche del MIDI

Addio a Ikutaro Kakehashi, padre degli strumenti Roland e in buona parte anche del MIDI

Se ne va, all'età di 87 anni, Ikutaro Kakehashi. Un nome poco noto e anche difficile da ricordare, mentre ben più radicati nella nostra memoria restano gli strumenti musicali e gli equipaggiamenti Roland, azienda da lui fondata nei lontani anni '70

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Multimedia
 

L'invasione dell'elettronica nella musica ha causato vere e proprie rivoluzioni, nel bene o nel male. Ma, non lo nascondiamo, siamo propensi a considerare che questo sia stato un bene anche solo per una questione di ampliamento degli orizzonti mossi dalla fantasia. Gli strumenti "tradizionali" continuano ad esistere, affiancati nel tempo da ibridazioni e nuovi strumenti elettronici che non hanno fatto altro che ampliare le modalità con cui un'artista musicale può esprimersi. Non sostituzione ma affiancamento, aggiunta, che ha portato alla nascita di nuovi generi musicali. Il rock probabilmente non esisterebbe senza chitarra e basso elettrici, così come la miriade di effetti (riverberazioni, delay, equalizzatori, limiter, armomizzatori, arpeggiatori) hanno permesso di aggiungere un gran numero di atmosfere differenti all'esperienza uditiva.


Ikutaro Kakehashi

Ikutaro Kakehashi era uno dei pionieri dell'elettronica in musica, nato in un luogo e in un periodo che gli ha permesso di conciliare le sue passioni con un substrato di competenze e realtà possibili. Nato nel 1930 a Osaka, in Giappone, ha vissuto il fiore dei sui anni in quel boom economico giapponese che va dal 1950 al 1973. Una crescita economica impetuosa e disordinata, mossa da un orgoglio nazionale fra i più forti al mondo che ha permesso di far passare il Giappone dalle macerie all'olimpo delle potenze economiche in un lasso di tempo molto breve. E fra i punti di forza c'era proprio il settore elettronico.

In questo contesto di euforia e voglia di fare cresce Ikutaro Kakehashi, un adolescente curioso al lavoro in un negozio che vende e ripara radio. Apprende lì molte competenze e col tempo inizia ad appassionarsi agli organi elettronici e al loro funzionamento. Esistono già sul mercato diversi modelli (gli Hammond sono in giro da oltre 30 anni, pur in diverse versioni), ma si tratta di un mercato ancora ristretto. Come molte altre personalità colpite dal lampo della creatività e dell'intuizione, ci immaginiamo il giovane Ikutaro intento a saldare componenti nel tempo libero, provando sulla propria pelle l'amarezza della delusione e l'euforia del successo, quando il frutto del tuo lavoro prende vita sotto forma di suono o, vedremo, ritmo. La decisione è presa nel 1958: lascia il negozio e si dedica anima e corpo alla realizzazione di quello che vuol essere lo strumento elettronico ideale.

Nel 1960 si sente pronto ad aprire una propria attività e la chiama Ace Electronic Industries Inc., indicata anche come Ace Tone, grazie anche ai finanziamenti di Sakata Shokai, azienda di Osaka attiva nel settore degli inchiostri. Qualcuno, là, deve aver creduto nel giovane Ikutaro, offrendogli la possibilità di inseguire il suo sogno. L'influenza che il lavoro di Ikutaro avrà sul panorama musicale pop e dance degli anni a venire lo si deve anche a questo Mister X giapponese, un magnate di cui non sappiamo praticamente nulla. Ma torniamo a Ikutaro: con Ace Tone sperimenta versioni di organi e tastiere, ma ben presto il focus diventa il ritmo, mettendo le basi a quelle drum-machine che faranno furore da lì a pochi anni. Nel 1964 nasce la prima drum-machine completamente a transistor, R1 Rhythm Ace.

Se oggi fa sorridere, visto che ci sono app gratuite che fanno molto di più, per i tempi era qualcosa di davvero rivoluzionario. 16 pattern preimpostati, interventi manuali sui singoli suoni, sonorità credibili e convincenti: tutti questi elementi hanno convinto più di uno sprimentatore ad adottare questa drum-machine per i propri lavori, di fatto sdoganando il concetto che ci fosse una via alternativa alla realizzazione di tessuti ritmici di spessore. Immaginiamo la soddisfazione di Mr. Kakehashi quando, nei tardi anni '60, giunse la richiesta da parte di Hammond Organ Company di poter integrare nativamente nei propri strumenti proprio la R1 Rhythm Ace. Insomma, un concorrente diretto ti suona alla porta per usare un prodotto della tua azienda che loro non avevano saputo realizzare.

Per un lungo periodo David Gilmour dei Pink Floyd ha utilizzato pedalini Boss per il proprio suono divenuto celebre, così come moltissimi tessuti ritmici di hit anni '70, '80 e '90 fanno affidamento sulle drum-machine della serie TR

Gli affari iniziano ad andare bene e secondo Ikutaro serve una svolta, fosse anche solo per immagine. Nel 1972 fonda la Roland Corporation, un nome di fama mondiale nel panorama musicale. Oltre alle famossime drum-machine (TR 808, TR 909 ecc. ecc.), all'azienda dobbiamo le decine di pedalini Boss per chitarra e basso, tastiere, amplificatori, registratori multitraccia e tutta una serie di equipaggiamenti che, dietro le quinte, hanno forgiato il suono di molti artisti. Per un lungo periodo David Gilmour dei Pink Floyd ha utilizzato pedalini Boss per il proprio suono divenuto celebre, così come moltissimi tessuti ritmici di hit anni '70, '80 e '90 fanno affidamento sulle drum-machine della serie TR (due esempi: "Sexual Haling" di Marvin Gaye e "I wanna dance with somebody" di Whitney Houston, se volete sentirle all'opera). Sempre sotto il cappello Roland finiscono gli equipaggiamenti con brand Edirol e i software di composizione e multitraccia Cakewalk (successivamente venduti alla Gibson), ma non basta.  Ikutaro Kakehashi è famoso anche per qualcosa di molto importante, ovvero la precoce implementazione del protocollo MIDI e soprattutto per il suo sviluppo. Nonostante in questi giorni molti indichino proprio in Ikutaro Kakehashi l'inventore del protocollo di comunicazione e gestione MIDI, così non è: lo inventarono Dave Smith e Chet Wood, ma oggi il MIDI non sarebbe quello che conosciamo senza l'enorme contributo del geniale giapponese. A lui si deve infatti la massiccia integrazione del MIDI già a partire del 1982, contribuendo attivamente al suo sviluppo e affinamento. Non è un caso che nel 2013 sia Smith che Kakehashi siano stati accreditati del prestigioso Grammy Award proprio per lo sviluppo del protocollo. Insomma, una carriera brillante fra diodi e transistor, tastiere, amplificatori, pedalini, drum-machine, fisarmoniche, registratori e tutto quello che la fantasia poteva creare, mettendosi al servizio dei musicisti di tutto il mondo.

Ikutaro Kakehashi ci ha lasciati il primo aprile di quest'anno, all''età di 87 anni. Nato nel 1930, ha praticamente vissuto tutte le rivoluzioni musicali che hanno caratterizzato la seconda metà del secolo scorso. Sicuramente se ne è andato con la consapevolezza non solo di essersele godute, ma anche di aver contribuito in parte affinché avvenissero.

5 Commenti
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inkpapercafe04 Aprile 2017, 11:10 #1
leggenda
rockroll04 Aprile 2017, 14:51 #2
Originariamente inviato da: inkpapercafe
leggenda


Ma anche realtà.

Grazie a lui se da solo posso creare quel che dal vivo richiederebbe l'intervento di molti musicisti in grado di eseguire la propria parte con precisione assoluta!
D4N!3L305 Aprile 2017, 10:02 #3
Originariamente inviato da: rockroll
Ma anche realtà.

Grazie a lui se da solo posso creare quel che dal vivo richiederebbe l'intervento di molti musicisti in grado di eseguire la propria parte con precisione assoluta!


Idem, senza midi mi servirebbe un'orchestra. Piuttosto complicato direi.
jepessen05 Aprile 2017, 11:14 #4
Dubito che molti ingegnIeri di oggi riuscirebbero a fare qualcosa di simile senza processori, ma utilizzando solo transistors...
ryo858508 Aprile 2017, 22:44 #5
Sono chitarrista, quindi questa notizia mi tocca profondamente! Son cresciuto (anche) con i pedalini boss..!

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