Tenere lontani i brevetti dai patent troll, Google sembra esserci riuscita

Tenere lontani i brevetti dai patent troll, Google sembra esserci riuscita

Un buon successo per l'iniziativa di Google lanciata la scorsa primavera: numerosi inventori singoli e aziende hanno offerto i propri brevetti e il colosso di Mountain View ne ha acquistati il 28%. Potrebbe essere di ispirazione per altre realtà

di Andrea Bai pubblicata il , alle 12:41 nel canale Web
Google
 

L'iniziativa Patent Purchase Promotion che Google ha lanciato la scorsa primavera, potrebbe stimolare altre realtà a condurre esperimenti simili per cercare di tagliar fuori dalla compravendita di brevetti i cosiddetti "patent troll".

Il programma sperimentale, durato tre settimane, ha rappresentato un tentativo di intercettare brevetti che inventori singoli, compagnie e altri avrebbero potuto vendere ad aziende che non producono prodotti ma invece usano i brevetti per assorbire costi di licenza dalle compagnie operative. Il programma offriva a chiunque la possibilità di vendere brevetti a Google al prezzo stabilito dallo stesso proprietario del brevetto.

Google ha comprato il 28% dei brevetti offerti che ha ritenuto essere significativi per le sue attività. Anche se il numero di brevetti è stato solo di poche migliaia, si di un risultato molto importante dato che i partecipanti avevano la possibilità di inviare solamente un brevetto per volta e non un intero catalogo.

I prezzi che Google ha rivelato pubblicamente sembrano inoltre essere in linea con quelli di mercato, e il prezzo mediano (escluse le offerte superiori ad 1 miliardo) di tutte le proposte è stato di 150 mila dollari, con un range da 3 mila a 250 mila dollari.

Si tratta inoltre di un prezzo probabilmente inferiore a quanto Google avrebbe potuto sborsare anche solo pochi anni fa. I prezzi dei brevetti software sono infatti calati sensibilmente da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso, con una sentenza dello scorso anno, di elevare i requisiti per la brevettabilità di un software. Secondo alcune società di consulenza legale un catalogo brevetti che tre anni fa poteva essere valutato 2-3 milioni di dollari, oggi ne varrebbe meno di 100 mila.

Google è rimasta sorpresa dalla partecipazione dei singoli inventori, le cui proposte hanno costituito il 25% del totale, i quali a loro volta hanno apprezzato la rapidità della transazione. Google ha infatti impiegato circa due settimane per decidere se acquistare o meno il brevetto. L'azienda di Mountain View, nonostante il successo dell'iniziativa, non ha ancora deciso se, quando e per quanto ripeterà nuovamente l'esperienza.

In ogni caso l'obiettivo di Google era evitare che compagnie operative vendessero i propri brevetti ai patent troll. Le compagnie operative hanno avanzato il 75% delle proposte totali e Google ha ricevuto numerose richieste da loro circa il progesso e il successo del programma a dimostrazione di come l'iniziativa abbia suscitato interesse e sia stata recepita come un tentativo di migliorare il mercato dei brevetti: se l'iniziativa di Google andasse ad ispirare altre realtà si verrebbe a creare un mercato dei brevetti reale e sano, che poi è quello di cui il settore ha bisogno.

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4 Commenti
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Thalon29 Ottobre 2015, 12:57 #1
Quindi google con fare umanitario e altruistico sottrae i brevetti a certi farabutti in modo da farli propri e farci su milioni ogni anno tramite un impiego equo e solidale?
E questo è bene perché google è buona e giusta e non una multinazionale malvagia con il profitto come unica ragione di esistenza?
SpyroTSK29 Ottobre 2015, 13:34 #2
Se effettivamente volevano liberarsi dei patent troll compravano i brevetti e li intestavano ad una società senza scopo di lucro e con i ricavati dei brevetti donavano i soldi in beneficenza.
Teen Cool29 Ottobre 2015, 14:04 #3
e Renzi e' un buon Presidente del Consiglio...
Rubberick29 Ottobre 2015, 14:09 #4
Originariamente inviato da: SpyroTSK
Se effettivamente volevano liberarsi dei patent troll compravano i brevetti e li intestavano ad una società senza scopo di lucro e con i ricavati dei brevetti donavano i soldi in beneficenza.


quoto, già che c'erano potevano anche comprare una ditta che comincia con Ram e finisce con bus

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