Perplexity AI denunciata da News Corp: ha allenato l'IA con contenuti protetti
News Corp ha avviato un'azione legale contro Perplexity AI, accusando il motore di ricerca di appropriazione indebita di contenuti protetti da copyright appartenenti a testate come Wall Street Journal e New York Post.
di Nino Grasso pubblicata il 22 Ottobre 2024, alle 16:11 nel canale WebLa proprietà di Wall Street Journal e New York Post ha avviato un procedimento giudiziale contro Perplexity AI, contestando l'utilizzo non autorizzato di materiale editoriale protetto da copyright. La denuncia evidenzia come la startup di intelligenza artificiale abbia sistematicamente copiato e riprodotto contenuti giornalistici senza alcuna autorizzazione.

Secondo le accuse mosse da News Corp, Perplexity avrebbe utilizzato articoli, analisi e contenuti di opinione per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale, permettendo agli utenti di bypassare i collegamenti diretti alle fonti originali. Una pratica che, stando alle argomentazioni presentate in tribunale, priverebbe gli editori di potenziali visualizzazioni da parte degli utenti e dei conseguenti ricavi pubblicitari.
Perplexity AI sotto indagine negli USA
News Corp sostiene, inoltre, che Perplexity abbia talvolta attribuito erroneamente fatti e analisi alle proprie testate, arrivando persino a generare notizie completamente fittizie associate impropriamente ai propri brand editoriali. Robert Thomson, CEO di News Corp, ha manifestato particolare preoccupazione per gli effetti di queste pratiche sul giornalismo professionale, sottolineando anche come il comportamento di Perplexity rappresenti una minaccia concreta per l'intero ecosistema editoriale, danneggiando giornalisti, autori ed editori.
Quella di News Corp non è la prima denuncia nei confronti di Perplexity AI. in passato testate come Wired e Forbes hanno sollevato critiche verso la start-up accusandola di eludere i paywall e appropriarsi indebitamente di contenuti protetti. Il New York Times, già impegnato in una disputa legale con OpenAI, ha recentemente inviato una diffida formale a Perplexity. News Corp sta adesso chiedendo un intervento del tribunale per bloccare l'utilizzo non autorizzato dei propri contenuti e la rimozione di qualsiasi database contenente materiale protetto da copyright, riferendo di aver già tentato un approccio diretto con Perplexity, non ottenendo però alcuna risposta.
Vale la pena notare come alcune testate abbiano già stabilito accordi commerciali con Perplexity per l'utilizzo dei propri contenuti, mentre la stessa News Corp ha stipulato accordi formali con OpenAI per l'utilizzo dei contenuti nell'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Un patteggiamento fra le due realtà è, quindi, molto probabile. Anche in Italia le realtà editoriali stanno stipulando accordi con le aziende di intelligenza artificiale generativa, come nel caso di OpenAI e del Gruppo GEDI, alla base di quotidiani come La Repubblica e La Stampa.










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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMi chiedo cosa possiamo fare invece noi comuni mortali quando questa gente usa i nostri contenuti in violazione della licenza per allenare le proprie AI. E dire che basterebbe pochissimo per metterli tutti fuori gioco. Basterebbe imporre di fornire le fonti per ogni risposta data (impossibile)
O dettaglio di tutto il materiale usato per il training (quasi impossibile)
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