Google celebra Bach con il primo Doodle con l'Intelligenza Artificiale. Ecco il video

Google celebra Bach con il primo Doodle con l'Intelligenza Artificiale. Ecco il video

Si inseriscono alcune note e al resto ci pensa l'Intelligenza Artificiale, trasformando pochi suoni sgraziati in una melodia in stile barocco alla Johann Sebastian Bach. Tutto sfruttando il machine learning e, ovviamente, con tutti i limiti del caso

di pubblicata il , alle 19:01 nel canale Web
Google
 

Il primo Doodle che fa uso di algoritmi di machine learning e dell'Intelligenza Artificiale è un tributo a Johann Sebastian Bach, il genio del barocco vissuto nel diciottesimo secolo. Il Doodle trasforma qualsiasi utente in musicista anche se non si hanno competenze in materia: basta scrivere poche note sullo schermo e ad armonizzare il tutto ci pensa il sistema, educato con circa 300 composizioni dell'artista tedesco in modo da replicarne lo stile.

Per farlo Google ha utilizzato le sue conoscenze in ambito machine learning: oltre ad inserire le note sullo spartito l'utente può anche cambiare la chiave musicale e il tempo e, una volta soddisfatti dal lavoro dell'IA (si può ripetere l'operazione quanto si vuole, e ogni volta sarà offerta una rivisitazione differente del contenuto iniziale), sarà possibile condividere il risultato finale o salvare la composizione in MIDI. Non mancano le sorprese, in perfetto stile Google.

Provate, ad esempio, a selezionare il piccolo amplificatore posizionato sulla destra dello spartito, e gli strumenti usati diventeranno dei sintetizzatori ripresi direttamente dagli anni '80!

Dal punto di vista dell'utente il Doodle è solo un giochino divertente con cui passare qualche minuto in maniera spensierata, tuttavia alla sua base c'è un codice estremamente interessante: dimostra, infatti, non solo le possibilità della creazione musicale tramite IA, ma anche le sue limitazioni. L'algoritmo di machine learning è stato allenato con le armonizzazioni in forma corale di Bach, che utilizzano uno stile "conciso, ma con ricche armonie", sostiene Google. Aiuta anche il fatto che Bach è un compositore del periodo barocco.

Quest'ultimo, infatti, rappresenta un genere estremamente formalizzato con regole ben precise, caratteristiche che vanno a nozze con il modo di operare che ha l'Intelligenza Artificiale allo stato attuale. Quello che c'è alla base del piccolo Doodle potrebbe essere un grosso aiuto per i compositori di musica, aiutandoli a riempire le parti mancanti di un pezzo e offrendo loro nuovi spunti e nuove idee da personalizzare e riutilizzare in maniera più rapida rispetto ad oggi. Tuttavia, ci sono anche altre limitazioni.

Ad esempio ad oggi i compositori musicali via IA non sono in grado di realizzare una struttura a lungo termine, coerente con il resto del brano, sia per quanto riguarda l'universo musicale del periodo barocco, sia per altri scopi. Il Doodle, infatti, propone uno spaccato musicale di pochi secondi e non può sfornare un brano complesso e pronto per l'uso. Rimarrà attivo dal 21 Marzo per circa 48 ore, e per chi volesse leggere un interessante approfondimento sul modo in cui funziona può farlo a questo indirizzo.

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11 Commenti
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Techie21 Marzo 2019, 22:56 #1
Concordo sui limiti... per ora non ci siamo... l'ultimo della classe al primo anno di armonia complementare farebbe meglio.

Però guardiamo il bicchiere mezzo pieno: spiega cos'è l'armonizzazione di una melodia e magari farà venire un po' di curiosità a un po' di gente.
emanuele8322 Marzo 2019, 08:35 #2
Originariamente inviato da: Techie
Concordo sui limiti... per ora non ci siamo... l'ultimo della classe al primo anno di armonia complementare farebbe meglio.

Però guardiamo il bicchiere mezzo pieno: spiega cos'è l'armonizzazione di una melodia e magari farà venire un po' di curiosità a un po' di gente.


jhonny sebastiano si starà rivoltando nella tomba.

In ogni caso non credo che una intelligenza artificiale riesca e possa fare meglio dell'animo umano. La creatività e il genio sono ciò che un qualcosa senza emozioni non potrà mai eguagliare. nonostante la musica sembri il terreno perfetto per sperimentare algoritmi rimane dall'altra parte sempre e solo un ascoltatore umano a giudicare. Certo, le varie AI sono sempre libere di comporre o armonizzare per altre AI.
marcram22 Marzo 2019, 09:29 #3
Originariamente inviato da: emanuele83
jhonny sebastiano si starà rivoltando nella tomba.

In ogni caso non credo che una intelligenza artificiale riesca e possa fare meglio dell'animo umano. La creatività e il genio sono ciò che un qualcosa senza emozioni non potrà mai eguagliare. nonostante la musica sembri il terreno perfetto per sperimentare algoritmi rimane dall'altra parte sempre e solo un ascoltatore umano a giudicare. Certo, le varie AI sono sempre libere di comporre o armonizzare per altre AI.


Se le emozioni sono un "calcolo", perché no?
È un concetto che cerca sempre di far risultare l'uomo migliore di quello che è in realtà, e irraggiungibile.
Come quando si cercava di negare a tutti i costi che gli animali (ad esempio quelli domestici) avessero emozioni.
Al livello attuale, questa IA non sta creando da zero. Sta "copiando", "imitando" uno stile secondo le istruzioni date da 306 componimenti di Bach.
Ma nel prossimo futuro aspettiamoci pure dei veri e propri compositori, con buona pace di chi crede che il piccolo cervello umano (o la sua anima, per chi vuole) sia irraggiungibile.
omerook22 Marzo 2019, 09:53 #4
a parte il fatto che nel lungo periodo diventeremo tutti dei dementi grazie alle IA mi piacerebbe capire nello specifico a chi fanno i diritti di autore.
emanuele8322 Marzo 2019, 10:07 #5
Originariamente inviato da: marcram
Se le emozioni sono un "calcolo", perché no?
È un concetto che cerca sempre di far risultare l'uomo migliore di quello che è in realtà, e irraggiungibile.
Come quando si cercava di negare a tutti i costi che gli animali (ad esempio quelli domestici) avessero emozioni.
Al livello attuale, questa IA non sta creando da zero. Sta "copiando", "imitando" uno stile secondo le istruzioni date da 306 componimenti di Bach.
Ma nel prossimo futuro aspettiamoci pure dei veri e propri compositori, con buona pace di chi crede che il piccolo cervello umano (o la sua anima, per chi vuole) sia irraggiungibile.


la AI non sta ne imitando ne copiando. ha imparato e ha creato un risultato.
Io non sto parlando dell'uomo in generale, ma di JS Bach. Lo avrò ascoltato qualche decina di volte in vita mia a random, non sono un suo fan come lo sono di Verdi o Rossini, ma stiamo parlando di un genio e di una macchina che cerca di eguagliare qualcosa (l'uomo) che per ora (purtroppo) nell'universo non ha eguali, non di una macchina che cerca fa della metodica un metodo infallibile (ad esempio una AI che cerca e individua tra le centinaia di nei che ha un essere umano quelli cancerosi (o probabilmente tali).
Shirov22 Marzo 2019, 19:02 #6
Mi sembra che ci sia un po' di snobismo. E' chiaro che siamo soltanto agli inizi di un percorso lunghissimo e di cui la nostra generazione non vedrà la fine. E' altrettanto evidente che "creare" qualcosa che per noi è arte (concetto molto soggettivo) è ancora più difficile. Ma è un primo passo ed è importante che, in qualche modo, ci sia un risultato al quale molti di noi non saprebbero arrivare, pur nella sua essenziale primitività. Ricordo quando una 20ina di anni fa un grande maestro di scacchi affermò che molto difficlmente le macchine avrebbero superato i migliori giocatori entro i successivi 50 anni. Ebbene non solo i software oggi sono in grado di battere anche il miglior grande maestro ma ci sono progetti, come il noto AlphaZero, che dimostrano capacità di vero e proprio apprendimento. Ovviamente gli scacchi sono un ambito molto ristretto e che ben si presta al calcolo ma è solo ed esclusivamente una questione di tempo, magari tanto, anche su molti altri sentieri ancora tutti da percorrere o appena iniziati. L'importante, il vero nodo, è come far si che questa enorme risorsa che si chiama AI venga utilizzata in modo congruo. Non dubito che sapremo (o sapranno i nostri pronipoti) far casino anche lì....
Techie22 Marzo 2019, 20:53 #7
Bah per me non è snobismo...

I corali si prestano al calcolo come e forse più degli scacchi, ma hanno una duplice natura che non è immediata da afferrare... noi molto spesso li analizziamo armonicamente, ma Bach stesso con tutta probabilità non considerava affatto le verticalità, e pensava solo in termini di condotta delle parti.

In questo caso manco mi interessa di decidere se una cosa sia o meno "arte", ma mi interessa molto vedere quanto vicino al bersaglio è andata l'IA.
Nel test che ho fatto io era palese che, dato un canto assolutamente plausibile e lineare, questo non era stato né armonizzato in maniera nemmeno vagamente ragionevole, né la condotta delle parti era all'incirca corretta, né il tutto era esente da errori marchiani e dal risultato assolutamente cacofonico (un sol e un sol # sovrapposti, senza che ci fosse un motivo, ad esempio).

Personalmente ritengo di avere abbastanza autorità per parlare (un bel po' di anni fa feci proprio un lavoro di catalogazione informatizzata delle successioni nei corali di Bach, anche se senza la parte di scrittura automatica) per dire che il risultato del computer in questo caso non è tanto diverso da una serie di note messe più o meno a caso.
Shirov23 Marzo 2019, 12:12 #8
Lo snobismo consiste nel fatto che stiamo valutando il comportamento di un bambino di un anno di fronte ad un tecnigrafo. Sarebbe bello poterne riparlare tra 50 anni (ma io sarò già morto).
Non sono poi tanto d'accordo sul raffronto musica - scacchi relativamente alla AI e questo perchè conosco bene gli algoritmi che governano il calcolo dei programmi scacchistici, ma è un altro discorso.
Techie23 Marzo 2019, 22:35 #9
Originariamente inviato da: Shirov
Lo snobismo consiste nel fatto che stiamo valutando il comportamento di un bambino di un anno di fronte ad un tecnigrafo. Sarebbe bello poterne riparlare tra 50 anni (ma io sarò già morto).
Non sono poi tanto d'accordo sul raffronto musica - scacchi relativamente alla AI e questo perchè conosco bene gli algoritmi che governano il calcolo dei programmi scacchistici, ma è un altro discorso.


Sarà anche un bambino di un anno, ma da come viene sbandierata l'IA (nel limitatissimo caso del machine learning, oltretutto) e dal puzzo che fanno (non Google in particolare... sto pensando più che altro alle due cosucce che sono uscite in ambito cellular-fotografico) mi sa che siano quelli dei vari uffici marchetting a dover rimettere un po' i piedi per terra, e non noi a meravigliarci di più.

Qui non si tratta tanto di musica, ma di contrappunto, che è forse la fattispecie musicale che si riesce - volendo - a svincolare più da considerazioni estetiche e a definire solo tramite una serie di regole.

Poi, il fatto che Bach (e altri, se è per questo) infrangesse liberamente e deliberatamente determinate regole, che nei suoi corali si trovino tranquillamente quinte e ottave nascoste, false relazioni etc., ma che queste infrazioni non diano fastidio perché realizzate con una consapevolezza del mestiere quasi ultraterrena (e noi rimaniamo lì a discutere a mezz'ore dicendo che sì in effetti si sente poco perché il tale "errore" è tra parti interne su tempo debole, oppure nascosto da una nota di volta etc.) e anzi contribuiscano ad una freschezza e a una vitalità raggiunte solo dai più grandi, beh questo sì che ha a che fare più con l'arte che con le regole.

Non conosco gli algoritmi degli scacchi, ma ti assicuro che il contrappunto di scuola può essere insegnato senza problemi ad una macchina.
mrk-cj9428 Marzo 2019, 13:06 #10
Originariamente inviato da: Shirov
Mi sembra che ci sia un po' di snobismo. E' chiaro che siamo soltanto agli inizi di un percorso lunghissimo e di cui la nostra generazione non vedrà la fine. E' altrettanto evidente che "creare" qualcosa che per noi è arte (concetto molto soggettivo) è ancora più difficile. Ma è un primo passo ed è importante che, in qualche modo, ci sia un risultato al quale molti di noi non saprebbero arrivare, pur nella sua essenziale primitività. Ricordo quando una 20ina di anni fa un grande maestro di scacchi affermò che molto difficlmente le macchine avrebbero superato i migliori giocatori entro i successivi 50 anni. Ebbene non solo i software oggi sono in grado di battere anche il miglior grande maestro ma ci sono progetti, come il noto AlphaZero, che dimostrano capacità di vero e proprio apprendimento. Ovviamente gli scacchi sono un ambito molto ristretto e che ben si presta al calcolo ma è solo ed esclusivamente una questione di tempo, magari tanto, anche su molti altri sentieri ancora tutti da percorrere o appena iniziati. L'importante, il vero nodo, è come far si che questa enorme risorsa che si chiama AI venga utilizzata in modo congruo. Non dubito che sapremo (o sapranno i nostri pronipoti) far casino anche lì....


dubito fortemente dei tuoi ricordi visto che vent'anni fa li avevano già superati

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